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30 maggio 2012 3 30 /05 /maggio /2012 14:32

paura-del-futuro.jpgAurelia P.: ancora in merito all'errore pretesco sulla triarticolazione ed alla relativa inutilità dei dibattiti sulla negatività dell'accumulo, credo che l'opporsi unilateralmente all'accumulo sia un discorso moralistico in quanto non si può accusare di egoismo chi cerca per un motivo qualsiasi di risparmiare.

 

Se vigesse un sistema sociale in cui fosse attuato il RDB (Reddito Di Base incondizionato dalla nasciata alla morte per tutti) si potrebbe forse condannare l'accumulo di denaro. Ma anche in questo caso, a mio parere, diventerebbe inutile parlarne per il semplice motivo che l'uomo tende ad accumulare esclusivamente per paura del futuro; se il futuro non facesse più paura perché il diritto alla vita sarebbe assicurato tramite il RDB, certamente questo problema di accumulare risorse per l'incerto domani non esisterebbe.

 

L'egoismo umano è incentivato solo dalla paura.

E comunque non si potrà mai evitare l'egoismo per legge o per paura di essere tacciati di cattiveria: la natura umana è assolutamente buona. Diventa cattiva per legittima difesa contro chi la costringe in strettoie senza futuro.

 

Massimo Francese: il signor Archiati risulta comunque troppo convinto della giustezza delle sue riflessioni, mentre l'antroposofia è un "work in progress" o in torinese "an travai mai pì finì"! A proposito di unilateralità: "Quando l'autoconoscenza comincia a manifestarsi all'esterno nell'essere e nel tessere dell'universo, è importante che facciamo cessare ogni unilateralità, e che impariamo a sentire come altrimenti si possa sperimentare ciò che esiste in ogni punto dell'esistenza. Ci rende esseri rigidi il confinarci in un punto dello spazio e credere di poter esprimere verità con delle parole. Le parole sono le meno adatte ad esprimere verità,  perché sono legate al suono fisico. […] La realtà non opera in modo da uniformarsi con la teoria […]. Si avrà una giusta aspirazione antroposofica soltanto se ogni volta che qualcosa viene detto sia capito in tanti modi quanti sono gli ascoltatori. Mai chi vuol parlare della scienza dello spirito potrà aspirare ad essere capito solo in un modo. Vorrebbe essere compreso in tanti modi quante anime sono presenti. L'antroposofia lo sopporta" (Rudolf Steiner).

 

Proprio ieri sera ho letto una frase di Steiner in tono per iniziare una riflessione, e  per rispondere al problema della circolazione del denaro (sangue): "La salute di una comunità di uomini che lavorano insieme è tanto più grande quanto meno il singolo trattiene per sé i ricavi delle sue prestazioni, vale a dire quanto più di tali ricavi egli dà ai suoi collaboratori, e quanto più i suoi bisogni non vengono soddisfatti dalle sue prestazioni, ma da quelle degli altri" (Rudolf Steiner, "Scienza dello spirito e questione sociale").

 

La circolazione del sangue ( e del denaro) deve rispondere alle esigenze dell'organismo. La fatica o una risposta rapida del corpo  (per sport o fuga da un serpente o per lavoro) richiede che il sangue circoli più rapidamente, mentre in momenti di riposo o sonno, il sangue può circolare più lentamente. Ambedue le situazioni hanno dei limiti che se oltrepassati portano al collasso dell'organismo. Chi ha messo su un'azienda di amplificatori ha dovuto cercare e trattenere denaro per poi rilasciarlo tramite compensi e spese, facendo guadagnare altri. Poi ha degli utili che reinveste e fanno crescere l'azienda. Il limite di questo crescere è la richiesta di amplificatori. 

 

Se la gente che vuole un amplificatore pensa: "No, non lo compro, rinuncio a fare musica perchè ho paura del domani" farà ammalare l'organismo quanto l'imprenditore che produce più di quello che è richiesto, forzando la volontà altrui per indurre acquisti inutili.

 

Inoltre nel corpo umano ci sono zone dove è richiesto più sangue, in altre meno. Rispettati questi equilibri il corpo sente benessere.

Come si raggiunge l'equilibrio? Di nuovo ci viene incontro Steiner: 

 

La lotta ai consumi inutili, ai consumi di lusso o dannosi, non spetta alle associazioni economiche, ma solo all’influsso della vita spirituale. I bisogni inutili o dannosi devono venir tolti di mezzo perché da parte della vita spirituale viene l’insegnamento che si devono nobilitare i desideri e le sensazioni. Una libera vita spirituale sarà senz’altro in grado di farlo" [...].

 

Se mi avanzano 500 euro e ho intenzione di spendermeli in coca e puttane sono fatti miei , il karma è il mio. Ma se il mio vicino non riesce a pagare le bollette e sento la figlia che piange per la fame forse se lo aiuto è meglio. Dipende dalla mia statura interiore. Quello che forse dimostra una certa rigidità è quello del dover regalare il denaro in più come a trattenerlo quando tutti i bisogni, anche superflui, sono soddisfatti.

 

Anche il denaro e la sua circolazione vanno pensati partendo da sé stessi. Così si cresce e potrò aiutare il mio vicino una volta che ne abbia bisogno e quando non ne avrà più bisogno, via con la bisboccia, se ne sento ancora il bisogno.

 

Comunque il pensiero sull'argomento è tutt'altro che esaurito... 

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commenti

Massimo Francese 05/30/2012 18:12

Grazie Nereo per il tuo lavoro.

nereovilla 05/31/2012 09:05



Gu.



Presentazione

  • : Blog di creativefreedom
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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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