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8 marzo 2012 4 08 /03 /marzo /2012 12:33

[da R. Steiner, "Relazioni fra scuole, Stato, e soldi”, 5ª conf. di Zurigo del 29/10/1919; Titolo originale: "L’interazione fra vita culturale, giuridica ed economica nell’organismo sociale " -

A cura di Nereo Villa]

effetti-giuridici-e-culturali-odierni.jpg

 

Innanzitutto bisogna dire che questa triarticolazione dell’organismo sociale non è un’idea qualsiasi concepita da

uno o due uomini a partire da motivazioni soggettive, ma che questo impulso della triarticolazione dell’organismo sociale risulta da un’osservazione oggettiva dell’evoluzione storica dell’umanità in questi ultimi tempi.

 

Si può quindi dire che in fondo già da secoli nei propri impulsi principali l’umanità tende inconsciamente a questa triarticolazione, solo che non ha mai trovato la forza per metterla realmente in atto. E la mancanza di questa forza ha causato le condizioni in cui ci troviamo attualmente, ha dato origine allo sfacelo che ci circonda.

 

Oggi le cose sono maturate al punto che bisogna dire: è necessario metter mano a quello che da secoli si sta preparando in vista di un’organizzazione triarticolata dell’organismo sociale.

 

In primo luogo va detto che già da molto tempo quella vita culturale che è veramente libera si è separata dalla

vita statale e da quella economica. Cari ascoltatori, quella parte della vita culturale che dipende dalla vita economica o statale non è affatto libera, è stata strappata da una vita culturale veramente libera e feconda.

 

All’inizio dell’epoca in cui sono sorti il capitalismo e il moderno ordinamento economico tecnico con la sua

possente divisione del lavoro, quella vita culturale che è davvero libera - quella che crea solo a partire dagli impulsi dell’uomo, così come l’ho presentata come esigenza di tutta la vita culturale - questa porzione della vita culturale, solo questa parte che abbraccia determinati settori dell’arte, della filosofi a, delle convinzioni religiose si è staccata dalla vita economica e da quella statale e si svolge avulsa dalla vita, in un certo senso fra le righe della vita. E viceversa è stato strappato alla vita culturale libera, che crea a partire dagli impulsi umani, tutto ciò che serve all’economia e allo Stato per la loro amministrazione.

 

Ciò di cui la vita economica ha bisogno per la sua amministrazione è diventato dipendente dai poteri economici

stessi. Nei posti, negli ambienti in cui c’è il potere economico, esiste la possibilità di fornire ai discendenti una formazione scientifico-economica tale per cui essi a loro volta saranno idonei a conquistare il potere economico.

 

Ma quello che scaturisce dall’economia stessa come scienza economica è solo una parte di quanto potrebbe confluire nella vita economica se tutta la vita culturale venisse resa feconda per l’economia. È solo un residuo dell’economia aleatoria di mercato, che viene lasciato alla riflessione per poi essere trasformato in scienza economica.

 

E a sua volta LA VITA STATALE SI COMPORTA IN QUESTO MODO: LO STATO HA BISOGNO CHE I SUOI FUNZIONARI, E PERFINO I SUOI SCIENZIATI, CORRISPONDANO AI CALCHI CHE HA ELABORATO PER LE PROPRIE FUNZIONI [il maiuscolo è mio - nota del curatore]. Lo Stato si augura, anzi esige, che nell’uomo venga formato quello che corrisponde alle posizioni da occupare all’interno della vita statale. Ma una simile vita culturale non è libera, anche se pensa di esserlo. Questa vita culturale non si accorge della propria dipendenza, di come è costretta entro i limiti degli schemi relativi alle seggiole da occupare.

 

La vita culturale veramente libera si è conquistata, sì, nel mondo una certa posizione indipendente dalla vita economica e da quella statale. Ma che genere di posizione? In parte ve l’ho già descritta: questa vita culturale che ha conservato la propria libertà ha perso il contatto con la vita reale, assumendo un carattere astratto.

 

Oggi basta osservare che cosa c’è nelle concezioni estetiche, religiose, perfino in quelle a orientamento scientifico della vita culturale libera, per vedere che vengono dette tante cose, ma quel che viene detto è solo più o meno una bella predica per gli uomini. Questa vita culturale parla alla ragione e al sentimento, gioca un ruolo nell’interiorità dell’uomo, gli colma l’anima con una sensazione di piacere e di soddisfazione, ma non ha la forza necessaria per intervenire sul serio nella vita esteriore.

 

Per questo nei confronti di questa vita culturale è sorto da parte socialista quello scetticismo che ho già descritto e che dice: “Mai un’idea sociale, per quanto benintenzionata, sarà in grado di trasformare la vita sociale se nasce unicamente dalla mente. Per la trasformazione della società occorrono forze reali”. E questa vita culturale avulsa dalla vita non viene per nulla annoverata fra le forze reali.

 

Vi ho già detto quale divario esiste al giorno d’oggi fra ciò che il commerciante, il funzionario statale o l’industriale vive come proprie convinzioni religiose o anche scientifiche da una parte, e le leggi che applica nella vita economica, nella sua posizione esteriore, nell’amministrazione di questioni pubbliche dall’altra.

 

È una vita vissuta su due binari paralleli: da un lato determinate leggi, create in tutto e per tutto dalla vita economica e da quella statale, dall’altro un residuo di libertà nella vita culturale, che però è condannata all’impotenza nei confronti delle faccende reali della vita.

 

Da una parte va detto che già da secoli si è staccata una vita culturale libera unilaterale che però, visto che non la si voleva riconoscere nell’organizzazione della vita pubblica, è diventata astratta, senza aggancio con la vita reale. Ma oggi, dato che c’è bisogno dell’influsso della mente sulla vita sociale esteriore, questa vita culturale chiede che le sia restituito il proprio potere, la propria forza. Questa è la situazione nella quale ci troviamo oggi.

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  • : Blog di creativefreedom
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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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