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28 maggio 2012 1 28 /05 /maggio /2012 10:36

Dal Diario di S. Agosti

Ho davvero pianto, in silenzio e non poche volte, di fronte a questo oceano di mediocrità e di passionalità convulsa che aleggia ogni domenica in ogni bar e nei grandi spazi affollati vicini allo stadio nel quale avvengono le partite di calcio.

Qua e là sussurrano o urlano “viva la Roma”,”viva la Juventus” per non accorgersi mai più che nel frattempo gli è stata rubata l’intera vita.

Nelle tribune, intanto, l’insieme della classe padronale i privilegiati, i ricchi, godono la partita identificandosi con i calciatori che continuano a prendere a calci il pallone con forsennata perizia mentre in basso, nelle curve, sud o nord che siano, si agitano i tifosi della disperazione identificandosi col pallone avendo anch’essi un percorso di vita pieno di calci ricevuti nel misero destino di lavoratori precari.

Così servi e padroni si incontrano in analoghe urla di approvazione o di sconcerto. Così il tifo calcistico congiunge gli sfruttati con gli sfruttatori in un’unìca, paradossale orgia di emotività.

Da questa breve descrizione si può dedurre l’estrema importanza che il calcio assume per rendere accettabile un mondo che accettabile non è.

Poi, per tutta la settimana, non si parla d’altro e gli assidui frequentatori del Bar Family, vicino al cinema esplorano ogni minimo istante della partita, poi delle partite poi del campionato, poi dei mondiali di calcio e così all’infinito. Mi sono chiesto come sia possibile che in trent’anni, cioè da quando ho aperto il cinema a Roma, queste persone non abbiano mai cambiato argomento e ogni giorno della loro vita si siano occupati di questo o quel giocatore, di rigori sbagliati, di partite vendute e mai ma proprio mai neppure un istante del loro infelice destino.

Poi ho avuto un’illuminazione o più semplicemente mi sono reso conto che tutti i tifosi hanno un infinito bisogno di incontrarsi, di fare amicizia, di affetto, di tenerezza di solidarietà, perfino di potersi dare improvvisi abbracci o delle gran pacche sulla schiena.

Attenzione però. Abbracciarsi per simpatia o perchè si vuole offrire tenerezza e celebrare l’amicizia è quindi escluso come evento, mentre abbracciarsi anche tra uomini perché il giocatore della propria squadra ha fatto una rete è pratica ormai divenuta frequente e legittima. 

Ecco perché di fronte a questi desolati incontri in nome della tifoseria posso piangere il tipo di lacrime che stranamente mi scendono anche ogni volta che rivedo il discorso finale di Charlie Chaplin nel film “Il grande dittatore”.

“SU QUESTO PIANETA C’È POSTO PER TUTTI, LA NATURA È RICCA E SUFFICIENTE PER TUTTI NOI, LA VITA PUO’ ESSERE FELICE E MAGNIFICA MA NOI LO ABBIAMO DIMENTICATO. ABBIAMO I MEZZI PER SPAZIARE MA CI SIAMO CHIUSI IN NOI STESSI, LA MACCHINA DELL’ABBONDANZA CI HA DATO POVERTA’, LA SCIENZA CI HA TRASFORMATO IN CINICI, L’AVIDITA’ CI HA RESI DURI E CATTIVI, PENSIAMO TROPPO E SENTIAMO POCO, PIU’ CHE MACCHINARI CI SERVE UMANITA’, PIU’ CHE ABILITA’ CI SERVONO BONTA’ E GENTILEZZA. SENZA QUESTE QUALITA’ LA VITA È SOLO VIOLENZA E TUTTO È PERDUTO.

NON CEDETE A DEI BRUTI, UOMINI CHE VI DISPREZZANO E VI SFRUTTANO CHE VI DICONO COME VIVERE, COSA FARE, COSA DIRE, COSA PENSARE CHE VI CONDIZIONANO E VI TRATTANO COME BESTIE.

NON VI FIDATE DI QUESTA GENTE SENZA UN’ANIMA, VOI NON SIETE BESTIE SIETE UOMINI COMBATTIAMO PER UN MONDO NUOVO CHE DIA A TUTTI RISPETTO, AI GIOVANI UN FUTURO, AI VECCHI LA SICUREZZA.

PROMETTENDOVI QUESTE COSE DEI BRUTI SONO ANDATI AL POTERE, MENTIVANO NON HANNO MAI MANTENUTO QUELLE PROMESSE E MAI LO FARANNO.

(il discorso si trova facilmente su youtube scrivendo IL GRANDE DITTATORE discorso finale di Charlie Chaplin.)

Mi consolo dal pianto immaginando un maxischermo gigantesco

Al centro di ogni piazza e la proiezione di questo messaggio, la sera subito dopo il tramonto.

Il sintomo più strano infatti è che con l’aumentare della crisi c’è una crescita di intensità del boato e delle urla che provengono dagli stadi quando l’una o l’altra squadra violano la rete avversaria.

 

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commenti

Massimo Francese 05/29/2012 16:45

Idea folgorante!!! Se tutti gli individui adulti dai 21 anni fino al giorno prima di morire fondano un partito, diciamo un trenta milioni di partiti e prendiamo tutti i rimborsi elettorali siamo a
cavallo......o no?
Il mio si chiama MPLI (Mai Più Lunedi in Italia).
Cazzo, sono un genio!

nereovilla 05/29/2012 17:50



Considerami già iscritto!



Massimo Francese 05/28/2012 11:45

Grazie Nereo, grazie a Silvano.

nereovilla 05/28/2012 12:11



Gu!



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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