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11 febbraio 2012 6 11 /02 /febbraio /2012 11:29

[Continuum di R. Steiner, "Lo Stato”, 3ª conf. di Zurigo del 26/10/1919; Titolo originale: "La vita giuridica: compiti e limiti della democrazia. Diritto pubblico e diritto penale" - A cura di Nereo Villa]

 

sentenza_di_salomone.jpg

 

[...] Vedete, se si considerano i fatti che vi ho descritto ora, si può ben capire che sul terreno democratico sorgono leggi grazie ad un confronto di SENTIMENTI [il maiuscolo è mio - nota del curatore] fra uomini con gli stessi diritti, mentre sul terreno economico sorgono contratti fra le varie associazioni o anche fra i singoli individui.

 

Nel momento però in cui il singolo deve cercare o far valere il proprio diritto - civile, privato o penale che sia -, il diritto si sposta dal terreno propriamente giuridico a quello culturale.

 

E qui troviamo di nuovo un punto, come ieri nella legislazione tributaria, in cui il moderno raziocinio umano non si è ancora adeguato a quello che risulta evidente se si

prendono in esame gli elementi di fondo.

 

Vedete, quando si tratta di valutare come una data legge debba essere applicata al singolo individuo, subentra una valutazione del singolo individuo stesso. E per questa valutazione è decisivo IL TALENTO CHE SA COGLIERE L'INDOLE PROPRIA DEL SINGOLO.

 

La giustizia penale e civile non può quindi restare sul terreno giuridico generico, ma dev'essere trasferita sul piano il cui carattere specifico vi verrà illustrato più a fondo dopodomani a proposito della VITA CULTURALE. LA GIURISDIZIONE PUÒ DIVENTARE UN FATTO DI GIUSTIZIA SOLO SE CHI DIVENTA GIUDICE HA LA POSSIBILITÀ REALE DI GIUDICARE IN BASE ALLE SUE FACOLTÀ INDIVIDUALI, IN BASE AL RAPPORTO INDIVIDUALE CHE HA CON LA PERSONA CHE DEVE GIUDICARE.

 

Si può pensare che una cosa simile sia realizzabile nei modi più diversi. Nel mio libro “I punti essenziali della questione sociale” ho messo in evidenza uno dei modi possibili.

 

Nell'organismo sociale triarticolato esiste l'amministrazione autonoma dell'economia come ve l'ho descritta ieri. C'è poi l'ambito giuridico, che ho delineato oggi e di cui

mi occuperò ancora nella quinta conferenza per quanto riguarda la sua interazione con gli altri campi. Ma c'è anche la vita culturale autonoma, in cui soprattutto la pubblica istruzione viene amministrata nel modo a cui ho accennato ieri e che descriverò ulteriormente dopodomani.

 

Ma coloro che sono GLI AMMINISTRATORI DELLA VITA CULTURALE DOVRANNO nel contempo FORNIRE I GIUDICI, ed ogni UOMO AVRÀ IL DIRITTO E LA POSSIBILITÀ DI DECIDERE LUI STESSO DA QUALE GIUDICE VUOL ESSERE GIUDICATO - diciamo addirittura per un certo periodo di tempo - nel caso in cui debba essere giudicato per faccende civili o penali. L'uomo designerà così il proprio giudice IN BASE ALLE EFFETTIVE CONDIZIONI DI VITA INDIVIDUALI.

 

E il giudice, che non è un burocrate legale ma che viene designato dall'organismo culturale in base al rapporto che stabilisce con il proprio ambiente, sarà anche in grado di giudicare nel contesto del suo ambiente sociale colui che gli sta di fronte in attesa di giudizio.

 

SI TRATTA DI NOMINARE I GIUDICI NON A PARTIRE DA ESIGENZE STATALI, ma in base a motivi simili a quelli in vigore nella libera vita culturale, che consentono di mettere in un dato posto il miglior maestro. IL DIVENTARE GIUDICE SARÀ QUALCOSA DI ANALOGO AL DIVENTARE INSEGNANTE O EDUCATORE.

 

Naturalmente, IN TAL MODO IL FAR GIUSTIZIA SI DISCOSTA DAL LEGIFERARE, che avviene in modo DEMOCRATICO. PROPRIO NEL CASO DELLA GIUSTIZIA PENALE VEDIAMO COME CIÒ CHE RIGUARDA IL SINGOLO ESULI DAL DIRITTO - che è UGUALE PER TUTTI - E PUÒ ESSERE perciò VALUTATO SOLO A LIVELLO INDIVIDUALE [è chiaro che in un simile modo di fare giustizia ci si avvicina al DIRITTO DI EPICHEIA, che l’attuale diritto canonico della chiesa cattolica “usa” prevalentemente per le sole questioni relative ai divorzi coniugali - ndc].

 

L'ACCERTAMENTO DEL DIRITTO È UNA QUESTIONE EMINENTEMENTE SOCIALE, MA NEL MOMENTO IN CUI SI HA NECESSITÀ DI RIVOLGERSI A UN GIUDICE, SI HA DI SOLITO A CHE FARE CON UNA QUESTIONE ASOCIALE O ANTISOCIALE, CON QUALCOSA CHE TRASGREDISCE IL SOCIALE. TUTTE QUESTE QUESTIONI SONO PERCIÒ IN SOSTANZA INDIVIDUALI, COME LO SONO I RAMI AMMINISTRATIVI DELLA VITA CULTURALE, IN CUI RIENTRA PURE LA GIURISPRUDENZA, LA GIURISDIZIONE, CHE VA AL DI LÀ DEI CONFINI DELLA DEMOCRAZIA.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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