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15 maggio 2012 2 15 /05 /maggio /2012 13:52

2012_05_10-Deceduta-la-pensionata-creduta-morta.jpg

Ha rischiato di essere sepolta viva a Bergamo.

In quattro e quattr'otto l'hanno dichiarata morta e nel giro di un'ora avevano già ottenuto dal magistrato il nulla osta alla sepoltura e le pompe funebri già sotto casa.

Tanta fretta perché era una donna sola, d'età e malata?

Grazie all'insistenza di un poliziotto che vede che respira, viene richiamato il 118 e portata all'ospedale dove morirà 17 giorni dopo in rianimazione. Ma sarebbe morta se l'avessero tempestivamente portata in ospedale? Non sanno i medici che esiste la morte apparente?
Questa società ha troppo fretta nel dichiarare la morte, questi medici ci fanno rischiare di essere sepolti vivi. (Fretta che percorre anche il piano utilitaristico della dichiarazione di  "morte cerebrale" a cuore battente per espianto).

Cordiali Saluti
La Segreteria

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commenti

Massimo Francese 05/16/2012 10:10

dal citato libro del prof. Boni (pag. 171-172)
"Cosa fare dopo la morte - Lasciate il corpo il più tanquillo possibile: abbiamo già detto che la "morte clinica" in realtà non è ancora uno stato di morte.Il processo di riassorbimento non è
ancora finito ed il "morto" sta ancora completando il suo lavorodi abbandono del corpo. Si tratta di un momento estremamente delicato.
(...)
Le varie tradizioni sono concordi su quanto tempo il corpo dovrebbe restare indisturbato. La tradizione indiana parla di un massimo di ventiquattro ore., dopo le quali il corpo dovrebbe essere
portato alla cremazione. Lo stesso tempo è indicato dalla religione islamica, che ariva a imporre ai suoi devoti di non trasportare in nessun modo il corpo, ma di interrarlo nello stesso luogo in
cui la morte è avvenuta. Anche gli ebrei ritengono che ventiquattro ore siano sufficenti, salvo anticipare il trasporto della salma se vi fossero delle particolari necessità. Ricordate che il corpo
di Cristo fu messo nel sepolcro di Giuseppe di Arimatea la notte stessa della sua morte, perchè il giorno successivo sarebbe stato sabato, giorno festivo per gli ebrei, nel quale nessuna sepoltura
era permessa. I buddhisti invece fissano un tempo di tre giorni, perchè questo è il periodo post mortem indicato come il bardo della Dharmata, durante il quale il morto, soprattutto se vi si è
esercitato quand' era in vita,potrebbe riconoscere qualcosa di estremamente importante per la propria vita futura. Ritengo personalmente che sarebbe bene lasciare il corpo indisturbato il più a
lungo possibile. In Occidente difficilmente questo tempo può superare le ventiquattro ore. Cercate ad ogni modo di evitare, nei primi tre giorni, autopsie e interventi sul corpo che il defunto non
abbia espressamente approvato mentre era in vita".

Massimo Francese 05/16/2012 09:35

Forse i nostri frettolosi necrofori dovrebbero leggersi qualcosa a riguardo o anche solo farsi una domanda: perchè un tempo si aspettavano tre giorni prima di seppellire un corpo? Suggerirei "
Teosofia" e "La scienza occulta" di R. Steiner o il libro del prof. Cesare Boni, che fu docente alla Federico II di Napoli del corso di Psicologia del ciclo della vita e Tanatologia, "Dove va l'
anima dopo la morte". Oppure i libri dei dottori Moody, Kubler-Ross, M. Morse. Anche nei libri sapienziali di tutte le tradizioni, perfino, pensate, nei Vangeli.
Il loro è un esempio da manuale di materialismo ed è come avere una gamba sola.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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