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20 giugno 2015 6 20 /06 /giugno /2015 16:49

Corpo del testo: «Questo papa, prima di improvvisarsi insegnante di economia e di attaccare e bastonare il potere delle banche, dovrebbe bastonare chi nel 1926 ha concesso loro tale potere attraverso il monopolio assoluto di emissione monetaria, cioè lo Stato. E quando parla di corruzione dovrebbe innanzitutto spiegare la questione Emanuela Orlandi, connessa a mafia e alle finanze del Vaticano col caso Calvi.


Risulta infatti evidente che secondo una dichiarazione del 2008 di Carlo Calvi, figlio del banchiere assassinato, il rapimento di Emanuela Orlandi fu un messaggio della mafia “teso a intimare al Vaticano il silenzio su certe questioni molto delicate, come quelle di natura finanziaria che hanno visto il coinvolgimento di banche, mafia, partiti politici. Queste oscure vicende risulteranno sempre legate alla nostra vicenda, alla morte di mio padre e alla fine dell’Ambrosiano” [Giovanni Bianconi, “Il figlio di Calvi: la Orlandi rapita per intimidire la Santa Sede”, “Corriere della Sera” del 26 giugno 2008 in Gianluigi Nuzzi, “Vaticano S.p.A.” Ed. Chiarelettere, Milano 2009].


“Ancora oggi però non si è sciolto un nodo fondamentale”, scrive Gianluigi Nuzzi, riferendosi al «legame tra la morte di Calvi e i soldi che lo stesso ha amministrato per conto di Cosa Nostra. Solo così si potrà accertare se il banchiere è stato ucciso perché avrebbe sottratto dei capitali alla mafia non onorando la parola presa: “Che la mafia vantasse crediti nei confronti di Calvi - interpreta il giudice Otello Lupacchini - è emerso in vari processi, come è un fatto che sia stato Paolo VI a mettere in contatto Sindona, Calvi e Gelli quando era ancora a Milano. Ma che Cosa Nostra abbia disposto l’omicidio di Calvi per il mancato recupero dei 2000 miliardi delle lire che aveva investito suscita perplessità […] L’altra ipotesi verosimile è che Cosa Nostra abbia fatto fuori Calvi nell’interesse di qualcun altro previa garanzia del pagamento del debito del banchiere» [dal colloquio del 21 gennaio 2009 di G. Nuzzi con Lupacchini, il magistrato che nel 1999 fece riesumare il cadavere di Calvi «durante le indagini sulla morte del banchiere e che ha condotto le più corpose inchieste sulla banda della Magliana, organizzazione che tra l’altro di recente emerge nell’inchiesta sulla scomparsa della Orlandi», “Vaticano S.p.A.”, op. cit.].


Anche nel libro “Il disubbidiente” di Francesco Pazienza, la questione Emanuela Orlandi risulta connessa con la P2 di Gelli nel 19° capitolo intitolato “Ali Agca e il terzo mistero di Fatima” [F. Pazienza, “Il disubbidiente. Pazienza parla”, Ed. Longanesi, Milano 1999, pp. 537, 539-540, 548-549].


Dunque, Bergoglio studi la storia del rapporto fra Stato e Chiesa e dica la verità sulla Orlandi se vuole davvero avere credibilità, ad imitazione del Gesù, della cui epicheia (epicheia significa equità ed è la politica del Cristo, consistente nel disobbedire alle leggi ritenute ingiuste) comunque non riesce a predicare, come del resto tutto il mondo cattolico, intercapedine di questo marcio Stato plenipotenziario ed arraffone» (Quotidiano piacentino LIBERTÀ del 20/06/2015).

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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