Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
12 novembre 2011 6 12 /11 /novembre /2011 11:40

tasso

Il senso universale di una pensione di vecchiaia è che grazie al frutto del proprio lavoro e grazie alle necessità altrui ci si può permettere di vivere la parte finale della vita senza lavorare. Sempre in senso universale (cioè: così è per tutti), una considerevole parte della ricchezza è oggi investita in titoli di Stato a tasso d'interesse garantito. 

 

Cosa significa investire in titoli di Stato a tasso d'interesse garantito? Significa poter usare subito come denaro tali garanzie, che pertanto possono circolare come promesse di pagamento (per es., una cambiale non è altro che un "pagherò", cioè una promessa di pagamento; lo stesso vale per ogni "nota di banco" o banconota, sia essa fisica o elettronica, e per ogni altro strumento monetario possibile), vale a dire come debito.Qui sta già l'inganno dei soldi (tutti, cioè in ogni loro forma di strumento monetario) i quali, pur essendo sempre in decumulo del loro valore a causa dell'inflazione, che in questo sistema di "econòmia" che sostituisce l'"economìa" (vedi la differenza alla pag.: "Economia. Etimologia per cervelli non fusi": http://creativefreedom.over-blog.it/article-economia-etimologia-per-cervelli-non-fusi-87515550.html) è un problema che mai è stato risolto, si presentano sempre come potenziale accumulo.

 

Ora, se lo Stato non impiega la sopra accennata ricchezza investita in titoli di Stato a tasso d'interesse garantito per investimenti in grado di produrre quanto basta per coprire gli interessi e la restituzione del debito, interessi e restituzione vengono coperti dal prelievo fiscale.

 

Ecco perché ho detto nel video economico-comico (Nereo Villa - Che cos'è il tasso: http://vimeo.com/31590864) che il tasso è il "marito" della tassa, e insieme formano la "famiglia di Equitalia", che continua a riprodursi nella sua "prole" di fisco e spese bancarie...

 

Qual è il valore dei tassi? Qual è il valore di queste cose? La tragicomicità della odierna tragedia greco-italica è certamente imputabile allo Stato, anzi, a tutti gli Stati, privi di rapporto coi nativi. Piuttosto che avere rapporti di fiducia con la gente, lo Stato preferisce crederli misurabili attraverso punti percentuale di agenzie di classificazione (rating). Questo essere così fuori di testa non è però solo colpa dello Stato, dato che tragedia consiste anche nel fatto che ognuno è privo di rapporti reali coi suoi simili.

 

È ben lungi da me predicare l'amore per il prossimo, che in realtà mi fa abbastanza schifo. Vorrei però mostrare che, almeno nel campo del valore dei tassi, il problema della tragicomicità delle tasche vuote e rapinate dallo Stato potrebbe essere risolto.

 

Nell'odierna "econòmia" che cosa desidera colui che concede un prestito?
 

Chi concede un prestito ha i seguenti interessi: 

- desidera mettere da parte il proprio denaro per un certo periodo dì tempo;
- vuole essere certo di poterlo in seguito riprendere;
- cerca di ricevere il più alto interesse possibile sui propri risparmi.
 

Il modo in cui si realizzano la garanzia e l'interesse è cosa che non lo coinvolge (per ora, speriamo che nel futuro cambi!).

Che cosa desidera invece (sempre nell'odierna "econòmia") colui che riceve un prestito?
 

- essere assoggettato il meno possibile a "garanzie";
- pagare l'interesse minimo e a più lunga scadenza;
- se possibile avere la massima libertà sui tempi di pagamento delle rate di rimborso e degli interessi.
 

Questo, in sintesi, è il dilemma in cui ci troviamo:

risparmiatore-investitore.gif

 

sembra quasi che chi concede un prestito e chi lo riceve si voltino reciprocamente le spalle, e che ciascuno miri unicamente al proprio vantaggio.

 

Nei rispettivi ruoli di risparmiatore e investitore non mostriamo alcun interesse reciproco. Quindi siamo dei pirla, manipolati da chi è meno pirla: i banchieri, legalizzati nel loro monopolio dai politici (uso il termine "legalizzati" e non "legittimati" perché la legittimazione di qualcosa non proviene da leggi esterne all'uomo ma interne; solo se Gesù di Nazaret  riconosceva la legittimità di un dovere legale ubbidiva ad esso; questo atteggiamento si chiama "epicheia", che significa "equità" e non "mitezza" come invece è oggi tradotta dal greco dai cattolici facendo del Cristo un Fantozzi quasi tremante; altro che "Equitalia" dunque! Da questo punto di vista Equitalia sta all'equità come l'"econòmia" sta all'"economìa", e come la mitezza fantozziana sta all'epicheia).

 

Eppure, per un certo periodo di tempo, siamo strettamente connessi l'uno all'altro.

 

Oltretutto, se chi riceve il prestito non amministra oculatamente il mio denaro, sarà improbabile che io possa poi davvero riaverlo. In fin dei conti chi riceve un credito, determina quanto vale il mio risparmio.

 

"Data questa tendenza a voltarsi le spalle l'un l'altro diventa necessario l'intervento di una terza persona che crei un collegamento tra parti che mostrano reciproco disinteresse. Questa funzione oggi è svolta dalle banche" (1)
 
 

La banca, in teoria, dovrebbe assumersi la responsabilità di provvedere le garanzie richieste dal cliente che ha depositato risparmi, impegnandosi, in considerazione delle sue responsabilità verso i risparmiatori, ad assicurare il denaro necessario a chi lo domanda in prestito.

"Da questa attività si determina il bilancio bancario. Questo bilancio rappresenta il ponte che lega le COSCIENZE OPPOSTE rappresentate dai clienti risparmiatori e dai clienti in cerca di prestiti. È caratteristico il fatto che il risparmiatore e il mutuatario non siano ancora disponibili a considerare le necessità e le aspirazioni della controparte. In parole povere si può affermare che il risparmiatore, e l'utilizzatore di denaro in prestito, determinano - proprio attraverso la loro mancanza di consapevolezza reciproca - l'esistenza del bilancio bancario dall'equilibrio del quale deriva parte del potere riconosciuto alle banche. Tale potere è il risultato della reciproca indifferenza delle parti in gioco, della loro incapacità di sviluppare interesse per le aspirazioni dell'altra parte" (2). 

Cos'è allora il valore del tasso? Di certo non è il dormire dell'animale tasso. Ma voglio partire da quanto valgo io come libera individualità. 

 

In senso materiale, io valgo se il rapporto con le mie gambe mi permette di camminare.

 

In senso psicologico, valgo se il rapporto con le mie emozioni mi permette una respirazione equilibrata.

 

In senso immateriale, valgo se il rapporto col mio pensare mi permette l'esperienza di liberarmi dalle mie abitudini peggiori.

 

Cosa significa ciò? Che ogni valore vale in quanto RAPPORTO.

 

Così, anche il valore dei soldi (e quindi dei tassi) scatta a partire a partire dai rapporti fra le tre differenti qualità possibili di soldi che sono sempre in gioco fra gli uomini: la qualità di acquisto, la qualità di dono, e la qualità di prestito, di cui ho accennato qui in quanto connessa ai tassi nell'"econòmia" in attesa che l'"econòmia" diventi "economìa".

 

La crisi dell'"econòmia" mondiale è determinata dalla mancanza di rapporti umani, sia in senso quantitativo che qualitativo.

 

Per ridisegnare un'"econòmia" che non sia "econòmia" occorre premettere il free banking auspicato dai reazionari libertari. Scrive Alvi sul principio triarticolato: 

"i reazionari ma libertari sarebbero i più appropriati a rimediare il danno omologante del capitalismo; e il free banking ha un ulteriore pregio. Ridimensiona lo Stato e al contempo gli eccessi dell'economia, inserisce, con la libertà di emissione vincolata al possesso di riserve di capitale vero e non fittizio, un potere spirituale" (3). 

E nella trasmissione "L'Infedele" del 10/10/2011 (http://vimeo.com/30498869) Alvi ha pure manifestato questa sua "simpatia per" e "presa di posizione in favore dei" libertari. 

 

Esattamente ciò che ho fatto anch'io in quanto anche secondo me "sarebbero" (i più appropriati) ma solo se non si rifiutano di ragionare sulla necessità di riconoscere lo  spirito dei tempi attraverso l'idea della via del denaro triarticolato, perché non ve n'è un'altra.

 

Il denaro triarticolato è "denaro emesso a fronte di una promessa di capitale vera, non falsata da tassi d'interesse" (4) su cartaccia di Stato priva di garanzia. L'attuazione del denaro triarticolato corrisponderebbe pertanto ad un'intelligenza fraterna che si compie nella realizzazione di merci effettive. Dunque è un denaro che non c'entra con l''"econòmia" ma che ristabilisce l'"econòmia", in quanto non ricercherebbe la sua perpetuazione nel gioco all'accumulo e lusingando la vanità, cioè il finto spirito sognato dal capitalismo. Ma diventerebbe dono ai campi spirituali dell'esistenza, dono alle funzioni ineconomiche della cultura, dono fedele alla sua scadenza ed alla necessità di un ritorno all'intelligenza e alla morale che lo resero vero ed epico dai tempi antichi: queste tre fasi di un denaro d'investimento corrisposto, denaro di circolazione a termine e infine di denaro di dono 

"potrebbero scandirsi in un sistema di denaro legato al capitale investito, alle merci circolanti e al dono: "invor"; "mercor"; "donor"; come in un saggio lo scrivente li ha studiati in reciproco agire (5). Un denaro che dallo spirito emana come intelligenza organizzativa e fraterna; si consolida come circolante proporzionato e condiviso tra eguali; ritorna infine col dono allo spirito, alla cultura e alla bontà che lo hanno emanato; come già aveva ben spiegato il dottor Steiner". 

NOTE

(1) Rudolf Mees, "Ecologia del denaro. Etica ed economia per un mondo migliore". Ed. Filadelfia, Milano, 1996. Steineriano sostenitore della triarticolazione dell'ordine sociale, e consigliere presso la Mercury Provident Plc, una banca etica inglese attiva dal '74, ha svolto fino al 1990 la professione di banchiere presso la Middenstandbank olandese.

(2) Ibid.

(3) Geminello Alvi, "Il capitalismo", Venezia, ottobre 2011, p. 304.

(4) Ibid.

(5) Geminello Alvi, "Invor, Mercor, Donor: i tre denari", in Id. "L'anima e l'economia", Milano, 2005, pp. 308-321. 

Condividi post

Repost 0
creativefreedom
scrivi un commento

commenti

Presentazione

  • : Blog di creativefreedom
  • Blog di creativefreedom
  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
  • Contatti

Link