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3 maggio 2012 4 03 /05 /maggio /2012 09:13

inculata.jpgNel 1992, l'attacco speculativo contro la lira capeggiato da Soros, costò agli italiani quaranta mila miliardi di lire perduti dalla banca d'Italia a causa di Ciampi e di Lamberto Dini.

 

Anziché essere puniti per questa loro malefatta ed anziché pagare per quell'ennesima truffa ai danni della gente, furono fatti diventare rispettivamente ministro del Tesoro e degli Esteri nel governo socialcomunista Prodi, in un'inutile difesa della lira, voluta dal governo di Giuliano Amato (con Barucci, ministro del tesoro).

 

Al riguardo si apriva un'inchiesta affidata al Nucleo Valutario della Guardia di Finanza.

 

Il dubbio se nell'occasione influenti italiani avessero "operato illegalmente dietro banche e speculatori" qualcuno lo avvertiva (Corriere della Sera, 23/12/1996). Però poi non si seppe più nulla! Tanto, queste cose la gente non le capisce…

 

Così fu poi per molte altre cose che si sapevano ma che non si dicevano, come, ad es., l'acquisto di Ciampi nel 1996 di titoli a breve termine e della sua successiva emissione di titoli a più lunga scadenza, procrastinando semplicemente - a danno delle generazioni future - le conseguenze di un problema che sapeva di non poter risolvere.

 

"Ti ricordo, o Ciampi integerrimo" - scrivevo allora in una "Lettera aperta a Ciampi" - "che il 30/10/1995, la facoltà di Economia dell'Università di Bologna (Preside Stefano Zamagni stretto collaboratore di Prodi anche nella successiva campagna elettorale) attribuiva a Soros una delle rare lauree honoris causa concesse dal Dipartimento, e Prodi, allora candidato dell'Ulivo alle elezioni politiche, aveva presenziato alla consegna della laurea, presentando anche l'edizione italiana del libro autobiografico di Soros "Soros su Soros", Ed. Ponte alle Grazie, e che l'anno successivo, il settimanale "Il Mondo", riportava (dicembre 1996) l'ipotesi dell'esistenza di "una lobby a favore di Soros" comprendente Prodi, Enrico Cuccia, Guido Rossi, Isidoro Albertani, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo [...]"!

 

Curiosa notizia di quel periodo fu che in Bielorussia le autorità fiscali avevano imposto alla Fondazione Soros locale una multa di 2,9 milioni di dollari per aver speculato illegalmente sui cambi, per cui la fondazione dovette lasciare il Paese ("Internazionale", 09/05/1997, pag. 6).

 

L'attacco speculativo di Soros del 1992 costrinse l'Italia ad uscire dallo SME (il cosiddetto serpente monetario europeo, un sistema di cambi semi rigidi tra i paesi europei istituito allo scopo di evitare che vi fosse concorrenza interna mediante l'uso dello strumento monetario e come preludio all'unità monetaria europea).

 

Comunque alla fine di agosto (2002) il presidente del consiglio di allora, Giuliano Amato, annunziò agli italiani che sarebbero stati necessari sacrifici per una manovra finanziaria di circa 50.000 miliardi necessari per coprire il deficit pubblico.

 

Questo criminale (Amato) giurava e spergiurava che non sarebbero stati richiesti altri denari ai cittadini e che con quell'operazione i conti pubblici sarebbero andati assolutamente a posto, perché si trattava di una questione tecnica...

 

1+1=2 !!! Elementare Watson!

 

Una raffica di aumenti, disposti con il pacchetto di provvedimenti varato dal governo, investì i cittadini.

 

E mentre il fisco toglieva dalle nostre tasche questi soldi, si abbatté sulla lira quell'attacco speculativo di Soros e delle centinaia di speculatori che come zombi assatanati lo seguirono in quell'impresa.

 

Lo strumento usato per l'attacco furono i contratti a termine a pronti e a breve (contratti di durata inferiore ai tre giorni o ad una settimana), che erano stati improvvidamente autorizzati dalla banca d'Italia .

 

"È interessante notare", scriveva in una nota l'avv. De Simone nel suo libro "Un milione...", dal quale prendevo questi appunti, "che nella prefazione del libro di Michalos, Roberto Panizza, Ordinario di Economia Internazionale all'Università di Torino, sferra un violento attacco alla politica condotta negli ultimi vent'anni dalla Banca d'Italia a proposito di politica dei cambi. Panizza sostiene che, data la scarsità di lire sul mercato internazionale, sarebbe stato semplicissimo bloccare sul nascere ogni intenzione speculativa sulla nostra moneta, vietando le operazioni a termine contro la lira di durata inferiore ai sette giorni. Quando il Governatore Baffi assunse questo provvedimento, infatti, le speculazioni cessarono, e l'inflazione scese immediatamente. Baffi fu provvidenzialmente tolto di torno da un avviso di garanzia, rivelatosi nel prosieguo del tutto privo di fondamento, e le speculazioni continuarono con i suoi successori fino all'entrata della lira nell'Euro. Panizza punta l'indice contro quei potentati industriali e finanziari che dalla speculazione sulla lira traevano grandi vantaggi, sia per la sostanziale riduzione dei salari - e quindi dei costi delle imprese -, sia per i vantaggi economici delle operazioni di speculazioni, i cui costi venivano scaricati su tutto il popolo italiano)".

 

In quell'operazione, gli speculatori guadagnarono decine di migliaia di miliardi, e la banca d'Italia guidata da quel criminale di Ciampi, bruciò in poche settimane oltre 50.000 miliardi di riserve valutarie per una difesa evidentemente inutile del rapporto di cambio.

 

Il maltolto, che apparteneva a tutti, finì in quelle di un gruppo di speculatori internazionali che, grazie alla stupidità delle nostre autorità monetarie, e del popolo bue completamente ignaro e votante, si arricchì enormemente e senza fatica.

 

Quindi, o popolo bue, non andare a votare, che è meglio!!! E se ci vai, poi non lamentarti... 

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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