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2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 11:50

Se andate a vedere i commenti di stampalibera.com, relativi a Nicolò Bellia a Radio Gamma 5 (cfr. anche i commenti sulla tassazione Bellia), vedrete che oggi manca la mia seguente risposta di ieri. Lascio a voi interpretare il motivo di questa mancanza... Attendo comunque dai moderatori che la pubblichino... 

 

Eccola:

 

"1 luglio 2012 at 13:57 - Signor Castellini, La ringrazio. Come Le ho scritto privatamente, non ho niente da chiedere a Bellia oltre a quanto gli ho già chiesto da anni ed a cui egli non è mai stato in grado di concretamente rispondere. Se Bellia ha voglia di farlo, può benissimo rispondermi in questo sito. Ho ritenuto di esporre in esso le mie obiezioni all’idea generale di Bellia in quanto non mi sembra giusto presentare, come egli fa, formule che fino a prova contraria non possono essere verificate con esempi chiari e validi per tutti circa la loro applicazione, né dipingersi come “grande studioso e conoscitore dell’Antroposofia di Rudolf Steiner” quando invece contraddice in pieno le basi dell’idea della triarticolazione dell’organismo sociale auspicata da Steiner, trasformandole ancora una volta in uno statalismo mascherato. La tassazione Bellia non c’entra nulla con l’idea di Steiner. Steiner dice di tassare casomai le uscite, non le entrate (Rudolf Steiner, “Cultura, politica, economia”, Monaco, 2006, pag. 95). Bellia invece dice di tassare tutta la base monetaria, nella quale vi è ancora reddito, costituito dai risparmi della gente, quindi tassa ancora le entrate (tanto reddituali quanto risparmiate). Quindi il suo passare dalla fiscalità reddituale a quella monetaria è solo – fino a prova contraria - un’illusione".

 

Stampa-libera-ma-a-condizione-che.jpg

 

Aggiungo questi pensieri di Aïvanhov (a buon intenditor poche parole): 

 

"Un essere umano è fisicamente uomo o donna, ma in ogni creatura esiste sia un lato femminile, passivo, simbolizzato dall’oscurità, sia un lato maschile, attivo, simbolizzato dalla luce; e la luce deve penetrare l’oscurità per illuminarla ed estrarne tutte le ricchezze. In noi, per esempio, è l’intelletto che rappresenta la luce, mentre il cuore rappresenta l’oscurità. L’intelletto penetra il cuore (il nostro e quello degli altri) allo scopo di illuminarlo e compiere con esso un lavoro. Per utilizzare un’immagine, si può dire che l’intelletto deve alternativamente entrare nel cuore e uscirne, a guisa di un pistone. Chi non utilizza in questo modo il proprio intelletto, è incapace di comprendere qualsiasi cosa, ed è soprattutto incapace di conoscere se stesso. È solo penetrando con la propria luce la voragine profonda del cuore che la saggezza ne scopre i tesori, i filoni nascosti di pietre e metalli preziosi e i giacimenti di liquidi pregiati. In quel pozzo oscuro che è il cuore, l’intelletto scende e risale per poter attingere l’acqua preziosa" (Omraam Mikhaël Aïvanhov).

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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