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18 gennaio 2012 3 18 /01 /gennaio /2012 09:24

gandalf-rosso- DOMANDA (postami nel 2002 durante un incontro sulla triarticolazione): nel libro di Steiner "I capisaldi dell'economia" all'indice sommario della quattordicesima conferenza si legge: "L'economia politica è un valore economico"; come mai Steiner parlerebbe in questo caso di economia politica quando invece a proposito di Triarticolazione Sociale fa una precisa distinzione fra il ruolo della politica e il ruolo dell'economia? 

 
- RISPOSTA: il compilatore di tale indice sommario non ha riassunto, bensì ha interpretato, il senso della parte finale dell'ultima conferenza del ciclo "I capisaldi dell'economia", in quanto in essa Steiner non si riferisce minimamente all'economia politica come valore. Tale interpretazione, affermando che "l'economia politica è un valore economico" travisa completamente l'idea steineriana dell'economia, la quale è  in sé un valore, indipendentemente, indipendentemente da ogni politica.  


R. Steiner, "I capisaldi dell'economia", Ed. Antroposofica, conf. X IV (Dornach,06/06/1922): "... è stato per me di profonda soddisfazione che voi qui presenti vi siate occupati con me in queste due settimane per pensare sui problemi dell'economia. Vi ringrazio molto, e mi sia concesso esprimere questo ringraziamento, perché credo di sapere quale importanza abbia il fatto che proprio dei laureati nel campo dell'economia possano collaborare a fondo per sanare la nostra civiltà, per ricostruire la vita dell'umanità. Dobbiamo anche renderci conto che l'economia non è una teoria, ma che in effetti anch'essa risulta valore economico, nel senso che quello che risparmiamo in lavoro può venir fruttuosamente usato per il progresso dell'umanità da parte di coloro che ci risparmiano tale lavoro. Penso che chi aveva preso la decisione di venire qui era cosciente di questo importante compito degli economisti; sarei lieto che vi foste rafforzati in tale compito a seguito di quello che abbiamo potuto elaborare tra di noi, sia pure in modo insufficiente. Speriamo di avere ancora l'opportunità di elaborare ulteriormente questi concetti".  


La vita statale, per la sua tendenza all’astrazione, tende di per sé a sviluppare forze che diventano poi forze di decadimento, pertanto nell’economia politica si studiano cose completamente avulse dalla realtà:


R. Steiner, "Polarità fra Oriente e Occidente", Ed. Antroposofica, conf. X (Vienna 11/06/1922): "Chi studi come nel settore della vita statale-giuridica (proprio perché esiste la tendenza all’astrazione) quello che gli uomini fanno si debba in realtà sempre più separare dal concreto interesse per i singoli campi della vita, vedrà anche come [...] nella vita dello Stato vi sia la ragione per quell’astrazione che sempre più si è andata sviluppando nel settore della circolazione dei capitali. La moderna formazione del capitale viene oggi spesso combattuta dalle vaste masse popolari. Ma il modo in cui la lotta viene condotta deriva in realtà soltanto dall’ignoranza della situazione. Chi infatti volesse in qualche modo eliminare il capitale o il capitalismo, dovrebbe anche eliminare tutta la moderna vita economica e sociale perché tale vita non può esistere se non in base al principio della DIVISIONE DEL LAVORO [il maiuscolo è mio - nota di Nereo Villa], e con essa si ha nello stesso tempo la formazione del capitale. Nella nostra epoca essa si manifesta specialmente per il fatto che una gran parte del capitale è rappresentata dai mezzi di produzione. L’essenziale è però che il capitalismo è prima di tutto un fenomeno necessario della vita moderna e che, d'altro canto, proprio quando venga statizzato, esso conduce ad una separazione del denaro dai singoli concreti settori. Nel secolo diciannovesimo il processo è stato portato così avanti che quanto oggi circola nella vita sociale è separato dai singoli concreti settori della vita proprio come in un pensatore, che viva soltanto in astrazioni; le sue pallide idee sono separate dalla vita reale. L’elemento economico, che in tal modo è separato dai singoli settori della vita, è il capitale monetario. Quando io abbia in tasca una somma qualsiasi, essa può rappresentare qualunque impresa economica, oppure anche un'attività della vita spirituale. Come un concetto generale si comporta nei confronti delle singole esperienze, così si comporta il capitale nei confronti dei singoli concreti settori della, vita. Questa è la ragione per la quale devono sorgere le crisi nell'ordine sociale. Le crisi sono state studiate nei modi più diversi. Per esempio nel marxismo la teoria delle crisi ha una notevole funzione. L’errore consiste nel far risalire la crisi ad una serie di cause univoche, mentre in realtà esse possono derivare da due diverse direzioni. Può essere che il capitale sia eccedente, e allora, poiché l’eccedenza circola, ne derivano delle crisi. Ma può anche, essere che esista troppo poco capitale, e anche questo conduce a delle crisi. Le crisi sono così di essenza diversa. Nell’odierna economia politica queste cose non vengono studiate in modo corrispondente alla realtà".  


Chiunque si prenda la briga di consultare un testo di Economia Politica nota come il fenomeno macro e microeconomico sfugga al controllo degli strumenti analitici, i quali riescono a descriverne solo alcune parti di funzionamento (e talvolta neppure in maniera adeguata o esatta). Chi si spinge oltre nello studio dell’Amministrazione finanziaria, si imbatte poi nello studio di "modelli" per il "supporto" alle decisioni. Questo vuol dire che tale realtà sfugge alle analisi, e che si può solo operare in direzione di una previsione, non di una certezza. Gli insegnanti di economia politica in realtà sono dei MESTIERANTI POLITICAMENTE ASSOLDATI che non hanno di fatto nulla da dire: "[...] i professori di economia politica, quelli che fanno conoscere agli uomini i concetti economici, sono in realtà del tutto senza risorse nei confronti della realtà" (R. Steiner, "Esigenze sociali dei tempi nuovi", Ed. Antroposofica, Conf. IX, Dornach 14/12/1918).  


L'affermazione "l'economia politica è un valore economico" è dunque di fatto la negazione stessa dei capisaldi dell'economia, presentati da Steiner. Tale affermazione può essere fatta da burocrati, da commercialisti o, in generale, da statalisti. Che simili affermazioni provengano da coloro che si fanno chiamare antroposofi, mi sembra un fatto molto grave e aberrante. Sarebbe un po' come affermare - dal punto di vista della fisiologia umana - che il valore del sistema nervoso stia nel sistema respiratorio dei "nervi cardiaci".  


Germe di barbarie, di cui l'Occidente non si è ancora sbarazzato, la politica economica è in verità una minaccia a tutti i valori della vita conviviale. Sbarazzarsene non è soltanto un'esigenza di benessere, ma anche di umanità.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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