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4 novembre 2013 1 04 /11 /novembre /2013 12:19

Il 20° capoverso del 3° capitolo della filosofia della libertà di Steiner intitolato “Il pensare al servizio della comprensione del mondo” inizia con la seguente frase: “Quando si rende oggetto di osservazione il pensare, si aggiunge al rimanente contenuto del mondo osservato qualche cosa che di solito sfugge all’attenzione; il modo in cui l’uomo si comporta però, anche nei confronti delle altre cose, non si modifica”.

Non mi sembra un’affermazione difficile da capire.

Eppure, Archiati la illustra secondo l’aut-aut della logica binaria, quella delle macchine, dei computers, o della catena di montaggio, perfino postulando la possibilità di un salto a ritroso nel tempo come se esistesse una macchina del tempo funzionante, cioè capace di rendere possibile tale salto, sia pure per un “momentino”: “Venti [20° capoverso - ndr]: quando si prende il pensare come oggetto dell’osservazione, noi stiamo osservando il pensare. Stiamo facendo oggetto di percezione qualcosa che non è, non viene percepito ma prodotto direttamente, creato direttamente. Qui c’è un paradosso. Il pensare sul pensare è un paradosso. Perché il pensare sul pensare ci presenta il pensare come percezione, però scopriamo che non è percezione. Diventa percezione nel momento in cui è già pensato. È già pensato! Però accorgendomi di questo ho la possibilità di tornare indietro un momentino e di sorprendermi mentre penso. E mentre penso, il pensare non è una percezione ma è un puro creare” (Pietro Archiati, 3° seminario sulla filosofia di Steiner, tenuto a Rocca di Papa (RM) dal 14 al 17 febbraio 2008).

Questa, sì, che è bella!

Il paradosso che l’intelletto rileva alla luce della logica “analitica”, usata da Archiati per spiegare la dinamica dell’osservazione del pensare, dimostra ancora una volta che tale dinamica non è stata da lui compresa.

È difficile comprendere “La filosofia della libertà” secondo quel “principio d’identità” (o di “non contraddizione”) caro ad Aristotele per cui se A è A e se B è B, allora A non è B e B non è A. Se chiamo A il pensare, e B, l’osservarlo, non posso - in base al principio di identità - dire che A è B, perché tale affermazione sarebbe una paradossale contraddizione.

Però il procedere in base al principio di “non contraddizione” è una logica che va sempre bene solo per la catena di montaggio o per un pensare senza alcun contenuto di esperienza, cioè disincarnato, come lo è ad esempio il pensare il J. Gottlieb Fichte. Tale pensare però non va sempre bene per l’essere umano incarnato.

Già la logica dialettica o speculativa di Hegel consentiva di scoprire che nel divenire A è B e che B è A dato che l’uno e l’altro non sono che due momenti del divenire (o dello svolgersi) di uno stesso concetto. Solo in virtù del movimento della ragione è possibile riunire quanto l’intelletto ha separato.

Con la logica meramente intellettuale è ovviamente difficile comprendere che solo in virtù del movimento della ragione è possibile riunire quanto l’intelletto ha separato dato che, con essa, l’intelletto e la ragione risultano sinonimi, e quindi non vi è alcuna differenza.

Ma così non è, dato che tanto per Goethe quanto per Steiner “la ragione è rivolta al divenire, l’intelletto al divenuto” (Goethe, "Detti in prosa" in R. Steiner, "Le opere scientifiche di Goethe”).

Diceva Goethe: “Che cosa è più difficile di tutto? Vedere con i propri occhi ciò che si ha sotto il naso”.

In effetti è così.

Ed Archiati, per spiegare l’osservazione del pensare, assolutizzando fichtianamente tanto il pensare quanto l’osservarlo, è costretto a rilevarne il paradosso e a risolverlo con un sognante salto a ritroso nel tempo come se ciò fosse possibile tramite una reale macchina del tempo… La pazzia galoppa…

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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