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5 marzo 2012 1 05 /03 /marzo /2012 16:31

[da R. Steiner, "La scuola NON di Stato”, 4ª conf. di Zurigo del 28/10/1919; Titolo originale: "La vita culturale: arte, scienza e religione. L'educazione come arte sociale" - A cura di Nereo Villa]

 

È da un simile modo di pensare, cari ascoltatori, che all'interno del movimento spirituale che si appoggia a Dornach è sorto anche ciò che è stato più volte frainteso. Dopotutto ci sono sempre state persone che già negli anni precedenti sono arrivate a pensarla non tanto male del nostro movimento scientifico-spirituale. Ma quando, qualche tempo fa, abbiamo cominciato a mettere in scena qui a Zurigo e in altri luoghi la cosiddetta arte euritmica - che nasce dalla scienza dello spirito e che è, ne siamo ben consapevoli, solo agli inizi -, la gente ha detto: "Ora è chiaro che neanche la scienza dello spirito può essere una cosa sensata. Se al suo interno ha posto anche questo tipo strambo di danza, allora la scienza dello spirito è una cosa da pazzi".

 

Cari ascoltatori, in una cosa del genere non si tiene conto di quanto dovrà apparire paradossale ciò che, a partire da queste basi, lavora ad una riorganizzazione del mondo, nel modo in cui lo fa ciò che è al servizio della scienza dello spirito. Quest'arte euritmica vuol essere un'arte sociale nel senso più elevato del termine, poiché intende comunicare in prima linea i misteri dell'uomo. Intende utilizzare quelle inclinazioni al movimento che sono insite nell'uomo, le vuole far sprigionare dall'uomo stesso nel modo che verrà

illustrato in occasione della prossima rappresentazione di euritmia.

 

Ma qui voglio accennare al fatto che quest'arte euritmica è vera arte proprio perché rivela i misteri più profondi dell'arte umana stessa. Essendo un vero linguaggio visibile, espresso dall'uomo nella sua totalità, quest'arte euritmica è una vera e propria arte, ma nello stesso tempo - rispetto alla semplice ginnastica fisica, che proviene unicamente dalla fisiologia, dallo studio della struttura anatomica degli arti - esprime una capacità motoria grazie alla quale l'uomo si affida a movimenti pervasi di anima e di spirito.

 

Quella che è stata insegnata come ginnastica puramente fisiologica da un'era materialistica potrà essere insegnata ai bambini nel modo in cui già avviene nella scuola Waldorf di cui vi ho parlato: con un movimento pervaso d'anima, che interessa l'uomo nel suo insieme, mentre l'esercizio fisico puramente materiale coinvolge solo una parte dell'essere umano, lasciando così inaridire molte componenti della persona in fase di crescita.

 

Quello che vi volevo esporre oggi è che dal profondo della natura umana stessa deve emergere una vita culturale nuova che possa intervenire nei settori principali dell'esistenza.

 

[Nella parte finale del video seguente vi è un esempio di arte euritmica - nota del curatore].

 

 

Cari ascoltatori, nei prossimi giorni sarà mio compito mostrarvi come questa vita esteriore debba organizzarsi nel presente e per il futuro, se si vorrà darle forma a partire da un tale spirito nuovo. Diverse persone, anche persone da cui non ce lo si aspetterebbe, sentono la necessità di padroneggiare a partire dallo spirito le grandi esigenze della vita sociale che si manifestano nell'umanità odierna.

 

Si prova un profondo dolore nel vedere come al giorno d'oggi un così grande numero di persone dorma di fronte a queste esigenze sociali della vita, come molti se ne appassionino solo in un modo erroneamente agitatorio. Si cominciano anche a trovare accenni al fatto che tutti i programmi esteriori non serviranno a niente, se prima non avrà luogo una trasformazione del modo di pensare, un radicale cambiamento dello spirito.

 

Ma quanto è ancora esteriore l'anelito a un nuovo spirito! Possiamo dire che sovente oggigiorno questo desiderio del nuovo spirito viene sentito in modo vago e confuso anche da persone strane, che di certo non hanno in mente quello che dev'essere rappresentato dall'edificio di Dornach. E comunque viene espresso il desiderio di uno spirito nuovo, come emerge dal seguente esempio.

 

Prossimamente, alle numerose riflessioni sulla catastrofe della guerra appena trascorsa si aggiungeranno anche quelle dello statista austriaco Czernin, che promettono di essere estremamente interessanti, poiché - è difficile esprimere questa caratteristica senza essere fraintesi - Czernin era di un bel po' meno modesto degli altri che finora hanno "esternato" le loro considerazioni sulla guerra, tanto per esprimermi con cautela.

 

Ma in questo libro di Czernin si può forse leggere quanto segue: "Versailles non è la fine della guerra, ne è solo una fase. La guerra continua, seppure in forma diversa. Credo che le generazioni future non chiameranno guerra mondiale il grande dramma che da cinque anni sta dominando il mondo, ma gli daranno il nome di rivoluzione mondiale, e sapranno che questa rivoluzione mondiale ha solo avuto inizio con la guerra mondiale.

Né Versailles né St. Germain daranno origine a qualcosa di duraturo. Questa pace contiene il germe disgregante della morte. I crampi da cui l'Europa si sente scossa non accennano ancora a diminuire, proprio come dopo un forte terremoto il sottosuolo continua a brontolare. Qui e là la Terra continuerà a spalancarsi e a lanciare fuoco contro il cielo, nei paesi continueranno a imperversare, devastandoli, avvenimenti di carattere e violenza elementari finché tutto ciò che ricorda la follia di questa guerra e le paci francesi non sarà stato spazzato via.

Lentamente e con sofferenze indicibili nascerà un nuovo mondo. Le generazioni future ricorderanno la nostra epoca come un lungo incubo, ma anche alla notte più buia segue sempre il giorno. Intere generazioni sono finite nella tomba, uccise, morte di fame, stroncate dalle malattie. A milioni sono morti nel tentativo di annientare e distruggere, con l'odio e l'assassinio nel cuore.

Ma altre generazioni rinascono, e con loro uno spirito nuovo. Ricostruiranno ciò che è stato distrutto dalla guerra e dalla rivoluzione. Dopo ogni inverno torna la primavera. Anche questa è una legge eterna nel ciclo della vita: alla morte segue la risurrezione.

Beati quelli che saranno chiamati a contribuire alla costruzione del nuovo mondo come soldati del lavoro" (Da: Ottokar Czernin, “Im Weltkriege”, Ullstein & Co, Berlin

1919, pagg. 372-3).

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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