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3 agosto 2012 5 03 /08 /agosto /2012 09:18

Confrontando l'organismo sociale con quello umano si arriva a un giusto risultato soltanto pensando all'organismo sociale messo alla rovescia (cfr. R. Steiner, "Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici", Ed. Antroposofica).

uomo-triarticolato.jpg

Rudolf Steiner: "Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici", Ed. Antroposofica, 2ª conferenza, p. 46:

 

"Confrontando l'organismo sociale con quello umano si arriva a un giusto risultato soltanto pensando all'organismo sociale messo alla rovescia".

 

Rudolf Steiner: "Tentativi per risolvere secondo realtà le questioni e necessità sociali imposte dalla vita" in "I punti essenziali della questione sociale", Ed. Antroposofica, p. 44-51:

 

"Per esporre chiaramente quel che deve essere caratterizzato qui come impulso motore verso un'osservazione esauriente, complessiva della questione sociale, mi sia lecito prendere le mosse da una similitudine. Ma si tenga presente che questa va intesa appunto solo come una similitudine; tuttavia essa può aiutare la nostra comprensione a mettersi nella direzione necessaria per poterci formare delle rappresentazioni sul risanamento dell'organismo sociale.

 


Chi da questo punto di vista osserva il più complicato organismo naturale, l'organismo umano, deve rilevare che esso palesa la sussistenza di tre sistemi operanti l'uno accanto all'altro, ciascuno però con una certa autonomia rispetto agli altri. Questi tre sistemi operanti l'uno accanto all'altro si possono qualificare press'a poco come segue.

 

Nell'organismo naturale dell'uomo uno dei tre campi è costituito dal sistema che comprende in sé la vita dei nervi e degli organi sensori. Si potrebbe anche chiamarlo organismo della testa, dato che in questa importantissima parte dell'organismo la vita dei nervi e dei sensi ha in certo modo il suo centro.

 


Come secondo sistema dell'organismo umano, volendone acquistare una vera comprensione, va considerato quello che vorrei chiamare il sistema ritmico, consistente nella respirazione, nella circolazione del sangue, e in tutto quanto si esprime in processi ritmici dell'organismo umano.

  


Come terzo sistema, va considerato tutto il complesso di organi e di attività connessi col vero e proprio ricambio della materia.

  


In questi tre sistemi si contiene tutto quanto è necessario, se organizzato con reciprocità d'azione, al sano funzionamento complessivo dell'organismo umano [L'articolazione qui intesa non riguarda le parti del corpo spazialmente delimitate, ma le attività (funzioni) dell'organismo. Il termine "organismo del capo" si può usare in questo senso solo tenendo presente che nel capo ha il suo centro in prima linea la vita dei nervi e dei sensi. Naturalmente però esistono nel capo anche le attività del ritmo e del ricambio, come nelle altre parti esiste l'attività neuro-sensoriale. Nondimeno i tre generi di attività sono nettamente distinti tra loro nella loro natura essenziale].

  


In pieno accordo con quanto già oggi può dire l'indagine scientifica naturale, ho tentato di descrivere questa triplice organizzazione dell'essere naturale umano, nel mio libro Enigmi dell'anima, per ora molto sommariamente. Sono certo che la biologia, la fisiologia e tutta la scienza naturale concernente l'uomo, saranno portate a riconoscere in un futuro molto prossimo come questi tre sistemi: della testa, della circolazione (o del petto) e del ricambio, mantengano il funzionamento generale dell'organismo umano perché operano con una certa autonomia, senza che vi sia un assoluto accentramento nell'organismo umano; e perché ciascuno di questi tre sistemi ha un rapporto speciale, per sé stante, col mondo esterno. Il sistema della testa per mezzo degli organi di senso, il sistema della circolazione o ntmico per mezzo della respirazione, e il sistema del ricambio mediante gli organi della nutrizione e del movimento.

  


[...] Orbene, da quando Schäffle [A.E.F. Schäffle (1831 - 1903), economista, dal 1871 ministro del commercio a Vienna. Scrisse "Bau und Leben des sozialen Körpes" in 4 vol. . Tübingen 1875-78]] scrisse il suo libro sulla struttura dell'organismo sociale si è tentato di ricercare delle analogie fra l'organizzazione di un essere naturale, diciamo dell'uomo, e la società umana come tale. Si è voluto stabilire che cosa sia la cellula nell'organismo sociale, che cosa l'aggregato di cellule, i tessuti, ecc. È comparso anzi di recente un libro di Merey, Weltmutation, nel quale certe leggi e certi fenomeni naturali vengono semplicemente applicati all'organismo della società umana. Quanto qui si vuole esporre non ha assolutamente nulla a che fare con un simile giocherellare con le analogie. E chi credesse che anche in questa trattazione ci si voglia baloccare in tal modo con delle analogie tra l'organismo naturale e quello sociale; mostrerebbe soltanto di non essere penetrato nello spirito di quel che si è inteso dire. Qui infatti, lungi dal voler trapiantare nell'organismo sociale qualche verità inerente a fatti scientifici, si vuole una cosa del tutto diversa, e cioè che dallo studio dell'organismo naturale il pensiero e il sentimento umano imparino a sentire ciò che ha possibilità di vita, per poi essere in grado di applicare questo modo di sentire all'organismo sociale. Se, come spesso accade, si trasporta semplicemente nell'organismo sociale quanto si crede di aver imparato nei riguardi dell'organismo naturale, si dimostra soltanto di non volersi conquistare la capacità di considerare l'organismo sociale per se stesso, indipendentemente, investigando le sue leggi, come si sa di dover fare per comprendere l'organismo naturale. Dal momento in cui, come lo scienziato della natura studia l'organismo naturale, ci si ponga obiettivamente di fronte all'organismo sociale nella sua autonomia, per scoprire le sue leggi particolari, ogni gioco di analogie cessa di fronte alla serietà dell'osservazione.

  


Si potrebbe anche pensare che a base di questa nostra concezione stia la credenza che l'organismo sociale debba venir "costruito" secondo un'astratta teoria copiata dalla scienza naturale. Ma ciò è quanto mai lontano dalla verità. A tutt'altro s'intende accennare. [...]
 

Si sente dire oggi che la "socializzazione" è una necessità dei tempi. Ma la socializzazione non sarà un processo di risanamento, ma una cura ciarlatanesca e fors'anche un processo di distruzione per l'organismo sociale, se non si richiama nel cuore e nell'anima degli uomini la conoscenza, almeno istintiva, della necessità della triarticolazione dell'organismo sociale. Questo, se deve operare sanamente, deve sviluppare in sé tre strutture diverse, secondo le leggi che sono proprie a ciascuna.

 


Una di queste è la vita economica. Cominciamo da questa, perché è evidente che attraverso la tecnica e il capitalismo essa è divenuta predominante in tutta la moderna società umana. La vita economica deve essere nell'organismo sociale una struttura relativamente atonoma, come lo è il sistema neuro-sensoriale nell'organismo umano. La vita economica comprende tutto quel che riguarda la produzione, la circolazione e il consumo delle merci.

  


Come seconda struttura dell'organismo sociale è da considerarsi la vita del diritto pubblico, la vita politica, quella che, nel senso dell'antico Stato politico, poteva essere designata come la vera e propria vita statale. Mentre la vita economica comprende tutto quanto l'uomo ricava dalla natura e dalla propria produzione, cioè le merci, la loro circolazione e il loro consumo, questa seconda struttura dell'organismo sociale può abbracciare soltanto quel che sorge da sostrati puramente umani e riguarda i rapporti tra uomo e uomo. Per la conoscenza delle tre strutture dell'organismo sociale è essenziale approfondire la differenza tra il sistema del diritto pubblico, che riguarda soltanto le relazioni tra uomo e uomo, poggiate su profondi sostrati umani, e il sistema economico che ha solamente a che fare con la produzione, la circolazione e il consumo di merci. Nella vita si deve fare questa distinzione col sentimento affinché, come conseguenza, la vita economica si scinda da quella politica, come nell'organismo naturale dell'uomo l'attività dei polmoni per l'aspirazione e l'espirazione dell'aria esterna si scinde dai processi della vita neuro-sensoriale.


Come terza struttura che, altrettanto autonoma, deve porsi accanto alle altre due, si ha da comprendere nell'organismo sociale quel che riguarda la vita spirituale; o per dire più esattamente, perché forse l'espressione "vita spirituale" o tutto quanto si riferisce alla vita spirituale non è mai molto preciso, tutto quel che poggia sulle doti naturali del singolo individuo umano, e che deve entrare nell'organismo sociale sulle basi di tali sue facoltà naturali, sia spirituali, sia fisiche. La prima struttura, il sistema economico, ha da fare con tutto quel che deve esistere affinché l'uomo possa regolare il rapporto della sua vita materiale col mondo esterno. La seconda struttura ha a che fare con quel che deve esistere nell'organismo sociale per regolare i rapporti tra uomo e uomo. La terza struttura ha a che fare con quel che deve germogliare da ogni singola individualità umana per poi inserirsi nell'organismo sociale.
Come è vero che la tecnica moderna e il moderno capitalismo hanno dato l'impronta alla nostra vita sociale, così è necessario che le ferite di necessità ad essa inferte da quella parte vengano risanate col mettere l'uomo e la vita collettiva umana in un giusto rapporto con le tre strutture dell'organismo sociale. Ai nostri tempi la vita economica, semplicemente per forza propria, ha preso forme ben determinate. Per la sua attività unilaterale s'è inserita nella vita umana con una potenza tutta speciale. Le altre due strutture della vita sociale non sono state finora in grado di inserirsi giustamente nell'organismo sociale, secondo le leggi loro proprie, in modo altrettanto ovvio. Per esse occorre che gli uomini, mossi dai sentimenti sopra accennati, intraprendano l'articolazione della struttura sociale, ciascuno al suo posto, cioè al posto nel quale si trova. Riguardo ai tentativi che qui si propongono per la soluzione delle questioni sociali, ogni singolo individuo, nel presente e nel prossimo avvenire, ha infatti il proprio compito sociale.

 


Quel che costituisce la prima parte dell'organismo sociale, la vita economica, si basa innanzitutto sul fondamento della natura come il singolo individuo, in rapporto a ciò ch'egli può divenire da sé mediante l'istruzione, l'educazione, la vita, dipende dall'attitudine del suo organismo spirituale e corporeo. Il fondamento di natura è quello che da' la sua impronta alla vita economica e con ciò a tutto l'organismo sociale. Ma questo fondamento naturale esiste e non può essere creato nelle sue radici da alcuna organizzazione sociale né da alcuna socializzazione. Esso deve essere posto a base dell'organismo sociale nel modo stesso che all'educazione dell'uomo deve essere messa a base l'attitudine ch'egli ha nei diversi campi, la sua capacità naturale del corpo e della mente. Ogni socializzazione, ogni tentativo di dare una configurazione economica alla vita collettiva umana deve tener conto del fondamento naturale, poiché a base di ogni circolazione di merci e di ogni genere di lavoro umano, come anche di ogni vita spirituale, come primo elemento originario si trova ciò che lega l'uomo a una parte determinata della natura. Si deve pensare alla connessione dell'organismo sociale col fondamento che la natura pone, al modo stesso che, rispetto all'apprendimento, per ogni singolo individuo si deve tener conto delle condizioni della sua attitudine naturale.

 

[...] È dunque insito nell'orgapismo economico che, dal rapporto col fondamento naturale della sua economia, sia condizionata la misura di lavoro ch'egli deve portare nel processo economico.

 

[...] Tutto questo complesso di processi, che cominciano con il rapporto dell'uomo con la natura e proseguono in tutto ciò che' l'uomo ha da fare per, trasformare i prodotti della natura e per portarli fino allo stato di generi di consumo, tutto questo lavorio, e soltanto esso, costituisce la parte economica di un sano organismo sociale. Questa parte economica sta nell'organismo sociale come il sistema della testa sta nell'insieme dell'orgamsmo umano. Come il sistema della testa dipende da quello del cuore e dei polmoni così il sistema economico dipende dal lavoro dell'uomo. Come però la testa non può di per sé regolare la respirazione, così il sistema del lavoro umano non dovrebbe venir regolato dalle stesse forze operanti nella vita economica..."

 

Esempi di testi fuorvianti:

 

Colin Wilson, "Rudolf Steiner, la vita e la dottrina del fondatore dell'antroposofia", Ed. TEA, Milano 1995, p. 149: "Secondo Steiner, la società dovrebbe reggersi sull'equivalente di testa, sistema circolatorio, sistema metabolico. La testa sarebbe la creatività umana, il sistema circolatorio sarebbe il governo politico, mentre il sistema metabolico sarebbe il sistema economico". Dunque, esattamente il contrario della realtà intesa da Steiner.

A. Gallerano - G. Burrini, "L'Antroposofia, il messaggio di Steiner", Ed. Xenia,Milano, 1996, p. 21: "La Triarticolazione (Dreigliederung) parte dal presupposto che "l'organismo sociale è formato come quello naturale (R. Steiner "I punti essenziali della questione sociale", Ed. Antroposofica, Milano 1980, p. 122)": 1) sfera della produzione spirituale e dell'educazione = attività neuro-sensoriale; 2) sfera politica e del diritto = attività ritmica (circolazione, respirazione); 3) sfera economica = attività del ricambio". Dunque anche qui, esattamente il contrario della realtà intesa da Steiner.

 

Dunque, o pseudo-antroposofi, che leggono una conferenza e già si sentono esperti tecnici di questa materia (che sarà la materia eccelsa del 3° millennio), state in campana e non scrivete stronzate antroposofiche. 

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