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12 febbraio 2012 7 12 /02 /febbraio /2012 11:14

giustizia.jpg[Continuum di R. Steiner, "Lo Stato”, 3ª conf. di Zurigo del 26/10/1919; Titolo originale: "La vita giuridica: compiti e limiti della democrazia. Diritto pubblico e diritto penale" - A cura di Nereo Villa]

 

[…] Vedete quindi, cari ascoltatori, che si tratta in effetti di attuare nella sua realtà ciò che fra gli uomini da’ origine alla vita giuridica.

 

Allora questa vita giuridica non sarà una pura sovrastruttura della vita economica, ma potrà agire in essa e su di essa. Per capire cosa deve accadere in questo campo non basterà affatto una visione puramente teorica, ma occorrerà osservare la vita pratica e dirsi: UNA VERA VITA GIURIDICA CON UN'ADEGUATA FORZA PROPULSIVA PUÒ NASCERE SOLO SE VIENE CREATO UN TERRENO GIURIDICO AUTONOMO [il maiuscolo è mio - nota del curatore]..

 

QUESTO TERRENO GIURIDICO È OGGI SCOMPARSO, SOMMERSO DALLA VITA ECONOMICA CHE HA FAGOCITATO OGNI COSA. LA VITA GIURIDICA SI È TRASFORMATA IN UN'APPENDICE DELLA VITA ECONOMICA; DEVE TORNARE AD ESSERE INDIPENDENTE, COSÌ COME ANCHE LA VITA CULTURALE DEVE EMANCIPARSI DA QUELLA ECONOMICA.

 

Per vederci chiaro nella questione sociale, è necessario superare il grave errore, l'idea sbagliata secondo la quale è sufficiente trasformare le istituzioni economiche perché tutto il resto venga poi da sé. Questa convinzione illusoria è sorta perché negli ultimi tempi la vita economica è diventata prepotente.

 

Ci si lascia influenzare in maniera suggestiva dal solo potere rimasto, quello della vita economica, ma così non si arriva mai a risolvere la questione sociale. Gli uomini, specialmente gli appartenenti alla classe operaia, si culleranno in illusioni; vorranno ricavare dalla vita economica quella che chiamano equa distribuzione dei beni. Ma questa equa distribuzione dei beni potrà essere realizzata solo se nell'organismo sociale ci saranno gli uomini capaci di promuovere le dovute misure per soddisfare le esigenze economiche.

 

Questo potrà accadere soltanto se ci si renderà conto che la soddisfazione delle rivendicazioni sociali non dipende unicamente dalla trasformazione della vita economica, ma anche dalla risposta alla domanda: CHE COSA VA POSTO ACCANTO ALLA VITA ECONOMICA AFFINCHÉ QUESTA POSSA ESSERE RESA SOCIALE DAGLI UOMINI CHE DIVENTANO ESSI STESSI SOCIALI GRAZIE ALLA VITA GIURIDICA E A QUELLA CULTURALE? È QUESTO CHE DEVE CONTRAPPORSI COME VERITÀ AD UNA SUPERSTIZIONE, A UN DOGMA.

 

E coloro che cercano nella sola vita economica i rimedi atti a far guarire l'organismo sociale devono venir rinviati alla cultura e al diritto. Non devono sognare, affermando che il diritto è solo un fumo che esala dalla vita economica, ma devono imparare a pensare in modo aderente alla realtà che, proprio per il fatto che il diritto e la coscienza del diritto sono passati in secondo piano in quanto sommersi dalla vita economica, PER LA SOCIALIZZAZIONE DELLA VITA PUBBLICA ABBIAMO BISOGNO CHE VENGA CREATO VERAMENTE UN ORGANISMO GIURIDICO DOTATO DELL'ADEGUATA FORZA PROPULSIVA [E poiché oggi l’economicismo statalista, cioè la politica economica, l’economia di Stato, ha fatto completamente scomparire non solo l’uguaglianza generando crisi nella giustizia, ma la stessa dignità umana che dall’economia di Stato e dalle sue imposizioni resta scotomizzata fino al suicidio degli individui, il sistema giuridico, ovviamente, dovrebbe essere ricreato di sana pianta - ndc].

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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