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5 gennaio 2012 4 05 /01 /gennaio /2012 10:35

[continuum da R. Steiner, "La questione sociale come fatto di cultura, di diritto e di economia", 1ª conf. di Zurigo del 24/10/1919 - A cura di Nereo Villa].

 

[…] E questo ha fatto sì che negli ultimi tempi la vita economica sia venuta a sua volta a dipendere da quella giuridica.

 

Questa coesistenza di economia, diritto e cultura è stata vista da persone come Marx e Engels, che hanno notato che la vita economica moderna non sopportava più la vecchia forma giuridica e neppure il vecchio tipo di cultura. Sono giunti perciò alla conclusione che la vecchia vita giuridica

e la vecchia vita culturale dovessero essere estromesse dalla vita economica.

 

Ma ora  sono approdati ad una strana superstizione [al tempo di questa conferenza eravamo nel 1919. Eppure oggi, 2012, fino a prova contraria le cose stanno esattamente ancora come allora, dato che non solo comunisti e socialisti credono in questa superstizione ma anche i libertari a credere in questa superstizione - nota del curatore], un dogma di cui dovremo parlare parecchio nel corso di queste conferenze. Sono giunti alla superstizione in base alla quale la vita economica è in grado di produrre da sola le nuove condizioni giuridiche e culturali, e questo perché vedevano nella vita economica l'unica realtà, mentre la vita culturale e quella giuridica non dovrebbero essere che un'ideologia. SI CREDEVA quindi, e si trattava di uno dei più fatali pregiudizi, CHE STRUTTURANDO IN UN CERTO MODO L'ECONOMIA, SEGUENDO CERTE LEGGI, LA VITA CULTURALE E QUELLA GIURIDICA, STATALE E POLITICA, SI SAREBBERO MESSE A POSTO AUTOMATICAMENTE [il maiuscolo è mio - nota del curatore].

 

Ma come è nata questa superstizione? Cari ascoltatori, QUESTO PREGIUDIZIO È POTUTO SORGERE SOLO PER IL FATTO CHE la struttura delL'ECONOMIA umana, l'effettivo operare della moderna vita economica SI NASCONDEVA DIETRO a quella che siamo soliti chiamare l’“ECONOMIA MONETARIA”. Questa economia monetaria è sorta in Europa come fenomeno concomitante a determinati avvenimenti.

 

Basta rivolgere uno sguardo più profondo alla storia - permettetemi di farvi cenno in questa introduzione - per vedere che nel momento in cui nel mondo civile europeo sono sorti la Riforma e il Rinascimento, cioè una nuova corrente culturale, più o meno nello stesso momento - parlo in termini storici, dove i momenti sono più lunghi che nella vita delle persone - sono state scoperte le vene d'oro e d'argento dell'America. L'afflusso d'oro e d'argento, soprattutto dell'America centrale e del sud, ha fatto a quel tempo il suo ingresso in Europa.

 

QUELLA CHE PRIMA ERA PREVALENTEMENTE UN'ECONOMIA NATURALE DI BARATTO VENNE SEMPRE PIÙ SOPPIANTATA DALL'ECONOMIA MONETARIA.

 

L'economia di baratto era ancora in grado di osservare i prodotti del suolo, cioè la realtà oggettiva; era in grado di tenere in considerazione le capacità del singolo individuo, ciò che egli può produrre, si orientava quindi secondo la realtà e le capacità oggettive. IN QUESTE CONFERENZE VEDREMO COME, CON LA CIRCOLAZIONE DEL DENARO, LA VISIONE DELLA REALTÀ SIA ANDATA GRADUALMENTE SVANENDO.

 

Mentre l'economia monetaria ha preso il posto di quella naturale, sulla vita economica si è steso per così dire come un velo.

 

Non si potevano più vedere le pure e semplici esigenze della vita economica. COSA FORNISCE ALL'UOMO LA VITA ECONOMICA? Gli fornisce dei beni che gli servono per il suo consumo. Non c'è bisogno per ora di distinguere fra i beni intellettuali e quelli fisici, poiché l'economia può vedere anche i beni culturali come beni di consumo. Quindi diciamo che questa vita economica FORNISCE DEI BENI.

 

E QUESTI BENI HANNO UN VALORE per il fatto che l'uomo ne ha bisogno, dato che la brama dell'uomo si rivolge su di essi. L'uomo deve attribuire un determinato valore ai beni di consumo. In tal modo essi ricevono il loro valore oggettivo all'interno della vita sociale, un valore intimamente connesso con quello soggettivo della valutazione che l'uomo conferisce loro. MA DI QUESTI TEMPI COME SI ESPRIME IL VALORE GIURIDICO-ECONOMICO DEI BENI? Come si esprime il valore delle merci, quel valore che ne determina sostanzialmente l'importanza nella convivenza sociale ed economica?

 

Questo valore SI ESPRIME OGGI NEI PREZZI. In questi giorni dovremo parlare di valore e di prezzo, ma oggi voglio solo accennare al fatto che nelle transazioni economiche, nella vita sociale, nella misura in cui questa vita relazionale dipende dall'economia, per l'uomo il valore dei beni si

esprime nel prezzo.

 

È UN GRAVE ERRORE CONFONDERE IL VALORE DEI BENI CON IL PREZZO CHE HANNO IN QUANTO ESPRESSO IN DENARO!

 

E, cari ascoltatori, non per via di considerazioni teoriche, ma in base all'esperienza, l'umanità dovrà capire sempre meglio che il VALORE DEI BENI prodotti in ambito economico - ciò che dipende dalla valutazione soggettiva dell'uomo, da determinate condizioni sociali e giuridiche - E ciò che si esprime nella situazione dei PREZZI, che emerge col denaro, SONO DUE COSE DEL TUTTO DISTINTE.

 

Ma di questi tempi il valore dei beni viene occultato dalla situazione dei prezzi che domina nel circolo sociale.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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