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25 giugno 2012 1 25 /06 /giugno /2012 13:32

Seguimi nel Consultorio di economia della triarticolazione sociale 

  

 

 

Chi è Arimane?

 

Quando i tempi sono maturi, nel mondo occidentale Arimane si incarna in un corpo umano, perché così è stabilito dall'evoluzione terrestre, spiegava Rudolf Steiner nel 1917 ("Il mistero della volontà").


Oggi è quel tempo! E dobbiamo aprire gli occhi... Paolo di Tarso lo chiamava Belial. I vangeli a volte satana, a vole mammona... Per Leopardi e per Steiner era Arimane...

 

Quando Arimane compare nel mondo occidentale, sui soliti registri comunali si annota: “È nato Mario Rossi”, o "Mario Monti", o "Romano Prodi", ecc., e costui è considerato un cittadino  come tanti altri... Ma così non è, e non dovremmo lasciarci sfuggire ciò che sta veramente accadendo...

 

Arimane ci porta tutti in un sogno illusorio, e tra i mezzi più significativi di cui dispone per agire sulla terra dall’aldilà, vi è quello di promuovere nell’umanità il pensiero astratto.


"Nulla potrebbe meglio predisporre la cattura della terra intera da parte di Arimane, per l'evoluzione, che il continuare la vita astratta ed astraente già oggi [1917] penetrata persino nella vita sociale. È questa una delle finzioni, uno degli scherzi attraverso cui Arimane prepara, secondo il suo disegno, il suo regno sulla terra. Invece di mostrare oggi agli uomini ciò che ha da venire in base ad un’esperienza completa, si parla all’umanità di teorie generiche, persino di teorie sociali. Coloro che parlano di teorie ritengono astratto proprio quanto si rifà all’esperienza, poiché non hanno alcuna idea della vita. Tutto ciò fa parte del piano voluto da Arimane" (R. Steiner, cit.).


Un'altro strumento di Arimane è la falsa interpretazione dei vangeli preparata dall'imperialismo giuridico romano che non ha mai voluto trasformare se stesso eliminando la sua antica forma anticristiana, poggiante sul sequestro delle donne sabine e sul fratricidio di Remo da parte di Romolo. Questo pseudo diritto, tuttora vivente attraverso lo IOR (banca vaticana) e attraverso il diritto romano, è il male supremo, quello dell'anacronismo del sistema fiscale, predatorio e schiavizzante l'uomo del terzo millennio.


Oggi la schiavitù si manifesta nel fatto che l'uomo, prono all'imperialismo antico, non ha più il tempo di rifermarsi a riflettere. E non vuole neanche più riflettere, accontentandosi di astrazioni del bene, eterodirette ed imposte.


Oltretutto, l'uomo perde sempre più la memoria... Non si accorge che sono i professori a generare la catastrofe. Oggi abbiamo il prof. Monti, ieri avevamo il prof. Prodi. Basterebbe ricordare come "anticamente", quest'ultimo si appresta a servire agli italiani un piatto dal sapore antico: il compromesso storico tra la sinistra dc e gli "euro-comunisti". Ovvero i "comunisti dell'euro", orgogliosi di aver "risanato l'italia" negli anni Novanta, tassando il lavoro produttivo, vendendo le industrie di Stato agli oligarchi loro amici, e mettendo in ginocchio, con l'incongruo ingresso nell'euro, le ditte esportatrici e le massaie.


L'astratto dominava il concreto, esattamente come oggi, che per comprendere le condizioni dell'economia italiana si continua a far riferimento a indici astratti come il PIL (Prodotto Interno Lordo, da me sempre caratterizzato con articoli e con canzoni come "Pil-astro della truffa").

 

 

 

Dagli anni '70 agli anni '90 cosa ha fatto Arimane, cioè i governi? Ha fatto ciò che continua a fare: tassa soprattutto il lavoro, prima per ottenere l'entrata nell'euro, e oggi per insistere nel permanervi anche se quell'istituzione si è dimostrata antilogica. Quando mai si costruisce una casa incomiciando dal tetto? Ebbene l'istituzione dell'euro è stata fatta con questa logica, basada sul materialismo del "primo vivere, e poi filosofare"...


Ma a cosa è servito?


L'euro è servito solo a indebolire la posizione dei lavoratori attivi. E questo è stato il grande tradimento della sinistra di governo.

Ci veniva detto che i sacrifici sarebbero stati necessari per ossequiare il Santo Euro che ci avrebbe salvati dall'inferno argentino.


Era una menzogna.

 

L'Argentina aveva fatto una brutta fine proprio perché aveva legato la sua moneta a un cambio fisso; viceversa, il Brasile evitò lo sfascio lasciando oscillare la sua moneta come avveniva con la nostra lira. Insomma "al riparo dell'euro" è solo aumentata la spesa corrente come sarebbe stato impossibile con la lira. Ma ci dicevano che senza l'euro sarebbe stata una tragedia poi accostarsi ad una pompa di benzina!!!


Tutto avrebbe avuto senso solo se l'euro si fosse comportato come una moneta stabile; ma in realtà in questi suoi 10 anni di vita ha oscillato più della lira, continuamente valutandosi e svalutandosi addirittura del 30-40%.


Non può quindi vantare di essere una moneta più stabile della lira.


Chi dunque si è avvantaggiato dell'abolizione della lira?


La risposta è solo una; la Germania, la confindustria tedesca, che ha annullato il saldo attivo di esportazioni italiane verso la Germania. La confindustria tedesca ci ha dunque fatto entrare nell'euro così come si fa entrare il topolino nella gabbia! Per loro c'era un chiaro tornaconto. Per le nostre imprese no. Il "nostro" vantaggio fu casomai la diminuzione dei tassi di interesse. Ma lo Stato italiano lo dilapidò subito.


Quindi i post-comunisti al governo di chi hanno fatto gli interessi? Si sono trovati a gestire il fallimento del comunismo e per grazia di Tangentopoli hanno tratto da quella gestione fallimentare pure loro una rendita, divenendo oltretutto più realisti del re. La loro idolatria dell'Europa burocratica non era altro (e così lo è ancora) che la riedizione della teoria della sovranità limitata: smisero di ossequiare l'URSS, e andavano in brodo di giuggiole potendo ancora ossequiare un nuovo Super-Stato europeo.


E chi sono i post-comunisti? Sono secondo me tutti i politici (di sinistra, di destra e di centro), incominciando da Berlusconi. Qualsiasi Stato non fosse e non sia l'Italia va sempre bene a queste canaglie.


E perché? Perché sono appunto l'incarnazione di Arimane! Tutti quanti. Attenzione, io non parlo come Steiner dicendo che Arimane si incarnerà in un uomo preciso. Questo potrà avvenire con la moneta unica mondiale, ma non siamo ancora a quel punto. I tempi sono tuttavia maturi per accorgersi di Arimane nella veste di ogni nuova politica post comunista.


Arimane è colui che in fondo da' all'uomo il senso di Stato, Super Stato, a partire dalle scuole dell'obbligo... di Stato...


Ma lo Stato è un falso valore e il senso di Stato - l'ho detto e ripetuto (ma repetita iuvant) è il senso del materialismo arimanico dove ogni deficiente impera. Ciò che Giacomo Leopardi e Rudolf Steiner chiamavano Arimane, che per Goethe era Mefistofele, per Paolo di Tarso Belial, per gli evangelisti Satana, e per Gesù "mammona" (termine aramaico simile all'ebraico moderno "mimen", che significa "finanziare"), io chiamo appunto Compagnia Dove Ogni Deficiente Impera, o DODI&C.


Con questo acrostico, sintetizzai il gregarismo degli accidiosi portatori di "pensiero" debole, o pensiero all'ammasso, che in realtà è agitazione ideologica ritenuta pensare.


Ma è giusto che sia così. Così ce ne accorgiamo. Il "pensato" è infatti sentito come Stato perché il participio passato di un essere è ciò che partecipa solo in parte alla sua natura, e che non è mai presente nel qui ed ora, ma è "passato" - appunto - nell'oggetto, percepibile materialmente in ciò che lo rappresenta come pezzo di carta. Questo Stato, questo passato, questo participio passato, offre - ma solo alle inconsce paure dei materialisti - più sicurezza dell'affermazione "io sono".


Infatti ancora oggi questa affermazione esige (ed è impensabile senza) l'oggettivazione di che si è.

 

Io sono che cosa?


Questa domanda fa incazzare ogni essere arimanico!


Dire "io sono" come fece Gesù di Nazaret durante il suo processo intendendo "io lo sono" in riferimento a Yhwh (nome impronunciabile di Dio, che solo Dio poté dire di sé a Mosè sul Sinai annunciando "Io sono l'io sono") comporta - come è rilevato da recenti studi giuridici del processo di Gesù - la condanna per le "aspirazioni criminali di Gesù: predicazione (blasphemia) e regalità (lesa maiestas)" (Massimo Miglietta, "Gesù e il suo processo nella prospettiva ebraica").

 

Oggi, la "lesa maiestas" dovrebbe essere la sovranità del popolo, dato che non c'è più Cesare; ma nella nostra democrazia tale sovranità è di fatto un enunciato meramente formale.


L'affermazione dell'io in quanto vera divinità è infatti di massimo disturbo per lo spirito arimanico dello statalismo della dodi&c.


Cosa comporta ciò?


Comporta che l'antitesi Dio-Cesare nel "dare a Cesare quel che è di Cesare, "spesso interpretato come dimostrazione e fondamento della lealtà dei cristiani verso l'autorità civile" (ibid.), possa essere letto in senso non più positivo (e quindi impositivo di imposte di Stato) ma negativo come di "non dare a Cesare ciò che è di Dio" (C. Cohn, Processo di morte di Gesù. Un punto di vista ebraico in M. Miglietta, "Gesù e il suo processo...", op. cit.), vale a dire dell'io umano nel senso di cristiano.


Questa visione delle cose non può non portare al diritto individuale di epicheia, cioè di equità a discrezione dell'io (Dio) nel non pagare o nel pagare i tributi a Cesare o il signoraggio ai signori creatori dal nulla della moneta odierna.


Che le cose stiano così, e cioè che il materialismo e la correlativa accidia che lo sostanzia nella tendenza a "non volerne sapere" di impiegare maggiore giudizio critico nel proprio "pensiero" debole, lo si può osservare anche nel dogma del materialismo, consistente nel non riconoscimento della concretezza spirituale dell'idea. Il materialismo è infatti incapace di fraternizzare, dato che non riesce a fraternizzare neanche con la parte idealistica di sé (l'idea della materia non è riconosciuta dal materialismo). Pertanto può solo fingere la fraternità, dogmaticamente costringendo verso la propria monovalente dialettica qualsiasi pensiero altrui, o qualsiasi richiesta di coerenza logica col proprio principio (principio che tutto fonda sulla materia). Anche quando il materialismo è dotato di capacità analitiche raffinatissime, non può non essere dogmatico, perché ignorando l'incorporeo movimento del "pensiero materialista" (il cui soggetto non può non essere l'idea per quanto da esso ignorata come realtà), o la propria interna verità, attribuisce verità a ciò che è fuori di sé, e che da fuori impone assolutezza come eterodirezione di sé.


Ecco allora, da tale imporre provenire, come cosa buone e giusta, le imposte, le tasse, le leggi, la carta: rimasugli di imperialismo romano, o del faraone ritenuto Dio, o del Signore della giurisdizione territoriale, o dell'apparato statale sovieticamente inteso!


Ed ecco infine la spiegazione del fatto per cui il materialismo è un "pensiero" che concepisce, piuttosto che la comprensione, l'eliminazione di coloro che lo contraddicono, e che perciò tende a fare della propria impotenza una forza fratricida!


Fingendo la fraternità, un simile "pensiero" costringe l'organizzazione dei singoli ad una forma esteriormente fraterna, meccanicamente sociale.


Di conseguenza serpeggia fra i singoli, al posto del collegamento interiore, la corrente del sospetto e dell'odio. Segno questo che indica l'esigenza di una via diversa dalla partitocrazia del "participio" o del senso di Stato, i quali non possono non essere non coercitivi.


Un ordine sociale senza coercizione è però possibile. Ed ha un nome solo: triarticolazione dell'organismo sociale.

Per concludere sottolineo altresì che il senso di Stato non è altro che il senso satanico dei conati di succubanza fantozziana ad un anacronismo cesaropapista che l'individualismo etico dell'uomo moderno non può che stornare da sè.


Il cristiano di oggi  (e non mi riferisco certo ai nati cattolici senza essere divenuti mai cristiani) dovrebbe essere in grado di "vedere" (sovrasensibilmente) che chi oggi parla di "senso di Stato" è solo un mascherato manipolatore di capitali, i cui reggicoda Gesù chiamava "sepolcri imbiancati".


Come si fa per usare Arimane e non lasciarsi usare da Arimane?


Gabriele d'Annunzio diceva: "lo ho quel che ho donato".


Occorre innanzitutto accorgersi di una cosa importante che riguarda un lato essenziale del denaro, che è quello di essere donato, di essere offerto. Il fine vero dell'economia è ancora quello antico, che spiegai a suo tempo parlando di Eumeo (nell'Odissea) e che può essere ritrovato nel bello, nell'arricchimento artistico, nella ricerca spirituale autentica.

 

L'accumulo indefinito del denaro non ha senso, perché a un dato punto deve organicamente "decumularsi" (così come il sangue nell'uomo ha continuamente da rinnovarsi con l'inspirazione di ossigeno e l'espirazione di anidride carbonica) per offrirsi alle fondazioni spirituali, educative artistiche (metabolismo dell'organismo sociale).


Ma il decumulo del denaro non può essere gestito dallo Stato. Esso è il frutto dell'individualismo etico. Quando lo Stato si arroga il diritto di ridistribuire le ricchezze, imponendo gioghi alle categorie produttive e alimentando mille rivoli parassitari, i risultati sono solo la carestia assoluta.


Lo Stato deve limitarsi alle funzioni della sicurezza, della giustizia, e della politica estera.

Deve liberare le possibilità di lavoro eliminando tasse e burocrazia. Deve lasciare a libere fondazioni i compiti dell'educazione, della ricerca, e dell'arricchimento spirituale.

 

E ciò non perché lo dico io o qualcun altro, ma semplicemente perché lo Stato nell'organismo umano è come il suo cuore, ed il cuore non può occuparsi delle funzioni nervose o di quelle metaboliche. Il cuore deve fare il cuore, non può fare le veci del nervo, ecc.

 

La triarticolazione è appunto questo: un vero sabato per l'uomo, in cui le istituzioni siano funzionanti a sua misura.

 

Solo così possiamo usare Arimane, senza farci usare da lui.

 

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commenti

Massimo Francese 06/25/2012 16:46

E' difficile commentare post così Si può solo leggere e riflettere, commentare sarebbe superfluo ed egoico. Grazie, come sempre.
ps: diffondo come chi, come Cristoforo, sa che c'è terra, ma non la vede.

nereovilla 06/25/2012 17:24



Sto aggiungendo la conclusione. Grazie Massimo.



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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