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7 marzo 2012 3 07 /03 /marzo /2012 09:34

bottone_rosso.jpg

Ovvero: l'ideologia del bottone. Come fare per essere libertari!

L’immagine qui a destra è stata recentemente usata (precisamente ieri!) per caratterizzare l’atteggiamento che dovrebbe avere un essere umano per appartenere ad una certa ideologia. Non sto scherzando. È pazzesco ma è un fatto realmente accaduto. Non cito l’autore di questa caratterizzazione, perché essa basta ed avanza come esempio del “pensiero” di questo periodo storico, che potrebbe essere detto PERIODO DELL’ANTIPENSIERO.

  

Con concetti speculativi di costruzioni ideologiche c’è ancora chi, al giorno d’oggi, per motivi altrettanto ideologici ed utopici, vorrebbe riformare la vita sociale con NORME LIBERTARIE, le quali, a detta del normatore, dovrebbero innanzitutto stabilire chi è dentro e chi è fuori dall’ideologia libertaria.

 

È chiaro che qui l’imbecillità supera ogni limite, dato che regole libertarie sono una contraddizione in termini, e che chiunque le volesse porre non sa minimamente riflettere su quanto afferma. Non sa quello che dice. “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”, diceva un tale… 

 

Eppure questa FEDE ZELANTE nelle ideologie è ancora abbastanza diffusa - non saprei dire se a causa di un’ignoranza diffusa o di idiotismo - nonostante il loro sensibile crollo soprattutto nella storia di questi ultimi trenta, quarant’anni!

 

Oggi l’ignoranza dell’uomo zelante si è talmente ingigantita che si arriva perfino a sostenere con presunzione che CHI NON ODIA LO STATO AL PUNTO DA FARLO ESPLODERE - se fosse possibile premendo un bottone (il bottone dell’immagine, appunto, che ho prelevato ieri da un sito internet) - come prescriverebbe l’ideologia libertario-anarcocapitalista, NON PUÒ ESSERE LIBERTARIO, MA È TUTT’AL PIÙ UN LIBERALE O UN SOCIALISTA O UN COMUNISTA.

 

Questo è il fatto! Siamo a questo punto. Cioè a un punto talmente arretrato che mi ricorda un aneddoto veterotestamentario a proposito della pronuncia di una parola ebraica. È notorio che nell’ambito di lotte ebraiche si faceva pronunciare tale parola a nemici di tribù vicine vinte in battaglia, ritenute di razza impura, seguendo quest’altro criterio di comportamento: se costoro pronunciavano quella parola in modo giusto non veniva loro tagliata la testa! La parola era “scibòlet”, che significa “spiga”. Dunque si mostrava loro una spiga chiedendo: “Cos’è questa?”, e si doveva rispondere “scibòlet” e pronunciare la “sc” come in “scimitarra”, mentre gli “impuri”, impreparati al “purismo” di questa distinzione linguistica, avrebbero detto “sibòlet” come in “sigaretta”… E venivano decapitati…

 

Certamente questo paragone è forte, e oggi non sarebbe possibile una cosa simile. Eppure un libertario, per considerarsi tale, dovrebbe immaginare di trovarsi di fronte a un bottone (quello della foto), collegato alla distruzione dello Stato e, in base alla consapevolezza di tale collegamento, di non avere la minima riflessione da fare o il minimo dubbio in proposito, e immediatamente premere quel bottone facendo esplodere… lo Stato.

 

Quando leggo queste fregnacce, rido a crepapelle perché, secondo relatori di questo livello, l’alternativa della mediazione del pensare all’immediatezza dell’agire premendo quel pulsante sarebbe socialismo, o comunismo. Infatti secondo questo relatore una minima riflessione sul da farsi in quella circostanza vorrebbe dire essere NON LIBERTARIO ma comunista! Non è incredibile? Eppure oggi è così: basta sapere mettere insieme le parole di una certa ideologia ben studiata, e si diventa immediatamente portaborse di qualcuno!!!

 

L’ideologia! Ma da dove nasce la parola “ideologia” che genera simili atteggiamenti negli attivisti che si attivano con tale zelo da esigere lo scatto immediato senza minima mediazione di pensiero? NASCE PROPRIO DAL COMUNISMO PROLETARIO!

 

Questo è davvero il colmo dei colmi. Una battuta per Crozza o per Zelig? Certamente. Ma è la realtà: la parola “ideologia” si foggiò da quella concezione che appunto la classe proletaria accolse mentre era in formazione; dalla scientificità che andava sempre più materializzandosi, si formò la concezione che la realtà storica dovesse consistere propriamente soltanto in lotte economiche, in strutture economiche, in lotte di classe, in breve in quello che vi era di immediatamente ed esteriormente materiale, di fisico-sensibile nella vita umana e nella vita storica, che cioè le forze economiche fossero propriamente la vera realtà.

 

ED OGGI COSA VI È DI DIVERSO DALL’ATTEGGIAMENTO LIBERTARIO CHE VEDE NELL’ANARCOCAPITALISMO L’UNICA VERA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI SOCIALI?

 

II MATERIALISMO ECONOMICO, CHE EBBE UNA MEGA DIFFUSIONE IN TUTTO IL MONDO, FU APPUNTO IL RISULTATO DELLA GENERALE CONCEZIONE MATERIALISTICA CHE OGGI, ANZICHÉ ESSERE SUPERATA, INVALE IDEOLOGICAMENTE NELLE COSCIENZE DEGLI ANARCOCAPITALISTI SEDICENTI LIBERTARI!

 

Ma che cosa significava la parola “ideologia” per il comunismo proletario?

 

Significava che la vita giuridica, la morale, quello che vi è nel bello, i concetti religiosi, la giurisprudenza, qualsiasi idea di Stato, in breve tutto ciò che è vita immateriale dell’interiore attività umana, non era la vera realtà, ma la schiuma e l’apparenza che sorgeva dalla vera realtà, riposta invece nelle lotte e nelle strutture materiali. Soltanto quello che viveva esteriormente nei fatti che cadono sotto i sensi era visto invece come realtà.

 

Dunque questo relatore d’oggi che non si sente comunista ma libertario, per non essere detto comunista deve schiacciare quel bottone! E deve schiacciarlo senza riflettere… non riflettendo nemmeno sul fatto che la sua ideologia libertaria non è altro che quel materialismo economico vecchio di un secolo!

 

Ed è un materialismo economico anche abbastanza alienato quello di oggi, dato che vorrebbe immaginare il bottone da schiacciare senza neanche accorgersi che quel bottone è solo… immaginato. Quindi è costretto a dire che è ideologico, perché a costruire la dinamica di quell’immagine è mera logica di idee. Così egli è costretto a fare il panegirico dell’ideologia in sé. ED ACCETTA DI BUON GRADO TALE COSTRIZIONE CHIAMANDOLA LIBERTARIA!

 

Dunque questo tipo di ideologo d’oggi è un frescone oppure è un malato. Se non lo fosse, chiederebbe a se stesso: schiaccio il bottone di cosa? Cosa faccio realmente esplodere con questa azione del mio immaginario interiore? Egli praticamente fa, sì, esplodere qualcosa in se stesso, cambiandole i connotati. Ma i connotati di che cosa? Semplicemente i connotati di nomi quali “comunista” e “materialismo economico”, che sostituisce coi nomi: “libertario” e “anarcocapitalismo”! Tutto qui.   

 

A QUESTO SERVE DUNQUE IL BOTTONE LIVELLARIO DI QUESTO FRESCONE LIBERTARIO.

 

Ma se si vuole plasmare davvero l’evoluzione dell'umanità e del mondo in un senso proficuo, cioè in senso tale da arrivare di nuovo dalle forze di decadenza a quelle di ascesa, occorre finalmente porsi davanti alla nostra interiorità che cosa possano significare in verità questi atteggiamenti stupidi verso l’ideologia.

 

Dal mondo immateriale col quale si sentiva legato interiormente e dal quale in pari tempo si sentiva anche interiormente determinato e dipendente, l’uomo avrebbe dovuto evolversi con la sua coscienza e volgersi a un mondo di pura oggettività, nell'epoca transitoria dell’evoluzione storica nella quale siamo ancora impantanati.

 

Non siamo ancora riusciti in questa impresa, a causa di molti uomini arretrati credenti nelle ideologie, ZELANTI, appunto, nonostante esse abbiano dimostrato di essere pure astrazioni senza connessioni con la realtà quotidiana.

 

Quando saremo capaci di porci davanti a tali oggettività esteriori, la nostra attività interiore diventerà l’immagine appunto di quelle oggettività.

 

Se però vogliamo orientarci secondo immagini riflesse, di per sé prive di forza, come lo sono le ideologie, dobbiamo darci NOI STESSI gli impulsi. Così è pure con quanto in noi diviene concetto astratto. E mentre nel nostro pensiero astratto compare la parte più nobile esistente in noi, quella che ci richiama all’individualismo etico, quella diventa per noi l’impulso alla libertà.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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