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31 ottobre 2011 1 31 /10 /ottobre /2011 12:46

http://vimeo.com/31364038

Chi comprende le parole del "Magnificat" sa che quando il Cristo non era ancora nato la vergine umanità non diceva ancora la parola "io". Gli uomini indicavano se stessi come fanno gli infanti, in terza persona: "Mario ha fame" in luogo di "io ho fame", "L'anima mia (magnifica il Signore...)". Il "Magnificat" testimonia del passaggio dall'umanità antica, che non diceva ancora "io", alla nuova umanità che dice "io". Il rapporto del Cristo con l'io umano è messianico: "Messia" significa "unto". Il Cristo è l'involucro protettivo dell'io dell'uomo, reso splendende se con l'olio si unge il suo corpo. Ecco perché nei vangeli, l'unico passo biblico letto da Gesù di Nazaret in sinagoga evoca l'unzione (Luca 4,17-21). Nell'aramaico targumico e talmudico "mešah" (o mishà) significa sia "olio" che "misura", perché la misura del bene e del male consiste nel contenuto di tale involucro: la coscienza, anticamente detta "sindéresi". La parabola delle 10 vergini è la parabola dell'olio e del 10 che lo contiene come fortuna per la vergine umanità nella prima lettera Yod del nome del Padre (Yhwh). "Yod" è anche detta nel "Sefér Yetzirah" (Libro della formazione dell'universo) "lettera zodiacale della Vergine". Il valore numerico della lettera Yod è 10. In greco "Yod" è lo "iota", la lettera più piccola dell'alfabeto, simile a un apice o a un accento, di cui Gesù predicava l'importanza (Matteo 5,8). Gli accenti sono importanti. Per esempio, chi parla di "economia" non tenendo conto del diverso accento greco fra "nòmos" e "nomòs" predicherà la "nomia" di "economia" come legge (nòmos) anziché come pascolo (nomòs) presupponente il "distribuire" ("nomòs" proviene da "nemo", "distribuire") solidale, essenza universale dell'economia. E ciò comporterà crisi economica, povertà. Nello "Zohar" si legge: "Come mai il Messia è detto povero? Perché non ha nulla di suo". In ebraico "povero" si pronuncia "anì", esattamente come la parola "io", anche se con una lettera diversa. Anche l'io non ha nulla di suo. E qui sta il mistero dell'universalità del pensare, nuovo progetto conoscitivo portato dall'Unto, cioè dal Cristo, involucro di ogni io umano autocosciente. La parabola delle dieci vergini e dell'olio mancante a cinque di loro parla del mancare in loro della sanità mentale o dello spirito sano (Spirito Santo). Che cos'è? È la facoltà di comprendere l'unitarietà o l'universalità del pensare: "Chi comprende la parola dello Spirito Santo, comprende che la saggezza è unitaria. Gli uomini però non sono ancora giunti a questo punto; essi dicono pur sempre: questo è il mio punto di vista; secondo me è così, e l'altro può ben avere un punto di vista diverso. Questa visione delle cose deve essere superata. Gli uomini dovettero parcellizzarsi per una fase di egoismo, di affermazione dell'io; e non hanno ancora trovato la via verso la saggezza unitaria. La troveranno in quanto si accosteranno realmente ad essa, dopo essersi individualizzati quanto più è possibile. Quando si sarà acquistato lo spirito unitario della saggezza ci si disabituerà al dire: questo è il mio punto di vista, questa è la mia opinione. Quando si sarà compreso che, rispetto alla saggezza unitaria, non esistono punti di vista particolari, e che l'avere un proprio punto di vista non significa altro che non si è progrediti sufficientemente, solo allora si potrà concepire l'idea dello Spirito Santo. Solo l'uomo imperfetto ha il suo punto di vista. Chi si avvicini allo spirito della saggezza, non avrà più i suoi punti di vista. Egli saprà che deve darsi con abnegazione alla saggezza unica originaria. Come le piante si volgono tutte ad un unico Sole, così gli uomini si uniranno e si volgeranno ad un UNICO spirito, all'unico spirito della saggezza che vivrà in loro. Come dal Cristo sgorgò quel sangue che originariamente aveva unito fra loro gli uomini, così la saggezza si effonderà su di noi congiunti in fratellanza" (Rudolf Steiner, "Il significato storico universale del sangue fluito dalla croce", conf. di Berlino del 25/03/1907). La vera tragedia del presente deriva dall'assunzione buzzurra del concetto di economia, tutt'altro che universale: "La cordialità che l'"oikonomia" presuppone è spenta nella testa di chiunque e l'intento fraterno si riduce pertanto a ideologia. Di qui il paradosso: non c'è fraternità economica per i moderni che non indica un'avversione o una doppia morale" (G. Alvi, "Il capitalismo. Verso l'ideale cinese", Venezia, ottobre 2011). In "oikonomia", la vera casa, "oikos", della fraternità è simbolicamente Betlemme, che etimologicamente significa "Casa del pane", pane che sarà poi distribuito da Gesù nell'ultima cena...  

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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