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2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 16:02

Monti porta sfigaFonte: Leonardo Facco (L'Indipendenza)

 

Dopo due rinvii, da ieri mattina (che però era domenica) stop ai pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro. E’ entrata in vigore la norma delinquenziale inserita nel decreto Salva-Italia (neolinguismo di matrice orwelliana) sulla tracciabilità dei pagamenti. Nessun pagamento per valori pari o superiori a 1.000 euro in contanti o con assegno non intestato o non recante la clausola “non trasferibile” potrà più essere effettuato senza avvalersi di intermediari finanziari abilitati, come banche o poste.


Possono così spergiurare i boiardi di Stato che l’Italia non è un paese in cui vige un regime di polizia tributaria. I fatti danno loro torto: dalla pressione fiscale che sta al 70% e giù fino alle duemila norme tributarie esistenti, dall’abolizione del segreto bancario all’introduzione dei redditometri e del “solve et repete”, non c’è provvedimento governativo che non vada nella direzione di un sistema inquisitorio in cui non è vero che il contribuente è un “presunto innocente”, ma un colpevole a prescindere, da controllare e bastonare. Per la gioia della Gabanelli, che il contante vorrebbe abolirlo e, perchè no, far tatuare un codice bancomat sul braccio di ogni cittadino maggiorenne.

 

Certo, sapevamo che con il decreto “salva-Italia” è stato introdotto il divieto di usare contanti oltre i mille euro. Un provvedimento di per sé deplorevole. Ciò che pochi ricordano, invece, è che l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato una circolare in materia di antiriciclaggio relativamente all’utilizzo anomalo di carte di pagamento per prelevamenti di denaro contante: i bancomat e carte di credito.  Mi spiego: questa “UIF” (che per comodità potremmo chiamare Stasi) ha riscontrato che, presso gli sportelli automatici di alcune banche, vengono eseguiti ripetuti prelievi di denaro contante di rilevante ammontare mediante carte di pagamento, emesse talora da intermediari esteri. Secondo l’UIF tale prassi, favorita da plafond aziendali elevati per il prelevamento di contante, consente – a fronte di onerose commissioni di transazione – di utilizzare le carte in questione in modo anomalo rispetto alla loro normale funzione di strumento di pagamento alternativo al contante, esponendo gli intermediari a un elevato rischio di coinvolgimento in fenomeni di riciclaggio.

 


Mi rispiego: attraverso tale operatività, secondo i “vopos italici”, il possessore del bancomat può disporre di banconote per importi complessivi anche in violazione dei limiti di trasferimento di contante fra soggetti diversi, ovvero i mille euro imposti dal decreto di Mario Monti. Da oggi, lunedì e primo giorno lavorativo, prima di fare un prelievo, premunitevi di osservare se dietro qualche cespuglio “sberluccica” una fiammella gialla dei servizi segreti della DDR (pardon del governo tecnico di rito Beferesco). Del resto, a suo tempo, Monti (per tutti un genio dopo la comparsata europea di un paio di giorni fa) ha deciso di invitare gli intermediari (le sue amiche banche) alla massima attenzione ai prelievi di contante effettuati presso i loro sportelli mediante carte di pagamento (bancomat e affini). Di più, l’orwelliana UIF ha posto l’accento sulla necessità di adottate idonee procedure di valutazione dell’eventuale natura sospetta delle operazioni. Come da manuale del “giovane aguzzino” dà, dunque, i suggerimenti del caso alle banche.


Il sogno dei “maiali” che popolano “la Fattoria degli animali”, che ha sede a Monte Citorio e dintorni, è quello di annullare l’evasione fiscale, facendo uso della “moneta elettronica”. Peccato che più che un sogno si tratterebbe di un incubo per la stragrande maggioranza di tutti noi, ma non – per dirla col mio amico Francesco Carbone – “per chi ha la vera grana e si può permettere di sfuggire alle grinfie del predone fiscale: sicuramente gli costerà un po’ di più trovare nuove vie di fuga, ma statene certi che le troverà, perchè nel complesso assolutamente demenziale delle nostre leggi e di quelle internazionali, qualche loophole, qualche buco dal quale passare egli lo troverà sempre”. Rimarremmo solo noi del ceto-medio basso, sempre più basso, rinchiusi nei campi di concentramento dell’inferno fiscale agognato dai “democratici-libberali”, quelli che ieri esultavano per i blitz in autostrada delle Fiamme Gialle impegnate a fermare Porsche ed affini!


Da oggi, si comincia ad abituare le masse alla soglia dei mille euro, domani – chissà – la si ridurrà a cinquecento e con un’opera di mitridatizzazione lenta, ma supportata dai cannoni mediatici dei loro lacché, riusciranno a convincere che essere schiavi è bello. In fondo, mica si è schiavi solo perchè si è proprietà di qualche negriero. La schiavitù è molto spesso un abito mentale, una condizione di sudditanza dalla quale non si ha la capacità di uscire. L’abolizione del contante è una misura liberticida e totalitaria, ma come diceva Thomas Edward Lawrence “una schiavitù volontaria è l’orgoglio più profondo d’uno spirito malato”!

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commenti

Fradel Masu 07/03/2012 12:31

Grazie a Te ho compreso di più. Amèn

nereovilla 07/03/2012 14:45



Grazie Fradel Masu. Ma anch'io posso dirlo di te! Un abbraccio!



Massimo Francese 07/02/2012 20:10

Una schiavitù volontaria... è già tutto in questa frase di Lawrence (grazie Facco). Riguardo il sig. Bellia, smisi di leggerlo anni fa quando perorava l' ingresso della moneta elettronica. Penso
non ci sia da spiegare a nessuno la pericolosità di questa soluzione. Eppure stanno lavorando per questo e la limitazione a mille euro nell 'uso di contanti ci sta portando proprio lì. Gli italiani
non opporranno resistenza e con un click spegneranno la loro vita. Amèn

nereovilla 07/03/2012 08:54



Grazie Massimo. Sto creando un video sul signoraggismo. Dura circa 8 minuti ed è tosto. L'idea di schiavitù volontaria (Lawrence) è
in fondo quella di "uomo spostato per ragioni di Stato" che ho già inserita, ma la inserirò ancora più esplicitamente, dichiarando quanto segue: "L'aberrazione signoraggista, di fronte al
problema dell'iniquità del monetaggio (creazione materiale dei soldi) afferma che "È lo Stato che deve emettere la moneta". Questa problematica però, a suo tempo denununciata perfino da Goethe
nel suo Faust, non ha come soluzione lo Stato, ma casomai l'idea dello scioglimento del Re del centralismo di Stato in tre diversi Re articolati fra loro in modo sano (Favola del serpente verde e
della bella Lilia", così come auspicato da Rudolf Steiner, studioso di Goethe e dell'idea della triarticolazione dell'organismo sociale. Non si tratta dunque di promuovere una neo-sovranità di
Stato, dato che lo Stato, anzi tutti gli Stati occidentali, a partire dagli USA, sono colpevoli esattamente come le banche emittenti della crisi mondiale, perché le legalizzarono, legalizzandone
il monopolio emissorio, e comportandosi come mandanti rispetto ai killers. Quindi chi oggi afferma ancora la fede nello Stato e che bisogna imitare gli USA e la FED è come Pinocchio, che va a
seminare le monete d'oro nel campo dei miracoli del Gatto (Stato) e della Volpe (Banca emittente). Oggi non si può più oggi predicare questa fede restando in buona fede, come se il mandante del
killeraggio fosse menoi colpevole del killer!"



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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