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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 15:34

"Il debito greco, come quello degli altri Paesi Piigs", scriveva Loretta Napoleoni nel suo libro "Il contagio" [faccio notare che fra i paesi "piigs", cioè "maiali" secondo i poteri cosiddetti forti dei banchieri, è incluso anche l'Italia - ndr], "è ingestibile [...] nessuno ne conosce le dimensioni reali" (L. Napoleoni, "Il contagio", Milano, settembre 2011), ed elencava  gli atti della moderna tragedia greca a partire dall'agosto 2011 in cui Atene doveva ripagare 6 miliardi di euro, che non aveva e che l'UE le anticipò. Eccoli: entro marzo 2012 ci sono "altri 14,4 miliardi da restituire; 8 entro il 18 maggio e ulteriori 7 ad agosto, per un totale di quasi 30 miliardi di euro. Quante nuove scadenze compariranno nel corso del tempo? Da dove arriveranno tutti questi soldi se il Paese è a crescita negativa e non ha più accesso al mercato del credito?" (Ibid.).

È chiaro che l'uscita dall'euro sta sempre più diventando l'unica soluzione possibile, dato che permanervi incomincia ad essere visto come qualcosa che sarebbe molto più costoso del ritorno alla dracma e alla lira!
Oggi chi parla "a priori" senza sapere quello che dice, o conoscendolo solo molto superficialmente, parla in modo kantiano, ed esprimendosi con quella specie di parola incompresa, chiama "a priori" quello che nasce al suo interno come assolutizzazione di qualcosa e su cui non vuole intendere ragione.

Così si può ad esempio dichiarare che la matematica è una conoscenza "a priori", o che questa o quella cosa esiste o non esiste "a priori". Ma che significa a priori? Dire "a priori" significa affermare con prtesa di valore assoluto che un oggetto è lì da prima. Negare " a priori" significa invece il contario, e cioè negare con pretesa di affermare una verità assoluta che un oggetto NON è lì da prima. In ambedue i casi si fanno così affermazioni basate su altre, che stanno sopra il nostro dire in modo kantiano, categorico, dogmatico, ma si potrebbe dire anche superstizioso (quod super stat è appunto l'etimologia di superstizione). Nell'"a priori" si esprime dunque sempre "qualcosa che corrisponde ad una visione del mondo simile a quella che il cieco ha dei colori!" (R. Steiner, "Da chi ho ereditato la mia anima", Cumiana, To, 2010). Quando questa cecità invade il campo dell'economia, per cui non si vuole vedere il vero elemento che causa l'attuale crisi - elemento che già Goethe aveva scritto nel suo "Faust" come truffa della creazione dei soldi (signoraggio bancario) - la crisi procede e diventa la cura stessa, la quale  produce la metastasi del tumore che si voleva curare...

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  • : Blog di creativefreedom
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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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