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21 novembre 2011 1 21 /11 /novembre /2011 14:21

fischi-per-fiaschi.jpgUna delle ultime obiezioni stataliste, che mi è stata fatta riguardo all'emissione di nuovo denaro, è che nella proposta di Steiner il denaro nuovo dovrebbe reintegrare quello scaduto grazie allo Stato che dovrebbe imporre al denaro di consumarsi come le merci (pag. 101 dei "Punti essenziali"), mentre secondo i principi da me esposti ciò sarebbe un'indebita intromissione statale. Secondo questa obiezione io sarei dunque in errore quando dico che lo Stato secondo Steiner non deve emettere denaro.


Alla pag. sopracitata de "I punti essenziali della questione sociale" di Rudolf Steiner (Antroposofica, Milano, 1980) si legge: "Il denaro si logorerà come si logorano le merci; ma questa misura, che dovrà essere presa dallo Stato, sarà giusta".

 

Infatti la misura del "come si logorano le merci" sarebbe ingiusta se non dovesse essere uguale per tutti coloro che nella sfera economica emettono moneta.

 

Questo concetto di uguaglianza vale dunque per uno Stato finalmente di diritto.

 

Ciò però non significa affatto che lo Stato di diritto debba emettere denaro.

 

Solo leggendo la misura del logoramento del denaro come emissione, tale obiezione avrebbe senso.

 

Ma col leggere in tal modo, vale a dire col confondere la misura di un oggetto con l'oggetto non si fa altro che quanto si è fatto finora: sostituire lo Stato di diritto col diritto di Stato!

 

Lo Stato quindi, per Steiner, decide in che misura il denaro deperisce ma non lo emette in quanto lascia agli operatori economici la possibilità dell'emissione, eliminando così ogni monopolio, e promuovendo il free banking.

 

"La differenza fra me e il mio simile non consiste menomamente nel fatto di vivere in due mondi spirituali completamente diversi, ma nel fatto che, da un mondo di idee comune, egli riceve intuizioni diverse dalle mie.

Egli vuole svolgere le sue intuizioni, io le mie.

Se entrambi veramente attingiamo dall'idea, senza seguire alcun impulso esterno (fisico o spirituale), non possiamo non incontrarci negli stessi sforzi, nelle stesse intenzioni.

Un malinteso morale, un urto è escluso fra uomini moralmente liberi.

Solo l'uomo moralmente non libero, che segue l'impulso naturale o il comandamento del dovere, respinge il suo prossimo, quando questi non segue lo stesso istinto o lo stesso comandamento.

Vivere nell'amore per l'azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale dell'uomo libero.

Egli non conosce alcun dovere all'infuori di quello con cui il suo volere si mette in intuitivo accordo; quel ch'egli sarà per volere in un determinato caso, glielo dirà il suo patrimonio di idee" (R. Steiner, "La filosofia della libertà", cap. 9: L'idea della libertà).

 

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  • : Blog di creativefreedom
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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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