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26 dicembre 2011 1 26 /12 /dicembre /2011 14:21

Se Dio davvero volesse che il motivo dell’agire umano fosse fare o volere ciò che Egli vuole (fare la volontà di Dio), ne conseguirebbe che Dio non vuole libero e autonomo l’uomo (perché non può o non vuole identificarsi adeguatamente con ciò che l’uomo vuole). In ogni caso ne conseguirebbe che la norma dell’agire dell'uomo sarebbe situata fuori dell’uomo; ed altresì che perfino Dio stesso si troverebbe fuori dell'uomo.

D’altronde, se la volontà di Dio riguardo all’uomo è che questi faccia del dovere il proprio volere, allora l’uomo, paradossalmente, ubbidisce solo quando non agisce più per mera ubbidienza, ma seguendo la PROPRIA volontà.

È pertanto evidente che se l’uomo si ostina a voler agire per mera ubbidienza ai comandamenti di Dio, senza fare di essi il suo volere, proprio allora disubbidisce al basilare comandamento di Dio, che è quello di amare, cioè di agire NON per ubbidienza, ma per amore. E SOLO QUESTO È VERO SPIRITO NEOTESTAMENTARIO IN QUANTO SPIRITO EPICHEICO!

D'altronde, non è forse l’omissione dalla predicazione cattolica dell’epicheia a far riproporre al “nuovo” catechismo la “legge del taglione” (vedi gli art. 2266 e 2321 del nuovo catechismo della chiesa cattolica)?

Da quanto precede, è chiaro che il vero "Fare-la-volontà-di-Dio" non può che essere il realizzare in noi la politica di Gesù di Nazaret, detto il Cristo: l'EPICHEIA! 

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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