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10 maggio 2012 4 10 /05 /maggio /2012 13:35

mafia

 

Scritto da Massimo Francese

 

Il crollo delle borse, dovuto alla bolla dei mutui subprime, seguiva una serie di "scoppi" (Enron, Parmalat, ecc.) le cui notizie e conseguenze avevano fatto il giro del mondo. Avrebbero dovuto rendere quantomeno molto prudenti tutti gli investitori e i mutuatari.  

 


Ma il "rumorese" o meglio lo "scorreggese" bloccarono la presa d'atto delle aberrazioni...
Cosa sono questi "stili di vita" che ci impediscono di svegliarci? A Termini Imerese gli operai Fiat occupano l'agenzia di Equitalia (TG1 Rai delle 20 di ieri 9 maggio 2012). Niente soldi quindi niente pagamenti. Semplice, lineare, bellissimo. Sono con loro con tutto il cuore. Ma avremmo potuto prevedere anche questo se detti "stili di vita" del nostro cervello rettiliano o tutt'al più limbico, non ci bloccassero il comprendonio.


Ascoltando ieri quel babbuino cotonato e laureato (che dicono essere il presidente del consiglio italiano) farfugliare parole senza senso in risposta a non si sa quale domanda (e di chi?), mi è tornata alla memoria una lettura di qualche tempo fa, che definiva la lingua (o meglio, il modo di pensare e usare la lingua) parlata e scritta correntemente: "rumorese". Il titolo del libro è "Libro delle epoche" di Igor Sibaldi, Ed. Frassinelli.

Eccone un breve estratto (pag. 20/21):

 
"In ogni generazione il Soggetto Collettivo comincia presto a disturbare le comunicazioni personali tra gli individui, e prosegue poi sempre più, fino a impedirle quasi del tutto, senza che però vada perduta la capacità degli individui di parlare: semplicemente, essi si dicono l'un l'altro qualcosa che non è prodotto da nessuno in particolare - da nessun io - ma solo dai vari "noi" di cui il Soggetto Collettivo consiste. La lingua dei "noi" è tanto lontana dalla comunicazione autentica, quanto i monologhi di Adenoid Hynkel nel film di Chaplin "Il grande dittatore" lo sono dalle battute degli altri personaggi.
Hynkel parla lì un grammelot, cioè un linguaggio di suoni e rumori indistinti, che tuttavia i suoi seguaci sembrano comprendere. In realtà, l'hynkeliano è soltanto una variante cinematografica della lingua più diffusa al mondo, che in questo libro chiameremo rumorese, e che purtroppo non viene mai avvertita come comica.
È facile da apprendere: occorre soltanto fingere che i suoi fshh err bzz significhino qualcosa.
E la finzione riesce tanto più perfetta quanto più si arriva a pensare in rumorese, cioè a strutturare una serie di sequenze di bzz fshh crr come se fossero ragionamenti, cosa anche questa facilissima.
[...] Chi tarda ad acquisirle e ad automatizzarle, non viene ascoltato volentieri: il suo parlare risulta strano, e suscita diffidenza, proprio perchè non vi compaiono le consuete sequenze di bzz fshh crr, e quel che dice risulta 'troppo complicato', perchè adoperando solo parole sensate costringe i suoi ascoltatori a uno sforzo d'attenzione e di riflessione a cui non sono abituati [...]".


Questo spiegherebbe perchè quando si parla con qualcuno di un argomento pensato, sentito e vissuto, spesso l'interlocutore si gira a parlare con un altro, cambiando anche argomento.


Una buona lezione, comunque, su come non gettare perle ai porci.


Ma  voglio fare un esempio che va oltre il pensare e parlare il rumorese: quando nel 2001 le tv mostravano le immagini in tempo reale degli attentati alle torri gemelle, feci notare che nelle schermate che riguardavano gli aerei caduti sul Pentagono e nel bosco, non si vedevano tracce di aereo alcuno. Eppure, in teoria,  dovevano essersi schiantati aerei di linea con una apertura d'ali di oltre 20 metri. Dov'erano carlinga, motori e ali? Oltretutto il buco nel muro del Pentagono era di pochi metri e non giustificava l'impatto con un aereo di linea. Bene, la risposta testuale fu "Ma cosa dici, sei un cretino, in tv hanno detto che...".


Non avevano neanche fiducia nei loro sensi corporei.


Bastava guardare.


Qui siamo oltre il rumorese, siamo allo scorreggese (cfr. le scorregge nel cervello nel video "Supermario sei un pieno di vuoto"):

 


Sempre Igor Sibaldi, nel suo libro " Il codice segreto del Vangelo - il libro del giovane Giovanni", Vangelo da lui ritradotto dal greco antico, la frase "Io sono la Via, la Verità e la Vita" viene ritradotto correttamente con "L' Io sono è la Via, la Verità e la Vita"...

Rudolf Steiner ci ricorda anche come siano in azione, in questi tempi, gli spiriti Asurici, che tendono a nutrirsi dell'io e ai cui danni non c'è rimedio, neanche col karma...

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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