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11 maggio 2012 5 11 /05 /maggio /2012 08:57

Seguimi nel "Consultorio di economia della triarticolazione sociale"

Scritto da Massimo Francese

 

napolitano-ieri-nei-guf.jpgDurante gli anni dell’Università, il gufo Giorgione (Napolitano) “fa parte del GUF, il gruppo universitario fascista […]. In questo periodo si forma tuttavia il gruppo di amici storico di Napolitano che, seppur militando ufficialmente nel fascismo, guardava alle prospettive dell’antifascismo (fantastico! ndr). Napolitano dirà più avanti: “Il GUF era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato” (Wikipedia) (ma il Fascismo non era intollerante verso gli oppositori?)

 

Vediamo allora come funzionavano i GUF

 

Già dal 1919 studenti universitari cominciarono ad aderire al neonato movimento dei Fasci Italiani di Combattimento, formando in numerose città Squadre d’Azione formate da goliardi. Nel 1920 nacquero ufficialmente i Gruppi Universitari Fascisti, che raccoglievano tutti gli universitari che si riconoscevano prima nel programma sansepolcrista e poi nel Partito Nazionale Fascista.


Nel 1927, dopo la totalitarizzazione dello Stato, si ebbe una ristrutturazione dei gruppi. Il Partito si dedicherà così con attenzione alla loro organizzazione ed all’educazione di questa gioventù che, secondo Benito Mussolini, dovrà rappresentare “la futura classe dirigente” d’Italia
(toh, che combinazione!).

Facevano parte dei GUF, gruppi ad iscrizione su base esclusivamente volontaria (Ohibò), i giovani tra i 18 ed i 21 anni che provenivano dalla Gioventù Italiana del Littorio (GIL) iscritti ad una Università, ad un Istituto Superiore, ad un’Accademia Militare o all’Accademia Fascista della GIL.

I Gruppi Universitari Fascisti erano cooptati in nuclei di almeno 25 fascisti universitari (quindi non obbligatoria per tutti gli universitari, e allora perché fare antifascismo in una organizzazione fascista?),costituiti in ogni città, sotto il comando di un responsabile nominato dal Segretario Federale, su proposta del Segretario del GUF. I responsabili di ogni nucleo facevano parte dei rispettivi Direttori dei Fasci di Combattimento locali”.

 

Ma è normale: fascismo e comunismo presuppongono lo stesso modo statalistico  e totalitario di pensare, cioè: lo Stato deve prevalere sull'individuo...

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commenti

Carlo 02/08/2014 09:53

Non faccio un commento personale, ma utilizzo uno dei tanti aforismi al vetriolo del grandissimo Ennio Flaiano, che mi sembra calzi proprio a pennello...
"I fascisti italiani si dividono in due grandi categorie: fascisti e antifascisti."

Nereo 02/08/2014 10:07

È vero, ed è sempre stato così...

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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