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11 maggio 2012 5 11 /05 /maggio /2012 10:18

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AGENZIA DI RATING DEL CREDITO

Un’agenzia di rating (“rating” significa in inglese “classificazione”, “punteggio di merito”) è una società che assegna una valutazione di credito a chi emete determinati tipi di titoli di debito (quali obbligazioni, Abs e Cdo), nonché agli stessi strumenti di de­bito. Nella maggior parte dei casi, a emettere titoli di debito sono aziende, società appositamente costituite, governi statali e locali, organizzazioni no profit o governi nazionali che emet­tono titoli affini ai titoli di debito (quali obbligazioni) che pos­sono essere scambiati su un mercato secondario. Una valuta­zione di credito comprende l’opinione dell’agenzia di rating sulla potenziale solvibilità di chi emette il titolo. (Diversamen­te dalle agenzie di rating, una società che assegna punteggi sull’affidabilità creditizia individuale è generalmente definita “credit bureau” o “consumer credit reporting agency”, cioè: agenzia di reporting creditizio per il consumatore).

Nota: Le tre più grosse e influenti agenzie di rating sono “Moody’s”, “Standard & Poor’s”, e “Fitch”. La crisi del 2008 ha messo in luce l’inadeguatezza delle agenzie di rating quando società sull’orlo della bancarotta hanno mantenuto i loro elevati rating di affidabilità finanziaria (investment grade) fino a pochi giorni prima del tracollo.

 

ASSET BACKED SECURITY o Abs (titolo obbligazionario garantito da attività).

Un titolo obbligazionario garantito da attività è un titolo finan­ziario che si appoggia a un prestito, a una locazione o a crediti garantiti da attività finanziarie, diversamente dai titoli immo­biliari e dai titoli garantiti da prestiti ipotecari. Per gli investi­tori, gli Abs rappresentano un’alternativa agli investimenti nei debiti societari. Un Abs è sostanzialmente identico a un titolo garantito da ipoteca, salvo per il fatto che i titoli che lo sosten­gono sono prestiti, locazioni, debiti di carte di credito, crediti di un’azienda, royalty e così via, e non titoli basati su prestiti ipotecari.

 

BANCA D’INVESTIMENTO

Un’istituzione finanziaria che assiste società quotate in borsa e governi nel raccogliere capitale, sottoscrivendo o facendo da intermediaria nell’emissione di titoli. Una banca d’investimen­to assiste anche società coinvolte in fusioni e acquisizioni, di­smissioni eccetera. Per servizi tradizionali come sottoscrizione ed emissione di titoli, fusioni e acquisizioni, le banche d’inve­stimento ricevono un compenso, di solito una percentuale sulla transazione. Queste banche forniscono anche servizi comple­mentari come “market making” (intermediazione finanziaria) e “trading” di “derivati”, strumenti a reddito fisso, valuta estera, ma­terie prime e titoli di capitale. Tra le più grandi banche d’inve­stimento si contano Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Bank of America, Morgan Stanley e Deutsche Bank.

Nota: Diversamente dalle banche commerciali  e “retail”, le ban­che d’investimento non accettano depositi. Per la fine del 1998, le maggiori banche d’investimento si erano quotate in borsa ab­bandonando la struttura proprietaria di partnership privata per trasformarsi in società quotate con migliaia di azionisti. Questa dislocazione tra amministratori e proprietari della società è stata una delle ragioni per cui le banche d’investimento hanno corso rischi maggiori e sono stati emessi titoli esotici senza appropriate valutazioni di rischio.

 

CARTOLARIZZAZIONE

La cartolarizzazione è il processo attraverso il quale un emit­tente crea uno strumento finanziario reimpacchettando altre attività finanziarie e poi vendendole agli investitori a diversi livelli. Il processo può comprendere qualsiasi tipo di attività finanziaria e immette liquidità sul mercato. La cartolarizza­zione distribuisce il rischio raggruppando strumenti di debito in un fondo unico, per poi emettere nuovi titoli garantiti da quel fondo.

 

CREDIT DEFAULT SWAP (Cds)

Un Cds è un contratto di assicurazione in cui l’acquirente paga un premio periodico al venditore di protezione, ricevendo in cambio un rimborso in caso di fallimento di un titolo (tipica­mente un’obbligazione, un prestito o un insieme di prestiti co­me un Cdo).

Nota: È opinione comune che i Cds abbiano inasprito la crisi finanziaria, permettendo agli investitori che non possedevano un titolo di acquistare un’assicurazione nel caso del suo fallimento. L’Aig ha rasentato il tracollo a causa di queste scommesse, es­sendo stata costretta a pagare decine di miliardi di dollari di in­dennizzo ad alcune delle più grosse istituzioni finanziarie ame­ricane ed europee. L’Aig ha pagato alla Goldman Sachs 13 mi­liardi di dollari con i soldi dei contribuenti, in risarcimento dei Cds che le ha venduto.

 

DEREGOLAMENTAZIONE

La deregolamentazione è la rimozione o la semplificazione del­le norme e regolazioni governative che limitano l’attività delle forze di mercato. Deregolamentazione non significa abrogare le leggi contro la frode, ma eliminare o ridurre il controllo del governo sulle modalità in cui si fanno gli affari e su come ven­gono regolati i titoli. Gli strumenti della deregolamentazione comprendono la riduzione di leggi e regolazioni relative alla tassazione delle transazioni di titoli, e l’eliminazione delle re­strizioni sulle fusioni e le acquisizioni all’interno delle indu­strie. La deregolamentazione sostiene la teoria economica dell’efficienza del mercato, secondo la quale i mercati finan­ziari sono caratterizzati da “efficienza informativa” quando i prezzi riflettono in maniera accurata il valore di una società; meno sono le tasse e le regolazioni, e maggiore è l’accuratezza con cui il prezzo riflette il valore.

Nota: Questo processo è cominciato durante l’amministra­zione Reagan ed è diventato noto come Reaganomics, termine che si riferisce alle scelte di politica economica adottate dal pre­sidente americano Ronald Reagan durante gli anni ottanta. I quattro pilastri della politica economica di Reagan erano: 1) Taglio della spesa pubblica; 2) Riduzione delle aliquote di imposta marginale sul reddito e sul guadagno da capitale azionario; 3) Riduzione del ruolo del governo nella regolazione dell’eco­nomia; 4) Controllo della massa monetaria per ridurre l’inflazione.

 

DERIVATO

Un derivato è un accordo tra due parti subordinato a un esito futuro. In ambito finanziario, un derivato è un contratto il cui valore è legato alle presunte future fluttuazioni di prezzo delle attività cui il contratto è agganciato, quali titoli azionari, valu­ta, materie prime o persino il tempo atmosferico. I derivati consentono di correre dei rischi sul prezzo dell’attività sotto­stante che deve essere trasferita da una parte all’altra. Opzioni, future e swap (che comprendono i “credit default swaps) sono tipi di derivati.

Nota: È un comune malinteso quello di considerare i derivati come beni o attività finanziarie. Si tratta di un errore, in quanto un derivato non può possedere un valore proprio dal momento che il suo valore deriva appunto da un bene reale o da un’attività finanziaria.

 

GRAMM-LEACH-BLILEY ACT (Glba)

Nota poi anche come “Atto di modernizzazione dei servizi fi­nanziari” del 1999, questa legge ha permesso la fusione tra ban­che commerciali, società e banche d’investimento, e compagnie d’assicurazione. Storicamente queste società sono conosciute con il nome collettivo di “industria dei servizi finanziari”.

Nota: Questa legge abrogò il “Glass-Steagall Act”, che proibiva invece la fusione tra banche d’nvestimento, banche commer­ciali e società assicurative, e divenne nota anche come “Citi­group Relief Act” poiché spianò la strada nel 1998 alla fusione tra “Citicorp”, una holding bancaria commerciale, e la compagnia assicurativa “Travelers Group”.

 

HEDGE FUND (fondo speculativo)

Un portafoglio di investimenti gestito in maniera aggressiva, che utilizza strategie d’investimento avanzate come posizioni in leva, al rialzo, al ribasso e posizioni sui derivati sia sui mercati domestici che su quelli internazionali, allo scopo di generare elevati profitti (in senso assoluto o rispetto a uno specifico riferimento di mercato). Da un punto di vista legale i fondi speculativi si configurano generalmente come part­nership d’investimento aperte a un numero limitato di azio­nisti, e richiedono un investimento minimo iniziale molto elevato. Gli investimenti nei fondi speculativi non sono liqui­di poiché spesso richiedono agli investitori di vincolare i soldi per almeno un anno. Dal momento che gli amministratori degli “hedge fund” fanno investimenti di carattere speculativo, questi fondi possono comportare più rischi rispetto al mer­cato globale.

Nota: Diversamente dai fondi comuni d’investimento, gli “hedge fund” non sono sottoposti a regolazioni poiché si rivolgono a investitori raffinati, ritenuti più abili nel prendere de­cisioni in materia di investimenti. Le leggi americane richie­dono che la maggioranza degli investitori nel fondo sia accre­ditata. Questo significa che non devono scendere sotto una so­glia minima di guadagno ogni anno e devono avere un utile netto superiore a un milione di dollari, unito a un’esperienza signifi­cativa nel campo degli investimenti. Gli “hedge fund” sono con­siderati una sorta di fondi comuni d’investimento per super-ric­chi. La loro affinità sta nel fatto che gli investimenti sono rag­gruppati e gestiti a livello professionale, ma la differenza è che il fondo è molto più flessibile per quanto riguarda le strategie d’investimento.

 

HEDGING (operazioni di copertura)

Un’operazione di copertura indica un investimento fatto per ridurre il rischio di fluttuazioni di prezzo avverse in un’attività finanziaria. Normalmente una copertura consiste nel prendere una posizione compensata in un titolo collegato, come un con­tratto “future”.

Nota: Se da un lato è importante osservare che un ‘operazione di “hedging” è una pratica finalizzata a ridurre il rischio, d’altra parte l’obiettivo degli “hedge fund” è generalmente quello di mas­simizzare i profitti sugli investimenti. Il nome ha origine storica, dal momento che i primi “hedge fund” miravano a offrire copertura dai rischi del mercato al ribasso andando corti sul mercato azio­nario (i fondi comuni d’investimento non possono in genere en­trare in posizioni corte come obiettivo primario).

 

HOLDING BANCARIA

Si definisce “holding bancaria” una qualsiasi società che con­trolla una o più banche. Trasformandosi in una “holding ban­caria”, una società riesce ad aumentare il capitale più facilmente che restando una banca di impostazione tradizionale. La hol­ding può farsi carico del debito degli azionisti esentasse, pren­dere denaro in prestito, acquisire altre banche e società di diversa natura con maggiore facilità ed emettere azioni con mag­giore disinvoltura rispetto alle regolazioni vigenti. Ha inoltre una più ampia autorità legale che le permette di riscattare le proprie azioni. Il lato negativo sta nel dover rispondere alle au­torità regolatorie aggiuntive come la Federal Reserve e la Com­missione per i titoli e gli scambi (Sec).

Nota: Goldman Sachs e Morgan Stanley sono diventate “holding bancarie” durante la crisi del 2008 per poter beneficiare del “Troubled Assets Relief Program” (Tarp) promosso dal governo fe­derale.

 

ISTITUZIONE AUTORIZZATA ALLA RACCOLTA DI DEPOSITI

Banche, società di costruzione, cooperative di credito e al­tre organizzazioni che accettano i depositi dei clienti, esigi­bili a vista o vincolati per periodi fissi, e pagano gli interes­si sugli importi versati. Queste istituzioni vengono identifi­cate con i “risparmi” e hanno finalità diverse rispetto alle istituzioni d’investimento che gestiscono attivamente i de­positi dei clienti allo scopo di realizzare profitti, o rispetto alle società quotate in Borsa che “prendono in prestito” de­naro dal pubblico emettendo promesse di pagamento e ob­bligazionì.

 

LEVERAGE (leva finanziaria e rapporto di indebitamento)

La leva finanziaria consiste nell’utilizzo di svariati strumenti finanziari o di capitale preso in prestito, come un deposito di garanzia, per accrescere il potenziale guadagno di un investi­mento. Il termine leverage” è anche utilizzato per descrivere l’ammontare del debito usato per finanziare le attività di una società. Il leverage” agevola sia gli investitori che la società negli investimenti e nelle operazioni. Una società che ha molto più debito che capitale di rischio è considerata ad alto leverage”. Il leverage” può essere creato attraverso opzioni, future, depositi di garanzia e altri strumenti finanziari. Si utilizza per lo più in transazioni immobiliari attraverso il ricorso a mutui per ac­quistare case.

Nota: Il leverage” comporta un aumento dei rischi. Se un investitore ricorre alla leva finanziaria per fare un investi­mento e l’investimento si risolve a svantaggio dell’investitore, la sua perdita sarà molto maggiore di quella che sarebbe stata se l’investimento non fosse stato in leva - la leva gonfia sia i guadagni che le perdite. Nel mondo degli affari una so­cietà può ricorrere alla leva per cercare di creare ricchezza per gli azionisti, ma, se non riesce nell’intento, l’interesse passivo e il rischio di insolvenza distruggono il valore per l’azionista.

 

OBBLIGAZIONE COLLATERALE DI DEBITO (Cdo)

I Cdo sono un tipo di Abs strutturato il cui valore e i cui paga­menti derivano da un portafoglio di attività sottostanti a red­dito fisso. I Cdo si dividono in diverse classi di rischio, o “tran­che”, dove le tranche “senior” sono considerate i titoli più sicuri. Gli interessi e il capitale vengono pagati in ordine di anzianità, cosicché le “tranche junior” offrono pagamenti di cedole (e tassi d’interesse) più alti o prezzi più bassi per compensare il rischio di insolvenza addizionale.

Nota: Ogni Cdo è composto di centinaia di mutui residen­ziali individuali. I Cdo che contenevano mutui “subprime” o mu­tui sottoscritti a fronte di prestiti predatori erano al massimo ri­schio d’insolvenza. Sono ritenuti responsabili di aver fatto pre­cipitare la crisi globale e sono stati definiti “armi di distruzione di massa”.

 

OBBLIGAZIONE COLLATERALE DI DEBITO SINTETICO (Cdo sintetici)

In termini tecnici, il Cdo sintetico è una forma di obbligazio­ne collaterale di debito che investe in credit default swap” (Cds) o altre attività non liquide per ottenere esposizione a un portafoglio di titoli a reddito fisso. I Cdo sintetici sono un moderno avanzamento della finanza strutturata, in grado di offrire rendimenti molto elevati agli investitori. Queste ob­bligazioni si dividono solitamente in “tranche” di credito basa­te sul presunto livello di rischio di credito. Gli investimenti iniziali sono fatti dalle tranche più basse, mentre le “tranche senior” ne sono generalmente esentate. Tutte le “tranche” rice­vono pagamenti periodici basati sui flussi di cassa dei credit default swaps”. I Cdo sintetici consentono comunque scom­messe potenzialmente illimitate sulla performance di altri ti­toli, senza che venga mai creato nessun nuovo prestito reale. Ogni Cdo sintetico, diversamente da un Cdo reale, richiede che una parte prenda il “lato corto”, ovvero scommetta che l’investimento in questione fallisca. Durante la bolla che precedette la crisi finanziaria del 2008, è risaputo che diverse banche d’investimento tra cui Goldman Sachs e Morgan Stanley avevano creato Cdo sintetici con l’esplicita intenzione di scom­mettere contro i propri clienti. Si sa inoltre che, almeno in alcuni casi, le banche d’investimento non lo hanno rivelato ai clienti a cui vendevano questi Cdo sintetici, molti dei quali ricevevano un rating Aaa. Questi strumenti sono al centro del processo per frode intentato dalla Commissione per i ti­toli e gli scambi alla Goldman Sachs, nonché di diverse azio­ni legali private e anche, si ritiene, di diverse indagini crimi­nali in corso.

 

RATING DI AFFIDABILITÀ FINANZIARIA

Un’obbligazione è considerata investment grade” (affidabile) o Ig se il suo rating è Bbb o più alto secondo Standard & Poor’s, Baa3 o più secondo Moody’s, o Bbb o più secondo Fitch. L’agen­zia di rating valuta l’obbligazione in base alla sua probabilità di adempiere agli obblighi di pagamento.

Nota: Fondi comuni, fondi pensione e fondi sovrani possono spesso accedere solo a titoli investment grade”. Quando la Leh­man dichiarò bancarotta, le sue obbligazioni furono declassate scendendo sotto la soglia investment grade” e causando una liquidazione di massa da parte dei fondi comuni, vincolati per legge a titoli investment grade”.  

 

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REDDITO FISSO

Il reddito fisso si riferisce a qualsiasi tipo di investimento in grado di realizzare un profitto predeterminato o “fisso” a intervalli re­golari, come le obbligazioni o le rendite annue. I titoli a reddito fisso sono una forma di prestito alla società che emette l’obbli­gazione. Gli investitori sono ripagati degli interessi a intervalli prefissati e il valore nominale del prestito è ripagato nel giorno di scadenza. Il termine “reddito fisso” può essere fuorviante poi­ché i tassi d’interesse di alcune obbligazioni sono legati a un in­dice, come il tasso d’inflazione o il “Federal Funds Rate” (tasso sui fondi federali). Tra gli esempi di obbligazioni si possono anno­verare titoli semplici come i titoli di stato emessi dai governi na­zionali, le obbligazioni municipali emesse dai governi locali e le obbligazioni societarie emesse dalle aziende. I titoli a reddito fisso più complessi comprendono obbligazioni privilegiate, titoli mi­sti, Abs e obbligazioni collaterali di debito (Cdo).

Nota: I titoli a reddito fisso si possono contrapporre ai titoli a reddito variabile come le azioni, che non hanno garanzia di reddito per l’investitore.

 

SUBPRIME

Il termine “subprime” si usa per classificare i mutuatari con una storia creditizia compromessa o circoscritta. Le istituzioni di credito usano un sistema di punteggi per determinare a quali forme di prestito può accedere un mutuatario. I prestiti “subprime” sono di solito quelli in cui il mutuatario ha un punteggio inferiore a 640. Si tratta di prestiti con maggiore rischio di cre­dito, e in quanto tali avranno anche tassi d’interesse più elevati. Circa il 25 per cento dei mutui erogati sono classificati come “subprime”. I prestiti “subprime” comprendono diversi tipi di cre­dito, tra cui mutui, finanziamenti auto e carte di credito.

 

STRUTTURA DEL CAPITALE

Il termine si riferisce al modo in cui un’impresa finanzia le pro­prie attività e investimenti combinando capitale di rischio (ca­pitale azionario), capitale di debito (prestiti) e titoli misti. La struttura del capitale di una società è dunque la composizione o “struttura” dei suoi rischi e delle sue responsabilità. Il rap­porto d’indebitamento di una società rispetto al finanziamento totale è definito leverage”.

 

TITOLO

Uno strumento che rappresenta proprietà (azioni), accordi sul debito (obbligazioni) o diritti di proprietà (derivati). Un titolo è uno strumento negoziabile che rappresenta valore finanzia­rio. La società o altra entità che emette il titolo è definita “emit­tente”. La struttura regolatoria di un paese determina che cosa può essere qualificato come titolo. Per esempio, i fondi di investimento privati possono avere alcune caratteristiche dei ti­toli, ma non essere registrati e regolati come tali se sottoposti a una serie di restrizioni.

 

TITOLO COMMERCIALE GARANTITO DA IPOTECA (Cmbs)

I Cmbs sono un tipo di Abs, garantito da proprietà commerciali e multifamiliari (come condomini, negozi o uffici di proprietà, alberghi, scuole, proprietà industriali e altri siti commerciali). Le condizioni di questi prestiti variano, con prestiti più a lungo termine (5 anni o più) che spesso sono a tasso d’interesse fisso e hanno delle restrizioni sul saldo anticipato, mentre i prestiti più a breve termine (1-3 anni) sono di solito a tasso variabile e c’è la possibilità di estinguerli in anticipo.

Nota: Secondo i frequenti pronostici, i prestiti commerciali sono la prossima classe di titoli a più alto rischio d’insolvenza. La Fitch, una delle tre più grosse agenzie di rating, stimò che le insolvenze sui prestiti che stavano dietro ai Cmbs americani avrebbero continuato a crescere per tutto il 2010, e che il tasso globale d’insolvenza per le operazioni valutate avrebbe superato l’11 per cento per la fine dell’anno.

 

TITOLO GARANTITO DA IPOTECA (Mbs)

Un Mbs è un tipo di Abs (titolo obbligazionario garantito da attività) garantito da un mutuo o da una collezione di mutui. Questi titoli sono di solito anche assegnati a una delle due classi di punteggio più elevate, definite da un’agenzia di rating ac­creditata, e prevedono pagamenti periodici simili ai pagamenti di cedole. Inoltre il mutuo deve essere erogato da un’istituzione finanziaria regolata e autorizzata.

Nota: Nel caso di un titolo garantito da ipoteca gli investitori sostanzialmente prestano denaro a chi compra una casa o un’attività commerciale. Un Mbs è per la banca uno strumento per concedere mutui senza doversi preoccupare se i clienti dispongono dei beni a copertura del prestito. Anzi, la banca fa da interme­diaria tra l’acquirente della casa e il mercato degli investimenti.

 

TITOLO RESIDENZIALE GARANTITO DA IPOTECA (Rmbs)

Un Rmbs è un tipo di titolo i cui flussi di cassa provengono da debiti residenziali quali mutui, finanziamenti ”home-equity” e mutui “subprime”: è dunque un titolo basato su debiti residen­ziali piuttosto che commerciali. I possessori di Rmbs ricevono i pagamenti di interessi e di capitale dai titolari del debito re­sidenziale. Il Rmbs contiene una grossa quantità di mutui rag­gruppati.

 

TRANCHE

Una “tranche” è una parte, una porzione o una fetta di un’ope­razione commerciale o di un finanziamento strutturato. Que­sta porzione rappresenta uno dei tanti titoli collegati che vengono offerti in uno stesso momento ma hanno differenti gradi di rischio, premi e/o scadenze. “Tranche” è il termine francese per “fetta”. Una tranche descrive anche una specifica classe di obbligazioni all’interno di un’offerta in cui ogni tranche pre­senta diversi gradi di rischio all’investitore. Per esempio, un portafoglio differenziato di Mbs può contenere mutui (“tran­che”) con scadenza a un anno, 2 anni, 5 anni e 20 anni. Il termine si può anche riferire a segmenti offerti sui mercati domestici e internazionali.

 

VENDITA ALLO SCOPERTO

La vendita allo scoperto, nota anche come short selling” o shor­ting” (“andare corti”), è una pratica che consiste nel vendere at­tività, solitamente titoli, prese in prestito da una terza parte (di solito un broker) allo scopo di ricomprarle poi in un secondo tempo per restituirle al creditore. Il venditore allo scoperto punta a trarre profitto dal ribasso dei prezzi dei titoli tra la ven­dita e il riacquisto, ricomprandoli a un prezzo inferiore a quello di vendita. Al contrario, se il prezzo dei titoli sale, il venditore andrà in perdita.

Nota: Vendere allo scoperto è l’opposto di andare lunghi (al rialzo). In altre parole, i venditori allo scoperto guadagnano se le azioni scendono di prezzo. Nell’estate del 2008, l’amministra­tore delegato della Morgan Stanley, John Mack, ha apertamente accusato i “venditori allo scoperto” di aver contribuito alla caduta dei prezzi delle azioni sul mercato dei servizi finanziari. La bassa capitalizzazione di mercato delle banche d’investimento nella set­timana del 15 settembre 2008 ha fatto scendere la loro valuta­zione agli occhi dei potenziali investitori, contribuendo alla loro conversione in “holding bancarie”.

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commenti

Massimo Francese 05/11/2012 20:37

Nereo devi mettere un avviso quando pubblichi certo materiale. Ma metti che legga questo elenco una donna in gravidanza o un minore! I disturbi e le conseguenze di questo elenco di giochetti da
casinò potrebbero essere, dopo una lettura anche superficiale, esiziale per la salute mentale. Comunque anche un adulto dovrebbe assumere con estrema prudenza. Io, arrivato alla voce hedge fund, mi
sono fermato e mi sono chiesto: ma sono stupido io o chi si adegua a questa melma? Intelligenze al servizio delle tenebre.

nereovilla 05/12/2012 11:33



Esatto! Eppure c'è chi si abbevera a questi giochetti di parole, magari negando la truffa del signoraggio bancario e del debito pubblico che li sorregge, dato che questi giochetti sono
funzionali a atle negazionismo...



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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