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26 febbraio 2012 7 26 /02 /febbraio /2012 10:48

pompa.gifOvvero: lo Stato del cretino. Materiale di studio della fisiologia del cuore e... di quella dello Stato di diritto (cioè di come dovrebbe essere, per chi sa ancora ragionare col cuore, una moderna vita del diritto umano).

 

Chi afferma che la triarticolazione sociale è una semplice tripartizione, e non vede la differenza fra queste due denominazioni, dimostra, fino a prova contraria, di non volere affrontare come si deve la fisiologia del corpo umano, dalla quale il termine triarticolazione è, appunto, preso. Quindi in genere parla di antroposofia come di patate, non rendendosi conto che queste sarebbero tumori, dette tuberi. Così esiste anche un'antroposofia tumorale, che ostacola la conoscenza della triarticolazione sociale, esattamente come fa in ogni ambito la DODI&C, la Compagnia Dove Ogni Deficiente Impera. Ecco perché, ad esempio, la DODI&C ha il cuore pompa, e perché l'imperialismo del cuore pompa è appunto l'imperialismo del cretino, dove ognuno si sente sovrano mentre in realtà è un pirla.

 

Ci sono due tipi di esseri umani: i cadaveri detti anche zombi, che hanno (credono di avere) il cuore pompa, e gli altri che hanno il cuore che sente non solo fisicamente o materialmente o meccanicamente.
 
Chi ha il cuore-pompa non può comprendere la triarticolazione sociale.
 

Quindi la insegna!

 
Fa ridere ma è così.

 

Quindi non può comprendere lo Stato di diritto, organo centrale della triarticolazione, analogo al sistema respiratorio, né gli altri due organi: economia e cultura, in rispettiva analogia coi sistemi nervoso e metabolico.
Chi è persuaso dalle scuole dell'obbligo, o di Stato, che il suo cuore è una pompa, non può che assistere passivo alla pompa magna delle feste di Stato, prodromiche alla GUERRA, intesa come salute di Stato, ed al pompaggio nelle casse di Stato dei soldi degli individui che invece di essere soci dell'organismo sociale sono mutati in schiavi di Stato, per di più cretini.
 

Il cuore del cretino è pertanto dato dalla cultura di Stato, la quale ha il compito di formare, appunto, i cretini, cioè gli schiavi di Stato scientificamente persuasi che essere tali è cosa buona e giusta.
 
Considerare l’essere umano in senso meramente fisico, materiale, significa considerarne il mero cadavere.

 

Considerarne il suo animarsi significa considerare qualcosa in più del mero cadavere.

 

Considerare anche l'animatore significa considerarne l'insieme tripartito, costituito da due polarità connesse da un elemento mediano.

 

La salute, cioè lo stato normale dell'essere umano, implica l'equilibrio fra queste due polarità. Se una delle due, tende a far prevalere la propria attività, si rende necessario il ristabilirsi dell'equilibrio. E questo compito è svolto dal sistema ritmico, il cui attore principale è il cuore. 

 

Il cuore, organo centrale del sistema ritmico e dell'intero essere umano, funziona sia come un organo neurosensoriale - che percepisce sia quello che proviene dall'alto o dal basso, sia come uno sbarramento, che orienta e canalizza il flusso sanguigno al fine di armonizzare le due provenienze.

 

Per il calore, per la mobilità, per il suo ruolo nel ricambio, ed anche per la facoltà di intensa rigenerazione, il globulo rosso del sangue (sottolineo che il sangue è antroposoficamente il simbolo fisiologico della vita economica) vive soltanto un mese.

 

Il sangue appartiene al polo del metabolismo (la cultura nell'organismo sociale), ed è opposto al sistema neurosensoriale (l'economia).

 

Il cuore (antroposoficamente il diritto, vale a dire ciò-che-dovrebbe-essere-ma-che-non-è lo Stato di diritto, è dunque il punto di incontro tra queste due polarità che esso sa equilibrare ed armonizzare.
 
Che le cose non stiano come dovrebbero stare è dato proprio dall'economia di Stato (politica economica) e dalla kultura di Stato (indottrinamento).

 

Uno dei grandi limiti al progresso della conoscenza della fisiologia circolatoria è, per esempio, l'idea meccanicistica, imposta dalla kultura di Stato, che assimila il cuore ad una pompa (Angela ne fu un divulgatore indefesso).

Con ciò si entra proprio nell'alienazione essenziale, generata da un pregiudizio fortemente ancorato nelle coscienze e molto difficile da abbandonare.

 

Il rapporto esistente fra le sostanze alimentari liquefatte e l'elemento gassoso assorbito dal polmone, è un'importantissima interazione dinamica del processo di scambio, i cui elementi costitutivi si incontrano e si accumulano nel cuore, precedendola, e nella quale il cuore - per chi lo sa osservare spassionatamente - appare tutt'al più come una diga, dunque non come una pompa: una "diga" che ha da una parte le attività inferiori dell'organismo, cioè l'assorbimento e la trasformazione degli alimenti (metabolismo), e dall'altra parte le attività superiori (sistema nervoso centrale), nelle quali la respirazione occupa il posto meno elevato (sistema simpatico).

Si tratta dunque di uno sbarramento interposto, come una diga. Questo è il cuore.
 
L'attività del cuore è infatti il risultato del gioco di forze fra corrente alimentare ed aria. 

Tutto ciò che si manifesta e che è osservabile nel cuore può essere considerato esclusivamente come conseguenza di tale gioco di forze.

Si può allora affermare senza ombra di dubbio che il cuore è un organo di equilibrio, non una pompa.

Se il cuore fosse una pompa, si potrebbe sperimentalmente deviare la circolazione fuori di esso, e si dovrebbe constatare una sua diminuzione o persino un suo arresto.

Invece gli esperimenti dimostrano che avviene proprio il contrario, vale a dire che deviando la circolazione fuori dal cuore la circolazione, anziché diminuire, aumenta considerevolmente (1).

 

D'altra parte, gli embriologi sanno perfettamente che l'esistenza della circolazione sanguigna PRECEDE l'esistenza del cuore e delle sue pulsazioni. E questo dovrebbe far impallidire (o forse vergognare) coloro che sostengono le dottrine di Stato del cuore-pompa. Come fa il loro cuore-pompa a funzionare, dato che la circolazione sanguigna circola già prima dell'esistenza della loro pompa? Evidentemente lo scienziato del cuore-pompa, essendo cretino, non si vergogna.

 

In ogni caso, perfino i sentimenti di paura e di vergogna testimoniano che è il sangue a far battere il cuore, e non il cuore a pompare sangue: il sangue è veicolo dell'io umano. Ed è dimostrabile: se io mi spavento divento pallido perché il sangue dalla periferia va a proteggermi nel mio centro di equilibrio. Perciò divento pallido. Se invece mi vergogno, dal centro di me stesso vorrei fuggire via, oltre me stesso, fuori, nel cosmo. Qui il sangue è testimone della mia volontà centrifuga e mi fa arrossire. 
 
In base all’insegnamento che riceviamo dalle elementari fino alle università, l’immagine del cuore pompa è invece così radicata in noi che concepire il vero, appare un'assurdità. Infatti se dici a un medico che non è il cuore che mette in movimento il sangue, ma che è invece il sangue a mettere in movimento il cuore, costui ti guarda in modo strano, ed è già pronto a farti ricoverare alla neuro...

 

L'arrivo del sangue venoso nel cuore provoca la diastole. A questo processo centrifugo di dilatazione segue una reazione neurosensoriale di contrazione di direzione centripeta, la sistole. Nella diastole il cuore cede alle forze del polo metabolico, si arrotonda e tende a perdere la propria forma; viceversa, nella sistole, le forze del polo neurosensoriale lo restringono e gli ridanno la sua struttura.

 

Diastole e sistole, che si alternano normalmente nel tempo, sono così l'espressione di una polarità.

diastole-sistole

 

Normalmente il cuore ha 72 battiti al minuto. Essendo il ritmo respiratorio di 18 al minuto, contiamo quattro pulsazioni per ogni respirazione. Questo rapporto di 4 a 1 tende a crescere o a diminuire a seconda dello stato di salute dell’intero organismo.
 
Ecco perché questi rapporti sono ricercati sistematicamente al momento in cui si esamina un ammalato, dato che la loro modificazione è il segno di uno sforzo fatto dal cuore allo scopo di ristabilire l'equilibrio tra i poli.

 

Il cuore è dunque il luogo in cui le due polarità si affrontano, si compensano e si equilibrano.

 

Il sistema ritmico in se stesso non può ammalarsi, esso è per definizione armonia, dunque anche salute. Invece, il suo strumento fisico, il cuore, può essere danneggiato quando lo sforzo di compensazione che gli si domanda va oltre le sue possibilità, soprattutto quando questo sforzo è imposto in maniera permanente. Le affezioni cardiache non sono altro che il riflesso del predominio di un polo sull'altro. Ed anche nonostante il manifestarsi di un tale eventuale predominio, il cuore si sforzerà sempre di ristabilire l'armonia, al punto che le affezioni cardiache appaiono secondarie rispetto a quelle degli altri organi, e spesso impiegano anni per manifestarsi. Ecco perché l'osservazione delle lesioni che si creano hanno tato relativamente poche informazioni sul processo morboso, e bisognerebbe innanzitutto studiarle nel tempo, cosa che implica un'anamnesi approfondita. La conoscenza di questi processi è per il medico un incitamento sia a prevenire le affezioni cardiache che a curarle.

 

Da quanto precede risulta che paragonare il cuore a una pompa è solo una SUPERSTIZIONE della nostra kultura di Stato, poggiante sull'idolatria di una scienza del meccanismo, che ha ben poco da dire di umano.

 

In ogni caso, anche se il cretino convinto o lo scienziato meccanicista volesse a tutti i costi stabilire un paragone del cuore con parti di una macchina, si potrebbe tutt'al più, per usare la visione di Rudolf Steiner, caratterizzare il cuore come un ariete idraulico.

 

Io preferisco sentire il mio cuore come organi spirituale, esattamente come l'uomo antico, che ragionava "col cuore"...

 

Le seguenti riflessioni del 2002 ("La sacra pompa di Gesù"), le scrissi assieme al compianto dr. Luciano Orsini, dopo notti e notti passate a studiare la funzione cardiaca dal punto di vista scientifico. Quindi  sono adatte ad esperti in materia cardiaca, a medici, e soprattutto a cardiologi appassionati.


La-sacra-pompa-di-Gesu.jpgLa sacra pompa di Gesù
 

Il cuore vive nel battito che rivela la sua caratteristica presenza tra due polarità circolatorie: quella dei capillari e quella dei vasi sanguigni.

 

Il battito è discreto e silenzioso se il cuore è sano, e quando lo si studia si può avere  un'insieme d'informazioni cliniche che vanno ben oltre la semplice frequenza del polso o del rumore che produce.

 

Nelle piante non vi sono vasi ma soltanto capillari, e la linfa sale molto lentamente lungo di essi raggiungendo altezze tali che hanno costretto gli scienziati a cercare diverse spiegazioni non del tutto convincenti per questo fenomeno naturale.

 

Fa parte della conoscenza antroposofica - cioè proveniente da spregiudicata osservazione della vita - che la linfa delle piante sia spinta così in alto per mezzo del corpo bioplasmatico (detto anche vitale o eterico) della pianta, collegato a sua volta con le forze di vita del cosmo.

 

I capillari sono passati evolutivamente dalla circolazione linfatica della pianta alla circolazione sanguigna animale, e poi a quella umana.

 

Nel lungo percorso evolutivo, ai capillari si sono aggiunti gradualmente i vasi sanguigni che sempre più grandi hanno richiesto la presenza di un cuore anch'esso evoluto nella scala biologica animale.

 

La circolazione capillare muove dal corpo bioplasmatico o vitale (detto corpo eterico in antroposofia), dal quale sono mossi anche i vasi più piccoli; ma quando si raggiunge il diametro massimo dei vasi circolatori umani è necessaria la funzione di raccordo (appunto, perfino la parola "raccordo" proviene... dal cuore) tra la circolazione capillare e quella dei grossi vasi.

 

Naturalmente anche gli animali superiori hanno un cuore ed una circolazione, ed anche negli animali si ha la funzione cardiaca di raccordo, mediatore tra capillari e grossi vasi. Nel pesce addirittuara troviamo un cuore non ancora quadripartito che dal punto di vista meramente fisiologico lavora mille volte meglio del cuore umano.

 

Il movimento del sangue è autonomo, ma ha bisogno del cuore quadripartito per le necessità fisiologiche e psicologiche dell'uomo.

 

Con una circolazione troppo lenta vivremmo come le piante, non potremmo muoverci mantenendo la postura eretta, non avremmo pressione, non potremmo pertanto incarnarci nel movimento, animarci, e di conseguenza non avremmo una coscienza di veglia. Così ci vuole lo Stato odierno mentecattocomunista. 

 

Il cuore afferra invece la circolazione proveniente dai capillari e col suo battito, come esclusiva risposta a questo evento, dona la forza del suo muscolo alla circolazione, sostenendola, ma non attivandola: tant'è vero che il sangue circola spontaneamente nei limiti della gravità - come è dimostrato dagli esperimenti di Manteuffel e in generale dall'embriologia, che le valvole idrodinamiche cardiache  non sono altro che un adattamento del cuore al flusso sanguigno prestabilito, ed alla necessità della sua circolazione, sia la piccola che la grande.

 

Il sangue che si precipita nel cuore crea dei vortici che vengono indirizzati dalle valvole nei luoghi prestabiliti.

Le valvole cardiache sono ben lungi dalle valvole di una pompa. Se appartenessero ad una pompa non potrebbero affatto reggere il continuo sforzo prolungato per anni.

 

L'esperienza clinica mostra che, anche quando le valvole si ammalano, la circolazione del sangue non viene bruscamente interrotta, mentre se si altera la valvola di una pompa, questa smette di funzionare.

 

La funzione delle valvole che si formano nella vita embrionaria quando il cuore comincia a battere, ha soltanto la funzione di rendere ottimale la corrente, ma non è causa dello scorrimento del sangue in una determinata direzione.

 

È tuttavia difficile pensare fino in fondo di fronte a queste evidenze: se il cuore batte e ci sono le valvole, ciò significa per lo scienziato dozzinale che il sangue è mosso dal cuore, perché il cuore... è una pompa.

 

Così pensa Piero Angela. E così verrebbe da pensare se un Pierino, avendo un infarto, cadesse da un albero fracassandosi il cranio: "È morto perché è caduto dall'albero", si direbbe, "è talmente palese!". E neanche verrebbe il minimo sospetto che costui non morì cadendo dall'albero, ma che cadeva proprio perché era già morto, stroncato da un infarto.

 

Il cuore dunque NON è una pompa. Potrebbe somigliare ad un ariete idraulico (similitudine fatta da Rudolf Steiner) sebbene esso non funzioni proprio come un ariete idraulico. Come funziona un ariete idraulico?

 

ariete-idraulico.gif


S'immagini una casa situata in cima ad un monte. Ai piedi di questo monte scorre verso il basso l'acqua di una sorgente. Si vuole portare l'acqua alla casa. In questa situazione serve un ariete idraulico i cui componenti sono: un tubo che convoglia l'acqua, un altro tubo che risale: un sistema composto da una valvola e da una membrana che grazie alla pressione dell'acqua crea una successione ritmica di pressione e di contropressione con l'ausilio di un pallone riempito a metà d'acqua che svolge la funzione di cuscinetto d'espansione.

 

L'aspetto interessante di questo sistema è che funziona in assenza d'energia, e che sfrutta soltanto la forza gravitazionale dell'acqua che scorre (velocità di riempimento dell'ariete).

 

La similitudine di Steiner col cuore consiste nel fatto che nell'ariete idraulico è l'acqua che mette tutto in movimento, così come il sangue che arriva al cuore ne stimola i movimenti di contrazione.

 

Concludendo si deve dire che il cuore è un muscolo, il cui compito è la contrazione.

 

Trattandosi di un muscolo cavo, durante la contrazione il liquido che vi è contenuto è incomprimibile e pertanto viene spinto avanti.

 

Quindi il cuore ha, sì, compito di propulsione, ma questa propulsione non è la causa originaria della circolazione sanguigna anche se nulla funzionerebbe senza il cuore.

 

Il cuore accelera il movimento originario nei capillari adattandolo alle necessità dell'organismo umano.

 

Già in ciò, il cuore si propone come organo del centro e del ritmo, cercando un compenso e quindi un equilibrio tra la circolazione del sangue nei capillari e quella nei grossi vasi; similmente all'equilibrio posto tra la piccola e la grande circolazione.

 

Le valvole cardiache possono reggere così a lungo perché non fermano il sangue, ma sono perfettamente inserite nel suo flusso di scorrimento che precede la loro stessa formazione nel corso dell'embriogenesi.

Se al cuore non giungesse il sangue, presente con il suo originale e lentissimo movimento capillare, il cuore smetterebbe di battere.

 

La circolazione del sangue inizia alla periferia dell'organismo; è mossa dalla vita stessa (del corpo bioplasmatico o vitale) fino al cuore, che si "anima", (nel suo caratteristico movimento) che la solleva dalla sua condizione simil-vegetale e la innalza al livello umano, con un battito ed una lunga pausa al cui interno scorre l'attimo fuggente del suo dialogo cosmico-terreno con l'anima...

 

In ogni polarità il cuore si colloca sempre al centro, e proprio per il fatto che è il mediatore fra cosmo e Terra esso rende possibile all'anima umana un collegamento più forte con questi due poli.

 

Se una persona si lega fortemente alle forze della Terra non vede più il cosmo, che è il mondo della luce, e cade in depressione che è un processo d'incarnazione unilaterale. i suoi occhi vedono la bellezza della natura ma il suo cuore non la percepisce, così come, se non si cerca, non si percepisce il colore fior di pesco nell'arcobaleno.

Allo stesso modo, quel che resta dell'apparenza del cuore è la pompa cardiaca di Piero Angela.  

 

NOTE

(1) Manteuffel-Szoege L., Gonta J., "Réflexions sur la nature des fonctions mécaniques du coeur". Minerva Cardioangiologica Europea, VI, 261-267, 1958; vedi anche: Manteuffel-Szoege L., Turski C., Grundman J., "Remarks on Energy Sources of Blood Circulation". Bull. Société Inter. Chirur., XIX, 371-374, 1960; Manteuffel-Szoege L., "Energy Sources of Blood Circulation and the Mechanical Action of Heart", Thorax, XV, 47, 1960; Manteuffel-Szoege L., "New Observations concerning the Haemodynamics of Deep Hypothermia", Journ. Cardiovas. Surg., III, 316, 1962; Manteuffel-Szoege L., "Haemodynamic Disturbances in Normo - and Hypothermia with Excluded Heart and during Acute Heart Muscle Failure", Journ. Cardiovas. Surg., IV, 551, 1963; Manteuffel-Szoege L., "On Stopping and Restarting of Circulation in Deep Hypothermia", Journ. Cardiovas. Surg., V, 76,1964; Manteuffel-Szoege L., Michalowski J., Grundman J., Pacocha W., "On the Possibilities of Blood Circulation Continuing after Stopping the Heart", Journ. Cardiovas. Surg., VII, 201,1966. Si veda anche, a proposito di questi esperimenti, l'articolo "Il cuore non è una pompa" di AG (altrogiornale.org).

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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