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2 febbraio 2012 4 02 /02 /febbraio /2012 14:37

economicismo.jpeg[Continuum di R. Steiner, "Lo Stato”, 3ª conf. di Zurigo del 26/10/1919; Titolo originale: "La vita giuridica: compiti e limiti della democrazia. Diritto pubblico e diritto penale" - A cura di Nereo Villa]

 

[...] Che cosa ha visto in primo piano l'operaio che, strappato al suo mestiere, è stato inchiodato alla macchina, stipato in una fabbrica, mentre osservava la vita che si svolgeva intorno a lui?

 

Nella sua vita ha potuto più che altro vedere come qualsiasi cosa egli sia in grado di pensare, o qualunque diritto egli abbia nei confronti di altri uomini, come tutto ciò dipenda e sia determinato da quei rapporti di potere economici in cui per lui si evidenzia la sua impotenza economica rispetto a chi è economicamente forte.

 

Si può allora dire che nelle cerchie dirigenti, dominanti, è nata una certa negazione della verità fondamentale secondo la quale le istituzioni umane hanno origine dalla

vita cosciente degli uomini stessi. Gli uomini hanno dimenticato di far valere questa verità nella vita sociale. Le classi dirigenti si sono abbandonate a poco a poco, direi

istintivamente, ad una vita - se non proprio ad una convinzione - che ha reso la cultura e il diritto dipendenti dai mezzi di potere economico.

 

Da questo però ha avuto origine un dogma, una concezione della vita di pensatori socialisti e dei loro seguaci, secondo la quale nell'evoluzione umana le cose devono stare necessariamente così, in base alla quale non è possibile che l'uomo organizzi i rapporti giuridici e la vita culturale a partire dalle proprie convinzioni. È NATO IL DOGMA SECONDO IL QUALE LA VITA CULTURALE E QUELLA GIURIDICA NON POSSONO CHE ESSERE UN'APPENDICE DELLE REALTÀ ECONOMICHE, DEI RAMI ECONOMICI DI PRODUZIONE E COSÌ VIA [il maiuscolo è mio - nota del curatore].

 

E così in vasti ambienti la questione sociale è sorta sottoforma di una rivendicazione precisa che aveva alla base la convinzione: la vita economica crea la vita giuridica, la vita economica decide della vita culturale - quindi bisogna trasformare la vita economica in modo che produca una vita giuridica e una vita culturale adeguate alle esigenze di queste cerchie.

 

Dalle abitudini di vita delle cerchie dominanti, la classe operaia ha imparato a portare a coscienza quello che gli altri vivevano a livello istintivo, trasformandolo così in un

dogma.

 

E noi oggi ci troviamo di fronte alla questione sociale in maniera tale per cui C'È IN TANTISSIME PERSONE L'IDEA CHE BASTI TRASFORMARE LA VITA ECONOMICA, LE ISTITUZIONI ECONOMICHE, PERCHÉ TUTTO IL RESTO - LA VITA GIURIDICA E QUELLA CULTURALE - CAMBI DA SOLO; l'idea che istituzioni economiche, tutte perfette da un punto di vista sociale, automaticamente forgino diritto e cultura a loro immagine.

 

Come conseguenza di questo modo di vedere non si è capito intorno a che cosa verte in realtà la questione sociale dei nostri tempi. In un certo senso QUESTO DOGMA HA

CELATO, HA VELATO LA REALTÀ VERA DELLA QUESTIONE SOCIALE CON UN GRANDE INGANNO, CON UNA GROSSA ILLUSIONE.

 

E la realtà è che la dipendenza della vita giuridica e culturale da quella economica è un fatto della storia più recente, e che si tratta proprio di superare questa dipendenza

diventata sempre più reale.

 

E mentre oggi in molti ambienti socialisti [oggi anche liberisti e libertari - ndc] si pensa che per prima cosa vada modificata la vita economica, dopo di che tutto il resto seguirà automaticamente, BISOGNA PORSI LA DOMANDA: QUALI CONDIZIONI VANNO CREATE DAPPRIMA IN AMBITO GIURIDICO E CULTURALE AFFINCHÉ DA UN NUOVO TIPO DI DIRITTO E DI CULTURA POSSANO SORGERE DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE CHE CORRISPONDANO ALLE ESIGENZE DI UN'ESISTENZA DEGNA DELL'UOMO?

 

arimaneQUINDI LA PRIMA DOMANDA CHE DOBBIAMO PORCI NON È: IN CHE MODO RENDIAMO LA VITA GIURIDICA E QUELLA CULTURALE SEMPRE PIÙ DIPENDENTI DALLA VITA ECONOMICA?, BENSÌ: COME POSSIAMO USCIRE DA QUESTA DIPENDENZA? [Questa dipendenza da cui dobbiamo liberarci è la massima dipendenza che rende l’uomo di oggi schiavo di Arimane - ndc]   

 

Queste riflessioni sono estremamente importanti, poiché ci mostrano quali sono gli ostacoli per una comprensione spregiudicata dell'attuale questione sociale, come uno

degli ostacoli principali sia un dogma formatosi nel corso degli ultimi secoli. QUESTO DOGMA SI È RADICATO AL PUNTO CHE AL GIORNO D'OGGI NUMEROSE PERSONE COLTE E INCOLTE, OPERAI E NON OPERAI, DERIDONO CHIUNQUE CREDA CHE UN RISANAMENTO DELLA VITA GIURIDICA E CULTURALE POSSA AVER LUOGO SENZA ESSERE LA CONSEGUENZA INEVITABILE DI UNA TRASFORMAZIONE DELLA VITA ECONOMICA STESSA.

 

Il mio compito oggi è quello di parlarvi della vita giuridica, dopodomani vi parlerò di quella culturale.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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