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13 aprile 2012 5 13 /04 /aprile /2012 14:55

URNE.jpg[Pubblicato su "L'indipendenza"]

Premetto che quello che scrivo è un'ovvietà, ma siamo oramai arrivati al punto che oggi bisogna scrivere le ovvietà.

Stamattina ho sentito dire da un mio conoscente che non si può non andare a votare, perché così facendo si farebbe il gioco dei vecchi partiti.

Ho risposto che se siamo ancora qui che discutiamo se sia giusto o no andare a votare significa che non abbiamo ancora compreso bene come stiano le cose.

Di fronte al fatto universalmente accertato che TUTTI i politici distruggono la polis anziché curarla, la dobbiamo smettere di curarci ancora di votarli democraticamente in nome di un migliore futuro democratico, o per paura che non andando a votare faremmo il gioco dei vecchi partiti. È una menzogna, una superstizione legalista, una vera e propria bufala.  

L'idea che non andando più a votare si faccia il gioco dei vecchi partiti è fasulla e poggia sull'incapacità di ragionare, e cioè di distinguere essenzialmente fra legalità e legittimità.

Poniamo pure che ci sia una legge che dice che comanda chi ha più voti e poniamo che nel mondo vi siano solo dieci persone. Se otto di costoro non votano, secondo la legalità dovrebbe comandare chi ha ricevuto i due voti, ammesso e non concesso che costui abbia ricevuto entrambi i voti.

Però se coloro che si sono rifiutati di votare non volendo riconoscere col loro voto la legittimità di un sistema che secondo loro è iniquo, perché mai dovrebbero rispettarne la legalità?

La differenza fra legalità e legittimità si fonda sulla distinzione fra diritto positivo (leggi emanate dallo Stato, cioè da un dato ordinamento giuridico) e diritto naturale (principi e valori universali antecedenti l'ordinamento giuridico, cioè antecedenti la nascita stessa dello Stato).

Nelle democrazie liberali, il principio di legalità e il principio di legittimità coincidono, nel senso che le leggi ubbidiscono a principi e a valori universali di rispetto dei diritti e della dignità dell'uomo, propri del diritto naturale.

Invece nei regimi totalitari conta solo il principio di legalità, che prevale così su quello di legittimità.

Per intenderci: perseguire i dissidenti nella Germania nazista o nell'Urss comunista, era del tutto legale anche se non era affatto legittimo (per es., un dittatore va in galera solo se accoltella la moglie, e non è tenuto a dimettersi se tiene un comportamento democraticamente illegittimo).

Cosa si può fare allora restando umani, o cristiani?

Al positivismo giuridico, il cristiano, cioè il rivoluzionario non violento, o l’umano dell’epicheia, può e deve opporre solo il GIUSNATURALISMO.

Solo così potrebbe configurarsi “la contrapposizione etico-politica fra principio di legalità - la effettualità della legge in quanto promanazione di un ordinamento giuridico costituito - e principio di legittimità (il governo della legge giusta, in quanto espressione di principi universalmente condivisi; la tutela dell'individuo quale soggetto di diritti fondamentali che gli derivano non dalla sua appartenenza a una determinata società politica, ma dalla sua natura umana)” (P. Ostellino, "Lo Stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l'Italia", Milano, 2009).

Come si fa ad agire allora da cristiani rivoluzionari senza spargere violenza o sangue?

Basta non andare votare. Questo è il mio parere, che è un'ovvietà, ma che è difficile da cogliere da chi è abituato a ragionare con pensieri... fascisti pur senza neanche rendersene conto. 

Chi non vota lo fa in quanto sa distinguere fra legalità e legittimità.

Proprio perché ha di fronte uno Stato fatto di mera legalità ricolma di illegittimità egli NON VOTA, decretando così che il sistema in cui vive è illegittimo, e da cambiare, in quanto ha perso perfino il suo valore di convenzione, dato che oggi esso conviene non a tutti ma a pochi, e questo è iniquo in quanto non risponde all'universalità del bene sociale.

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commenti

Massimo Francese 04/14/2012 19:28

Un altro problema che secondo me segue a ruota la scelta di non votare è quello di ripensare lo ruolo della politica. E' ancora uno strumento valido?
Ho trovato nel mio archivio elettronico questo breve estratto del testo di Massimo Scaligero "Lotta di classe e Karma".
(...) «Su tutta la Terra, la politica mostra, attraverso il linguaggio degli eventi, di aver
esaurito il suo còmpito, ma perciò di tendere ad arrogarsi i còmpiti di un’era che non le appartiene.
All’osservatore autonomo, la politica risulta sostanzialmente una forma vuota usata da forze del passato, da correnti volte a sopravvivere illegittimamente, sostituendosi all’elemento di coscienza
e di responsabilità appena affiorante nell’uomo.

Con inusitata categoricità oggi la politica viene affermata come un presupposto assoluto, mentre quello che, sia pure attraverso serie difficoltà, affiora di pregnante nell’uomo è l’elemento
interiore dell’autonomia,capace di edificazione sociale, fuori del canone politico.

Proprio per questo, essendo la presente l’epoca dell’anima cosciente, la politica sopravvive come un passato: come un mondo che ha esaurito il suo còmpito, ed è morto.
V’è una nuova direzione dell’uomo a cui la politica non può sostituirsi: la scelta della
sua libertà e della sua responsabilità.

La politica agisce ormai come una trascendenza, si erige sull’uomo come un potere tendente a operare in luogo della sua coscienza etica, a fare sue le esigenze della libertà, perché non passino
attraverso lui. Perciò la Democrazia, la cui vocazione è giusta, ha la vita difficile». (....)

Buona serata
Massimo

nereovilla 04/15/2012 10:09



Forse non ci crederai, ma proprio stanotte ho lavorato su un testo di Scaligero riguardante le tre forme di droga (materiale, mistica e dialettica, spiegate in "Il Logos e nuovi misteri") in
quanto sto redigendo l'interpretazione di parte dell'oroscopo del super drogato di turno Mario Monti, che al posto dell'io mette come sua droga le banche centrali... Basterebbe cercare nel web
l'opposizione fra Sole e Nettuno che contraddistingue il suo oroscopo e si avrebbe l'idea vera di chi è 'sto pezzo di guano... Sto infatti sintetizzando questo lungo video del mio ex editore Ciro
Discepolo: http://www.youtube.com/watch?v=dMCAVkUk1cA&feature=relmfu 



Massimo Francese 04/14/2012 11:15

Prima delle elezioni mi viene chiesto quasi sempre, durante conversazioni nelle quali invito a non votare : "...e poi, se nessuno va a votare, cosa facciamo?"
Ho sempre risposto:" il giorno dopo ti alzi, fai colazione come sempre e vai a fare quello che facevi il giorno prima, magari un pò meglio." Invitavo anche a sviluppare le proprie capacità e
cultura ( oggi il contadino deve sapere che le sementi sono sterili, come le rendono tali e chi ha interesse a rendere il suo lavoro un danno oltre che una benedizione e pensare a come cambiare
rotta).
Il problema di fondo, ma ben visibile, sembra essere che buona parte dei milioni di non votanti non mette a fuoco le ragioni del perchè non si debba votare e quindi non avallare un sistema
disumano, ma lo faccia per un senso di schifo che non va oltre al qualunquismo che genera.
Quando si vuole togliere di mezzo un sistema bisogna sapere come e cosa ricostruire, altrimenti si scade nel nichilismo (il qualunquismo è uno scivolo). Bisogna imparare a dire signornò sapendo
perchè e quindi anche imparare a dire signorsì quando all' autorità riconosco legittimità.
Il tuo distinguo tra legalità e legittimità, che dovrebbero coincidere, se ho ben capito, aggiunge un' altra freccia alla mia faretra di non votante di lunga data.
Massimo

nereovilla 04/15/2012 10:02



Perfetto! Occorre appunto non avallare il sistema disumano che ci schiaccia tutti.



Massimo Francese 04/13/2012 18:52

Perfettamente d'accordo e questo distinguo tra legalità e legittimità è un' altra freccia al mio arco.
Grazie
Massimo

nereovilla 04/14/2012 11:13



Grazie a te. Aspetto la risposta sull'allegato. Ciao.



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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