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8 novembre 2013 5 08 /11 /novembre /2013 10:31

L'idealismo critico, qualunque esso sia - da Kant a Fichte fino ad ogni sedicente “antroposofo” fichtiano (purtroppo oggi esiste anche questa categoria di truffatori) - condanna l’uomo al “solipsismo”, segregando il conoscere umano nel soggettivismo delle rappresentazioni, e privandolo della speranza di accedere alla realtà per poterla migliorare. Le grandi impalcature di pensiero della chiesa cattolica e protestante, e quelle dell’idealismo tedesco (Fichte, Shelling ed Hegel) appartengono alla medesima “cattolicità”!

Incapaci di umiltà nel rinviare ad eventuali ulteriorità assenti - come ad esempio quella di Rudolf Steiner quando scrive che il suo lavoro scientifico sulla libertà: «non pretende avere in mano “l’unica possibile” via alla verità, ma vuole descrivere quella percorsa da uno cui la verità sta a cuore» (R. Steiner, “La filosofia della libertà”, 2ª Appendice, §8°) - ma risolvono la verità nel sistema concettuale che si presenta come pensiero unico e fichtianamente assolutizzato.

Tali impalcature non potranno mai più avere un seguito perché la potenza dei sistemi che costituirono, fu, è, e rimarrà pre-potenza, che esclude a-priori (pre) ogni ulteriorità di sensi, sensazioni e significati possibili, ad eccezione di quelli predisposti e coordinati dal loro sistema.

Il problema del costo del denaro, che Draghi ha recentemente annunciato come dimezzato dallo 0,50 allo 0,25%, il problema del signoraggio bancario, e quello della percezione malintesa (o intesa come inganno da superare dall’attivismo per il comunismo giuridico proibizionista massonico fichtiano) sono il medesimo problema, irrisolvibile dall’imperativo categorico che comanda la gente mediante legalità priva di legittimità, cioè senza ragione umana.

Il costo del denaro è infatti una tautologia, dato che il denaro rappresenta il costo delle merci, dunque non può avere alcun senso perché il costo del costo delle merci è, e rimane, una truffa colossale, la stessa che imperversa nelle politiche economiche di tutta Europa a partire dalla fondazione della banca di Inghilterra. Lo disse già Marx nel suo “Capitale” (Libro 1°, Editori Riuniti, Roma 1974, pp. 817-818), ma ciò fu sempre inascoltato, soprattutto dalla sinistra, attualmente addirittura culo e camicia con le banche).

L'unica speranza possibile riposa nel diritto di epicheia, cioè nell’individualismo etico, sostitutivo dell’utopico Stato etico putiniano e merkeliano, “antroposoficamente” supportati oggi dai “neo chierici traditori” dell’idea dell’organismo sociale triarticolato, già auspicato da Goethe, Schiller e Steiner, ma che mai si realizzerà finché si accetteranno parole indicibili come “costo del denaro”, parole magiche del neo oscurantismo che affama tutto il pianeta per ingrassare poche “famiglie”, di cui sono recentemente apparsi perfino i nomi: Rothschild, Rockfeller, Astor, Bundy, Collins, Dupont, Freeman, Kennedy, Li, Onassis, Russell, Van Duyn, Merovingi, ed ai quali si può benissimo aggiungere anche Berlusconi.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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