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5 luglio 2012 4 05 /07 /luglio /2012 17:02

schiavi.jpgCari amici, il problema non è lo statalismo, ma il servilismo...

 

Ripropongo questo pezzo di Paolo Pasotto del 2005 non solo perché "repetita iuvant", ma soprattutto perché ho avuto la malaugurata idea di commentare un video intitolato "Signoraggio: La Definizione (truccata)" il cui autore nel carteggio di botta e risposta che ne è nato, riesce a dire: "Io non sostengo bensì dimostro", addirittura credendo di non essere presuntuoso, e soprattutto credendo sia possibile dimostrare senza sostenere.

 

Di fatto ciò sarà anche possibile, ma secondo me può esserlo solo se nel pensiero che dimostra c'è qualcosa di talmente astratto che non va d'accordo con i fatti reali. In ogni modo sll'rtà di 65 anni devo constatare che nel mondo c'è perfino chi è convinto di essere logico perché ha sostenuto esami di logica...

 

Ecco dunque il pezzo di Pasotto, al quale segue il carteggio con "colui che non sostiene ma dimostra"! Sapete che a me piace la comicità... A Voi posteri (nel senso di creatori di post :D) l'ardua sentenza! 

 

Paolo Pasotto sul concetto di Stato (Castell’Arquato 26/12/2005)
- a cura di Nereo Villa -
Fonte: Paolo Pasotto, “La pentola magica, ovvero prolegomeni di una cultura a venire”,
Ed. il Capitello del Sole, Bologna, 2005

 

Pag. 36:

 
Nel suo manifesto dei comunisti Carlo Marx ebbe a scrivere: "il proletario si servirà del suo dominio politico per strappare alla borghesia tutto il capitale e per accentrare tutti gli strumenti nelle mani dello Stato, vale a dire del popolo stesso...". Ma lo Stato non è il “popolo stesso"! Lo Stato è lo Stato, e il popolo è il popolo! Lo Stato è sempre gestito da un comando centrale, che non è affatto il popolo, anche se chi comanda viene eletto da un tonnellaggio prevalente di carne popolare. Dire che lo Stato è il popolo è una solenne castroneria! Il materialismo storico, in ossequio alla frase adottata dalla chiesa: "memento homo qui a pulvere venis et in pulvere redieris" attribuisce all'Essere Umano valore di mera polvere. Carlo Marx vi si adeguò, e selezionò la buona polvere proletaria dalla cattiva polvere borghese. Ma ovviamente, chi comanda è sempre colui che comanda, anche se Lenin considerò "dittatura del proletariato" lo spurgo dittatoriale del dittatore di turno.

 

Da pag. 38 a pag. 42:

 


[…] Regolari o non, gli eserciti tutti si comportano come grandi famiglie: si odiano e si comprendono anche quando si martirizzano. La disciplina è l'impegno all'adempimento verso l'applicazione di determinati fattori indipendentemente da che siano buoni o cattivi. Il criterio che ingenera il militarismo è incardinato sulla disciplina intesa come obbedienza ad una gerarchia fondata sull'astratta nomenclatura; rigidamente viene imposta a livello di sottomissione e la ragione morale di essa viene esitata come l'ordine stesso espettorato dal "superiore", che il subalterno deve commettere per il bene della patria! La disciplina militaristica presume il parziale ottenebramento della coscienza, altrimenti, uno non andrebbe allegramente ad uccidere. Si basa sul coraggio della paura e l'esaltazione stolida. Per il militarismo, sottovalore è tutto ciò che non rientra nel suo dominio. Spudorata è la spettralità della patria che la si fa sventolare al di sopra di ogni cosa ed è nel nome suo che si insegna a torturare e ad uccidere. Patria: parola che fa riferimento al veteromaschilistico sangue del padre. Ma per non creare scompensi ci si è rimediato col prefissoide "madre": madre-patria. E così la consegna familiare viene ricomposta. E nel nome della patria ci si può ripulire di ogni azione delittuosa, così che il bravo soldatino potrà gridare fortemente: "Sissignore... Perché il nemico è nemico, e lui è cattivo, e noi lo facciamo a pezzi! Signore!" [ndc: questa succubanza al cosiddetto “Signore” è in fondo la vera radice del “signoraggio bancario”] e allora ucciderà, torturerà e compirà atti di conclamato eroismo. E si scaricheranno bombe sulle città, si sparerà in faccia alla gente e si riceveranno medaglie al valore, ma: sempre con il volto irrigidito da eroica gravità!

  


Comunque, il soldatino, è sempre uomo o donna: sarà un debole, sarà un becero, sarà un cretino, ma in fondo, una certa coscienza ce la deve pure avere. Cavolo! Non si può andare a martoriare la gente e poi mettere avanti l'obbedienza ai superiori che avevano ordinato i crimini che lui/lei è andato a commettere! Non sono i superiori quelli che ammazzano: loro i crimini li ordinano soltanto. Sono gli ubbidienti, sono i soldatini che vanno a sporcarsi le mani. Quelli che danno gli ordini sono di già "ingenuamente" sporchi, sono "ingenuamente “criminali”! Ma oggi che la coscrizione non è più obbligatoria ed il militarismo si è fatto tutto quanto professionale, colui che viene pagato per commettere "crimini patriottici" scade a livello di semplice carnefice e per lui non si può neppure parlare di sporca “ingenuità" criminale. Mentalità bestiale con armi sofisticate, la guerra è la punta di diamante del militarismo. La chiamano difesa della patria (dello Stato)! E allora se non ci fossero più gli Stati non ci sarebbero più gli eserciti e non ci sarebbero nemmeno le guerre! Se tutto il denaro dilapidato in eserciti ed armamenti venisse impiegato per l'elevazione della gente, forse non ci sarebbero neppure scaramucce! La bocca delle genti è piena di esaltazione pacifista e: "pace tra i popoli" continuano a gridare gli ipocriti operai che fabbricano armi e mine anti-uomo ben sapendo quello che fanno! E si dice "popoli", al plurale, come brandelli singoli di un'Umanità che gli Stati Nazionali tengono smembrata! E per la difesa della pace ogni Stato inalbera il proprio esercito e si fa la guerra! Agli americani, che nella fattispecie sono bambinoni cresciuti che giocano con le armi, e non si ritrovano oberati dal peso di millenni di "civiltà" come gli europei, agli americani dunque, è capitato un incredibile colpo del destino: sono stati uniti. I loro nonni che hanno sparso tanto sangue hanno unificato una cinquantina di patrie che da allora non hanno più bisogno di "difendersi" le une dalle altre. Però la nostalgia della guerra li pompeggia sempre e così vanno a disporre di un esercito il più costoso del mondo e delle armi più sofisticate. Chissà che di tanto in tanto non ci scappi qualche Montecarlo o San Marino da "strattonare" in attesa di arrivare a distruggere la Cina!

 

"I precursori di un mondo senza guerre sono quei giovani che rifiutano il militarismo!" (Einstein).

 

In una Società Civile Universale ove non fosse più l'accozzaglia degli Stati Nazionali e perciò non più un esercito, rimarrà indispensabile l'organo dei Difensori Pubblici contro la violenza interna: un organo preparatissimo, ma assolutamente smilitarizzato e formato da persone responsabili, profonde e irreprensibili. Comunque le armi esistenti vanno raccolte e spedite in fonderia! Nei millenni che precedettero la venuta del Cristo i Maggiorenti erano le necessarie guide trainanti che focalizzavano in loro gli impulsi provenienti dagli Dei. Ma con lo sviluppo della facoltà pensante in tutti gli Esseri Umani e con la loro emancipazione dall'Io di gruppo, l'impulso dato dagli Dei è venuto meno. Il pensiero arrivò a maturazione nel mondo greco. Aristotele fu l'individualità "non iniziata" che dispose del pensiero pari alla più alta capacità di oggi.

 


Come già riferito, una capacità pensante completa, la si ebbe circa fino al IV secolo, dopo di che flesse, e vi fu crisi fino agli albori del XV secolo. Oggi, ciascuno che sia normale, è idoneo a costruire da sé concetti giusti, come pure a sbagliare in proprio. Nelle epoche antichissime il Capo era la testa di tutto un popolo, oggi un capo, anche se è un testone, è più o meno come gli altri e quindi può sbagliare lui pure. Ciascun Essere Umano oggi è virtualmente un Capo e l'ubbidienza alle ingiunzioni non argomentate e comunque non condivise, emesse da un testone, anche per chi non fosse una “natura predisposta" o addirittura un militarista, è cosa che non è più adeguata ai tempi. Oggi, ognuno è virtualmente un Capo e questa è una fondamentale differenza tra ieri e l'oggi. E ogni Essere Umano sano di mente è ora in grado di agire comprendendone perfettamente anche il "perché", e quindi gli ordini vanno discussi. Gli ordini non dovrebbero mai essere senz'altro obbediti, e chi li riceve, prima di eseguirli, dovrebbe condividerli in piena e lucida coscienza perché, karmicamente, pagherà di tasca propria la parte che gli compete, ne stia certo.

  


La Società Civile che prima o poi dovrà subentrare agli Stati Nazionali, sarà basata sull'individualità cosciente, e le nazioni figureranno allora sulla carta geografica solo nominalmente: vigerà una sorta di federazione dei territori fra loro distinti soltanto dai bisogni locali: una località che si trova al caldo avrà certamente bisogni diversi da un'altra che si trova al freddo. Tutto questo non è una profezia, ma una speranza e un augurio per il divenire umano.

  


Ecco il carteggio col logista:

 

magaoliveira.jpgNereo - La questione della definizione ha valore solo per chi crede kantianamente alle definizioni. Geocentrismo ed eliocentrismo dimostrano invece che le definizioni cambiano in misura di sempre nuove aperture interiori. Oltretutto il concetto stesso di "definizione" ha in sé quello di "finizione" del conoscere...

 

Risposta - Le mancano gli altri video. Qui affronto solo il furto di parole dei signoraggisti, negli altri video dimostro nel dettaglio perché raccontano bugie.

 

N - Insisto: "A mano a mano che si allarga la cerchia delle nostre percezioni, siamo obbligati a correggere la nostra immagine del mondo. Ciò si verifica sia nella vita quotidiana sia nell'evoluzione spirituale dell'umanità. L'immagine che gli antichi si facevano della relazione della terra col sole e con gli altri corpi celesti, dovette essere sostituita da Copernico con un'altra, perché non andava più d'accordo con certe percezioni che prima erano sconosciute" (R. Steiner). Tutto il resto è noia. Oggi si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, perfino che la terra è ancora al centro del mondo in base alla concretezza dell'ombra. Se le cose che Lei afferma fossero vere sarebbero dicibili anche in un solo video... Troppe parole... troppo pensare dialettico... Il teorema di Pitagora è dicibile in quattro e quattrotto proprio perché poggia su logica di realtà, non su definizioni...E Lei invece poggia su definizioni...

 

R - Sul signoraggio ho realizzato ben sette video. Solo su questo mi concentro sulla definizione (come dichiaro nel titolo). Se lei si ferma al primo per sparare questo genere di giudizi analogici del tutto personali si contraddice da solo. Come leggere la prima pagina di un libro e pretendere di averlo capito tanto da poterne criticare il contenuto.

 

N - Cosa c'entra il numero dei Suoi video? le chiedo solo: in essi Lei sostiene che le attuali dinamiche del monetaggio (creazione materiale dei soldi) sono giuste? Per il rest, io non giudico. Prendo solo atto che partire dalle definizioni è un non senso per il conoscere, il quale non dovrebbe essere "finito".

 

R - Io non sostengo bensì dimostro (E NON SOLO CON LA DEFINIZIONE, ED E' LA TERZA VOLTA CHE LO RIPETO) che l'emissione monetaria non funziona come la raccontano i signoraggisti, e che se facessimo come dicono loro saremmo in cerca di radici da cuocere al sole per pranzo. Lì mi fermo, perché non sono così presuntuoso da sostenere che questo (o un altro) sia il sistema perfetto, ma ho studiato abbastanza per riconoscere una scempiaggine.

 

N - Questo è un altro discorso. Anch'io concordo sul fatto che la risoluzione dei signoraggisti porta dalla padella nella brace e l'ho mostrato nel video "Signoraggismo". Ciò non significa che le attuali dinamiche del monetaggio siano giuste. Lei dimostra che sono giuste o no? È solo una domanda che Le chiedo. Ma non mi risponda in modo formale. Ognuno è libero di costruire la propria logica, cioè la propria forma di linguaggio, diceva Carnap. Ma non chiedo risposte in questo stile...

 

R - Guardi, ho sostenuto tre esami di logica e tanto di tesi teorica, so distinguere le supercazzole dai ragionamenti corretti. Se uno si costruisce la propria logica poi la deve interpretare e nell'interpretazione con i valori di verità verifica se va bene.
Io non dimostro che l'emissione attuale sia "giusta" in assoluto. Ad esempio dimostro che ci guadagna lo Stato (noi). Se per qualcuno questo è un delitto, allora per costui l'emissione sarà "sbagliata".

 

N - E questo è il Suo errore secondo me: credere nella castroneria che lo Stato siamo noi...
La rimando a paolo_pasotto_sul_concetto_di_­stato.doc
E, a proposito di logica, provi a leggere anche una sola pagina di "La logica contro l'uomo" di Massimo Scaligero!

 

R - Nel senso che l'emissione monetaria produce un margine di signoraggio che finisce nelle casse dello Stato e quindi abbassa il debito pubblico. Non mi interessano le distinzioni filosofiche, non ho duemila anni di tempo per questionare su chi sia lo Stato se poi il problema è se sia vero o no che qualcuno ruba soldi con l'emissione.

 

N - Pubblicherò questo carteggio nel mio blog (Blog di Creativefreedom) perché a differenza di Lei, io ho il tempo necessario per pensare in modo libero... Se vorrà rispondermi (cioè se troverà il tempo), potrà fare lì i relativi commenti. La saluto.

 

R - "a differenza di Lei, io ho il tempo necessario per pensare in modo libero"
Sarà il trecentesimo che si scrive una roba del genere. Mah, contento lei...

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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