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3 febbraio 2012 5 03 /02 /febbraio /2012 09:40

[Continuum di R. Steiner, "Lo Stato”, 3ª conf. di Zurigo del 26/10/1919; Titolo originale: "La vita giuridica: compiti e limiti della democrazia. Diritto pubblico e diritto penale" - A cura di Nereo Villa] 

 

[...] L'IMPULSO ALLA TRIARTICOLAZIONE DELL'ORGANISMO SOCIALE DEVE PERCIÒ ESIGERE CON LA MASSIMA FERMEZZA LA SEPARAZIONE DELLA VITA GIURIDICA, DEL TERRENO GIURIDICO, DALL'AMMINISTRAZIONE DEL CIRCUITO ECONOMICO [il maiuscolo è mio - nota del curatore].  

 

Come vi dicevo ieri, all'interno del processo economico devono formarsi delle associazioni. Categorie professionali, produttori e consumatori si troveranno in esse gli uni di fronte agli altri. I fatti e i provvedimenti puramente economici che intercorreranno a quel livello saranno fondati su contratti stipulati fra le associazioni.

 

Nella vita economica tutto deve fondarsi su contratti, su prestazioni reciproche. Le corporazioni si troveranno di fronte a corporazioni; la competenza e la specializzazione costituiranno l'elemento determinante. Lì la mia opinione, poniamo, di imprenditore sul valore che deve avere il mio settore industriale nella vita pubblica non avrà alcuna importanza.

 

No, se la vita economica è autonoma non potrò decidere niente in proposito, ma dovrò produrre qualcosa nel mio settore industriale, dovrò stipulare dei contratti con le associazioni di altri rami dell'industria, che a loro volta dovranno offrirmi in cambio le loro prestazioni. La possibilità che avrò di piazzare le mie prestazioni dipenderà dalla mia capacità di sollecitare le loro controprestazioni. A livello contrattuale si formalizzerà un'associazione in base alle capacità. Questi sono i fatti.

 

Diversamente dovranno svolgersi le cose sul terreno giuridico, dove sono gli individui a stare gli uni di fronte agli altri e dove ci si può occupare solo di deliberare sulle leggi che regolino i diritti pubblici attraverso decisioni prese dalla maggioranza.

 

CERTAMENTE MOLTI DICONO: "MA IN FIN DEI CONTI CHE COS'È IL DIRITTO PUBBLICO? NON È NIENT'ALTRO CHE CIÒ CHE ESPRIME A PAROLE E METTE SOTTO FORMA DI LEGGE CIÒ CHE ESISTE NELLE SITUAZIONI ECONOMICHE".

 

Sotto molti aspetti è senz'altro così, e come l'idea della triarticolazione sociale non trascura la realtà, così non trascura neppure questo aspetto. Ciò che risulta legittimo per via delle decisioni prese sul terreno democratico viene poi ovviamente introdotto nella vita economica da chi commercia. L'IMPORTANTE È CHE NON VENGA ESTRATTO DALLA VITA ECONOMICA PER ESSERE TRASFORMATO IN DIRITTO. Lo si introduce nella vita economica dopo che è stato deciso fuori di essa.

 

QUELLI CHE PENSANO IN ASTRATTO DICONO: "SÌ, MA QUELLO CHE C'È NELLA VITA ESTERIORE, DOVE L'UNO COMMERCIA CON L'ALTRO QUANDO EMETTE UNA CAMBIALE O QUALCOSA DI ANALOGO, QUELLO CHE EMERGE NEL DIRITTO CAMBIARIO, NON FA PIENAMENTE PARTE DELLA VITA ECONOMICA? NON È UN'UNITÀ IN TUTTO E PER TUTTO? E ADESSO ARRIVI TU, TRIARTICOLATORE, E VUOI SEPARARE CIÒ CHE NELLA VITA È UNA PERFETTA UNITÀ". Come se nella vita - proprio quella a cui l'uomo non può accedere e a cui non può arrecare danno con le sue opinioni - non ci fossero molti settori in cui correnti di forze provenienti da parti diverse si uniscono formando un'unità.

 

Prendete l'essere umano in fase di crescita. Possiede varie qualità che ha ereditato, che si ritrova addosso, e altre che gli sono state trasmesse mediante l'educazione. L'individuo in crescita ottiene da due fonti diverse le proprie caratteristiche: dall'ereditarietà e dall'educazione che gli dà l'ambiente.

 

Se fate qualcosa a quindici anni, non potete dire che ciò che fate non è un'unità. In quello che fate, però, confluisce a costituire quell'unità da un lato il risultato della vostra eredità e dall'altro quello della vostra educazione. È così che in esso c'è unità, ma è un'unità solo per il fatto che vi si contribuisce da due provenienze diverse. L'unità che si forma è sana proprio perché c'è una confluenza di due realtà distinte.

 

Per quanto riguarda l'idea dell'organismo sociale triarticolato, dalla realtà della vita risulta non meno che UNA SANA UNITÀ PER L'AGIRE IN AMBITO ECONOMICO PUÒ CREARSI SOLO NELLA MISURA IN CUI VI VENGONO INCLUSI ANCHE DEI CONCETTI GIURIDICI. PERÒ SI TRATTA DI DUE FONTI DIVERSE: I PROVVEDIMENTI ECONOMICI VENGONO PRESI AUTONOMAMENTE IN BASE A PUNTI DI VISTA ECONOMICI E I DIRITTI VENGONO SANCITI A PARTE SECONDO I CRITERI DELLA VITA GIURIDICA.

 

POI gli uomini ne fanno un'unità. Solo in questo modo c'è armonia, mentre SE SI FANNO DERIVARE I DIRITTI DAGLI INTERESSI DELLA VITA ECONOMICA, NASCONO DELLE CARICATURE. IN QUEL CASO IL DIRITTO È SOLO UNA FOTOGRAFIA, SOLO UNA COPIA DELL'INTERESSE ECONOMICO. MA ALLORA IL DIRITTO NON ESISTE PIÙ. È SOLO FACENDOLO NASCERE FIN DALL'INIZIO SU UN TERRENO DEMOCRATICO AUTONOMO CHE SI PUÒ INTRODURRE IL DIRITTO NELLA VITA ECONOMICA.

 

Cari ascoltatori, dovremmo poter credere che si tratti di un concetto talmente chiaro da non aver bisogno di essere spiegato in lungo e in largo, ma LA PREROGATIVA DELLA NOSTRA EPOCA È CHE LA VITA RECENTE HA OSCURATO E DEFORMATO PROPRIO LE VERITÀ PIÙ LAMPANTI.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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