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1 giugno 2012 5 01 /06 /giugno /2012 10:55

Quello che ho deciso di condividere con i lettori de "L’indipendenza" è un semplice promemoria che ho stilato con i soci ai tempi d’oro della LIFE (liberi imprenditori federalisti europei), quando combattevamo lo strapotere del fisco e i soprusi compiuti dal suo braccio armato. Strapotere che oggi è, purtroppo, tornato di moda. Più di un insieme di regole, il decalogo che segue serve anzitutto per motivare i “contribuenti” raggiunti da una visita della Guardia di Finanza. Per educarli al cambiamento, ad abbandonare la sottomissione canonica con cui spesso si comportano in caso di accertamenti.
L’atteggiamento nei confronti dello Stato e di chi opera in suo favore, a danno del lavoro, non può essere condiscendente o prono. Nessuna paura, nessuna vergogna: come dice l’amico Andrea Zucchi “bisogna guardare la bestia negli occhi”. Ecco, fatelo anche voi. Vedrete che  presto sarà la bestia a cominciare a temervi. Perché senza di noi, senza i nostri soldi, la bestia muore.

 

1 Non fate entrare nessuno se non dopo aver chiesto a tutti gli ispettori il tesserino! Loro lo esibiscono e se lo tengono in mano. Noi ricopiamo i dati su un foglio. Chiedete anche un documento valido, carta identità o patente da confrontare.

 

2 Nel caso si rifiutino chiamare subito, sempre senza aprire, il 112 o 113, denunciando che ci sono delle persone che vogliono entrare e si rifiutano di identificarsi. Potrebbero anche essere truffatori o ladri.

 

3 Richiedete la “Carta o Foglio di Servizio”. Fotocopiatela. È questo il documento basilare di tutte le ispezioni; su questo devono essere indicate tutte le cose che gli ispettori possono o non possono fare. Essi devono attenersi esclusivamente a quanto indicato sul foglio. Lo hanno sempre.

 

4 Sul “Foglio di servizio” sono elencati i nomi degli Ispettori. Se i nomi non corrispondono rifiutate l’ispezione.

 

5 Chiamate subito almeno due testimoni. Vanno bene comunque familiari e dipendenti. I testimoni non devono mai parlare.

 

6 Procuratevi sempre una macchina fotografica o una videocamera. Non possono toccarvi la macchina: lo strumento di prova non può essere pignorato. A casa vostra potete fare quello che volete.

 

7 Se avete da fare, non interrompetevi. Esiste anche la “Turbativa di Lavoro”. Esempio del ristoratore che viene visitato durante l’ora di pranzo. Dite che siete indaffarati e non avete tempo. Fateli aspettare e non offrite alcun ristoro se non a pagamento!

 

8 Non firmate mai alcun verbale. Se vi dicono che “dovete firmare” filmate tutto, registrate, questo li metterà nei guai.  Firmare vuol dire accettare tutto quello che hanno scritto. Fatevi un po’ furbi.

 

9 Ricordate: possono ispezionarvi soltanto durante l’orario di lavoro.

 

10 L’ispezione può durare al massimo 30 giorni lavorativi.

 

Queste sono regole elementari di diritto. Smettetela di essere accoglienti, simpatici, accondiscendenti con questa marmaglia. Non siamo delinquenti, siamo contribuenti. Il loro stipendio lo pagate voi, ricordateglielo ogni tanto. La videocamera puntatela a un metro filmate tutto, quello che fanno, quello che dicono. A casa vostra potete farlo. Se vi dicono di smetterla non vi impaurite, perché sono loro che hanno paura. Mettete pressione su di loro. Non offrite nessun ristoro, caffè acqua ecc. hanno bisogno di un tavolo e di una sedia? Se la portino da casa. E sappiate che anche uno spicchio d’aglio masticato è un valido deterrente per parlare con i vostri aguzzini.

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31 maggio 2012 4 31 /05 /maggio /2012 13:18

Bolkestein-go-home.gifCari lettori di questo famigerato blog,
sto creando un video con un formidabile brano di Francesco Pinetti sulla dignità umana che inizierà con la seguente schermata:

 

“- La micidiale guerra che alienati combatterono fuori di sé contro o pro Hitler, continua oggi nell’attuale “DITTATURA DEL PROLETARIATO”, la cui festa è quella del 2 giugno, detta della “Repubblica”, cioè della “res publica” o “cosa pubblica”, in pratica: festa della trasformazione della pecunia privata in quella pubblica, cioè dei soldi che dalle tue tasche passano nelle tasche repubblicane!
- Il "governo" dei banchieri dell’UE-URSS, passo dopo passo, ha realizzato il piano di controllo politico-economico-finanziario globale! 
- La macabra festa del 2 giugno 2012 continua già da molto tempo ma soprattutto da un altro 2 giugno, quello del 1992 sul Britannia, festa della svendita dell'Italia, voluta fortemente dalla Goldman Sachs, la più potente banca ebraica del mondo. A quel tempo Prodi presiedeva la commissione europea (del crimine) e la direttiva fu firmata da un certo Bolkestein.
- Pochissimi (anche se in rete qualche segno di loro c’è; vedi la foto) parlarono di questo losco mentecattocomunista, membro del R.I.I.A., “Royal Institute of International Affaire”, e membro della “Mont Pelerin Society”, organizzazione semisegreta svizzera, che già dal 1947 mirava alla “dittatura economica” (fonte: “Executive Intelligence Review”). D’altronde sarebbe bastato leggere il documento del Trattato di Maastricht per rendersi conto di tale dittatura. Quindi Bolkestein non era un politico qualsiasi, ma come il Super Mario Monti d’oggi, apparteneva a potenti e influenti gruppi elitari dell’Europa di allora. Così tutti gli abitanti dell’UE avrebbero dovuto diventare meri sudditi, schiavi. E così è stato”.

 

Aggiungo (non nel video ma solo qui per chiarezza) il seguente interessante post del 2006, che ha ispirato questa prima schermata del video, che si intitolerà: "Complice carnefice - Napolitano, a cosa è servito tutto questo?". Il contenuto del filmato sarà una sequenza di riprese di partigiani mentre combattono e muoiono, in rapporto a coloro che si suicidano per le tasse odierne. Ovviamente non mancheranno gli insulti al criminale del Quirinale Napolitano, che considero un vero maiale, in quanto principale artefice di questi suicidati a causa di questa schifosa "DITTATURA DEL PROLETARIATO" (in realtà CONTRO IL PROLETARIATO) che egli ha pervicacemente voluta con l'assenso di tutta la "stabièra" - che nel dialetto arquatese significa: [di tutto il "porcile"]... :

 

"Da Romano Prodi a Frits Bolkestein
di  Marcello Pamio - 21 novembre 2006

 

Mentre in Italia i media in generale si occupano dello sfarzoso matrimonio del mangia-placenta, nonché attore, Tom Cruise, il governo italiano (il più vicino alle oligarchie bancarie internazionali), e l’Unione Europea (emanazione politica delle medesime) continuano passo dopo passo a realizzare il piano di controllo politico-economico-finanziario globale.
 

Da noi una finanziaria stringerà ancor di più il cappio attorno al collo delle famiglie e delle piccole imprese (secondo l’Adusbef le famiglie pagheranno circa 251 euro in più!), mentre nell’UE la Direttiva per i Servizi, meglio nota come Direttiva Bolkestein, liberalizzerà tutto il liberalizzabile, a beneficio, manco a dirlo, delle grandi corporation e dei grandi capitali. Tutti lì in trepidante attesa di venire a fare acquisti con i saldi, come è avvenuto dopo l’incontro sul Britannia del 2 giugno 1992

 

Questa direttiva, voluta fortemente dal senior adviser (consulente) della Goldman Sachs (la più potente banca privata ebraica del mondo), allora Presidente della Commissione europea e oggi messo a capo del governo, il Prof. Romano Prodi, è stata firmata da un certo Frits Bolkestein.

 

Anche se nessuno lo avrà mai sentito nominare, si tratta di un uomo abbastanza losco.
Membro del R.I.I.A. (Royal Institute of International Affairs, cioè l’Istituto Reale per gli Affari Internazionali, l’omologo del C.F.R. statunitense), il governo ombra britannico, e membro della potentissima Mont Pelerin Society, l’organizzazione semisegreta svizzera che dal 1947, anno della sua fondazione, persegue l’ultraliberismo sfrenato e che, stando all’Executive Intelligence Review, promuove addirittura “il fascismo economico”!

 

Quindi Frits Bolkestein non è un politico qualsiasi, ma uomo appartenente ai gruppi elitari più potenti e influenti oggi in Europa.


Con la scusante di eliminare gli “ostacoli burocratici” e le barriere per la circolazione dei servizi, si è fatto un regalo straordinario all’Ordine Economico Internazionale.  
Ma sapete cosa s’intende per servizi?


In base all’art. 4 per servizi s’intende “ogni attività economica che si occupa della fornitura di una prestazione oggetto di contropartita economica”. In pratica tutto: energia, salute, turismo, lavoro, informazione, ecc.

 

La cosa interessante è che la Bolkestein non prevede alcuna possibilità di restrizioni nazionali all’accordo. D’altronde basterebbe leggere il documento del Trattato di Maastricht, quello che ci hanno fatto firmare con la truffa e l’inganno, per rendersi conto che abbiamo perduto da anni la sovranità monetaria e la sovranità politica (le decisioni della BCE e del Parlamento europeo sono insindacabili). Noi tutti abitanti dell’Unione siamo sudditi e basta.

 

Per ultimo è bene anche precisare che gli “ostacoli burocratici” alla competitività (altro termine strausato dai media) in molte occasioni sono parte delle disposizioni prese per migliorare alcuni servizi in termini di garanzie sociali, ambientali e del lavoro.


Abbattere questo significherà eliminare tutto quello che ha a che fare con i diritti dei lavoratori, e dell’ambiente. Chi ha orecchie per intendere…intenda!

 

E mentre accade tutto questo in Europa con la compiacenza dei “servitori dei banchieri” (i politici), il maxi-emendamento del governo Prodi, oltre a far tornare il ticket di 25 euro per il pronto soccorso, stanzia per gli anni 2007, 2008 e 2009 la bellezza di 1 miliardo di euro, e cioè quasi 2000 miliardi delle vecchie lire, per “missioni internazionali di pace”.


“Missioni di pace” come quella nell’ex Mesopotamia, voluta unilateralmente dagli anglo-statunitensi e che ha provocato 650mila morti civili, devastato un paese sovrano che oggi si ritrova sconvolto da una guerra civile. Queste sono, assieme a quella in Afghanistan, alcune delle “missioni di pace” ri-finanziate con i nostri soldi, prima da un governo di presunta destra e oggi da uno di presunta sinistra.

 

Cosa dovrebbe fare allora un vero governo, a prescindere dal colore e dalle bandierine, a cui sta a cuore il benessere dei cittadini?


Semplicissimo:

 

1) Il Parlamento stabilisca, come per Regno Unito, Danimarca e Svezia che il potere monetario compete allo Stato italiano;

2) Rendere immediatamente pubblica, com’è riportato nel suo statuto, la Banca d’Italia, cacciando tutte le banche private e chiedendo loro il risarcimento (visto i miliardi di euro che hanno lucrato in tutti questi anni). Tale banca accrediterà l'emissione monetaria allo Stato che la porrà all'attivo nel suo bilancio (e non come oggi che viene messo al passivo!). Sarà ripagata delle spese tipografiche (poche migliaia di euro per inchiostri e carta), per le consulenze e i servizi. Il signoraggio monetario verrà allora incamerato dal Ministero del Tesoro (il costo della banca è di 100 miliardi di euro all’anno). Con 100 miliardi all’anno non servono più finanziarie.

3)  Far tornare a casa immediatamente tutti i soldati impegnati nelle “missioni di pace”. Anche in questo caso il risparmio sarebbe di miliardi di euro;

So bene che personaggi come Abramo Lincoln e J. F. Kennedy sono stati assassinati per aver bypassato l’enorme potere delle élites, stampando in proprio le banconote, ma se ci pensiamo un attimo non abbiamo alternative e soprattutto non abbiamo molto tempo…".

 

Cari amici,

spero di finire la creazione del video per il 2 giugno!

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31 maggio 2012 4 31 /05 /maggio /2012 12:27

Nicola Sartini: sull'argomento in oggetto vorrei aggiungere che, continuando con l'immagine della circolazione sanguigna, nell'organismo possono verificarsi degli accumuli che provocano un'occlusione arteriosa acuta, un infarto.

 

L'infarto non é giusto o sbagliato, ma semplicemente insano, ciò ugualmente vale per l'accumulo di denaro, è probabilmente insano per l'organismo sociale.

 

La salute è una continua ricerca dell'equilibrio, il denaro a decumulo/scadenza é una possibilità che tenta di bilanciare la tendenza insana (e non cattiva/sbagliata) a immobilizzare capitale.

 

Grazie per l'attenzione e per il sano dibattito.

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31 maggio 2012 4 31 /05 /maggio /2012 12:16

Quanto segue è parte della lettera di Willie Lynch, schiavista nelle Indie Occidentali (XVIII sec.) ai suoi ammiratori, tratto dal trailer del film "Animal - Il criminale (2005) USA" su Youtube.

Non ho trovato il testo completo  italiano in rete. Se qualcuno può farmi avere il testo completo gliene sarò grato.
Se togliamo il termine "nero" dalla lettera di Willie Lynch, il metodo usato per allevare schiavi senza problemi è lo stesso usato oggi, oltretutto con mezzi molto più raffinati ed efficaci.
Qualsiasi commento al testo mi sembra superfluo e chi comincia ad obiettare (ma io non mi sento uno schiavo!) non vede più le catene. È lo stadio più grave, forse incurabile, dato che il problema non consiste nell'individuare quali e quanti poteri ci opprimono ma lo scodinzolare continuamente  conformandosi a quanto sotto di W. Lynch:
 
"Ho un metodo infallibile per controllare gli schiavi: mi servo di paura, diffidenza e invidia per evitare che si ribellino; la diffidenza è più efficace della fiducia e l'invidia lo è più dell'adulazione, del rispetto o dell'ammirazione. Dovete mettere il maschio (nero) anziano contro il maschio (nero) giovane e il maschio (nero) giovane contro quello anziano. Dovete mettere la femmina contro il maschio e il maschio contro la femmina.
Dovete mettere lo schiavo di pelle scura contro quello di pelle chiara. È necessario che gli schiavi ci amino, ci rispettino e si fidino solo di noi. Lo schiavo, dopo aver ricevuto questo indottrinamento righerà dritto per centinaia di anni, forse anche migliaia [...]"

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30 maggio 2012 3 30 /05 /maggio /2012 17:05

 

Solo in Italia puoi arrestare un puttanone in flagranza di reato
oppure darle un'alta carica di Stato...

Solo in Italia puoi festeggiare
se la terra comincia tremare...

Solo in Italia puoi fare il contribuente in poltiglia
e usarlo come bancomat di famiglia...

Solo in Italia sperano che ti prenda un coccolone
piuttosto che mandarti in pensione...

È l'Italia del "volemose bene" e del "tiramo a campà"
che tanto "semo de passaggio" "finche la barca và"...

E tutto il magna magna
dal nord al sud ristagna... (Massimo Francese)

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30 maggio 2012 3 30 /05 /maggio /2012 14:32

paura-del-futuro.jpgAurelia P.: ancora in merito all'errore pretesco sulla triarticolazione ed alla relativa inutilità dei dibattiti sulla negatività dell'accumulo, credo che l'opporsi unilateralmente all'accumulo sia un discorso moralistico in quanto non si può accusare di egoismo chi cerca per un motivo qualsiasi di risparmiare.

 

Se vigesse un sistema sociale in cui fosse attuato il RDB (Reddito Di Base incondizionato dalla nasciata alla morte per tutti) si potrebbe forse condannare l'accumulo di denaro. Ma anche in questo caso, a mio parere, diventerebbe inutile parlarne per il semplice motivo che l'uomo tende ad accumulare esclusivamente per paura del futuro; se il futuro non facesse più paura perché il diritto alla vita sarebbe assicurato tramite il RDB, certamente questo problema di accumulare risorse per l'incerto domani non esisterebbe.

 

L'egoismo umano è incentivato solo dalla paura.

E comunque non si potrà mai evitare l'egoismo per legge o per paura di essere tacciati di cattiveria: la natura umana è assolutamente buona. Diventa cattiva per legittima difesa contro chi la costringe in strettoie senza futuro.

 

Massimo Francese: il signor Archiati risulta comunque troppo convinto della giustezza delle sue riflessioni, mentre l'antroposofia è un "work in progress" o in torinese "an travai mai pì finì"! A proposito di unilateralità: "Quando l'autoconoscenza comincia a manifestarsi all'esterno nell'essere e nel tessere dell'universo, è importante che facciamo cessare ogni unilateralità, e che impariamo a sentire come altrimenti si possa sperimentare ciò che esiste in ogni punto dell'esistenza. Ci rende esseri rigidi il confinarci in un punto dello spazio e credere di poter esprimere verità con delle parole. Le parole sono le meno adatte ad esprimere verità,  perché sono legate al suono fisico. […] La realtà non opera in modo da uniformarsi con la teoria […]. Si avrà una giusta aspirazione antroposofica soltanto se ogni volta che qualcosa viene detto sia capito in tanti modi quanti sono gli ascoltatori. Mai chi vuol parlare della scienza dello spirito potrà aspirare ad essere capito solo in un modo. Vorrebbe essere compreso in tanti modi quante anime sono presenti. L'antroposofia lo sopporta" (Rudolf Steiner).

 

Proprio ieri sera ho letto una frase di Steiner in tono per iniziare una riflessione, e  per rispondere al problema della circolazione del denaro (sangue): "La salute di una comunità di uomini che lavorano insieme è tanto più grande quanto meno il singolo trattiene per sé i ricavi delle sue prestazioni, vale a dire quanto più di tali ricavi egli dà ai suoi collaboratori, e quanto più i suoi bisogni non vengono soddisfatti dalle sue prestazioni, ma da quelle degli altri" (Rudolf Steiner, "Scienza dello spirito e questione sociale").

 

La circolazione del sangue ( e del denaro) deve rispondere alle esigenze dell'organismo. La fatica o una risposta rapida del corpo  (per sport o fuga da un serpente o per lavoro) richiede che il sangue circoli più rapidamente, mentre in momenti di riposo o sonno, il sangue può circolare più lentamente. Ambedue le situazioni hanno dei limiti che se oltrepassati portano al collasso dell'organismo. Chi ha messo su un'azienda di amplificatori ha dovuto cercare e trattenere denaro per poi rilasciarlo tramite compensi e spese, facendo guadagnare altri. Poi ha degli utili che reinveste e fanno crescere l'azienda. Il limite di questo crescere è la richiesta di amplificatori. 

 

Se la gente che vuole un amplificatore pensa: "No, non lo compro, rinuncio a fare musica perchè ho paura del domani" farà ammalare l'organismo quanto l'imprenditore che produce più di quello che è richiesto, forzando la volontà altrui per indurre acquisti inutili.

 

Inoltre nel corpo umano ci sono zone dove è richiesto più sangue, in altre meno. Rispettati questi equilibri il corpo sente benessere.

Come si raggiunge l'equilibrio? Di nuovo ci viene incontro Steiner: 

 

La lotta ai consumi inutili, ai consumi di lusso o dannosi, non spetta alle associazioni economiche, ma solo all’influsso della vita spirituale. I bisogni inutili o dannosi devono venir tolti di mezzo perché da parte della vita spirituale viene l’insegnamento che si devono nobilitare i desideri e le sensazioni. Una libera vita spirituale sarà senz’altro in grado di farlo" [...].

 

Se mi avanzano 500 euro e ho intenzione di spendermeli in coca e puttane sono fatti miei , il karma è il mio. Ma se il mio vicino non riesce a pagare le bollette e sento la figlia che piange per la fame forse se lo aiuto è meglio. Dipende dalla mia statura interiore. Quello che forse dimostra una certa rigidità è quello del dover regalare il denaro in più come a trattenerlo quando tutti i bisogni, anche superflui, sono soddisfatti.

 

Anche il denaro e la sua circolazione vanno pensati partendo da sé stessi. Così si cresce e potrò aiutare il mio vicino una volta che ne abbia bisogno e quando non ne avrà più bisogno, via con la bisboccia, se ne sento ancora il bisogno.

 

Comunque il pensiero sull'argomento è tutt'altro che esaurito... 

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30 maggio 2012 3 30 /05 /maggio /2012 10:20

Dedicato a Paolo Francese 

 

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29 maggio 2012 2 29 /05 /maggio /2012 17:50

Nel 1898, lo scozzese anarchico individualista John Henry Mackay strinse amicizia con Rudolf Steiner, col quale preparò la stesura del pamphlet propagandistico "Sind Anarchisten Mörder?" ("Gli anarchici sono assassini?"). Mackay, scrisse in proposito una lettera aperta il 15 settembre 1898 a Steiner che allora dirigeva il «Magazin für Literatur».

E la risposta di Steiner fotografa ancora oggi la polarità tra individuo libero e titanismo statale del tempo. Eccola:

 

«L’“anarchico individualista” vuole che nessun ostacolo impedisca all’uomo di poter portare a sviluppo le capacità e le forze che porta in sé. Gli individui devono potersi manifestare nella libera competizione. Lo Stato attuale non ha comprensione per questa concorrenza. Esso ostacola dappertutto lo sviluppo delle capacità dell’individuo, lo odia. Dice: “Ho bisogno di gente che si comporti in tal e tal modo. Se uno è diverso, lo costringo a diventare come voglio io”. Ora lo Stato crede che gli uomini possano andare d’accordo solo se si dice loro: “Dovete essere cosí. E se non lo siete, dovete comunque essere cosí”. L’anarchico individualista pensa, invece, che le circostanze migliori risulteranno se si lascia libero corso agli uomini. Egli ha fiducia che essi riescano ad orientarsi da soli. Non crede, naturalmente, che il giorno dopo l’abolizione dello Stato non ci siano piú ladri. Ma sa che non si possono educare gli esseri umani alla libertà con autorità e costrizione. Una cosa sa: si libera la strada all’uomo massimamente indipendente proprio abolendo ogni autorità e costrizione. Gli Stati attuali, tuttavia, sono basati sulla costrizione e sull’autorità».

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28 maggio 2012 1 28 /05 /maggio /2012 12:20

kirghisia.gif

 

 

il-lavoro-e-dignita
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28 maggio 2012 1 28 /05 /maggio /2012 11:22

metodo.jpgSe ci dibattiamo per negare l'evidenza, e per confermare la nostra stupidità, affinché l'astratto domini il concreto, a che serve dibattere?

 

Leggete questo "dibattito" di dieci anni fa sulla questione della migliore scelta terminologica in merito al concetto di tripartizione rispetto a quello di triarticolazione, e vi passerà, come passò a me, la voglia di dibattere. E l'autore della risposta alle mie critiche, cognato di Massimo Scaligero fu considerato "serio studioso e profondo conoscitore della Tripartizione dell’organismo sociale"! Della serie: "se fosse stato cognato di Stalin avrebbe dato ragione a Stalin"!? Ahahahahaha aha aha aha ah!

 

Fonte: http://www.larchetipo.com/2002/ott02/redazione.htm

 

Mi è stata inviata da un’amica la pagina http://www.larchetipo.com/2001/nov01/redazione.htm in cui si risponde al signor Sergio Tiraino in merito alla distinzione concettuale fra tripartizione e triarticolazione, riportando uno stralcio tratto da una lettera sull’argomento inviata da Massimo Scaligero a un discepolo nell’ottobre del 1976. Credo che tale Vs. risposta sia inadeguata e fuorviante, anche se data con parole di Scaligero, di cui sono estimatore. Ho letto in gioventú tutte le sue opere, ed ho notato anch’io che parla solo di tripartizione. Mi meraviglia comunque la sua risposta, e soprattutto la Vostra. Probabilmente Scaligero non conosceva il vero motivo dell’uso del termine triarticolazione o almeno non aveva letto l’ultima parte dell’ultima conferenza del ciclo “Polarità fra Oriente e Occidente”, tenuta da Steiner a Vienna l’11/6/1922, in cui ciò è spiegato, nonostante il termine triarticolazione appaia a Scaligero di “sapore ortopedico”. Qui Scaligero dimostra, a mio parere di non avere bene afferrato la questione. Pertanto Vi invio il pezzo su cui riflettere: «Nell’umanità si è pensato nei modi piú diversi sulla tripartizione dell’organismo sociale. Quando apparvero "I punti essenziali della questione sociale" fu rilevato che alcune cose erano già state dette in precedenza. Non voglio ora sollevare alcun problema di priorità. Non ha importanza chi abbia trovato una cosa o l’altra, ma come tali cose si inseriscano nella vita. Ci sarebbe soltanto da rallegrarsi che molte persone ci arrivassero. Occorre però ancora osservare che quando in Francia venne definita da Montesquieu una specie di divisione in tre dell’organismo sociale, questa era semplicemente una divisione in tre. Veniva cioè indicato che quei tre settori avevano appunto condizioni del tutto diverse e che di conseguenza bisognava separarli fra di loro. Non è questa la tendenza del mio libro. In esso non si suggerisce di distinguere la vita spirituale quella giuridica e quella economica, come nell’uomo si potrebbe distinguere il sistema neuro-sensoriale, il sistema del cuore e dei polmoni e il sistema del ricambio, dicendo di essi che sono appunto tre sistemi separati l’uno dall’altro. Con una simile partizione non si è fatto nulla, ma si raggiunge qualcosa soltanto quando si veda come collaborino quei diversi settori, come essi divengano meglio un’unità per il fatto che ognuno lavora sulla base delle sue condizioni. Cosí è pure nell’organismo sociale. Se sappiamo come porre la vita spirituale, la vita giuridica-statale e la vita economica, ognuna sulla base delle sue condizioni originarie, se le lasciamo lavorare in base alle loro forze originarie, allora ne risulterà pure l’unità dell’organismo sociale. Allora si vedrà che da ognuno di questi settori scaturiranno determinate forze di decadenza che però, grazie alla collaborazione con gli altri settori, potranno di nuovo venir risanate. In questo modo non si suggerisce, come in Montesquieu, una divisione in tre dell’organismo sociale, ma una triplice articolazione del medesimo; essa si ritrova poi nell’unità dell’intero organismo sociale per il fatto che ogni singolo uomo è parte di tutti e tre i settori. L’individualità umana, dalla quale alla fine tutto dipende, è inserita nell’organismo sociale tripartito in modo da riunire le tre parti. Possiamo cosí dire che, appunto se ci si lascia guidare da quanto qui è stato detto, si tende non ad una suddivisione dell’organismo sociale, ma ad una articolazione dello stesso, proprio al fine di arrivare nel giusto modo alla sua unità. Accostandosi maggiormente al problema, si può anche vedere come da piú di un secolo l’umanità europea tenda a cercare una tale articolazione. Essa si realizzerà, anche se gli uomini non la vorranno coscientemente; infatti essi si muoveranno inconsciamente nel campo economico, nel campo spirituale, nel campo giuridico-statale in modo che si realizzi questa tripartizione. Essa è richiesta dalla stessa evoluzione dell’umanità. Cosí si può anche dire che i tre impulsi, che vanno considerati in relazione a quei tre diversi campi di vita, sono entrati nella civiltà europea come tre importanti ideali, come tre divise per la vita sociale» (R. Steiner, Polarità fra Oriente e Occidente, X conferenza, Ed. Antroposofica, Milano 1990).

Nereo Villa

 

Dato che la risposta fornita a suo tempo dalla redazione è risultata per il lettore “inadeguata e fuorviante”, ci siamo rivolti a un serio studioso e profondo conoscitore della Tripartizione dell’organismo sociale, Romolo Benvenuti, il quale ci ha inviato un suo commento sull’argomento, che volentieri riportiamo: «La polemica che inevitabilmente sorge allorquando prevale, inavvertito, lo stato d’animo movente il nostro pensare nella vita dell’anima, difficilmente ci consente di discernere il vero dal non vero, il pertinente dal non pertinente, il giusto dal non giusto. È proprio questo stato d’animo che, da noi non percepito, giuoca un ruolo determinante nelle questioni, trasformandole in polemiche che ci fanno scadere di livello interiore fino ad irrigidirci in errati convincimenti. Nel caso del citato brano del Dottor Steiner, questo, se attentamente letto in modo meditativo – nel quale stato si è veramente nel pensiero che pensa e quindi al riparo dal sentire soggettivo – saremmo in grado di scoprire l’identità dei due contenuti di pensiero: il brano tratto dal ciclo Polarità fra Oriente ed Occidente e il brano tratto dalla lettera inviata da Scaligero in risposta all’iniziativa di sostituire il termine tripartizione con il termine triarticolazione. Tale termine si riferisce al tema della questione sociale, là dove si evidenziano le tre parti attive nella vita dell’organismo sociale: l’attività spirituale, l’attività giuridica e l’attività economica. Ora la questione è di afferrare in quale modo il termine tripartizione sia giusto e adeguato, e ciò può avvenire solo se pensando il termine lo si concepisce in movimento. Il moto del pensiero conoscitivo volto all’attività della vita sociale, coglie in questa tre parti distinte, il cui insieme è la vita stessa della società umana. Tale attività, nel caso di interferenza esasperata di una delle tre parti sulle altre, dà luogo a tensioni e lotte, fino al caos (come è sotto gli occhi di tutti nel presente momento storico), oppure, nel caso si sappia dare a queste tre sfere l’autonomia della propria attività secondo la loro natura, si esprime generando una collaborazione fattiva e armonica. Per le tre attività, evidenziate e riconosciute nella loro espressione dinamica, il termine piú adeguato è quello di tripartizione, intendendo con esso la collaborazione delle tre parti in attività. L’essere umano, il soggetto attivo operante che costituisce l’organismo sociale, è anch’esso costituito in modo triplice – sistema neurosensoriale, sistema ritmocircolatorio e sistema ricambio-riproduzione – con il sangue, arto fisico dell’Io appartenente al sistema ritmico circolatorio, che li irrora tutti e tre, dando vita ad essi. Analogamente avviene nelle tre attività in cui “si articola” l’organismo sociale: il termine triarticolazione può dunque servire a spiegare come l’agire autonomo delle tre sfere dia il summenzionato risultato, ma dobbiamo considerarlo posto come termine esplicativo, chiarificatore e non sostitutivo. Da qui diviene pertinente l’espressione di Scaligero: “non si sa dare al termine ‘parte’ il senso dinamico di essere solo in relazione al tutto”. Quindi, non Triarticolazione, ma Tripartizione».

 

Ora provate ad analizzare questa risposta! Non ci vuole molto. E non ci vorrà nemmeno molto a capire come e perché Mario Monti la faccia così tranquillamente da padrone...

 

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