Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
2 febbraio 2012 4 02 /02 /febbraio /2012 15:41

[Continuum di R. Steiner, "Lo Stato”, 3ª conf. di Zurigo del 26/10/1919; Titolo originale: "La vita giuridica: compiti e limiti della democrazia. Diritto pubblico e diritto penale" - A cura di Nereo Villa]

 

[...] Cari ascoltatori, la vita giuridica ha posto gli uomini, nella sua essenza e nel suo significato, a più riprese di fronte alla domanda: QUAL È LA VERA ORIGINE DEL DIRITTO? [il maiuscolo è mio - nota del curatore] Qual è l'origine di ciò che gli uomini ritengono legale e giusto nei loro rapporti interpersonali?

 

Questa domanda è sempre stata di estrema importanza per gli esseri umani. È invece molto strano che oggi in un'ampia cerchia di persone interessate al sociale la questione giuridica vera e propria sia come caduta in un buco, sia praticamente sparita. Certo, anche oggi ci sono molte discussioni accademico-teoriche sull'essenza e il significato del diritto eccetera, eccetera. Ma è caratteristica nella discussione effettuata da vaste cerchie proprio la scomparsa più o meno totale della questione giuridica.

 

Per spiegarlo devo richiamare la vostra attenzione su qualcosa che al giorno d'oggi si manifesta sempre più chiaramente, mentre fino a poco tempo fa veniva ancora ignorato del tutto.

 

Gli uomini hanno visto sorgere delle condizioni sociali insostenibili, e anche quelli che non sono stati sfiorati esistenzialmente da queste condizioni in contrasto con le esigenze della vita sociale hanno cercato di rifletterci sopra.

 

E mentre fino a poco tempo fa le cose erano davvero così radicali come vi ho appena detto, al punto che si veniva derisi se ci si aspettava qualcosa per le condizioni economiche dall'assetto giuridico e da quello culturale, oggi si sente fare sempre più spesso - ma si potrebbe dire da oscure profondità dell'anima - questa affermazione: "Sì, in fondo nell'atteggiamento sociale degli esseri umani gli uni verso gli altri giocano un ruolo anche questioni psicologiche e giuridiche."

 

E gran parte della confusione che regna nelle condizioni sociali deriva dal fatto che i rapporti psicologici degli uomini e quelli giuridici sono stati tenuti troppo poco in considerazione nella loro fisionomia autonoma. Ora si comincia ad accennare, dato che la cosa è ovvia, al fatto che la salvezza dovrebbe venire da un'altra parte che non sia quella puramente materialistica dell'economia. Ma quando poi se ne parla a livello concreto, questo viene messo ancora troppo poco in evidenza.

 

È come un filo rosso che si snoda attraverso tutto ciò che hanno da dire i nuovi pensatori socialisti [e libertari; colgo l’occasione per sottolineare che il mio continuo accenno alle negatività dei libertari non muove da sentimenti personali di antipatia o di simpatia nei lori confronti, ma da spregiudicate considerazioni che vogliono, anzi, essere una critica costruttiva a questo movimento, il quale, nonostante l’ignoranza e/o l’avversione per la scienza dello spirito a carattere antroposofico, ha caratteristiche molto vicine all’antroposofia di Steiner; purtroppo si tratta di caratteristiche ideologiche di tipo dogmatico, quindi antievolutive, che rischiano perciò di bloccare il movimento in staticità di pensiero - ndc], e cioè che occorre instaurare una struttura sociale in cui tutti gli uomini possano vivere secondo le loro capacità e i loro bisogni. A loro non importa che quanto ho appena detto venga più o meno attuato - in maniera grottescamente radicale o più in linea con una mentalità conservatrice.

 

Sentiamo dire dappertutto che i danni dell'attuale ordinamento sociale derivano soprattutto dal fatto che all'interno di quest'ordinamento l'uomo non è in grado di

esplicare pienamente le proprie capacità, e dall'altra parte che questo ordinamento sociale è tale per cui l'uomo non è in condizione di soddisfare i propri bisogni - in pratica che non c'è uguaglianza nella possibilità che si ha di soddisfare i propri bisogni.

 

Dicendo queste cose, ci si rifà a due elementi fondamentali della vita umana: le CAPACITÀ sono qualcosa che si pone maggiormente in relazione con l'intelletto umano, poiché in definitiva tutti i talenti dell'uomo, che deve agire consapevolmente, hanno origine dal suo pensiero, dal suo raziocinio.

 

È vero che le capacità della mente devono essere costantemente incoraggiate, spronate dal sentimento, ma questo da solo non può fare nulla se manca l'idea di fondo, il genio conoscitivo. Quindi quando si parla di talenti, anche di abilità pratiche, bisogna rifarsi alla vita intellettiva, allo stato di coscienza. Perciò diverse persone si sono rese conto che bisogna fare in modo che l'uomo possa valorizzare la propria vita intellettiva all'interno della struttura sociale.

 

L'altro fattore che vuole esprimersi riguarda maggiormente l'elemento vitale della volontà. Il volere, che nasce dal desiderio, dalla necessità che si ha di questo o quel prodotto, è una forza basilare della natura umana. E quando si dice che l'uomo deve poter vivere in una struttura sociale in base ai propri BISOGNI, ci si riferisce alla sfera del volere [quando Steiner parla del volere intende non l’intenzione a volere qualcosa, cioè l’anelito o il velleitarismo, che sono ancora pensare, ma la sfera dell’azione umana; forse non è un caso che l'opera più vasta e importante del libertario Ludwig Von Mises sia stata "L'azione umana", un trattato sull'economia - ndc]. 

 

Ecco quindi che, pur senza accorgersene, anche i marxisti parlano DELL'UOMO quando sollevano la loro questione sociale, anche se vorrebbero far credere di star parlando solo di istituzioni. È vero che parlano di istituzioni, ma le vogliono organizzare in modo tale che la vita intellettiva dell'uomo, le capacità umane, possano essere valorizzate così che i bisogni umani possano essere soddisfatti equamente così come si presentano.

 

SOLO CHE IN QUESTA VISIONE C'È QUALCOSA DI MOLTO PARTICOLARE: MANCA DEL TUTTO UN ELEMENTO UMANO ALTRETTANTO ESSENZIALE, E CIOÈ LA VITA EMOTIVA, LA SFERA DEL SENTIMENTO.

 

Vedete, se si dicesse che si vuole instaurare una struttura sociale nella quale gli uomini possano vivere in base ai loro talenti, ai loro sentimenti e ai loro bisogni, allora si avrebbe l'uomo nella sua totalità. E invece è strano, ma anche tipico, che MENTRE SI VUOLE DESCRIVERE LA META SOCIALE COMPLESSIVA DELL'UOMO SI TRALASCI LA SUA VITA EMOTIVA.

 

MA CHI, NELLA SUA OSSERVAZIONE DELL'UMANITÀ, IGNORA LA VITA EMOTIVA, OMETTE DI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE I REALI RAPPORTI GIURIDICI NELL'ORGANISMO SOCIALE, POICHÉ NELLA CONVIVENZA FRA ESSERI UMANI TALI RAPPORTI POSSONO SVILUPPARSI SOLO IN BASE AL MODO IN CUI INTERAGISCONO FRA LORO I SENTIMENTI UMANI. IL DIRITTO PUBBLICO RISULTA DAI SENTIMENTI CHE GLI UOMINI VIVONO GLI UNI NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI.

 

E SICCOME NELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE SI È IGNORATO L'ELEMENTO VITALE DEL SENTIMENTO, LA QUESTIONE GIURIDICA È PIOMBATA PER FORZA, COME VI HO DETTO, IN UN BUCO: È SPARITA. SI TRATTA DI RIMETTERE QUESTA QUESTIONE GIURIDICA NELLA SUA GIUSTA LUCE. CERTO, SI SA CHE ESISTE UN DIRITTO, MA LO SI VORREBBE COME UNA SEMPLICE APPENDICE DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE.

 

E come si sviluppa il diritto nella convivenza umana? Vedete, si è cercato più volte di dare una definizione del diritto, ma non si è mai riusciti a trovarne una davvero soddisfacente. E anche quando si è analizzata l'origine del diritto non ne è risultato nulla. Volendo rispondere a questa domanda, non è mai emerso niente. Perché?

 

È come se si volesse far sviluppare il linguaggio solo e soltanto dalla natura del singolo uomo. Spesso è stato detto, e a ragione, che UN UOMO CRESCIUTO SU UN'ISOLA DESERTA NON GIUNGEREBBE MAI A PARLARE, POICHÉ IL LINGUAGGIO SI ATTIVA NEL CONTATTO CON GLI ALTRI ESSERI UMANI, ALL'INTERNO DELLA SOCIETÀ UMANA.

 

ALLO STESSO MODO, CARI ASCOLTATORI, IL DIRITTO SI SVILUPPA A PARTIRE DAL SENTIMENTO CHE SI PROVA NELL'INTERAZIONE COL SENTIMENTO DELL'ALTRO ALL'INTERNO DELLA VITA PUBBLICA.

 

NON SI PUÒ DIRE CHE IL DIRITTO SCATURISCA DA QUESTO O DA QUELL'ANGOLO DELL'UOMO O DELL'UMANITÀ, MA SI PUÒ DIRE SOLTANTO CHE, ATTRAVERSO I SENTIMENTI CHE VENGONO VISSUTI GLI UNI PER GLI ALTRI, GLI UOMINI ENTRANO IN RELAZIONI RECIPROCHE CHE POI SANCISCONO A LIVELLO GIURIDICO. IL DIRITTO È PERCIÒ QUALCOSA CHE VA STUDIATO SOPRATTUTTO NEL SUO FORMARSI ALL'INTERNO DELLA SOCIETÀ UMANA.

Condividi post

Repost 0

commenti

Presentazione

  • : Blog di creativefreedom
  • Blog di creativefreedom
  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
  • Contatti

Link