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20 luglio 2012 5 20 /07 /luglio /2012 09:53

Scrive la banca d’Italia nel suo sito bancaditalia.it:

 

“All’esito di azioni giudiziali intraprese nei confronti della Banca d’Italia, volte a rivendicare la proprietà collettiva dell’euro e il relativo reddito da signoraggio, la Corte Suprema di Cassazione, con sentenza delle sezioni unite n. 16751 depositata il 21 luglio 2006, ha stabilito che sussiste difetto assoluto di giurisdizione in ordine a simili pretese in quanto “al giudice non compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sopranazionali””.

 

La traduzione in parole povere di queste parole è la seguente: “Il reddito da signoraggio è “cosa nostra” e nessuno ha il diritto di sindacare come e perché sia così”.

 

Quando un fatto è talmente ovvio ed evidente che rende inutile ogni spiegazione si dice “lapalissiano”. Per esempio che il monopolio dell’emissione dei soldi comporti sopraffazione legale come quella sopracitata scritta dalla banca d’Italia è lapalissiano, così come è lapalissiano che l’acqua è bagnata. Serve spiegazione? No. O sì? O nì?

 

Purtroppo oggi, grazie a questo monopolio, il signoraggio è spiegato come legale anche se è illegittimo...  

 

E qui occorre rimarcare appunto la differenza fra ciò che è legale e ciò che è legittimo… Perché la sinistra, o i sindacati, o le associazioni di consumatori, o la destra sedicente sociale, o il cattolicissimo centro, non spiegano questa differenza?

 

Se almeno qualcuno di questi sedicenti paladini del popolo la spiegassero, al popolo sarebbe quantomeno chiaro che il cosiddetto debito è “illegittimo”.  

 

Detto in modo lapalissiano: se la moneta è nostra perché allora ce la prestano? In questa battuta di Grillo prepolitico (ora anch’egli mi sembra silenzioso su questo punto) c’è il senso reale dell’usurocrazia che ci ingabbia tutti.

 

Ecco dunque che la spiegazione di ciò che è lapalissiano serve.

 

La differenza fra legalità e legittimità si fonda sulla distinzione fra diritto positivo (emanato da un dato ordinamento giuridico dello Stato) e diritto naturale (principi e valori universali antecedenti tale ordinamento, cioè antecedenti la nascita stessa dello Stato). Nelle democrazie liberali, il principio di legalità e il principio di legittimità coincidono, nel senso che le leggi ubbidiscono a principi e a valori universali di rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo, propri del diritto naturale. Invece nei regimi totalitari conta solo il principio di legalità, che prevale così su quello di legittimità.

 

Ciò che si continua oggi a chiamare debito è pertanto detestabile in quanto conta solo per il totalitaristico principio di legalità.

 

Quindi fate attenzione! L’acqua è bagnata e va spiegato il perché.

 

Ma soprattutto bisognerebbe spiegare che comunque la soluzione non è il continuo passaggio da una padella a una nuova brace. Perché ci si scotta.

 

Anche questo è lapalissiano, eppure questo è proprio l’errore di coloro che oggi pretendono combattere il signoraggio ancora una volta statalisticamente, keynesianamente, cioè con un velenosissimo rimedio che genera un male peggiore di quello che si vuole curare.

 

Come l’oleandro è una pianta bella ma velenosa in tutte le sue parti (rametti, foglie e i fiori), così l’idea di quel rimedio sembra logica e bella, ma è velenosa e tutta antilogica. Perché?

 

Perché afferma che la crisi si risolve nella misura in cui sia lo Stato e non le banche centrali ad emettere il denaro, dimenticando che in una simile fede nello Stato non governa la logica: non solo le banche sono colpevoli della crisi mondiale ma anche e soprattutto gli Stati occidentali che le legalizzarono monopolizzando l’emissione stessa dei soldi.

 

Gli Stati si comportarono perciò come mandanti, mentre gli istituti bancari di emissione come killers...

 

Già Goethe, nel suo Faust, parlava della truffa della stampa dei soldi, e per lui la soluzione sarebbe stata casomai disciogliere in tre parti lo Stato: l’idea dello scioglimento del Re del centralismo statalista in tre diversi Re articolati fra loro in modo sano (“Favola del serpente verde e della bella Lilia”, 1795). Schiller (“Lettere sull’educazione estetica dell’uomo”, 1795) e Rudolf Steiner (“I punti essenziali della questione sociale”, 1919), studioso di Goethe e dell’idea della triarticolazione dell’organismo sociale, gli fecero eco.

 

Non si tratta dunque di promuovere una neo-sovranità di Stato, perché lo Stato è colpevole esattamente come le banche!

 

Chi oggi afferma ancora la fede nello Stato o che bisognerebbe imitare gli USA e la FED, è come Pinocchio, che va a seminare le monete d’oro nel campo dei miracoli del Gatto (Stato) e della Volpe (Banca emittente). Oggi non si può più oggi predicare questa fede restando in buona fede, come se il mandante del killeraggio fosse meno colpevole del killer!

 

È in tal senso che ho creato e pubblicato nel web due brevi video, uno intitolato “Attenzione, l’acqua è bagnata” ed un altro intitolato “Signoraggismo”. Basta scrivere questi titoli in qualsiasi motore di ricerca e potrete farvi almeno un paio di risate anche se amare...

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commenti

Massimo Francese 07/20/2012 10:36

Hai più volte spiegato in maniera chiarissima il problema e chi non vuole capire lo deve fare con uno sforzo di volontà applicata al rimanere dei pinocchietti di legno. Ma in questo momento la
gente cerca sempre più le sicurezze e lo status quo gliele garantisce (in apparenza). Riguardo Grillo ricordo che in un suo spettacolo rispose ad uno spettatore, riguardo il signoraggio, che non
voleva più parlarne perchè c'era e c'è intorno ad esso un vuoto legislativo. Secondo me, invece, ha ricevuto qualche telefonata in cui gli è stato chiesto di chiudere sull'argomento per poter
proseguire la sua carriera. Sono mie illazioni certo ma non così campate in aria. Il suo sito conta centinaia di migliaia di contatti al giorno e un impegno come il Tuo sul signoraggio con quel
numero di contatti diverrebbe esplosivo.... in tutti i sensi!
Viva l' Islanda.

nereovilla 07/20/2012 12:20



Ti ringrazio Massimo. Ne faccio una pagina. 



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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