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10 luglio 2012 2 10 /07 /luglio /2012 09:12

Questo video è pubblicato anche col titolo

MONTI, MONTI, LA TUA E’ LA “SPENDING CUCU’!

dal Movimento Libertario di Leonardo Facco

 

 

Il titolo di questo video è rivolto al cucù, proprio perché il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova. Quindi più che di spending review bisognerebbe parlare oggi di spending cucù, dato che i parassiti che ci governano sono molti. Abbiamo perfino un nome di uccello, Corrado Passera, oltretutto indagato (cfr. alcune notizie su questa losca figura alla pagina http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/02/04/il-lato-oscuro-di-corrado-passera.html ). Costoro, sono banchieri, che assieme ad economisti della stessa pasta universitaria hanno usato e usano da sempre l'economia come una scienza che predice l'avvenire, salvo poi di volta in volta veder naufragare le loro profezie. Nonostante le magre figure di questi guru della DODI&C (Compagnia Dove Ogni Deficiente Impera), le scelte politiche della maggior parte dei governi mondiali si basarono e continuano a basarsi sulle previsioni di questi malfattori, presentate di volta in volta (ad ogni nuova debacle) come verità scientifiche... Il connubio fra statalismo e cattolicesimo, che io chiamo mentecattocomunismo, è la radice di questo crimine... Come mai fu insabbiato l'assassinio di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano. Se approfondito questo fatto potrebbe rivelare non poche verità di quel connubio. Nel 1982, Calvi fu trovato appeso sotto il ponte dei Frati Neri di Londra: ufficialmente, si parlò subito di suicidio. Ma la verità era ben diversa, e dietro quel delitto si nascondevano altri "suicidi" e scottanti verità...

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9 luglio 2012 1 09 /07 /luglio /2012 14:41

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, è intervenuto a Serravalle Pistoiese al dibattito di Cgil “Incontri sulla spending review”. Nel corso del suo intervento al dibattito ha affermato che “è un primo passo nella direzione giusta” ma “dobbiamo evitare la macelleria sociale [...] il governo dei tecnici può essere una parentesi in una determinata fase della vita del Paese, per ritrovare credibilità a livello internazionale”  e dall’altro che “non può essere il nostro futuro, non possiamo farci governare da dei tecnici. Punto e basta. Abbiamo bisogno della buona politica poi non so se tra questi tecnici qualcuno possa assumere una fisionomia politica, in questo momento non lo vedo. Se il presidente del Consiglio Mario Monti assume una fisionomia politica giusta non sono assolutamente contrario, non ho prevenzioni. Ma se si continuerà a gestire il governo da tecnici non credo che andremo molto lontano”.
 
Durante il dibattito Squinzi ha ribadito che da un lato “il governo dei tecnici può essere una parentesi in una determinata fase della vita del Paese, per ritrovare credibilità a livello internazionale”  e dall’altro che ”non può essere il nostro futuro, non possiamo farci governare da dei tecnici. Punto e basta. Abbiamo bisogno della buona politica poi non so se tra questi tecnici qualcuno possa assumere una fisionomia politica, in questo momento non lo vedo. Se il presidente del Consiglio Mario Monti assume una fisionomia politica giusta non sono assolutamente contrario, non ho prevenzioni. Ma se si continuerà a gestire il governo da tecnici non credo che andremo molto lontano”.
 
Infine: “E poi avevo capito che le forze produttive migliori desiderassero il contenimento del disavanzo pubblico e che obiettassero rispetto a manovre fatte in passato molto basate sull’aumento delle tasse, e che era ora di incidere su spesa pubblica e strutture dello Stato. Ma evidentemente avevo capito male”.
 
Sulla base di queste esternazioni Monti, The master of puppets, ha minacciato il sig. Squinzi come fosse un mafioso: “Non interferite e non criticate sennò quelli che rappresento vi faranno un culo così”. Avvertimenti mafiosi.
 

Questo è il perchè Riina, Provenzano e i Casalesi vanno liberati.
Roberto Saviano dove sei?

Il video adatto a questo articolo di Max the bastard (alias Massimo Francese) è "Spending cucù" (a volte Massimo ed io pensiamo davvero all'unisono! :D):

 

 

Il titolo è rivolto al cucù, proprio perché il cuculo è noto per la sua peculiare caratteristica del parassitismo di cova.

 

Quindi più che di spending review bisognerebbe parlare oggi di spending cucù, dato che i parassiti che ci governano sono molti. Abbiamo perfino un nome di uccello, Corrado Passera, oltretutto indagato (cfr. alcune notizie su questa losca figura alla bella pagina sul lato oscuro di Corrado Passera di conoscenzaliberta.myblog.it).

 

Costoro, sono banchieri, che assieme ad economisti caratterizzati dalla stessa pasta universitaria, hanno usato e usano da sempre l'economia come una scienza che predice l'avvenire, salvo poi di volta veder naufragare le loro profezie.

 

Nonostante le magre figure di questi guru della DODI&C (Compagnia Dove Ogni Deficiente Impera) le scelte politiche della maggior parte dei governi mondiali si basarono e continuano a basarsi sulle previsioni di questi malfattori, che vengono presentate di volta in volta (ad ogni nuova debacle) come verità scientifiche...

 

Il connubio fra statalismo e cattolicesimo, che io chiamo mentecattocomunismo, è la radice di questo crimine...

 

Nessuno, ad esempio parla più dell'assassinio di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, fatto regolarmente insabbiato che se approfondito potrebbe rivelare non poche verità di quel connubio.

 

Nel 1982, Calvi fu trovato appeso sotto il ponte dei Frati Neri di Londra: ufficialmente, si parlò subito di suicidio.

 

Ma la verità era ben diversa, e dietro quel delitto si nascondevano verità scottanti, anche  e soprattutto oggi.

 

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9 luglio 2012 1 09 /07 /luglio /2012 10:20

"Dove finiscono i fondi raccolti a favore dei terremotati?" si chiede la rete. Così dovremmo chiederci su tutte le raccolte fondi. C'è anche chi specula in questo campo ovviamente, ma vorrei particolarmente che nel mirino finisse il sig. Umberto Veronesi. Il perchè mi sembra evidente.
 
Dove finiscono i fondi raccolti a favore dei terremotati?
 
Vi siete mai domandati dove finiscono i fondi raccolti con lacrimevoli campagne pubblicitarie a favore dei terremotati? Non è semplice saperlo perchè nella maggior parte dei casi i flussi di denaro non vengono tracciati. Di sicuro sappiamo che nel 2009, per il sisma di L’Aquila, si raccolsero in tutto cinque milioni di euro, una cifra impressionante che da l’idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese e che furono, tuttavia, consegnati ad un consorzio finanziario internazionale, Etimos, che si occupa di microcredito in giro per il mondo.

Per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l’idea è connaturata alla “modalità” di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un’altra: questi cinque milioni di euro vennero concessi come prestiti a tassi agevolati a popolazioni colpite da terremoti. Nessun “regalo”, quindi. Quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano “a condizioni vantaggiosissime” si tratta pur sempre di un prestito da rimborsare. Fra l’altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati “per oneri riferibili alla gestione del progetto“, costi che (giurano i responsabili) sono “largamente insufficienti”. Si tratta ovviamente di un’iniziativa meritoria e gestita con la massima trasparenza, ma è certamente da sottolineare che quando gli italiani inviavano SMS subito dopo il 6 aprile mai avrebbero immaginato che i loro soldi sarebbero stati utilizzati (soltanto nel 2011) come fondi per concedere prestiti.

 

Quindi, ciò che si dona non viene utilizzato, come si crede o ci fanno credere, per l’immediata emergenza o per regalare qualcosa a chi resta senza casa o lavoro, ma per stanziare un fondo da utilizzare come garanzia per prestare denaro a tassi “agevolati”.
 
Ecco alcuni esempi:

- Credito solidale per famiglie: importo massimo 10.000 euro, durata massima 60 mesi, tasso IRS di riferimento +2,5% (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria
- Mutuo chirografario per imprese e cooperative: importo massimo 50.000 euro, durata massima 60 mesi, tasso IRS di riferimento +2,5% per durate superiori ai 18 mesi, Euribor a 3 mesi + 2,5% per durate inferiori ai 18 mesi (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria
- Anticipazione crediti per imprese e cooperative: importo massimo 50.000 euro, tasso Euribor a 3 mesi + 2,5% (tasso fisso per tutta la durata del finanziamento), nessuna spesa di istruttoria.

Potete verificare quanto riportato direttamente al link del consorzio:
 
http://www.etimedia.org/Microcredito-Abruzzo/News/Tutti-i-nostri-numeri-aggiornati-al-31-marzo
 
http://qpotere.blogspot.it/2012/06/terremoto-i-soldi-degli-sms-prestati.html

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8 luglio 2012 7 08 /07 /luglio /2012 11:07

Seguimi nel Consultorio di economia della triarticolazione sociale

Articolo di P. Barnard segnalato da Massimo Francese - Fonte tzetze.it

 

Ragazzi, io questa la odio, proprio dal momento delle sue lacrime.

anche se so che non bisogna odiare...

                                                                                               Nereo Villa

 

La melassa di Fornero, Mediobanca, ING, Generali, INVESCO. Oggi è veleno vero.


Un assassino economico come Elsa Fornero scala le poltrone dell’accademia sognando di ricevere un giorno una chiamata per un incarico di prestigio in un grande istituto finanziario internazionale. Che so, ING? AXA? Zurich? Ovviamente parcella milionaria.


Un automa sociopatico come Elsa Fornero siede in un Ministero italiano per eseguire gli ordini ricevuti, sognando di ricevere un giorno una chiamata per un incarico di prestigio in un grande istituto finanziario internazionale. Che so, ING? AXA? Zurich? Ovviamente parcella milionaria.


Dovete solo indovinare il nome del grande istituto finanziario internazionale, il resto è una certezza.


Questi traditori della nazione, questi golpisti indicibilmente protetti dalla legge europea, sono marionette nelle mani del Vero Potere. La Fornero ha inferto sofferenze oscene agli ultimi anni di vita di italiani che si sono consumati al lavoro, parlo della riforma delle pensioni. Lo ha fatto con lo stesso automatismo di una scheda prestampata. La stampante madre si chiama OCSE, Business Europe, Mediobanca, ING, INVESCO e altri di questa sorta. Lei ha obbedito. Avrà la ricompensa. Le prove più sotto.


Voi soffrirete, ma quelli se ne fregano, voi siete la gente, cioè nulla (e in un certo senso hanno ragione: voi morite senza ribellarvi, e questo non è dignitoso).

 

[...] Ma c’è anche un secondo motivo dietro alla riforma Fornero. Sospingere il nostro Paese sempre più nelle mani della previdenza privata, cioè dei fondi pensione privati.


Chi era per voi Elsa Fornero dodici anni fa?


Nel novembre del 2000 Mediobanca chiamava a porte chiuse un’elite di tecnocrati, politici e uomini della finanza per discutere quello che oggi si chiama la riforma del sistema previdenziale italiano. Elsa Fornero era fra gli invitati. Sul tavolo dei lavori comparivano gli ordini dell’OCSE e dei colossi investitori internazionali come ING, INVESCO, Generali. Per esempio vi sembrerà particolare il fatto che la frase “estensione del sistema contributivo con lo schema del pro-rata anche per i soggetti con almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995”, oggi nel testo della riforma Fornero, sia stata da essa fotocopiata alla lettera dalle raccomandazioni dell’OCSE consegnatele brevi manu al consesso di cui sopra nel 2000. Così come questa: “elevazione dell’età pensionabile ben oltre i sessant’anni”.


[...] Ma ciò che mi colpisce di più è la sadica lucidità con cui la lugubre economicida Fornero annota, negli atti di cui sopra, le sofferenze che ci verranno inflitte. Scrive: “Più specificamente, per effetto del passaggio dal metodo retributivo al metodo contributivo, il valore della previdenza sociale per le diverse classi di età è destinato a diminuire in misura sensibile nel corso dei prossimi decenni.” Sono parole per lei, solo parole. Per voi?


Sulla proposta poi divenuta realtà della scelta offerta ai lavoratori se restare interamente nelle pensioni pubbliche o cedere una quota verso le integrative, la Fornero ammette che essa non solo non risanerà un bel nulla a breve, ma che ci richiederà anche lacrime e sangue, cosa che è puntualmente accaduta poco dopo e sta accadendo oggi: “È vero infatti che nel periodo transitorio il bilancio della previdenza pubblica è destinato a peggiorare in conseguenza della perdita di gettito contributivo e che al disavanzo addizionale occorrerà far fronte, possibilmente con un inasprimento della fiscalità generale, oltre che con gli interventi, già richiamati, sul pro rata e sulle pensioni di anzianità.” Sono parole per lei, solo parole. Per voi? Ma c’è di peggio.


Le righe che avete appena letto sono poste, negli atti di quell’incontro riservato del 2000, nel contesto di una discussione fra Fonero, Franco Modigliani, ING, INVESCO e Generali su come applicare anche all’Italia un sistema pensionistico interamente basato su investimenti in titoli o azioni, ovvero a “capitalizzazione”. In altre parole: uccidere il sistema di pensioni pubbliche e miliardi su miliardi in pensioni ai fondi d’investimento internazionali. Più avanti nella discussione la Fornero torna ad ammettere che “Fornero e Modigliani riconoscono che, nella sua prima fase, il processo implica un aumento, e non una riduzione, dell’onere complessivo della previdenza, e che questa fase non può avere termine prima di alcuni decenni”. Decenni quindi di “un inasprimento della fiscalità generale, oltre che con gli interventi, già richiamati, sul pro rata e sulle pensioni di anzianità”. Decenni. Capite? Per loro sono parole, per noi vite distrutte da un’economicidio di Austerità, e per decenni.


Gli atti dove questi tecnocrati discutono di noi nullità umane contengono anche altre amenità, come la proposta di Modigliani in cui egli ipotizza che con un sistema pensionistico a capitalizzazione il ministero del Tesoro italiano faccia un bello swap con i fondi d’investimento sui tassi di rendimento. Che significa? Sempre la stessa truffa Neoliberista dal titolo “Se vinco io privato ci guadagno, se perdo… ci perde lo Stato”, il che significa poi anche che qualsiasi guadagno apparente dei pensionati legati al sistema Modigliani gli verrà poi rubato dalle Austerità che lo Stato impone alla gente quando ci perde e gli schizza in alto in debito pubblico. Oppure come la discussione dove questi predatori esprimono preoccupazione per il crollo dei rendimenti delle pensioni pubbliche che loro stessi causeranno, e suggeriscono come soluzione NON che le pensioni non crollino, ma che il poveraccio lavoratore ultra sessantenne rimanga inchiodato in fabbrica o in ufficio per altri 5-7 anni.

Ma ancor più gravi, sono i continui richiami di tutti i partecipanti, inclusa la lugubre signora, all’esaltazione dei fondi d’investimento privati per le pensioni (per il giubilo di ING, INVESCO, Generali lì presenti) verbalizzata in questi atti del 2000. Oggi tutti sappiamo quale cataclisma mondiale abbia causato la crisi finanziaria, alimentata non poco proprio dagli investimenti scellerati e criminosi dei fondi pensione privati. Secondo le stime del Wall Street Journal, già nel 2008 la crisi aveva spazzato via qualcosa come 2 mila miliardi di dollari dalle pensioni investite di milioni di pensionati. Questo solo dopo un anno e mezzo di crisi.


Elsa Fornero ha ancora pochi mesi di economicidio telecomandato. Poi forse otterrà ciò per cui ha sgobbato una vita sui testi e per cui ha oggi inflitto strazio a milioni di italiani e per generazioni: una chiamata per un incarico di prestigio in un grande istituto finanziario internazionale. Che so, ING? AXA? Zurich? Ovviamente parcella milionaria.


Se Elsa Fornero non merita la galera, allora chiedo pubblicamente un atto di giustizia: si liberi Bernardo Provenzano.

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7 luglio 2012 6 07 /07 /luglio /2012 12:24

calciatore-scimmiesco.jpgSport e tendenze scimmiesche

 

“Tutto quello che l’umanità dovrà vivere nelle successive epoche terrestri nel mondo fisico, sarà una sorta di declino, una regressione, una involuzione” (R. Steiner, “L’aspetto interiore dell’enigma sociale”, conf. del 4/11/1919).


Mi sa che oggi questi declino, regressione e involuzione sono già più che evidenti ed avanzati, dato che per esempio (ma è solo uno dei tanti esempi) consideriamo educativo, anziché diseducativo e tendente all’animalità, lo sport: “la nostra pretesa di fare dello  sport, dove non solo si eseguono movimenti privi di senso e  puramente fisici, ma dove si sviluppa il senso della rivalità, dell’opposizione, corrisponde allo sforzo di abbassare l’uomo a possedere che una sensibilità animale. Un’attività sportiva esagerata si può chiamare 'darwinismo pratico'. Credere che l’uomo discenda dagli animali significa fare del 'darwinismo teorico'. Fare dello sport è invece 'darwinismo pratico'. Significa fondare una morale che riconduce l’uomo al rango degli animali” (R. Steiner, “Antropologia”, conf. 13ª).


“Guardando in profondità tutti gli impulsi tesi al progresso della nostra civiltà e anche tutti quelli che la impediscono, di quegli ostacoli fa parte quella che si potrebbe chiamare una 'tendenza scimmiesca' della nostra civiltà e che di solito è chiamata 'sport'. Lo sport è il risultato della concezione 'materialistica' del mondo che - si potrebbe dire - è l’altro aspetto della concezione 'scientifica' dell’uomo. Da un lato si lavora per comprendere l’uomo solo come una 'scimmia più perfetta' e dall’altro si tende a farne una 'scimmia carnivora', grazie alle esigenze che per molti aspetti si designano come 'sportive'. Le due cose vanno comunque parallele, anche se, ovviamente, oggi si vede negli sport un grande progresso - e in alcuni casi persino il rivivere l’antica Grecia - pure le esigenze sportive nella loro essenza, altro non sono che una tendenza a rendere il genere umano simile alla scimmia. A causa dello sport l’uomo diventa a poco a poco scimmiesco, e lo si distingue dalla vera scimmia perché questa è vegetariana, mentre l’uomo scimmiesco diventa una 'scimmia carnivora'. Occorre, a volte, indicare in modo grottesco gli ostacoli che si oppongono al progresso della civiltà, altrimenti non si presentano in modo abbastanza forte e tali da fare un pò di impressione sull’uomo di oggi. Corrisponde benissimo alle tendenze attuali: da un lato lavorare per pensare, in teoria, l’uomo come una scimmia più perfetta; dall’altro farne risultare la natura scimmiesca.. Dell’'uomo ideale' che è alla base degli estremi movimenti dello sport, nessuno scienziato potrà, in effetti, dire altro se non che è il risultato della natura scimmiesca. Occorre pensare giustamente su tutte queste cose, per arrivare ad una qualche comprensione della 'nobile forma dell’umanità' che era alla base del periodo aureo dell’arte greca” (R. Steiner, “Storia dell’arte specchio di impulsi spirituali”, 4° vol.).


“È spaventoso per l’uomo ed è una situazione molto preoccupante.  Più si pratica sport e più si dimentica la parte spirituale e, dopo la morte, si ritorna in brevissimo tempo sulla terra. Così che, se tutto ciò che c’è nell’occidente non ricevesse un pò di spirito, la terra piano piano rimarrebbe abitata da uomini che non vogliono più ritornare nel mondo spirituale. Col passare del tempo, resterebbero solo uomini che la distruggerebbero poco a poco: e in qualche misura, abbiamo già iniziato a farlo" (R. Steiner, “Ritmi nel cosmo e nell’essere umano”, 1ª conf; siamo nel 1923!).


"È chiaro che l’io non è presente. Di qui la necessità di ammassarsi, sentirsi branco, gregge per non perdersi nel nulla. L’unione fa la forza!” mai sentenza è stata così realisticamente evidente. Oggi non esistono più le dittature (?) politiche, ma esistono quelle ben più pericolose, poiché segrete, che manipolano gli individui" (C. Gregorat, "Pensieri sullo sport).

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6 luglio 2012 5 06 /07 /luglio /2012 09:06

Il discorso del logista è il discorso che diviene autonomo rispetto al pensiero, per cui il logista può arrivare a dire “io non sostengo ma dimostro”. E qui sta la sua alienazione: il discorso che con le sue forme logiche costringe il pensiero e procede secondo la serie delle inferenze, sicuro di tenere il pensiero nelle parole, come se il pensiero procedesse dalla concatenazione delle parole, è segno di automatismo cerebrale condizionante il pensiero, cioè sintomo di alterazione mentale (Cfr. M. Scaligero, “La logica contro l’uomo”, ed. Tilopa, Proma, 1967, pag. 90).

 

Quando questo sintomo si moltiplica e diventa il carattere tipico di un’epoca (la nostra, per esempio, è assolutamente dominata dal logismo, e Mario Monti che distrugge l’economia credendo di svilupparne la crescita è solo uno dei tanti esempi di alterazione mentale essenziale) è difficile che sia più possibile espressione discorsiva di pensiero vivo, a cui risponda nel lettore o nell'ascoltatore la possibilità di rivivere quel pensiero, poiché può aver significato soltanto ciò che ormai per lui si è congiunto fattualmente con determinate parole e forme del discorso. Per cui, chi, esprimendosi, non rientri nel giuoco del generale dialettismo (il cosiddetto politichese) o dell'alterazione mentale, in cui è costituita la specifica coerenza dei partiti, cioè dei vari gruppi intellettuali uniti nella contingenza della dialettica ad essi necessaria, persino per fingere una critica di tale stato di cose, è come se non avesse nulla da dire. In questo contesto, un saggio può esser preso per folle, se non si conforma alle regole del dialettismo: “che non è la forma del discorso, come forma di pensiero, ma la sua meccanizzazione” (ibid. pag. 91).

 

Come si arriva a smarrire, mediante l’automazione logica, la determinazione logica del mondo reale (per intenderci quella che Steiner chiamava logica di realtà)?

 

Anziché distinguere fra la logica giuridica poggiante sull’uguaglianza e quella economica poggiante sul mercato (la vera logica economica poggia sulla fraternità, ma oggi l’economia è degenerata perfino etimologicamente, tanto che la si dovrebbe chiamare “econòmia”, cioè con l’accento sulla “o”), l’uomo in questi ultimi cent’anni di politichese, ha preferito applicare l’odierna logica formale, cioè il calcolo matematico all'espressione discorsiva, credendo così di garantire un canone di precisione espressiva, ed uno strumento metodologico di ricerca. Non che questo sia un male assoluto: l’uomo deve semplicemente accorgersi mediante logismo che questa via è sbagliata. E qui sta la difficoltà, dato che oggi l’uomo sembra essersi perduto  nell’“econòmia” (si è “incartato” nelle carte di Mammona) proprio perché perduto nel logismo.

 

Infatti l'empirismo specifico dell’assunto logista, “per il suo inevitabile carattere dogmatico, dovuto alla presunzione di modellarsi totalmente secondo il metodo logico-matematico che dovrebbe invece costituire semplicemente un suo particolare momento, costituisce un'ulteriore rottura dell'uomo con la sua persona interiore e con la realtà vivente della natura. Per l'automatismo di tale suo procedimento, esso esclude la coscienza gnoseologica del proprio operare. Né può assurgere a valore normativo e assiomatico, senza perdere il carattere positivo della propria empiria. Questa la contraddizione” (ibid., pag. 107).

 

Cosa sta succedendo? Sta succedendo che “proprio i ricercatori del positivo, dell'evidente, del matematico e del tangibile, nella forma logica, rischiano di creare la più organica superstizione dell'epoca: la superstizione della parola che possa dire qualcosa che non sia pensiero”(ibid.). Intendo, ovviamente, per superstizione “quod super stat”, vale a dire ciò che sta sopra le cose senza motivazione alcuna. La canzone di Noemi “Sono solo parole” simboleggia in un certo senso questa realtà dei cosiddetti parolai.

 

 

Se essi aspirano alla matematica della chiarezza espressiva, dovrebbero rendersi conto che qualcosa deve pur essere espresso: e questo “qualcosa” è, comunque, pensiero! (cfr. ibid., pag. 108). Ma costoro lo dimenticano. Perché? Perché tale dimenticanza poggia su una sorta di cecità volontaria dei logisti rispetto alla parola. Non vedono o non vogliono vedere che la parola sta a indicare non la cosa ma il pensiero della cosa, affinché questo possa essere evocato e ridestato in chi ascolta o legge la parola, così che possa riferire la parola alla cosa (cfr. ibid).

 

I logisti, cioè gli odierni parolai, politicanti, partitocratici, tutti coloro che ci governano e noi stessi che li votiamo (vale a dire la Compagnia Dove Ogni Deficiente di pensiero Impera, che io chiamo da anni la DODI&C) non vedono e quindi dimenticano il loro vero potere, il vero potere dell’uomo: la virtù del pensiero: “se scelta di parole e di rapporti tra parole è necessaria, essa avviene per virtù del pensiero che determina l'ordine delle parole e delle proposizioni in base ai propri nessi, a cui i nessi linguistici si conformano, secondo regole possedute e usate dal pensiero ai fini della propria manifestazione, NON SECONDO REGOLE logiche precedenti ed esteriori” (ibid.).

 

Ogni regola logica, ogni enunciazione di significato, cos’è in fondo? È un prodotto del pensiero, che Il pensiero può utilizzare, NON SUBIRE!!! (ibid.).

 

Subire è infatti l’essere fasullo dell’umano, specialmente dell’italiano, in conformità a quanto egli impara nelle università: l’alienazione stessa.

 

E qui, io mi inchino a Massimo Scaligero, lo Steiner italiano, che già nel 1967 aveva scoperto tutto ciò che comporta la logica contro l’uomo:

 

“Una scienza formale non è concepibile se non come scienza del pensiero, dalla quale soltanto possono derivare regole linguistiche valide per il pensiero, nella misura in cui esso sia consapevole della propria preesistenza a qualsiasi propria formulazione. E vedremo come una simile possibilità implichi pura metafisica di pensiero, o ascesi di pensiero, per il fatto che il discorso rigoroso non può essere costruito dall'esterno, bensì dall'interno, secondo un processo di riflessione che muove parimenti dall'immediatezza intuitiva e dalla mediazione contrapposta alla stessa estrinsecazione logica.
Un discorso, se è esatto, viene da pensiero capace di esprimere la propria esattezza, anche quando si creda costruirlo meccanicamente, sulla base di elementi fissi, di cui si usino matematicamente i rapporti, secondo necessità di applicazione tecnica. Un discorso logico riflette la logica insita nel pensiero, in quanto spontaneo essere della sua indeterminazione, che si determina nella forma. L'errore formale si deve sempre all'insufficiente coscienza del momento della determinazione.
L'opinione secondo cui la formalizzazione del discorso, sino ad operazioni riproducibili meccanicamente, sia attuata sul discorso dal di fuori, per via di relazioni “esteriori” precostruite, è ingenua e, in tal senso, indice di non sufficiente coscienza dell'operare logistico. L'operazione, infatti, avviene entro il discorso mediante sue obiettive relazioni, ma tali relazioni, nel loro esser determinate, hanno sempre interiore a sé il determinare da una sfera di indeterminazione: tuttavia vengono attuate come se ricevessero da fuori la determinazione stessa, in quanto il logista sogna di produrla lui mediante quelle, e così di schematizzarla. In tal modo egli non avverte il darsi della relazione nel momento logico della determinazione stessa. L'oggetto più importante, il suo proprio tema, non viene veduto dal logista” (M. Scaligero, “La logica contro l’uomo”, op. cit., pag. 108 e 109).
 
Oggi noi subiamo le stronzate di Mario Monti, e in genere degli altri logisti, solo perché  NON ABBIAMO COSCIENZA di questa alienazione essenziale che si nasconde in questa falsa logica discorsivistica, alienazione che per ora solo i comici riescono a cogliere, in quanto più desti della massa addormentata di coloro che vorrebbero rianimare, far ridere, risvegliare. Il comico in realtà è drammaticamente triste perché vede che siamo tutti dormienti, addormentati nelle nostre coscienze, grazie allo statalismo, scuola dell’obbligo di Stato, dogmatismo, ecc., ed al cattolicesimo di coloro che nascono dogmaticamente cattolici senza mai diventare cristiani…

 

Cercare il canone dell'inferenza è infatti già l'inizio di un'esperienza del pensiero che oggi praticamente abortisce nelle espressioni filosofiche che va conseguendo. DI QUESTO ABORTO NON SI HA COSCIENZA: si da’ e invale come organismo regolare della conoscenza. Cercare tale canone nel calcolo delle proposizioni e nelle loro trasformazioni in simboli, è come cercare dentro lo specchio la realtà dell'immagine riflessa (cfr. ibid. pag. 152).

La logica formale, se non diventa esperienza di pensiero (esperienza del concetto direbbe Steiner) non può  che arrestarsi alle strutture del discorso e alle relazioni tra le parole: è una paralisi del pensiero, perciò è mero psichismo, mera astrazione, “pensiero” disanimato da ogni contenuto concretamente reale.

 

Ed è proprio così che è caratterizzata l’odierna nostra schiavitù, il nostro odierno subire.

Concludo con Scaligero:

 

“L'essenza del pensiero è il nucleo dell'operare umano: è una realtà seria con cui non ci si può baloccare mediante logismi presi in prestito dall'analisi matematica, perché è in giuoco l'orientamento stesso della cultura umana. Il momento presente è grave, appunto per l'insostenibilità di un reale senso della cultura e per l'insufficienza del pensiero dinanzi ai problemi che assediano non determinate correnti o categorie, ma la struttura stessa della civiltà (ibid.).

 

Queste cose Massimo Scaligero scriveva nel 1967!!!

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6 luglio 2012 5 06 /07 /luglio /2012 08:46

Grazie a tutti! Un senso di gratitudine per a tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono alla vita di questo blog mi è stato ispirato da questa bella pagina di Peter Sloterdijik sul concetto steineriano di “donor” ("La mano che prende la mano che da'").

 

Il prossimo secolo. Lotta fra generosità e calcolo

 

"Il prossimo secolo sarà caratterizzato da una lotta titanica tra la ragionevolezza della generosità e i calcoli del pensiero al ribasso.

 

L’etica della generosità potrà spuntarla soltanto se la crescente pressione provocata dalla reciproca dipendenza degli attori globali agirà in quella direzione. La società globale sarà un patchwork di comuni timotiche [dall'accezione platonica "thymòs"], oppure non sarà.

 

La consapevolezza collettiva potrà rigenerarsi su un ampio fronte se saprà produrre un clima sociale radicalmente diverso, che permetta di porre al centro della scena le istanze al giorno d’oggi concretamente deputate a dare.

 

Non sono più i buoni, vecchi proletari che, nel rapporto con i padroni delle fabbriche, ebbero la peggio finché non impararono a far valere i propri interessi attraverso le loro potenti associazioni. Non sono nemmeno i disoccupati, i marginali e i precari di oggi, che fino a prova contraria stanno in prevalenza sul versante dei beneficiari di aiuti statali, benché sia importante indicare in che modo possano tornare sul versante di chi da’.

 

ADESSO SONO I SOGGETTI CHE DONANO IN TERMINI CONCRETI, a ogni livello del corpo sociale, A SOPPORTARE IN ULTIMA ISTANZA L'INTERO PESO DI COSTRUTTI SOCIALI [oggi generati soprattutto da alienazione del logismo - nota del curatore] INTERCONNESSI DAL DENARO, dalla conoscenza e dall’empatia. SONO I PICCOLI, medi e grandi contribuenti a pagare imposte dirette e indirette, I DONATORI, GLI SPONSOR, I BENEFATTORI, I VOLONTARI, I CREATORI DI NETWORK, GLI IDEATORI E TUTTI I CREATIVI NOTI E IGNOTI AD ARRICCHIRE LA COLLETTIVITÀ IN TUTTI I CAMPI DELLA REALTÀ CONCRETA, CON i loro versamenti, I LORO IMPULSI, LE LORO IDEE.

 

Bisogna lasciarsi alle spalle l’epoca della diffamazione rivolta contro i soggetti che danno, vecchi e nuovi. Bisogna finirla, per esempio, con la formula della “lotta di classe dall’alto”, mossa certamente da buone intenzioni, ma ormai folle e decrepita. Per la Sinistra dalle fantasie reazionarie, i percettori dei redditi più elevati continueranno pur sempre a rappresentare il nemico peggiore; essa continuerà tranquillamente a coltivare il proprio rancore, impugnando il revolver non appena sentirà anche solo nominare la parola “contribuente”. Realisti e spiriti liberi rivolgono invece il loro sguardo alla gigantesca realtà del ceto medio che dà, il quale, nel suo segmento più ricco, confina con il mondo dei benestanti. Tanto meglio per tutti se molti ricchi entreranno in questo ceto medio, rafforzando, grazie alle loro qualità di donatori, il pool del “comune”.

 

Nell’estate del 2010 fece scalpore, a livello internazionale, l’iniziativa, storicamente senza precedenti, chiamata “The giving pledge”, promossa da Bill Gates e Warren Buffet, in base alla quale i super-ricchi del mondo intero avrebbero dovuto donare la metà del loro patrimonio per attività sociali benefiche (in Germania fece scuotere la testa in modo piuttosto ipocrita). L’iniziativa ha consolidato con esempi concreti l’idea di “filantrocapitalismo” recentemente messa in circolazione. Vedi Matthew Bishop, Michael Green, “Philantrocapitalism”. How the Rich Can Save the World”, Bloomsbury, New York 2008)".

 

In effetti l’“anarcocapitalismo” dei libertari ed il “filantrocapitalismo” qui concepito sono, insieme, niente altro che il “donor” (denaro di donazione) di Rudolf Steiner riguardante l’autonomia della sfera economica nell’idea della triarticolazione dell’organismo sociale.

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5 luglio 2012 4 05 /07 /luglio /2012 17:02

schiavi.jpgCari amici, il problema non è lo statalismo, ma il servilismo...

 

Ripropongo questo pezzo di Paolo Pasotto del 2005 non solo perché "repetita iuvant", ma soprattutto perché ho avuto la malaugurata idea di commentare un video intitolato "Signoraggio: La Definizione (truccata)" il cui autore nel carteggio di botta e risposta che ne è nato, riesce a dire: "Io non sostengo bensì dimostro", addirittura credendo di non essere presuntuoso, e soprattutto credendo sia possibile dimostrare senza sostenere.

 

Di fatto ciò sarà anche possibile, ma secondo me può esserlo solo se nel pensiero che dimostra c'è qualcosa di talmente astratto che non va d'accordo con i fatti reali. In ogni modo sll'rtà di 65 anni devo constatare che nel mondo c'è perfino chi è convinto di essere logico perché ha sostenuto esami di logica...

 

Ecco dunque il pezzo di Pasotto, al quale segue il carteggio con "colui che non sostiene ma dimostra"! Sapete che a me piace la comicità... A Voi posteri (nel senso di creatori di post :D) l'ardua sentenza! 

 

Paolo Pasotto sul concetto di Stato (Castell’Arquato 26/12/2005)
- a cura di Nereo Villa -
Fonte: Paolo Pasotto, “La pentola magica, ovvero prolegomeni di una cultura a venire”,
Ed. il Capitello del Sole, Bologna, 2005

 

Pag. 36:

 
Nel suo manifesto dei comunisti Carlo Marx ebbe a scrivere: "il proletario si servirà del suo dominio politico per strappare alla borghesia tutto il capitale e per accentrare tutti gli strumenti nelle mani dello Stato, vale a dire del popolo stesso...". Ma lo Stato non è il “popolo stesso"! Lo Stato è lo Stato, e il popolo è il popolo! Lo Stato è sempre gestito da un comando centrale, che non è affatto il popolo, anche se chi comanda viene eletto da un tonnellaggio prevalente di carne popolare. Dire che lo Stato è il popolo è una solenne castroneria! Il materialismo storico, in ossequio alla frase adottata dalla chiesa: "memento homo qui a pulvere venis et in pulvere redieris" attribuisce all'Essere Umano valore di mera polvere. Carlo Marx vi si adeguò, e selezionò la buona polvere proletaria dalla cattiva polvere borghese. Ma ovviamente, chi comanda è sempre colui che comanda, anche se Lenin considerò "dittatura del proletariato" lo spurgo dittatoriale del dittatore di turno.

 

Da pag. 38 a pag. 42:

 


[…] Regolari o non, gli eserciti tutti si comportano come grandi famiglie: si odiano e si comprendono anche quando si martirizzano. La disciplina è l'impegno all'adempimento verso l'applicazione di determinati fattori indipendentemente da che siano buoni o cattivi. Il criterio che ingenera il militarismo è incardinato sulla disciplina intesa come obbedienza ad una gerarchia fondata sull'astratta nomenclatura; rigidamente viene imposta a livello di sottomissione e la ragione morale di essa viene esitata come l'ordine stesso espettorato dal "superiore", che il subalterno deve commettere per il bene della patria! La disciplina militaristica presume il parziale ottenebramento della coscienza, altrimenti, uno non andrebbe allegramente ad uccidere. Si basa sul coraggio della paura e l'esaltazione stolida. Per il militarismo, sottovalore è tutto ciò che non rientra nel suo dominio. Spudorata è la spettralità della patria che la si fa sventolare al di sopra di ogni cosa ed è nel nome suo che si insegna a torturare e ad uccidere. Patria: parola che fa riferimento al veteromaschilistico sangue del padre. Ma per non creare scompensi ci si è rimediato col prefissoide "madre": madre-patria. E così la consegna familiare viene ricomposta. E nel nome della patria ci si può ripulire di ogni azione delittuosa, così che il bravo soldatino potrà gridare fortemente: "Sissignore... Perché il nemico è nemico, e lui è cattivo, e noi lo facciamo a pezzi! Signore!" [ndc: questa succubanza al cosiddetto “Signore” è in fondo la vera radice del “signoraggio bancario”] e allora ucciderà, torturerà e compirà atti di conclamato eroismo. E si scaricheranno bombe sulle città, si sparerà in faccia alla gente e si riceveranno medaglie al valore, ma: sempre con il volto irrigidito da eroica gravità!

  


Comunque, il soldatino, è sempre uomo o donna: sarà un debole, sarà un becero, sarà un cretino, ma in fondo, una certa coscienza ce la deve pure avere. Cavolo! Non si può andare a martoriare la gente e poi mettere avanti l'obbedienza ai superiori che avevano ordinato i crimini che lui/lei è andato a commettere! Non sono i superiori quelli che ammazzano: loro i crimini li ordinano soltanto. Sono gli ubbidienti, sono i soldatini che vanno a sporcarsi le mani. Quelli che danno gli ordini sono di già "ingenuamente" sporchi, sono "ingenuamente “criminali”! Ma oggi che la coscrizione non è più obbligatoria ed il militarismo si è fatto tutto quanto professionale, colui che viene pagato per commettere "crimini patriottici" scade a livello di semplice carnefice e per lui non si può neppure parlare di sporca “ingenuità" criminale. Mentalità bestiale con armi sofisticate, la guerra è la punta di diamante del militarismo. La chiamano difesa della patria (dello Stato)! E allora se non ci fossero più gli Stati non ci sarebbero più gli eserciti e non ci sarebbero nemmeno le guerre! Se tutto il denaro dilapidato in eserciti ed armamenti venisse impiegato per l'elevazione della gente, forse non ci sarebbero neppure scaramucce! La bocca delle genti è piena di esaltazione pacifista e: "pace tra i popoli" continuano a gridare gli ipocriti operai che fabbricano armi e mine anti-uomo ben sapendo quello che fanno! E si dice "popoli", al plurale, come brandelli singoli di un'Umanità che gli Stati Nazionali tengono smembrata! E per la difesa della pace ogni Stato inalbera il proprio esercito e si fa la guerra! Agli americani, che nella fattispecie sono bambinoni cresciuti che giocano con le armi, e non si ritrovano oberati dal peso di millenni di "civiltà" come gli europei, agli americani dunque, è capitato un incredibile colpo del destino: sono stati uniti. I loro nonni che hanno sparso tanto sangue hanno unificato una cinquantina di patrie che da allora non hanno più bisogno di "difendersi" le une dalle altre. Però la nostalgia della guerra li pompeggia sempre e così vanno a disporre di un esercito il più costoso del mondo e delle armi più sofisticate. Chissà che di tanto in tanto non ci scappi qualche Montecarlo o San Marino da "strattonare" in attesa di arrivare a distruggere la Cina!

 

"I precursori di un mondo senza guerre sono quei giovani che rifiutano il militarismo!" (Einstein).

 

In una Società Civile Universale ove non fosse più l'accozzaglia degli Stati Nazionali e perciò non più un esercito, rimarrà indispensabile l'organo dei Difensori Pubblici contro la violenza interna: un organo preparatissimo, ma assolutamente smilitarizzato e formato da persone responsabili, profonde e irreprensibili. Comunque le armi esistenti vanno raccolte e spedite in fonderia! Nei millenni che precedettero la venuta del Cristo i Maggiorenti erano le necessarie guide trainanti che focalizzavano in loro gli impulsi provenienti dagli Dei. Ma con lo sviluppo della facoltà pensante in tutti gli Esseri Umani e con la loro emancipazione dall'Io di gruppo, l'impulso dato dagli Dei è venuto meno. Il pensiero arrivò a maturazione nel mondo greco. Aristotele fu l'individualità "non iniziata" che dispose del pensiero pari alla più alta capacità di oggi.

 


Come già riferito, una capacità pensante completa, la si ebbe circa fino al IV secolo, dopo di che flesse, e vi fu crisi fino agli albori del XV secolo. Oggi, ciascuno che sia normale, è idoneo a costruire da sé concetti giusti, come pure a sbagliare in proprio. Nelle epoche antichissime il Capo era la testa di tutto un popolo, oggi un capo, anche se è un testone, è più o meno come gli altri e quindi può sbagliare lui pure. Ciascun Essere Umano oggi è virtualmente un Capo e l'ubbidienza alle ingiunzioni non argomentate e comunque non condivise, emesse da un testone, anche per chi non fosse una “natura predisposta" o addirittura un militarista, è cosa che non è più adeguata ai tempi. Oggi, ognuno è virtualmente un Capo e questa è una fondamentale differenza tra ieri e l'oggi. E ogni Essere Umano sano di mente è ora in grado di agire comprendendone perfettamente anche il "perché", e quindi gli ordini vanno discussi. Gli ordini non dovrebbero mai essere senz'altro obbediti, e chi li riceve, prima di eseguirli, dovrebbe condividerli in piena e lucida coscienza perché, karmicamente, pagherà di tasca propria la parte che gli compete, ne stia certo.

  


La Società Civile che prima o poi dovrà subentrare agli Stati Nazionali, sarà basata sull'individualità cosciente, e le nazioni figureranno allora sulla carta geografica solo nominalmente: vigerà una sorta di federazione dei territori fra loro distinti soltanto dai bisogni locali: una località che si trova al caldo avrà certamente bisogni diversi da un'altra che si trova al freddo. Tutto questo non è una profezia, ma una speranza e un augurio per il divenire umano.

  


Ecco il carteggio col logista:

 

magaoliveira.jpgNereo - La questione della definizione ha valore solo per chi crede kantianamente alle definizioni. Geocentrismo ed eliocentrismo dimostrano invece che le definizioni cambiano in misura di sempre nuove aperture interiori. Oltretutto il concetto stesso di "definizione" ha in sé quello di "finizione" del conoscere...

 

Risposta - Le mancano gli altri video. Qui affronto solo il furto di parole dei signoraggisti, negli altri video dimostro nel dettaglio perché raccontano bugie.

 

N - Insisto: "A mano a mano che si allarga la cerchia delle nostre percezioni, siamo obbligati a correggere la nostra immagine del mondo. Ciò si verifica sia nella vita quotidiana sia nell'evoluzione spirituale dell'umanità. L'immagine che gli antichi si facevano della relazione della terra col sole e con gli altri corpi celesti, dovette essere sostituita da Copernico con un'altra, perché non andava più d'accordo con certe percezioni che prima erano sconosciute" (R. Steiner). Tutto il resto è noia. Oggi si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, perfino che la terra è ancora al centro del mondo in base alla concretezza dell'ombra. Se le cose che Lei afferma fossero vere sarebbero dicibili anche in un solo video... Troppe parole... troppo pensare dialettico... Il teorema di Pitagora è dicibile in quattro e quattrotto proprio perché poggia su logica di realtà, non su definizioni...E Lei invece poggia su definizioni...

 

R - Sul signoraggio ho realizzato ben sette video. Solo su questo mi concentro sulla definizione (come dichiaro nel titolo). Se lei si ferma al primo per sparare questo genere di giudizi analogici del tutto personali si contraddice da solo. Come leggere la prima pagina di un libro e pretendere di averlo capito tanto da poterne criticare il contenuto.

 

N - Cosa c'entra il numero dei Suoi video? le chiedo solo: in essi Lei sostiene che le attuali dinamiche del monetaggio (creazione materiale dei soldi) sono giuste? Per il rest, io non giudico. Prendo solo atto che partire dalle definizioni è un non senso per il conoscere, il quale non dovrebbe essere "finito".

 

R - Io non sostengo bensì dimostro (E NON SOLO CON LA DEFINIZIONE, ED E' LA TERZA VOLTA CHE LO RIPETO) che l'emissione monetaria non funziona come la raccontano i signoraggisti, e che se facessimo come dicono loro saremmo in cerca di radici da cuocere al sole per pranzo. Lì mi fermo, perché non sono così presuntuoso da sostenere che questo (o un altro) sia il sistema perfetto, ma ho studiato abbastanza per riconoscere una scempiaggine.

 

N - Questo è un altro discorso. Anch'io concordo sul fatto che la risoluzione dei signoraggisti porta dalla padella nella brace e l'ho mostrato nel video "Signoraggismo". Ciò non significa che le attuali dinamiche del monetaggio siano giuste. Lei dimostra che sono giuste o no? È solo una domanda che Le chiedo. Ma non mi risponda in modo formale. Ognuno è libero di costruire la propria logica, cioè la propria forma di linguaggio, diceva Carnap. Ma non chiedo risposte in questo stile...

 

R - Guardi, ho sostenuto tre esami di logica e tanto di tesi teorica, so distinguere le supercazzole dai ragionamenti corretti. Se uno si costruisce la propria logica poi la deve interpretare e nell'interpretazione con i valori di verità verifica se va bene.
Io non dimostro che l'emissione attuale sia "giusta" in assoluto. Ad esempio dimostro che ci guadagna lo Stato (noi). Se per qualcuno questo è un delitto, allora per costui l'emissione sarà "sbagliata".

 

N - E questo è il Suo errore secondo me: credere nella castroneria che lo Stato siamo noi...
La rimando a paolo_pasotto_sul_concetto_di_­stato.doc
E, a proposito di logica, provi a leggere anche una sola pagina di "La logica contro l'uomo" di Massimo Scaligero!

 

R - Nel senso che l'emissione monetaria produce un margine di signoraggio che finisce nelle casse dello Stato e quindi abbassa il debito pubblico. Non mi interessano le distinzioni filosofiche, non ho duemila anni di tempo per questionare su chi sia lo Stato se poi il problema è se sia vero o no che qualcuno ruba soldi con l'emissione.

 

N - Pubblicherò questo carteggio nel mio blog (Blog di Creativefreedom) perché a differenza di Lei, io ho il tempo necessario per pensare in modo libero... Se vorrà rispondermi (cioè se troverà il tempo), potrà fare lì i relativi commenti. La saluto.

 

R - "a differenza di Lei, io ho il tempo necessario per pensare in modo libero"
Sarà il trecentesimo che si scrive una roba del genere. Mah, contento lei...

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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 12:49

http://youtu.be/fAXbb8eoIAQ 

 
 
 
OLEANDRO.jpgCome l'oleandro è una pianta bella ma velenosa in tutte le sue parti (rametti, foglie e i fiori), così l'idea del rimedio signoraggista per la crisi mondiale sembra logica e bella, ma è velenosa e tutta antilogica. Perché?

 

Perché afferma che la crisi si risolve nella misura in cui sia lo Stato e non le banche centrali ad emettere moneta, dimenticando che in una una simile fede nello Stato non governa la logica: non solo le banche sono colpevoli della crisi mondiale ma anche gli Stati occidentali che le legalizzarono monopolizzando l'emissione stessa dei soldi.

 

Gli Stati si comportarono dunque come mandanti. Gli istituti bancari di emissione come killers...

 

Goethe nel suo Faust parla della truffa della stampa dei soldi, e per lui la soluzione era casomai il discioglimento in tre parti dello Stato: l'idea dello scioglimento del Re del centralismo statalista in tre diversi Re articolati fra loro in modo sano ("Favola del serpente verde e della bella Lilia").

 

Rudolf Steiner, studioso di Goethe e dell'idea della triarticolazione dell'organismo sociale, gli faceva eco in modo scientifico-spirituale.

 

Non si tratta dunque di promuovere una neo-sovranità di Stato, perché lo Stato è colpevole esattamente come le banche.

 

Chi oggi afferma ancora la fede nello Stato o che bisognerebbe imitare gli USA e la FED, è come Pinocchio, che va a seminare le monete d'oro nel campo dei miracoli del Gatto (Stato) e della Volpe (Banca emittente).

 

Oggi non si può più oggi predicare questa fede restando in buona fede, come se il mandante del killeraggio fosse meno colpevole del killer!

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2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 16:02

Monti porta sfigaFonte: Leonardo Facco (L'Indipendenza)

 

Dopo due rinvii, da ieri mattina (che però era domenica) stop ai pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro. E’ entrata in vigore la norma delinquenziale inserita nel decreto Salva-Italia (neolinguismo di matrice orwelliana) sulla tracciabilità dei pagamenti. Nessun pagamento per valori pari o superiori a 1.000 euro in contanti o con assegno non intestato o non recante la clausola “non trasferibile” potrà più essere effettuato senza avvalersi di intermediari finanziari abilitati, come banche o poste.


Possono così spergiurare i boiardi di Stato che l’Italia non è un paese in cui vige un regime di polizia tributaria. I fatti danno loro torto: dalla pressione fiscale che sta al 70% e giù fino alle duemila norme tributarie esistenti, dall’abolizione del segreto bancario all’introduzione dei redditometri e del “solve et repete”, non c’è provvedimento governativo che non vada nella direzione di un sistema inquisitorio in cui non è vero che il contribuente è un “presunto innocente”, ma un colpevole a prescindere, da controllare e bastonare. Per la gioia della Gabanelli, che il contante vorrebbe abolirlo e, perchè no, far tatuare un codice bancomat sul braccio di ogni cittadino maggiorenne.

 

Certo, sapevamo che con il decreto “salva-Italia” è stato introdotto il divieto di usare contanti oltre i mille euro. Un provvedimento di per sé deplorevole. Ciò che pochi ricordano, invece, è che l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato una circolare in materia di antiriciclaggio relativamente all’utilizzo anomalo di carte di pagamento per prelevamenti di denaro contante: i bancomat e carte di credito.  Mi spiego: questa “UIF” (che per comodità potremmo chiamare Stasi) ha riscontrato che, presso gli sportelli automatici di alcune banche, vengono eseguiti ripetuti prelievi di denaro contante di rilevante ammontare mediante carte di pagamento, emesse talora da intermediari esteri. Secondo l’UIF tale prassi, favorita da plafond aziendali elevati per il prelevamento di contante, consente – a fronte di onerose commissioni di transazione – di utilizzare le carte in questione in modo anomalo rispetto alla loro normale funzione di strumento di pagamento alternativo al contante, esponendo gli intermediari a un elevato rischio di coinvolgimento in fenomeni di riciclaggio.

 


Mi rispiego: attraverso tale operatività, secondo i “vopos italici”, il possessore del bancomat può disporre di banconote per importi complessivi anche in violazione dei limiti di trasferimento di contante fra soggetti diversi, ovvero i mille euro imposti dal decreto di Mario Monti. Da oggi, lunedì e primo giorno lavorativo, prima di fare un prelievo, premunitevi di osservare se dietro qualche cespuglio “sberluccica” una fiammella gialla dei servizi segreti della DDR (pardon del governo tecnico di rito Beferesco). Del resto, a suo tempo, Monti (per tutti un genio dopo la comparsata europea di un paio di giorni fa) ha deciso di invitare gli intermediari (le sue amiche banche) alla massima attenzione ai prelievi di contante effettuati presso i loro sportelli mediante carte di pagamento (bancomat e affini). Di più, l’orwelliana UIF ha posto l’accento sulla necessità di adottate idonee procedure di valutazione dell’eventuale natura sospetta delle operazioni. Come da manuale del “giovane aguzzino” dà, dunque, i suggerimenti del caso alle banche.


Il sogno dei “maiali” che popolano “la Fattoria degli animali”, che ha sede a Monte Citorio e dintorni, è quello di annullare l’evasione fiscale, facendo uso della “moneta elettronica”. Peccato che più che un sogno si tratterebbe di un incubo per la stragrande maggioranza di tutti noi, ma non – per dirla col mio amico Francesco Carbone – “per chi ha la vera grana e si può permettere di sfuggire alle grinfie del predone fiscale: sicuramente gli costerà un po’ di più trovare nuove vie di fuga, ma statene certi che le troverà, perchè nel complesso assolutamente demenziale delle nostre leggi e di quelle internazionali, qualche loophole, qualche buco dal quale passare egli lo troverà sempre”. Rimarremmo solo noi del ceto-medio basso, sempre più basso, rinchiusi nei campi di concentramento dell’inferno fiscale agognato dai “democratici-libberali”, quelli che ieri esultavano per i blitz in autostrada delle Fiamme Gialle impegnate a fermare Porsche ed affini!


Da oggi, si comincia ad abituare le masse alla soglia dei mille euro, domani – chissà – la si ridurrà a cinquecento e con un’opera di mitridatizzazione lenta, ma supportata dai cannoni mediatici dei loro lacché, riusciranno a convincere che essere schiavi è bello. In fondo, mica si è schiavi solo perchè si è proprietà di qualche negriero. La schiavitù è molto spesso un abito mentale, una condizione di sudditanza dalla quale non si ha la capacità di uscire. L’abolizione del contante è una misura liberticida e totalitaria, ma come diceva Thomas Edward Lawrence “una schiavitù volontaria è l’orgoglio più profondo d’uno spirito malato”!

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Presentazione

  • : Blog di creativefreedom
  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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