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3 giugno 2012 7 03 /06 /giugno /2012 11:20

Non Monti governa noi ma l'UE governa Monti. La vera Europa (quella dei popoli) ha comunque, in quanto corrente del Gral, la possibilità di liberarsi da questo cappio iniziando (almeno) a conoscere il reale problema connesso allo spread, scettro dell'UE=URSS e di cui nessuno sembra accorgersi) come signoraggio bancario denunciato, a suo tempo, perfino da da Goethe.

 

L'Europa è posta in mezzo, fra Oriente ed Occidente, ed è osservabile come un luogo alchemico di etnie diversificate, che, diversamente da quelle Medio Orientali, riconobbero il Cristo. E lo riconobbero in tre modi diversi:

 

- 1° modo) i popoli latini, ispirati dalla chiesa latina, lo riconobbero come Re, ed in tale logica nacquero i concetti di Stato e di Legge;

 

- 2° modo) quelli anglo-tedeschi delle logge - le cosiddette logge di re Artù - lo riconobbero come Maestro, ed in esse poterono svilupparsi l’illuminismo e l’attuale sistema politico-finanziario;

 

- 3° modo) i popoli dell’Europa Orientale - corrente del Graal - lo riconobbero come spirito dell’io umano. Il massimo esponente di questa terza corrente fu il teologo russo Solov’ev, significativa espressione di tutta la corrente scientifico-spirituale proveniente da Goethe e sviluppata poi da Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia. L’Europa dei popoli ha infatti nelle opere di Goethe la base per una reale concezione laica di Stato dal fondamento scientifico. Soprattutto nel Faust (parte 2ª, atto 1°, Ed. UTET, Torino, 1975, pag. 276-277, cfr. anche la nota su Mefistofele di pag. 59) Goethe denuncia, per bocca del suo personaggio Mefistofele la beffa della cartamoneta, esprimendo ciò che dirà poi anche Marx a proposito dei creatori di denaro dal nulla, cioè i banchieri (non si dimentichi che Goethe fu non solo un letterato come insegna la cultura dell'obbligo di Stato, bensì uno scienziato, che coi suoi studi sulla polarità della luce, pose le basi per la costruzione della Polaroid, macchina fotografica che prese il nome appunto dal concetto goethiano di polarità)!

 

Il seguente scritto è di Fabrizio Dal Col
Fonte "l'Indipendenza" (31/5/12)
 

 

Sembra passata una eternità da quando il premier Mario Monti annunciò che l’Italia avrebbe recitato un ruolo di spicco in Europa. Sono passati invece solo pochi mesi e proprio oggi il presidente del Consiglio ha fatto alcune dichiarazioni poco rassicuranti circa le volontà politiche degli organismi europei. Le sue affermazioni appaiono tendenziose, polemiche e,derubricandone i contenuti, non si può non notare il suo personale fastidio che fa trasparire dalle stesse. In un messaggio video inviato al Business Economic Forum di Bruxelles ha infatti dichiarato: “Io credo che se avessimo la crescita tra gli obiettivi della Bce, noi, i governi degli Stati membri, ci sentiremmo più tranquilli e rallenteremmo nel mettere in atto le misure con un costo politico per raggiungere un’ulteriore crescita “.”Io non vedo alcuna necessità – ha concluso Monti – e anzi vedo anche alcuni effetti controproducenti sul piano della credibilità dell’Europa”. 

 

In sostanza Monti oggi è più preoccupato di sei mesi fa e non a caso oggi ha dichiarato: “La Ue acceleri gli sforzi, con lo spread alto l’Italia è a rischio contagio”. Un segno tangibile e chiaro, di come si siano depauperati tutti gli sforzi e i sacrifici fin qui sostenuti dagli Italiani.

 

Il professore intervenendo anche sull’andamento dello spred ha detto che “sarebbe meglio casomai occuparsi del riconoscimento nel Trattato della necessità di salvaguardare l’integrità’ dell’Eurozona e dell’euro” e poi il suo ragionamento si è concluso con un vero e proprio appello rivolto all’Europa, dove ha chiesto di assicurare la stabilità finanziaria in quanto potrebbe essere messa in discussione dall’evaporazione della valuta. Infine ha posto l’accento sulla politica monetaria che potrebbe essere messa in discussione “se gli spread arrivano ai livelli che abbiamo conosciuto, del tutto sconnessi dagli sviluppi reali derivanti dall’azione politica”.

  

Da queste dichiarazioni, appare del tutto evidente l’impossibilità da parte del premier di recitare quel ruolo di spicco sul quale forse confidava grazie al suo blasone di tecnico e che riteneva determinante per influenzare le scelte europee. Una influenza derivata forse non solo dalla sua personale convinzione, ma anche da quella del capo dello stato che lo ha nominato e dai partiti che hanno deciso di sostenerlo sulla base della linea rigorista, una linea fatta di sacrifici e volta a dimostrare la credibilità italiana, e al tempo stesso necessaria a determinare e non più subire le scelte Europee.

 

Il voler far pesare le ricette Italiane nel consesso europeo l’aveva preannunciato come una necessità primaria per il paese Italia all’indomani della sua nomina a premier davanti a tutti gli italiani, ed è forse questa, la ragione più importante per cui si è pensato di poter influire di più in Europa. Più di un mese fa e proprio su questo giornale, avevo espresso le forti preoccupazioni circa le problematiche che avrebbe innescato una politica di solo rigore, ovvero l’inevitabile impoverimento del paese e le conseguenti difficoltà derivate. Oggi vediamo invece che, aver messo in atto le richieste di risanamento di bilancio fortemente volute dall’Europa e condivise dall’Italia per evitare le speculazioni dei mercati, ha prodotto solo una grave decisione politica, in quanto si era consapevoli e si sapeva di non disporre poi di risorse finanziarie necessarie a far ripartire la crescita.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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