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14 agosto 2012 2 14 /08 /agosto /2012 08:51

120813 Libertà - Monti e draghi per il mercato più che pe[Vedi dibattito da http://0z.fr/Qrnwz]

 

In “L'esperienza della Wir Bank” (Libertà del 7/8/2012), Leonardo Vecchi risponde al mio precedente “Se i soldi sono nostri perché ce li prestano?” (Libertà del 2/8/12) affermando: “la moneta complementare esiste, non è fantascienza, è realtà”. Ritorno allora sull’argomento per chiarire meglio. A me pare che le attuali monete complementari da lui citate siano - ovviamente fino a prova del contrario - qualcosa di paragonabile ai buoni sconto che già troviamo in qualsiasi supermercato. Certamente sono un bene, ma le vedo come una cura del sintomo anziché della causa del tumore sociale in ballo. Resta quindi da verificare il bene concreto che tali monete abbiano finora apportato alla risoluzione della crisi, generata secondo me dalle stesse università in cui l’economia di Stato è studiata come suo rimedio. In base ad esso chiamiamo “mercato” il gioco in borsa dei banchieri, finanziati dal sudore della nostra fronte mediante imposte! Quello però non è il mercato vero, ma un gioco non confutato dalle università, anche se il matematico John Nash, Nobel per l’economia nel 1994, che nel 2002 meritò perfino il film premiato con l’Oscar “A beautiful mind” sulla sua vita, confutò come “legge della giungla” nella sua “teoria dei giochi”! Con Nash furono perciò confutate le basi stesse dell'economia moderna dettate da Adam Smith (1723 -1790), secondo il quale, nella competizione, l'ambizione individuale serve per il bene comune, così che il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé (A. Smith, “La ricchezza delle nazioni”, 1776). Per Nash ciò era una mezza verità e dimostrò matematicamente che il miglior risultato si ottiene invece quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé e per il gruppo! Domanda: oggi disconosciamo forse gli studi di Nash perché ciò che urta il “mercato” dei giochi da’ fastidio alla mafia Bilderberg & C.? Di fatto, Monti e Draghi dimostrano di lavorare più per quel “mercato” che per la crescita di tutti! Oltretutto, sembra davvero che la seconda guerra mondiale sia stata vinta da Hitler! Perché? Perché i potenti clan familiari che finanziarono il Terzo Reich, ancora oggi sembrano dettare le ideologie convenienti ai propri obiettivi economici. Ecco perché oggi si parla di Quarto Reich! (cfr. la prima pagina de “Il Giornale” di venerdì 3 agosto), e “una sottile linea rossa collega queste ricchissime famiglie all’industria petrolifera, alle banche, al traffico di droga e di armi, alle più prestigiose università, e al terrorismo (cfr. W. Graziano, "Hitler ha vinto la guerra")! Volenti o nolenti, ce ne stiamo accorgendo tutti. Oggi i nuovi burocrati di Stato, detti “tecnici”, che procedono con leggi economiche universitarie (leggi economiche di Stato) col risultato di perseverare nell’errore, lo fanno per cinismo o per pura ignoranza? D’altra parte nel 1922, Rudolf Steiner non aveva forse già mostrato che il padre dell'economia moderna Smith aveva torto nel credere che si potesse afferrare e definire il processo economico come una cosa immobile, dato che è vero proprio il contrario, e cioè che nel processo economico tutto è sempre in movimento? (Cfr. R. Steiner, "I capisaldi dell'economia", 2ª conf. di Dornach, 25 luglio 1922, pag. 27). Questo volevo dire: che stante le cose così come stanno, il brutto deve ancora venire, dato che non si può che andare ulteriormente verso la catastrofe. Perciò secondo me il problema da risolvere è quello della creazione scientifica della moneta in vigore, che il palliativo della moneta complementare non può risolvere (tanto più se questa scaturirà non dall’individuo ma da funzionari di Stato, attuali o emeriti, come pare voglia fare ancora una volta il Movimento 5 Stelle di Grillo) ed, anzi, rallenterà solo nell’organismo sociale la liberalizzazione del passaggio dal vecchio sistema monetario al nuovo. Questo dovrà avere nuove basi: esattamente tre, quella economica, quella giuridica, e quella culturale, ognuna delle quali crescerà nella loro reciproca forma ed armonia, essenzialmente diverse (e qui sta la novità): rispettivamente la solidarietà scientifica nell’economia, la giustizia nel diritto, e la libertà nella ricerca, così come nell’organismo umano sono essenzialmente diversi i suoi tre principali sistemi (rispettivamente nervoso, cardio-circolatorio, e metabolico). In parole povere: secondo questo nuovo sistema (previsto già da Goethe per il terzo millennio, di cui parlavo) non dovrebbe essere un sindaco (come il grillino Pizzarotti ad esempio) a dover creare una qualche nuova valuta locale parallela a quella in vigore, ma casomai gli imprenditori, cioè gente capace di creare i beni (o i servizi) corrispettivi al valore di scambio di essa nel mercato. E comunque la nuova valuta, per funzionare, non dovrà essere parallela all’euro non funzionante, ma sostitutiva di esso! Un sindaco dovrebbe permettere semplicemente di attuare - attraverso la sua potestà giuridica - l’articolazione fra diritto ed economia. Però qualsiasi sindaco, per quanto coraggioso come Pizzarotti, non potrà mai fare ciò se non si capisce che prima di tutto occorre abbattere il monopolio di emissione dei soldi, liberalizzando così il “free banking”. Nell’organismo sociale, lo Stato di diritto si occupi di diritto. Non di economia. Se si occupa di economia non può che distruggerla e scoppiare esso stesso, esattamente così come scoppierebbe un cuore nell’organismo umano se volesse assolvere alla funzione propria dei nervi. Ripeto: solo l’imprenditore capace di creare e/o commerciare un bene o un servizio ha la facoltà di creare anche il corrispettivo bene moneta. Non il creatore di leggi. Costui dovrebbe entrare in gioco solo quando e se richiesto dal creatore di moneta per eventualmente dirimere problemi giuridici. Solo così la funzione del legiferare e del far rispettare la legge può essere un bene esso stesso in quanto legittimo servizio al cittadino, e non costrizione alla sudditanza forzosamente legalizzata com’è oggi. Spero di aver chiarito ulteriormente ciò che volevo dire.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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