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26 gennaio 2012 4 26 /01 /gennaio /2012 09:25

[Continuum da R. Steiner, "Economia. Associazioni per la creazione del valore e del prezzo. Sistema creditizio e tributario”, 2ª conf. di Zurigo del 25/10/1919 - A cura di Nereo Villa]

 

[...] Al posto di questo scambio di beni, dotati di valore reale per la vita umana, è subentrata l'economia monetaria. E il denaro è diventato qualcosa con cui si fanno scambi di tipo economico, proprio come si fa con gli oggetti reali nell'economia naturale. Bisogna solo tener presente che il denaro, essendo diventato un oggetto economico reale, simula all'uomo allo stesso tempo qualcosa di immaginario, di irreale, e così facendo tiranneggia gli esseri umani.

Cari ascoltatori, prendiamo un caso estremo: consideriamo il fatto che proprio l'economia creditizia, a cui ho fatto cenno ieri, alla fine faccia il suo ingresso nell'economia monetaria, cosa che negli ultimi tempi ha fatto diverse volte. Allora emerge, ad esempio, quanto segue.

Come Stato o come singolo si vuole realizzare un impianto, un impianto telegrafico o qualcosa di simile. Si può richiedere un credito per un ammontare cospicuo e si sarà cosi in grado di realizzare questo impianto telegrafico. Certi rapporti permetteranno di ottenere determinate somme di denaro, su cui però dovranno essere pagati degli interessi. Bisogna allora garantire questa corresponsione di interessi. E in molti casi che cosa succede all'interno della nostra struttura sociale, SOPRATTUTTO NELLA STATALIZZAZIONE
[il maiuscolo è mio - nota del curatore], laddove è lo Stato stesso a gestire l'economia?

Succede che la cosa per cui si è usato il denaro in questione è stata realizzata, è stata prodotta, e il denaro è stato consumato, non esiste più -
MA LA GENTE CONTINUA A PAGARE IL CREDITO CHE ERA STATO RICHIESTO PER LA SUA REALIZZAZIONE. Questo significa che CIÒ PER CUI CI SI È INDEBITATI IN CHIAVE DI CREDITO NON C'È PIÙ, MA SI CONTINUA AD AMMINISTRARE IL DENARO.

Queste cose hanno anche un risvolto economico a livello mondiale.
A Napoleone III, che era tutt'altro che stupido in fatto di idee moderne, è venuto in mente di abbellire Parigi e ha fatto costruire moltissimo. I ministri, suoi docili satelliti, hanno costruito e costruito. Hanno avuto l'idea di usare le entrate dello Stato per pagare gli interessi. Così PARIGI È DIVENTATA MOLTO PIÙ BELLA, MA LA POPOLAZIONE STA ANCORA OGGI PAGANDO I DEBITI CHE SONO STATI FATTI ALLORA.

 

Evoluzione del debito pubblico francese dal 1978 al 2009 co 

[Con Keynes, l’economia monetaria dell’interventismo statalista è poi degenerata fino ad oggi, tempo in cui il debito è divenuto il blocco essenziale dell’economia non solo francese ma mondiale. In effetti qui Steiner precorre i tempi dato che evoca l’illegittimità del debito, diventata oggi lo spauracchio dei politicanti incollati al loro scranno! Si veda, a questo proposito, il capitolo “Il debito pubblico francese, un esempio di debito illegittimo” in François Chesnais, "Debiti illegittimi e diritto all'insolvenza. Quando sono le banche a dettare le politiche pubbliche", Ed. Samizdat, Roma, novembre 2011, volume dal quale ho tratto questo grafico - ndc].

 

Benché da tempo le cose non abbiano più un fondamento reale, si continua a fare affari sul DENARO che è diventato a sua volta OGGETTO ECONOMICO 

 

La faccenda ha anche il suo lato positivo. Nell'antica economia naturale, quando si commerciava era necessario produrre dei beni. Ovviamente questi beni erano soggetti a deterioramento, potevano deperire, e quindi si era costretti a continuare a lavorare, a produrre beni sempre nuovi, se questi erano necessari.

Con il denaro questo non è più necessario. Lo si da’ via, lo si presta a qualcuno, e ci si mette al sicuro. Cioè, con il denaro si commercia in modo del tutto indipendente da quelli che producono i beni. In un certo senso il denaro, diventando esso stesso un fattore produttivo, emancipa l'uomo dal processo economico diretto.

È qualcosa di straordinariamente significativo, questo, poiché nella vecchia economia naturale il singolo dipendeva dal singolo, l'uomo aveva bisogno dell'uomo. Gli uomini dovevano cooperare, dovevano andare d'accordo, dovevano intendersi su determinati provvedimenti, altrimenti la vita economica non poteva andare avanti. Nell'economia monetaria, chi diventa capitalista dipende naturalmente da quelli che lavorano, ma per costoro egli è un perfetto estraneo - e loro per lui.

 

- QUANT'ERA VICINO il consumatore al produttore nella vecchia economia naturale, dove si aveva a che fare con dei beni reali!

- QUANTO È DISTANTE chi fa economia di denaro da chi lavora perché questo denaro possa fruttare interessi!

 

Vengono scavati degli abissi fra gli uomini, i quali, nell'economia monetaria, non possono più essere vicini gli uni agli altri.

 

È la prima cosa da prendere in considerazione se si vuole trovare un modo per riavvicinare le masse dei lavoratori - sia intellettuali che fisici -, quelli che producono realmente, a coloro che con gli investimenti di capitali rendono possibile l'economia. Questo tuttavia può avvenire solo per mezzo DEL PRINCIPIO DI ASSOCIAZIONE, cioè se gli uomini riprendono ad associarsi in quanto uomini. Il principio d'associazione è un'esigenza della vita sociale, ma un'esigenza quale l'ho descritta io, non come quella che appare nei programmi socialisti.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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