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20 dicembre 2011 2 20 /12 /dicembre /2011 09:27

[continuum da "La questione sociale come fatto di cultura, di diritto e di economia", 1ª conf di Zurigo del 24/10/1919]

 

Cari ascoltatori, con una simile concezione del mondo, che viene vissuta come ideologia - così da dirsi: diritto, morale, religione, arte e scienza sono solo una sovrastruttura, nient'altro che fumo che esala dall'unica realtà che sono i rapporti di produzione, che è l'ordinamento economico -, con una simile mentalità si può ben pensare, ma non si può vivere. Con una simile visione del mondo, per quanto imponente per ciò che riguarda l'indagine della natura,
l'anima umana viene svuotata. E ciò che questa concezione causa nell'anima umana agisce a sua volta nelle realtà sociali dell'epoca moderna.


Si fa torto a queste realtà sociali se si osserva soltanto ciò di cui gli esseri umani sono consapevoli. Partendo dalla loro coscienza gli uomini possono ben dire: "Ah, ma cosa ci venite a raccontare? Che la questione sociale è una questione culturale e spirituale? La cosa importante è che i beni economici sono distribuiti in modo ingiusto. Noi lottiamo per una distribuzione equa".


Gli uomini possono sentire cose simili a livello conscio, ma nelle profondità inconsce della loro anima si agita qualcos'altro. È qualcosa che si sviluppa inconsciamente, poiché da ciò che è cosciente non scaturisce quello che sarebbe il vero appagamento spirituale dell'anima, poichè in essa agisce solo ciò che svuota le anime, in quanto viene percepito come pura ideologia.


È il vuoto della nuova vita culturale che dev'essere visto come primo elemento della questione sociale. Questa questione sociale è in primo luogo una questione culturale-spirituale.


E poiché le cose stanno così, poiché si è sviluppata una vita culturale che nell'ambito dell'economia è diventata, per esempio in campo universitario, un passivo osservare, un semplice rilevare i fatti non più in grado di generare le forze di un volere sociale - poiché si è giunti al punto che i migliori filantropi come Saint-Simon, Louis Blanc e Fourier hanno elaborato degli ideali sociali a cui nessuno crede, poiché ciò che proviene dallo spirito viene sentito come utopia, come pura e semplice ideologia, proprio perchè è una realtà storica il fatto che si è sviluppata una vita culturale che ha solo una funzione di sovrastruttura della vita economica, che non interviene nei fatti e che viene perciò vissuta come ideologia -, è proprio per tutto questo che la questione sociale va intesa in primo luogo come questione culturale-spirituale.


Oggi abbiamo davanti a noi questa domanda, scritta a caratteri di fuoco: come deve formarsi lo spirito umano per poter venire a capo della questione sociale?


Si è visto che la mentalità scientifica ha messo mano con il suo metodo migliore all'economia politica. È giunta ad una semplice osservazione, non ad una volontà sociale. Quindi, dal fondo della più recente vita culturale deriva una disposizione d'animo che non è in grado di trasformare l'economia per porla alla base di un volere sociale pratico.


Come dev'essere plasmato lo spirito perché da lui provenga un'economia tale da poter costituire la base di una vera volontà sociale?


Si è visto che le grandi masse gridano solo "Utopia!" quando sentono parlare degli ideali sociali di filantropi benintenzionati. Non credono affatto che lo spirito umano sia abbastanza forte da padroneggiare le realtà sociali. Come dev'essere allora la vita culturale, come dev'esser fatto lo spirito dell'uomo per far sì che gli uomini possano di nuovo credere che lo spirito può avere idee in grado di formare le istituzioni in modo tale che i danni sociali
spariscano?


Si è visto che in vaste cerchie quella che è la concezione del mondo a orientamento scientifico viene percepita come ideologia. Ma l'ideologia come unico contenuto dell'anima umana la svuota, e nelle profondità del subconscio produce quello che oggi si manifesta nei fatti confusi e caotici della questione sociale. Come dev'essere allora la vita culturale per non produrre più un'ideologia, ma per poter riversare nell'anima umana le forze che la rendano capace di intervenire nelle realtà sociali così che gli uomini sappiano davvero comportarsi in modo sociale gli uni accanto agli altri?


Cari ascoltatori, così si vede che la questione sociale è in primo luogo una questione culturale, che lo spirito moderno non è stato in grado di fornire qualcosa che colmasse l'anima, ma che l'ha svuotata con l'ideologia.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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