Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
3 marzo 2012 6 03 /03 /marzo /2012 12:39

Fonte: Gilberto Oneto, "NO TAV, LE GIUSTE RAGIONI DEI VALSUSINI", art. del 31 Gennaio 2012 sul quotidiano "L'Indipendenza".

 

I telegiornali hanno raccontato soddisfatti che Italia e Francia hanno firmato un accordo sul finanziamento (un altro?) della Tav Torino-Lione: otto e passa miliardi. Non sono bruscolini, sono mezza finanziaria ed è sicuro come l’oro che aumenteranno a dismisura.

Per fare cosa? Una “mitica” infrastruttura senza la quale – ci dicono sicuri – saremmo condannati all’emarginazione, alla decadenza, alla miseria. Tutte cose che peraltro sembrano aspettarci comunque e che forse troverebbero concreto sollievo in un più oculato investimento di tutti quei soldi strappati con gabelle, scontrini, sacrifici e furti ai contribuenti.

Poi si va a vedere e si scopre che: 1) l’attuale linea ferroviaria è utilizzata al 28% della sua potenzialità, 2) che il trasporto delle merci su rotaia è in rapido e costante declino, 3) che la nuova linea non accorcerebbe più di tanto i tempi di percorrenza, 4) che il cantiere creerebbe in valle problemi di circolazione e di vivibilità per un decennio. La sensazione di essere presi per il culo cresce inarrestabile.

I valsusini, che si oppongono a questa costosa e inutile schifezza, vengono descritti come egoisti, retrogradi, nemici del dio-progresso e naturalmente violenti.  Egoisti perché non vogliono affrontare qualche “piccolo” fastidio per il grande bene comune, perché sono gli esponenti dell’esecrata ideologia del “nimby”, acronimo inventato da qualche imbecille per colpevolizzare chi giustamente difende i propri interessi contro la prepotenza di burocrati e finanzieri (in entrambe le accezioni del termine). La Valsusa è oggi già attraversata da una ferrovia e da una autostrada che non servono certo agli indigeni, che – in questo campo – “hanno già dato” in abbondanza. La valle è già intasata di immigrati trusoni, interessi mafiosi e criminalità ultronee che la soffocano: quello di Bardonecchia è stato il primo Consiglio comunale padano sciolto per infiltrazioni mafiose. E non si trattava di indigeni gretti ed egoisti, di montanari gozzuti nemici del progresso! Ogni “grande opera” dello stivale si porta dietro corruzione, tangenti e criminalità: è un lascito dell’unità che si è irrobustito con ogni governo e regime. Rotaie e corruzione sono una antica tradizione che risale ai primissimi giorni dell’unità, che ha come primi protagonisti personaggi come Mazzini e Vittorio. Ministri, sottosegretari, imprenditori e capicosca attuali sono solo loro emuli postmoderni. La Tav non è una eccezione, è anzi un caso esemplare per durata nel tempo e diffusione sul patrio territorio: non rientra nella storia ferroviaria ma in quella giudiziaria.

Oggi attorno alle giuste proteste dei valsusini si è aggregata una brutta concrezione di violenti. Anche questa è una consolidata legge italiana: sulle rivendicazioni popolari, sulle reali esigenze della gente si gettano come avvoltoi i peggiori spurghi della società. Ci sono passati garibaldini e briganti, squadristi e volanti rosse, brigatisti e oggi i “giovani” dei Centri sociali, che c’entrano come gli scarafaggi delle cucine con l’arte culinaria. Naturalmente lo Stato non si tira indietro e – anche questa è una rassicurante pulsione unitaria – mostra con i deboli la forza che lesina contro i prepotenti e i criminali.

Ultima, ma non ultima, è la questione della volontà popolare, del sacrosanto diritto di ogni comunità di decidere a casa propria per le proprie cose. Ai valsusini è mai stato chiesto se volevano la Tav? E se davvero questa fosse necessaria (cosa che non è) è stato offerto ai danneggiati un risarcimento che potessero patteggiare o accettare liberamente e liberamente rifiutare? Quella della Valsusa è soprattutto una battaglia di sovranità e di autonomia. Non si può invocare la “superiore necessità” perché non esiste. Non ci si può neppure nascondere dietro al finanziamento europeo che è solo un meccanismo che riproduce le perversioni di quello italiano, che sottrae risorse a tutti e le distribuisce come vuole lui, senza rispetto per il rapporto raccolta-impiego, per la volontà e le reali necessità delle comunità locali. In questo l’Europa è l’Italia in peggio: statalista, fascista, comunista e ladra. Se davvero l’opera è essenziale per l’Europa e i suoi “corridoi”, perché non si fa una galleria dalla periferia di Torino a Modane con i soldi di quelli a cui fa davvero comodo? Ma a chi fa davvero comodo una roba del genere? Solo a chi prende gli appalti.

Per questo la battaglia dei valsusini è la battaglia di tutti gli autonomisti, di tutti quelli che giustamente coniugano l’autodeterminazione dei popoli con il rispetto per il territorio in cui vivono, che fanno una cosa sola di economia, ecologia e identità.

All’inizio anche la battaglia della Valsusa era stata appoggiata dai movimenti autonomisti e le prime manifestazioni erano colorate di bandiere occitane e piemontesi: tutti ricordano anche l’impegno di Borghezio e della Lega Nord. Oggi il governatore leghista (si fa per dire) del Piemonte è un nevrile sostenitore della Tav: forse la sofferta (si fa sempre per dire) conversione meriterebbe una spiegazione agli elettori. Forse esiste nella Lega una corrente ferroviaria? Non un cerchio ma un cerchione.

La difesa e il civile utilizzo del territorio sono il primo e più evidente segno di autonomia, di libertà e di “buon governo”, come insegna l’affresco del Lorenzetti a Siena. L’attaccamento alla terra, alla sua corretta gestione, alle espressioni formali dell’architettura e a tutti i segni simbolici che genera cono sicuri e robusti capisaldi di identità e di libertà. Viva la Valsusa. Indipendenza!

Condividi post

Repost 0

commenti

Presentazione

  • : Blog di creativefreedom
  • Blog di creativefreedom
  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
  • Contatti

Link