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22 dicembre 2011 4 22 /12 /dicembre /2011 18:20

Il Reddito di Base (RdB) è un reddito da occupazione, non da disoccupazione.


Il reddito da disoccupazione, cioè il reddito per chi non lavora, è un'idea molto oscura e confusa, e con le idee confuse non si va da nessuna parte.


E tanto meno si può parlare di futuro, o di riforme con un "reddito di cittadinanza" senza ricadere nell'altrettanto tenebroso diritto romano del "civis", e quindi nello statalismo, che non è altro che imperialismo mascherato da "civiltà", in cui dominano i mali del sequestro, già a partire dal ratto delle Sabine, e dal fratricidio di Remo da parte di suo fratello Romolo, ai tempi della fondazione di Roma, e del suo mitologico jure, appunto, anticristiano.


No. Il RdB si fonda su un diritto nuovo, che io chiamo dialettico, in quanto va scoperto e sempre di nuovo riscoperto attraverso dialogo ed epicheia, cioè equità a discrezione puramente umana: sindereticamente umana si potrebbe dire, dato che la sindéresi è la nostra facoltà più alta che abbiamo perduta e che dovremo ritrovare per essere umani, cioè per essere distinti dagli animali in qunto capaci per natura di scegliere il bene e di rifiutare il male (Tommaso D'Aquino, Summa theologica 1,1 q.94, art.1).


Solo usando di nuovo questa facoltà dell'anima umana si può capire che ogni lavoro, anche quello più umile, è sempre attività dell'io e quindi dell'immateriale che vive in ogni uomo, lo spirito. Ciò comporta il prendere coscienza che il lavoratore non può essere pagato, né può avere un prezzo. Solo ciò che il lavoratore produce può essere ap-"prezzato", misurato e immesso nel mercato.


Chi crede che solo il "lavoratone" sporco e sudato sia il solo lavoratore, e che solo lo spaccare legna o il cercare il carbone in miniera siano lavoro, allora ciò che uno riceve per esempio perché suona il rock tutte le sere è senz'altro un reddito da disoccupazione. Da questo punto di vista, chi scrive ha sempre ricevuto questo reddito, dato che secondo tali criteri di caratterizzazione del lavoratore, io non ho mai lavorato; sì, ho sudato qualche volta, ma non ho mai lavorato per dovere. Quello che fa il musicista lo fa sempre per amore di quello che fa. Si diverte, gioca. In francese "suonare" si dice "giocare", "jouer". 


Domanda: perché allora predico il RdB, visto che l'ho sempre avuto?


La risposta a questa domanda è la seguente: io me la sono goduta, e così vorrei che anche i miei simili possano godersela almeno come ho fatto io, dato che col RdB potrebbero fare davvero il loro gioco, rispondere al loro vero talento, fare ciò che vogliono fare come ho fatto io.


Fare ciò che si vuole è libertà. Ovviamente non nel senso che si voglia fare come professione il nullafacente, il disoccupato.


Fare nulla è impossibile, così come è impossibile smettere di pensare. Solo il deficiente, cioè il malato di mente, può non fare nulla e non pensare. Ma proprio per questo motivo non potrebbe neanche dirlo, essendo malato.


Ma in un organismo sociale di umani, se uno è malato di mente, è pur sempre un essere umano e va accudito col medesimo RdB che percpisce ogni altro essere umano. Anzi, forse costui avrà bisogno di maggiore cura dei suoi simili, e quindi di maggiori valori economici, anche e soprattutto perché non sarà idoneo a costituirli egli stesso. E non è detto che un giorno quel suo guardare nel vuoto si trasformi, propri grazie a quelle cure, in visione e lo voglia dimostrare con colori e pennello, creando opere pittoriche...


I valori economici sono sempre costituiti da fatti che vivono nella vita. Innanzitutto sono costituiti dai talenti degli uomini, in secondo luogo dal lavoro, e in terzo anche da innumerevoli rapporti.


Chi afferma che un bene inserito nella circolazione economica non può che essere lavoro cristallizzato, dice una castroneria. Non è affatto così. Il lavoro è sempre un fare, non un fatto, o un manufatto. Solo il manufatto è merce, non il lavoro che lo fa. Il lavoro che fa il manufatto non esiste senza l'io, a meno che sia una macchina a lavorare, ma qui l'io ha già lavorato creando la macchina. E la macchina non è l'io che la crea e la mette in "moto". La macchina è un po' come la trappola per topi. Va a scatto e intrappola il topo. Ma non si può dire per questo che sia intelligente o che il suo "lavoro" sia cristallizzato...


Nelle conferenze di Rudolf Steiner che sto pubblicando a proposito del lavoro, ciò che conta non è affatto un reddito da disoccupazione, anzi questa idea è vista da Steiner come un'idea dello statalismo più accentrato e quindi più imbroglione.


Ciò che più conta è che il concetto di lavoro non sia rapportato in qualche modo al concetto a cui lo si rapporta oggi, vale a dire al reddito!


Perché in realtà un uomo ottiene il proprio reddito non solo per mangiare e bere o per soddisfare altri bisogni fisici o psichici, ma, appunto, ANCHE per lavorare per gli altri uomini. Se così non fosse la sua economia sarebbe come quella degli animali. Anche gli animali mangiano e bevono, quindi anche loro, finché non sono addomesticati, hanno una specie di vita economica. Ma di solito si godono quello che non ha bisogno di molta preparazione. La maggior parte degli animali prende in natura ciò che per loro già esiste; nel loro caso è quindi la natura a essere "produttiva"...


Il Reddito di Base rientra in un processo economico complesso e organico che i semplici concetti degli economisti non riescono ad afferrare, perché chi ragiona solo in base ad astrazioni e a nozioni, sa produrre ben pochi beni per i suoi simili. Ne parlerò ancora. 

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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