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18 dicembre 2011 7 18 /12 /dicembre /2011 12:00

cretino.jpgCome nell'economia il valore non è altro che l'apparire della natura attraverso il lavoro umano, così nel parassitismo il valore non è altro che l'apparire della furbizia attraverso lo sgambetto. Questa volontà di apparire attraverso lo sporcare qualcuno nell'onore e nella moralità, in Sicilia si chiama "mascariamento": mascariare qualcuno è l'equivalente italiano di calunniare ma in senso più forte, cioè attraverso logica che poi a conti fatti si dimostra antilogica. Oggi il mascariamento si affaccia nel mondo politico come neologismo della commistione fra mafia e politica, ed è l'azione tipica di chi prepone l'apparire all'essere.

Non sto esponendo qui solo la dinamica di un mero fatto psicologico dell'ultima ora (cioè relativo al tentativo di mascariamento dell'avv. Marra, fatta da un arrivista) (cfr. http://youtu.be/0hDF28KlIdc), ma anche quella di un fatto storico di circa 43 anni fa, dato che il fondamento legale del mascariamento già lo avemmo, per es., nel decreto-legge del 15/12/79, n. 625 (Gazzetta Ufficiale, 17/12/79, n. 342: "Misure urgenti per la tutela dell'ordine democratico e della sicurezza pubblica", convertito poi nella legge 6/2/80, n. 15, Gazzetta Ufficiale, 7/2/80, n. 37), l'"etica" del quale incitava ed incita al... tradimento.

 

Fummo allora di fronte all'aspetto formale della "legalità" che, mediante parvenza, conferiva legalità al tradire. Il retroscena interiore di tale ricorso al "pentitismo" muoveva in tal modo incosciente il legislatore verso una direzione colludente col subumano. Direzione estranea alla tradizione occidentale del diritto, ma non estranea all'attività interiore violante ogni logica: in quanto dilaniata da mille contraddizioni (Violante appunto creò quella legge, e mai un cognome fu così azzeccato).

 

La suddetta legge restò così, per me, l'immagine speculare dell'odierna DODI&C, acrostico da me creato per caratterizzare il Corporativismo Dove Ogni Deficiente Impera, in cui si riflette il destino di un intero popolo di schiavi italioti, luminoso quanto al passato ed alle potenzialità inespresse, ma ancora tenebroso e oscuro in quel lato di sé dove l'Italia potrebbe avere il privilegio di incontrare un limite sconosciuto ad altri, che da sempre sollecita prove di fedeltà, fraternità e perdono come momento trascendente gli interessi di ogni partitocratico gregarismo. Infatti, la funzione del diritto non dovrebbe forse essere quella di conciliare i contrasti, con la sua certezza pacificare gli animi, anziché produrre continue divisioni, paure ed odio?

 

Invece no. Oggi il subumano è penetrato perfino nelle forze giovanili di chi per apparire salvatore della Patria dai problemi del signoraggio bancario, mostra di combatterli e di risolverli non solo attraverso lo stesso statalismo che li legalizzò col monopolio delle banche emittenti, ma attraverso ignobile mascariamento finalizzato al mero ottenimento di visibilità, grazie alla visibilità di altri combattenti come lui ma da lui traditi! Qui siamo nella malattia mentale.

Parvenza formale e forma sono due diverse realtà. Chi non le distingue sostituisce la ragione con l’architettura delle frasi, dato che la ragione confuterebbe il suo dire e il suo agire. L’assonanza relazionale tra gli enunciati senza possesso della relazione, per mancanza di connessione ideativa nel contenuto, e di inerenza nella forma, è tipica di depistatori o di espositori che hanno una pseudo dottrina da affermare insieme ad una insufficienza di pensiero da nascondere o un’alterazione mentale da esprimere.

 

Sorge la domanda: come mai la maggior parte dei giovani che si mettono in mostra per combattere il problema del signoraggio bancario dimostrano di essere essenzialmente alienati?

 

Un uomo di ritorno dall'ultima visione di un telegiornale, e quindi del sangue sparso da suoi simili a causa di questa o quella guerra o crisi o suicidio, ecc., potrebbe chiedersi: "Cosa conduce il genere umano a tutto ciò?".

 

La risposta è che siamo arrivati alla peggior condizione di globale inedia, distruzione, follia e paure ossessive che la storia umana abbia mai conosciuto; d'altra parte, nessuno può consolarsi al pensiero che se i Rothschild o Hitler, o i più criminali al mondo non fossero vissuti, tutto sarebbe andato bene. Le tragiche sofferenze di milioni di esseri umani non furono e non sono mai causate da un singolo uomo, gruppo o nazione. Esse sono sempre il risultato di una disposizione collettiva verso la vita - profondamente radicata - secondo la quale l'esistenza è innanzitutto una contesa di forze, come qualcosa che viene deciso dalle leggi della meccanica.

 

Là, dove la violenza si scontra con la violenza, alla fine l'uomo deve necessariamente soccombere. Di conseguenza, il credere che la vita umana sia soprattutto una contesa fra entità conflittuali può solò avere come logica conclusione un atteggiamento negativo verso la vita, il pessimismo filosofico e la tendenza all'insuccesso. Oppure può anche spingere verso il collettivismo; perché sembra ovvio che l'unica possibilità che gli uomini hanno di opporsi con successo al potere della natura è quella di cooperare completamente con l'umanità di intenti. Così il materialismo scientifico portò inevitabilmente al collettivismo sociale ed il marxismo al comunismo totalitario.

 

Oggi la logica che si impone è quella dell'essere visibili, dell'apparire, della parvenza, vale a dire della civiltà della menzogna. Non conta come io appaia, conta solo che io appaia perché il "fine giustifica i mezzi", quindi non sto neanche a riflettere se devo tradire un compagno di lotta o un collega o un amico! Opto per il mascariamento ache se costui fosse Gesù Cristo. Tanto oggi ciò che conta è essere visibili, essere personaggi pubblici, essere famosi, anche a costo di essere famigerati.

 

Una volta compreso che il fine essenziale della mia vita è la progressiva realizzazione del mio potere, che mi importa del mascariamento di questo o di quel mio simile? Nulla. Tanto il mio fine di "salvare la mia Patria dal signoraggio bancario" è giusto, quindi non mi faccio scrupoli nel fare sgambetti ai miei simili.

 

Ciò che sfugge in questa mancanza di riflessione è che ogni mezzo ingiusto rende iniquo qualunque fine giusto.

 

La patologia di questo novello "patriottismo" delinquenziale che lotta, appunto, per la "Madre Patria", è riconducibile, in senso psichiatrico, a conflitti irrisolti col "pater" o con la "mater", vale a dire a figure genitoriali inadeguate o poco sensibili.

 

La maggior parte dei complessi psicologici ha origine nell'infanzia o nella giovinezza, perché a quell'epoca giungono i primi shock che colgono il ragazzo impreparato o condizionato negativamente da una concezione della vita "forza-contro-forza" derivante dai suoi genitori o insegnata a scuola.

 

Come nella prima infanzia del ragazzo la madre con la sua cura amorevole nasconde, e nello stesso tempo svela, l'autorità del principio paterno della Legge, così la Grande Madre universale - nel cui grembo gli intellettuali bramosi di potere dialettico cercano di perdere il loro senso di forma individuale tanto sovrabbondante quanto irrealizzata - nasconde e svela la Volontà del Legislatore Supremo. Così, chiunque parli con enfasi della realizzazione del suo o altrui destino mediante leggi, mostra di aver trasformato una sua immagine genitoriale (paterna o materna) in una Legge Cosmica o in un Legiferatore. E chiunque magnifichi in tal senso un'ideologia nozionistico-dogmatica rivela una collettivizzazione e un'estensione della sua immagine genitoriale opposta, dietro cui si può vedere il profilo di un universalizzato principio patriottico del Padre o della Madre Patria.

 

In definitiva la Grande Madre e il Padre Universale possono assumere un'ampia varietà di forme a diversi livelli.

Non voglio dire che tutte queste forme siano solo espressioni di complessi materno e paterno in senso negativo. I processi con cui si rendono universali e trascendenti le funzioni genitoriali sono, anzi, non solo validi, ma essenzialmente necessari per l'evoluzione complessiva della coscienza e delle potenzialità umane.

 

Quando però si scopre il "signore" del "signoraggio" come la nozione più importante da capire per risolvere i problemi della "questione sociale" e l'egoismo dell'egoità si fa egotismo col sopraggiungere della pigrizia conoscitiva (perché: "io ho capito tutto, e lo so io come aggiustare il mondo"), l'elemento biologico anziché innalzarsi al mentale-spirituale, per incontrare la discesa dello spirito creativo che è un fattore "ideodinamico" universale, si fa paternalismo, il medesimo che generò traumi infantili o shock.

 

A questo punto, si aprono solo due prospettive: se la funzione genitoriale femminile del paternalista egotico è più forte del dovuto, l'obiettiva comprensione della situazione si dissolve in un senso di confusione e di dipendenza da una guida, generato dal timore di forze che sembrano soverchianti. Se, d'altra parte, la funzione genitoriale maschile si è accresciuta a spese di quella femminile, il potere teorico e tecnico di analisi obbiettiva domina così tanto la facoltà di adattamento immediato alle situazioni concrete della vita, che non si riesce a vedere alcuna soluzione pratica atta a far fronte con successo al bisogno personale del momento. Di conseguenza l'impostazione interiore è cristallizzata e viziata dal complesso paterno, ansioso di scoprire un ordine perfetto, un Piano Legale Universale e onnicomprensivo, relativo al "posto del destino" del paternalista egotico.


Se il padre reale fu prepotente o tirannico, l'individuo potrà avere un altro tipo di complesso; tremerà davanti all'autorità e si sentirà incapace di considerare la sua individualità come sua propria, e vedendovi un modello rigido, immobile, che regge ogni suo sentimento e agisce come un sostituto, affronterà la vita con dogmi, e le situazioni con regole fisse, l'amore con precetti etici eteroimposti. In lui, la fonte di creatività spirituale diventerà assolutamente arida.

Un intero libro si potrebbe scrivere sulle dinamiche psicologiche di questi cretini... cioè questi ammalati di protagonismo che fanno il male col fine di sconfiggere il male...

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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