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1 luglio 2012 7 01 /07 /luglio /2012 09:53

 

Oggi, esattamente come nel periodo della grande crisi del 1929, i cartoni animati dei giornalini sono molto più veritieri di coloro che sostengono le varie politiche economiche (keynesianesimo) comprese quelle buonistico-materialiste della donazione organi...

 

"Dopo la grande crisi del 1929", scrive l'antieconomista Domenico De Simone, "il denaro era sostanzialmente sparito. Le aziende languivano, molte banche erano fallite, la disoccupazione era alle stelle, nessuno aveva più voglia di intraprendere qualcosa di nuovo poiché non c'erano più acquirenti in giro per le merci che marcivano nei magazzini. Keynes ed altri accusarono della scomparsa del denaro i tesaurizzatori" (D. De Simone, "Un milione al mese per tutti", Ed. Malatempora, Milano, 1999).

 

Chi erano i tesaurizzatori? Erano gli stessi che oggi comprano oro vedendo che la moneta unica rischia il default. Già nel '29, la figura dei tesaurizzatori, che in momento di crisi nascondevano l'oro sotto il materasso in attesa che il peggio fosse passato, costituì sempre un incubo per gli economisti dell'800 e della prima metà del '900, tanto che ispirò la creazione del personaggio disneyano Paperon de' Paperoni, il più grande tesaurizzatore del mondo, con le sue decine di depositi di monete d'oro sparsi per tutta l'America.

 

"È interessante notare come a Paperone si contrappone Rockerduck, ovvero la 'paperizzazione' di Rockfeller, il ricco commerciante che investiva in imprese di produzione. La cosa strana è che Paperone il tesaurizzatore, è l'eroe positivo mentre Rockerduck è quello negativo. La spiegazione si deve probabilmente ritrovare nel diffuso senso di ingiustizia che gli americani provarono quando furono emesse le norme sul divieto di convertibilità, che provocò casi clamorosi di resistenza passiva all'obbligo di portare l'oro e l'argento in lingotti e monete presso i forzieri della Banca federale" (De Simone, cit.; vedi anche J. Kenneth Galbraith, "Soldi", Rizzoli editore, Milano, 1997, pag. 193; Galbraith critico spassionato di Keynes pur essendone allievo, "considerava la teoria del suo maestro un'opera estremamente oscura, scritta male e pubblicata troppo presto. Durante la stampa del suo trattato egli spesso leggeva le bozze ai suoi studenti", De Simone, cit.).


Non potendo andare a scovare i tesaurizzatori uno ad uno "ed essendosi rivelati inefficaci i provvedimenti che vietavano la conversione delle banconote ed il possesso dell'oro e dell'argento in lingotti, dato che, come era evidente a tutti, il denaro continuava a latitare, Keynes se ne uscì con una proposta balzana: nascondere del denaro in una miniera per tirarlo fuori all'improvviso" (J. M. Keynes, "Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta", UTET, Torino, 1971, pagg. 288-290 in ibid.) per riattivare gli acquisti di merci in modo da far crescere il livello di fiducia degli operatori economici" (ibid.; un umorista tedesco propose, pressoché contemporaneamente, di verniciare di bianco la Foresta Nera, suscitando molta più ilarità; cfr. Sergio Ricossa, "Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente", Rizzoli Editore, Mlano, 1996).

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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