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19 dicembre 2011 1 19 /12 /dicembre /2011 10:34

[continuum da "La questione sociale come fatto di cultura, di diritto e di economia", 1ª conf di Zurigo del 24/10/1919]

 

[...] La stessa cosa si è manifestata anche in un altro modo. Si è vista la comparsa di uomini generosi, benevoli, filantropi, dotati di sentimenti fraterni nei confronti dei loro simili. Ci basti citare Fourier, Saint-Simon e altri come loro, che hanno elaborato in maniera geniale delle idee sociali e che credevano che realizzandole nella vita umana si sarebbero create delle condizioni auspicabili dal punto di vista sociale.

 

Ora è ben noto come si comportano nei confronti di questi ideali sociali coloro i quali oggi vedono nella questione sociale soprattutto una questione di vita. Chiedete un po' a quelli che credono di avere un sentire socialista consono ai nostri tempi che cosa pensano delle idee sociali di un Fourier, di un Louis Blanc, di un Saint-Simon. Vi diranno che sono utopie, progetti di vita sociale con cui si fa appello alle classi dominanti: "Fate questo e quest'altro, così spariranno molti danni della miseria sociale".

 

Ma tutto quello che viene escogitato in termini di simili utopie non ha la forza di incidere sulla volontà degli uomini, rimane pura e semplice utopia. Si possono formulare le più belle teorie, così si dice, ma gli istinti umani - per esempio quelli dei benestanti - non ne faranno nulla. Sono ben altre le forze che devono fare ingresso nel sociale!

 

In breve, è sorto un radicale scetticismo nei confronti degli ideali sociali diffusi fra gli uomini a partire dalla sensibilità di oggi e dalla coscienza moderna. Questo a sua volta dipende da quanto è successo all'interno della vita spirituale e culturale dell'umanità nel corso della più recente evoluzione storica.

 

Spesso, miei cari ascoltatori, è stato sottolineato che quella che oggi appare come questione sociale è essenzialmente dovuta all'ordinamento economico capitalistico, che a sua volta deve la sua forma attuale al predominio della tecnica moderna, e così via.

 

Ma non si renderà mai giustizia a tutte le cose in questione se non si prende in considerazione anche qualcos'altro, se non si tiene conto del fatto che con l'ordinamento economico capitalistico, con la moderna cultura tecnologica, è sorto nel modo di vivere della moderna umanità civile un tipo particolare di ideologia, che ha portato grandi frutti, progressi signifi cativi e decisivi, soprattutto nella tecnica e nella scienza, ma di cui nel contempo va detto anche qualcos'altro.

 

Cari ascoltatori, esaminando l'una o l'altra cosa contenuta nelle mie opere, non potete negare che io sia un estimatore e non un detrattore o un critico di ciò che è sorto negli ultimi tempi grazie al modo di pensare scientifico. Riconosco pienamente che quanto si è verificato grazie alla concezione copernicana del mondo, grazie al galileismo, grazie all'ampliamento degli orizzonti umani attuato da Giordano Bruno e da molti altri, ha contribuito al progresso dell'umanità.

 

Però quello che si è sviluppato contemporaneamente alla tecnica moderna, al capitalismo moderno, è il fatto che le antiche concezioni del mondo si sono trasformate in modo tale per cui il modo di pensare dell'uomo d'oggi ha assunto un carattere fortemente intellettualistico e astratto, più che altro scientifico.

 

Ci basti ricordare - anche se al giorno d'oggi risulta scomodo prendere davvero in esame simili fatti - come quella che oggi chiamiamo con orgoglio la nostra concezione scientifica si sia sviluppata gradualmente a partire da antiche correnti di pensiero religiose, estetico-artistiche e morali, cosa che possiamo dimostrare in ogni particolare.

 

Queste correnti di pensiero avevano una certa forza propulsiva per la vita. Erano soprattutto contraddistinte da una caratteristica: rendevano l'uomo consapevole della spiritualità del suo essere. Queste antiche concezioni del mondo, che ognuno oggi può valutare come vuole, parlavano all'uomo dello spirito in modo da fargli sentire che in lui esiste un essere spirituale che vive in comunione con entità spirituali che reggono e intessono il mondo.

 

Al posto di questa concezione del mondo con una certa forza propulsiva sociale, con un effetto dirompente sulla vita, ne è subentrata una nuova, con un orientamento più scientifico. Questa nuova concezione ha a che fare con leggi naturali più o meno astratte, con verità sensibili più o meno avulse dall'uomo - con idee e realtà teoriche. E bisogna
considerare queste scienze naturali - senza minimamente privarle del loro valore - per quello che danno all'uomo, per quello che danno all'uomo così che lui possa trovare una risposta alla domanda relativa al proprio vero essere.

 

Queste scienze dicono moltissimo sui rapporti fra i fenomeni naturali, dicono moltissimo anche sulla costituzione fisica dell'uomo, ma quando vogliono fare delle affermazioni sull'intima natura dell'uomo travalicano il loro campo d'indagine. La scienza non ha risposte sulla natura interiore dell'uomo e fraintende se stessa quando fa anche solo il tentativo di fornire una risposta in proposito.

 

Ora non sto affatto sostenendo che quella che è la coscienza popolare comune a tutti gli uomini derivi dagli insegnamenti della scienza. Ma, cari ascoltatori, un'altra cosa è profondamente vera: il modo di pensare scientifico in quanto tale è scaturito da una certa predisposizione dell'anima umana moderna.

 

Chi oggi abbia una conoscenza profonda della vita sa, che a partire dalla metà del XV secolo, l'atteggiamento dell'anima umana a confronto con le epoche precedenti si è modificato profondamente. Sa che su tutta l'umanità, dapprima sulla popolazione urbana, ma poi anche nelle campagne, è venuta sempre più a diffondersi quella visione del mondo che ciò che si è poi espressa come un sintomo nella corrente di pensiero scientifica.

 

Quindi, quando si parla dell'indole dell'anima umana moderna, non si ha a che fare con un semplice risultato di scienze teoriche, ma con qualcosa che dall'inizio della nuova era si è impadronito dell'umanità sotto forma di una nuova mentalità, di un nuovo modo di vivere.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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