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24 gennaio 2012 2 24 /01 /gennaio /2012 14:25

Dedicato a Umberto Volpicelli e a Gabriella Giudici 

Mario_Monti_e_C3PO.jpgMario Monti vaffanculo se non sai o se non vuoi rispondere alle seguenti domande, dato che valutare il debito pubblico esige necessariamente di fare chiarezza sul suo passato.  

Il seguente testo è tratto da François Chesnais, "Debiti illegittimi e diritto all'insolvenza. Quando sono le banche a dettare le politiche pubbliche", Ed. Samizdat, Roma, novembre 2011.

 

- Cosa ne è stato del denaro del prestito relativo al debito pubblico?
- A quali condizioni si è concordato quel prestito?
- Quanti interessi sono stati pagati, a quale tasso, quale quota di capitale è stata rimborsata?
- Come si è gonfiato il debito, senza che questo  andasse a vantaggio dei cittadini?
- Quali strade hanno preso i capitali?
- A cosa sono serviti?
- Quale quota è stata stornata, da chi e come?
- Chi ha sottoscritto il prestito e a nome di chi?
- Chi ha prestato e quale è stato il suo ruolo?
- Come lo Stato è venuto a trovarsi in una sutuazione vincolata?
- Attraverso quale decisione?
- Assunta a che titolo?
- Come dei debiti privati sono diventati "pubblici"?
- Chi ha sottoscritto progetti non adatti?
- Chi ha spinto in questa direzione?
- Chi ne ha tratto vantaggio?
- Perché non si stabiliscono delle responsabilità civili, penali e amministrative?


Una valutazione del debito pubblico non dovrebbe avere niente a che vedere con una caricatura che lo riduca alla semplice verifica di cifre fornite da contabili di routine. I sostenitori della verifica (audit) si appellano sempre a due bisogni fondamentali della società: la trasparenza e il controllo democratico dello Stato e dei governi da parte dei cittadini. Si tratta qui di bisogni che si riferiscono a diritti democratici del tutto basilari, riconosciuti dal diritto internazionale, benché permanentemente violati. Il diritto di osservazione dei cittadini sulle azioni di coloro che li governano, di informarsi su tutto ciò che concerne la loro gestione, i loro obiettivi e le loro motivazioni è un diritto intrinseco della democrazia stessa, poiché è emanazione diretta del diritto fondamentale dei cittadini di esercitare un controllo sul potere, e di partecipare attivamente agli affari comuni [...].


Questo continuo bisognodi trasparenza negli affari pubblici [...] ha un’enorme rilevanza in più. È un bisogno sociale e politico vitale. L’esercizio di diritti democratici, una volta ritenuti "elementari", da parte dei cittadini è visto dai governi quasi come una dichiarazione di guerra, proveniente da "quelli di sotto" ai loro sistemi. E naturalmente viene quindi affrontata in modo molto repressivo [...].


L’audit sul [leggi "la valutazione del" - nota di Nereo Villa] debito pubblico può diventare una dinamica socialmente salutare e politicamente sovversiva. La sua utilità non è semplicemente quella della difesa della trasparenza e della democratizzazione della società. Va molto oltre, poiché apre la strada a processi che potrebbero dimostrarsi estremamente pericolosi per il potere e potenzialmente liberatori per la stragrande maggioranza dei cittadini!


In effetti, imponendo di aprire i libri contabili del debito pubblico, nonché di verificarne i titolari, il movimento per l’audit civico osa "l’impensabile": avanza nella zona rossa, nel sancta sanctorum del sistema capitalistico, lì dove, per definizione, non è tollerato alcun intruso".


Così intesa, la rivendicazione dell'audit del debito e soprattutto la sua messa in pratica attraverso la creazione di comitati, intesi come istanze popolari in cui raccogliere e discutere delle prove di illegittimità del debito, costituirebbe un formidabile strumento di "re-democratizzazione" (in opposizione alla de-democratizzazione nata dal neoliberismo, vedi Wendy Brown, "Les Habits neufs de la politique mondiale", trad. di Christine Vivier, "Les Prairies ordinaires", Parigi, 2007, ed anche P. Dardot e Ch. Laval, "La nouvelle raison du monde", "Essai sur la société néolibérale", La Découverte, Paris, 2009, pagine 457-468).

 

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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