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9 giugno 2012 6 09 /06 /giugno /2012 11:01

basta-coi-marcioni.jpg[http://0z.fr/AnWeV...] In un organismo sociale sano dovrebbe risultare ovvio che nessuno debba essere ucciso in nome del dio quattrino. Anche una frase come questa dovrebbe risultare ovvia. Eppure la crudele realtà dei fatti, che ho mostrato non solo a parole ma anche attraverso video (http://0z.fr/AnWeV) e testimonianze di molti individui che preferirebbero morire piuttosto che avallare l’iniquo sistema della macellazione umana - e questo non è che un esempio di come siamo caduti in basso in nome del dio quattrino, mi sollecita a dire queste cose. Sarò sempre grato a coloro che, come Massimo Francese e Raffaele, mi hanno sempre incoraggiato a scrivere queste cose anche se sappiamo tutti che esse sono ovvie.

 

Infatti, se oggi non diciamo queste cose ovvie opponendoci al dio quattrino non possiamo parlare concretamente di triarticolazione sociale ma solo astrattamente.

 

Certamente oggi non possiamo più contrapporre al dio quattrino il “dio trino” della triarticolazione perché sarebbe un'insensatezza parlare di scienza spirituale in termini di fede: il tempo dell’“io credo” (epoca della precessione solare nei Pesci) è terminato, e con la fine del 2012 siamo di fatto in una nuova era, quella dell’“io so” (epoca della precessione solare nell’Acquario), quindi della mentalità scientifico-spirituale dell’equilibrio fra pensare, sentire ed agire. Ne consegue che chi non vuole risvegliarsi dal torpore indotto da due millenni nelle coscienze dalla chiesa cattolica e dallo Stato unitario, è destinato a fornire il consenso e la legittimazione dell'istinto di sopravvivere uccidendo, mangiando l'altro, oltretutto dicendo “Grazie Stato” o Grazie chiesa” nella misura kantiano-democratica del “raddrizzamento” dell’uomo inteso come “legno storto”.

 

Il tempo imperialistico di Erode finisce nella misura in cui ci si sveglia. Se non ci si sveglia non finisce! Quindi ripeto: nessuno va ammazzato in nome delle neo-dichiarazioni dell’Erode redivivo o zombie incarnato nello Stato e nella chiesa: la dichiarazione di “morte cerebrale”, i trapianti d’organi e l’aberrante teologia cattolica, col suo un macabro oggetto di risurrezione, incluso nel Credo: “credo nella risurrezione dei morti”, fa parte di una cultura “viva da morta”, è la cultura zombie. Per fortuna nessuno pensa più al Credo cattolico, dato che l’idea di un sopravvivere alla stregua di un essere cadaverico è qualcosa di aberrante, che abbassa l’immateriale e risorgivo io umano al materiale elemento minerale del morto. Tutto questo è stato voluto dallo Stato e dalla Chiesa in modo ossessivo come se la realizzazione dei trapianti d'organi costituisse il centro del loro potere e dei loro desideri. E difatti è così (questo va ripetuto a mitraglia): il centro del loro potere e dei loro desideri non è altro che l'annullamento dell’individualità umana. E il trapianto d’organi comporta appunto questo, dato che significa avvicinarsi concretamente a quella nuova forma di uguaglianza che, invece di affermare l'esistenza del singolo, afferma la sua non-forma, la sua mancanza d'identità, la sua integrazione nell'identico.

 

tutti-uguali-in-nome-della-chiesa-e-dello-stato.jpg

 

Quindi... io!

 

Io dico che, sì, certo, “i bambini avranno diritto all’educazione; l’operaio, padre di famiglia, potrà avere un reddito maggiore del celibe” (Rudolf Steiner, “I punti essenziali della questione sociale”, Ed. Antroposofica, Milano, 1980, pag. 97), ma così dicendo io do’ per scontato (come conseguenza logica di questa affermazione) che chi nasce deforme, o i malati, e i vecchi, o tutti coloro che sono impediti nel pensare, nel sentire o nel volere, potranno anch'essi avere quel reddito. E non è questo forse il RDB, il Reddito Di Base (RDB) senza condizioni, come ovvietà da dire esattamente come è da dire che non bisogna uccidere un essere umano per vendere il suo cuore?

 

Allora la domanda imperante degli avversari del RDB è: da dove potranno provenire allora i soldi per finanziare quel reddito maggiore o quel RDB? Ma me la faccio anch'io: da dove dovrà provenire quel "di più"?

  

Quel “di più” sarà assegnato ai soci dell’organismo sociale - vale a dire a tutti, e in modo diversificato per ogni individuo - “da disposizioni, fissate da accordi fra tutte e tre le organizzazioni sociali” (ibid.). Quindi 1) dalla sfera economica, 2) da quella giuridica e 3) da quella culturale, che sono articolate nell’organismo sociale esattamente come nell'organismo umano lo sono rispettivamente 1) la sfera del sistema della testa o nervoso, 2) quella del torace o respiratorio o cardio-circolatorio, e 3) quella delle membra o metabolico.

 

Cosa infatti succede ad un anticorpo in un corpo sano? Succede che gli anticorpi lo combattono. Questi anticorpi non hanno bisogno di dire “Tocca combattere a me” o “Tocca combattere a te”. Combattono e basta in quanto non hanno un io individuale da contrapporre ad un altro io. Vivono come io di gruppo animale nell’io che nell’uomo è invece individuale, cioè unigenito in ogni uomo! Ma è lo stesso io in tutta la sua profondità essenziale. Ecco dunque svelato perché portiamo in noi, cioè nella nostra specie umana, anche la specie animale, la natura animale. Cos’è infatti la lingua umana se non una seppia, l’intestino se non un serpente, lo stomaco se non una rana, ecc.? Ovviamente questo è un ragionamento da chiaroveggente o da matto. Tutto dipende dal punto di vista da cui partiamo. Ma ora non voglio parlare di queste cose.

 

Tali “disposizioni” potranno corrispondere al diritto all’educazione nella misura in cui, in base alle condizioni economiche generali, l’auto-amministrazione economica calcolerà il possibile ammontare delle entrate destinate all’educazione, e lo Stato di diritto (lo Stato politico odierno non è uno Stato di diritto ma di sopraffazione poggiante su diritto di Stato), dopo avere udito il parere dell’organizzazione culturale, “fisserà i diritti del singolo individuo” (ibid. pag. 98). E fra i diritti del singolo individuo io inserisco innanzitutto quello alla vita terrestre: se io nasco sul pianeta terra significa che un po’ di terra è anche mia, se no sono un alieno, non sono un terrestre. Di fatto le confessioni religiose e gli Stati ci hanno alienati. Dunque sta a noi “dis-alienarci”. 

  

Anche qui, continua Steiner, nella parte di questo blog evidenziata in giallo nella pagina “R. Steiner, Capitalismo e idee sociali 02”, sta nella natura di un pensare corrispondente alla realtà l’aver voluto indicare, con questi accenni a mero titolo di esempio, la direzione nella quale debbano attuarsi tali disposizioni: “potrebbe darsi che nei casi singoli risultassero giuste disposizioni del tutto diverse” (ibid.).

 

Domanda: perché mai Steiner sentì a questo punto del suo scritto di dover scrivere questa frase sulle “giuste disposizioni del tutto diverse”?

 

Perché per Steiner la “tedeschità” kantiana è un’aberrazione.

 

La tedeschità kantiana che vive ancora oggi nella DODI&C, cioè nella Compagnia Dove Ogni Deficiente Impera - composta non solo dai vari Mario Monti, Giorgio Napolitano, Elsa Fornero, e da tutta la schiera di deficienti mentali che ci governano o che sostengono i governanti, ma anche e soprattutto da chi non ne vuole sapere di svegliarsi dalla vera mafia che lo sta sbranando - non è altro che quell’aberrazione: la famosa “cagata pazzesca” di Fantozzi circa la corazzata Potëmkin, dilagante oggi (oggi ancor più del tempo di Steiner, credo) come mentecattocomunismo imperante.

 

E Kant, in definitiva, non è altro che il Padre del mentecattocomunismo. L'ho dimostrato più volte, tanto che questo termine (mentecattocomunismo) ha avuto una discreta notorietà nel web. In poche parole: Kant arriva all’universalità del pensare per legge (!) e ciò è una contraddizione in termini dato che la “tedeschità” dell’imperativo categorico del comportati come se il tuo comportamento potesse essere adeguato a una legge universale, non è un pensare ma un imporre un pensare. Certo anche l’imporre deve essere prima pensato, ma è differente, perché prima si può decidere tanto di imporlo quanto di non imporlo. Dal momento in cui io incomincio ad imporlo come imperativo categorico io non sono più nel pensare. Sono nel volere. Tutto allora dipende dall’assennatezza di quel volere.

 

Oggi questo errore madornale non è avvertito e per questo motivo domina la schiavitù.

 

Dice Kant con massima autorità e sicumera: “Opera in modo che le norme del tuo operare possano valere per tutti gli uomini”. E Steiner osserva: “Tale proposizione è la morte di ogni agire individuale. Non come tutti gli uomini agirebbero, ma come io ho da agire nel caso individuale, dovrei considerare”! (Rudolf Steiner, “La filosofia della libertà”; cfr. anche  “L’evoluzione della filosofia dai presocratici ai postkantiani”, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1949).

 

Ecco dunque perché “potrebbe darsi che nei casi singoli risultassero giuste disposizioni del tutto diverse”. Ma il “giusto” si potrà trovare soltanto con un’adeguata cooperazione delle tre parti - per se stesse indipendenti - dell’organismo sociale. Qui - contrariamente a molte idee attuali ritenute pratiche mentre non lo sono - il pensiero che sta a base di questa esposizione, mira a trovare ciò che è veramente pratico, vale a dire una struttura dell’organismo sociale, che dia modo agli uomini di produrvi ciò che è socialmente utile e buono.
 
Come i fanciulli hanno diritto all’educazione, così i vecchi, gli invalidi, le vedove, gli infermi, hanno diritto al sostentamento; il capitale occorrente a questo scopo, dovrà fluire nell’organismo sociale come fluisce il contributo necessario all’educazione di coloro che sono ancora incapaci di produrre. L’essenziale, qui, è che il fissare le entrate, spettanti a chi non guadagna da sé, non debba dipendere dalla vita economica, ma che viceversa la vita economica sia dipendente da quanto, a questo riguardo, risulti dalla coscienza del diritto. Coloro che lavorano in un organismo economico avranno in meno - rispetto a quanto hanno prodotto col loro lavoro - quel tanto che dev’essere devoluto a chi non è in condizione di lavorare. Ma attuando gli impulsi sociali qui indicati, quel “meno” sarà diviso in uguale misura fra tutti i componenti l’organismo sociale. Dallo Stato politico, separato dalla vita economica, l’interesse generale dell’umanità, cioè l’educazione e il mantenimento degli inabili al lavoro, verrà veramente trattato come tale, perché nel campo dell’organizzazione politica tutti gli uomini divenuti maggiorenni devono poter interloquire.
 
Un organismo sociale, che corrisponda al modo di pensare qui esposto, farà affluire nelle comunità il sovrappiù di lavoro che un uomo compie grazie ai suoi talenti individuali, come per la minor produzione dei meno dotati attingerà dalla stessa comunità quanto è giustificato per il loro mantenimento.

 

Il plus-valore non sarà prodotto per il godimento ingiustificato di singoli, servendoli in modo diretto, ma indirettamente: attraverso l’aumento di bene materiale o immateriale di cui può usufruire l’organismo sociale, nonché per l’assistenza a quanto nasce dal grembo stesso di questo organismo […] (ibid. pag. 98-99).

 

Credo con ciò di avere individuato in modo più che sufficiente in Steiner l’ovvia idea di Reddito Di Base incondizionato per tutti, dalla nascita alla morte.

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commenti

Massimo Francese 06/10/2012 10:36

Ritroviamo le radici del RdB nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. Migliaia di persone radunate per ascoltare e vedere Gesù, avevano con sè qualcosa da mangiare, chi più chi meno( è ovvio
pensarlo altrimenti vorrebbe dire che tra migliaia di persone lontane da casa l' unico ad avere del cibo fosse un bambino). Tutti mangiano ed avanzano 12 ceste di cibo. Chi avesse, per qualsivoglia
motivo, voluto mangiare ancora o per la sera, non sarebbe mancato il cibo. E' anche logico pensare che non abbiano dato tutto, ma solo una parte del cibo (denaro) che avevano con sè. A me è
capitato più volte di partecipare a incontri dove ognuno doveva portare qualcosa per il pranzo. Ho sempre mangiato bene e abbondante ( qualcuno si abbuffava, altri mangiavano come uccellini) e
sempre è avanzato il cibo anche per la sera. Il mio benessere dipende da quello degli altri e viceversa. Chiudendoci nell' egoismo vestito di finte paure distruggeremo tutto. Ma la Chiesa continua
a raccontare la storia della moltiplicazione, del miracolo. Il vero miracolo è stato quello di mettere in comune degli averi, in base al proprio sentire e possibilità, senza coercizione, e aver
creato benessere e abbondanza. Senza coercizione o minacce, ripeto.

nereovilla 06/10/2012 11:54



Sottoscrivo sempre. E con grande felicità. Anzi con vibrante soddisfazione (alla Napolitano, rinnegatore)! Ahahahaha aha aha aha aha!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Massimo Francese 06/10/2012 09:55

Incenso ben speso. La lista dei musicisti emiliani è lunga e qualcuno è andato oltre la qualifica studiando antroposofia, kabbalah,astrologia, filosofia. Ti propongo come direttore del TG1. Facco
al TG2 e per il terzo canale scegliete Voi. Mi fido!

nereovilla 06/10/2012 11:52



Ahahahaha aha aha! È troppo!



Massimo Francese 06/09/2012 14:48

Al TG1 delle 20 dovrebbero leggere queste notizie, non quelle stronzate per volontari della menzogna compatibile. Diffondono il veleno spacciandolo per fragole di campo.
Invio ai miei narcos anche se non ricevo mai risposta. Dalla e dalla......

nereovilla 06/09/2012 18:37



Dalla e dalla... A Venezia conobbi Lucio Dalla e ricordo le sue parole: "I più bravi (musicisti intendeva) sono sempre gli emiliani". Tanto per incensarmi un po'!



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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