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28 maggio 2012 1 28 /05 /maggio /2012 10:38

Dal Diario di S. Agosti

 

Negli anni settanta ovunque e costantemente si parlava di un magnifico argomento che era divenuto quasi uno slogan “Nel duemiladieci finalmente le macchine avranno sostituito in tutto il mondo i lavoratori e l’Essere Umano sarà liberato dall’obbligo di lavorare. L’automazione segnerà il trionfo dell’uomo sulla fatica.

 

Lavoratori di tutto il mondo, sparite e siate ciò per cui la natura vi ha fatti ovvero ESSERI UMANI”.

 

Oggi siamo nel 2012 ma nessun giornale, nessun servo intellettuale, nessun presunto saggio osa parlare di “automazione” e LA GRANDE LIBERAZIONE giace nascosta e silenziosa sepolta sotto la parola CRISI.

 

Gli apparati ufficiali non solo non ne parlano, ma promettono di “procurare nuovi posti di lavoro” e mai menzogna più immensa fu impiegata per tenere a bada circa tre miliardi di ex lavoratori ormai sostituiti dalle produzioni automatizzate.

 

Ma quale lavoro e per produrre cosa? Altre 24 marche di dentifricio o altre 32 marche di detersivo?

 

Non è forse più consigliabile produrre un nuovo modo di vivere e abbandonare la cruda esistenza a favore della vita?

 

Prevedere ad esempio di lavorare tutti due o tre ore al giorno e impiegare il resto del tempo a imparare a vivere, ovvero a gestire la propria libertà, quindi la propria creatività?

 

Si pensi che con un quinto delle spese militari si potrebbe regalare una casa e due pranzi caldi al giorno a tutti gli abitanti della terra ovvero a sette miliardi di esseri umani.

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28 maggio 2012 1 28 /05 /maggio /2012 10:36

Dal Diario di S. Agosti

Ho davvero pianto, in silenzio e non poche volte, di fronte a questo oceano di mediocrità e di passionalità convulsa che aleggia ogni domenica in ogni bar e nei grandi spazi affollati vicini allo stadio nel quale avvengono le partite di calcio.

Qua e là sussurrano o urlano “viva la Roma”,”viva la Juventus” per non accorgersi mai più che nel frattempo gli è stata rubata l’intera vita.

Nelle tribune, intanto, l’insieme della classe padronale i privilegiati, i ricchi, godono la partita identificandosi con i calciatori che continuano a prendere a calci il pallone con forsennata perizia mentre in basso, nelle curve, sud o nord che siano, si agitano i tifosi della disperazione identificandosi col pallone avendo anch’essi un percorso di vita pieno di calci ricevuti nel misero destino di lavoratori precari.

Così servi e padroni si incontrano in analoghe urla di approvazione o di sconcerto. Così il tifo calcistico congiunge gli sfruttati con gli sfruttatori in un’unìca, paradossale orgia di emotività.

Da questa breve descrizione si può dedurre l’estrema importanza che il calcio assume per rendere accettabile un mondo che accettabile non è.

Poi, per tutta la settimana, non si parla d’altro e gli assidui frequentatori del Bar Family, vicino al cinema esplorano ogni minimo istante della partita, poi delle partite poi del campionato, poi dei mondiali di calcio e così all’infinito. Mi sono chiesto come sia possibile che in trent’anni, cioè da quando ho aperto il cinema a Roma, queste persone non abbiano mai cambiato argomento e ogni giorno della loro vita si siano occupati di questo o quel giocatore, di rigori sbagliati, di partite vendute e mai ma proprio mai neppure un istante del loro infelice destino.

Poi ho avuto un’illuminazione o più semplicemente mi sono reso conto che tutti i tifosi hanno un infinito bisogno di incontrarsi, di fare amicizia, di affetto, di tenerezza di solidarietà, perfino di potersi dare improvvisi abbracci o delle gran pacche sulla schiena.

Attenzione però. Abbracciarsi per simpatia o perchè si vuole offrire tenerezza e celebrare l’amicizia è quindi escluso come evento, mentre abbracciarsi anche tra uomini perché il giocatore della propria squadra ha fatto una rete è pratica ormai divenuta frequente e legittima. 

Ecco perché di fronte a questi desolati incontri in nome della tifoseria posso piangere il tipo di lacrime che stranamente mi scendono anche ogni volta che rivedo il discorso finale di Charlie Chaplin nel film “Il grande dittatore”.

“SU QUESTO PIANETA C’È POSTO PER TUTTI, LA NATURA È RICCA E SUFFICIENTE PER TUTTI NOI, LA VITA PUO’ ESSERE FELICE E MAGNIFICA MA NOI LO ABBIAMO DIMENTICATO. ABBIAMO I MEZZI PER SPAZIARE MA CI SIAMO CHIUSI IN NOI STESSI, LA MACCHINA DELL’ABBONDANZA CI HA DATO POVERTA’, LA SCIENZA CI HA TRASFORMATO IN CINICI, L’AVIDITA’ CI HA RESI DURI E CATTIVI, PENSIAMO TROPPO E SENTIAMO POCO, PIU’ CHE MACCHINARI CI SERVE UMANITA’, PIU’ CHE ABILITA’ CI SERVONO BONTA’ E GENTILEZZA. SENZA QUESTE QUALITA’ LA VITA È SOLO VIOLENZA E TUTTO È PERDUTO.

NON CEDETE A DEI BRUTI, UOMINI CHE VI DISPREZZANO E VI SFRUTTANO CHE VI DICONO COME VIVERE, COSA FARE, COSA DIRE, COSA PENSARE CHE VI CONDIZIONANO E VI TRATTANO COME BESTIE.

NON VI FIDATE DI QUESTA GENTE SENZA UN’ANIMA, VOI NON SIETE BESTIE SIETE UOMINI COMBATTIAMO PER UN MONDO NUOVO CHE DIA A TUTTI RISPETTO, AI GIOVANI UN FUTURO, AI VECCHI LA SICUREZZA.

PROMETTENDOVI QUESTE COSE DEI BRUTI SONO ANDATI AL POTERE, MENTIVANO NON HANNO MAI MANTENUTO QUELLE PROMESSE E MAI LO FARANNO.

(il discorso si trova facilmente su youtube scrivendo IL GRANDE DITTATORE discorso finale di Charlie Chaplin.)

Mi consolo dal pianto immaginando un maxischermo gigantesco

Al centro di ogni piazza e la proiezione di questo messaggio, la sera subito dopo il tramonto.

Il sintomo più strano infatti è che con l’aumentare della crisi c’è una crescita di intensità del boato e delle urla che provengono dagli stadi quando l’una o l’altra squadra violano la rete avversaria.

 

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28 maggio 2012 1 28 /05 /maggio /2012 10:13

gesso-lavagna.jpgSempre a proposito del moralismo di Archiati in merito al concetto di profitto, da pensare come indipendente da quello del lavoro ma non su basi buonistiche o moralistiche, bensì esclusivamente razionali, ecco alcuni passi di Steiner significative che Archiati dovrebbe rileggere, o non dimenticare nelle sue “omelie”:

 

“Nel giudizio sull'importanza economica del profitto si insinuano opinioni oggettivamente ingiustificate. Da un lato è certo vero che l'aspirazione al profitto è egoistica. Però non basta voler eliminare il profitto basandosi unicamente sulla sua natura egoistica, perché nel giro della vita economica bisogna che ci sia qualcosa che indichi se esista o meno il bisogno di una merce prodotta. Nella forma attuale dell'economia, tale conoscenza si può attingere solamente dal fatto che la merce in questione dia o no un profitto. Una merce che dia un profitto abbastanza forte nel giro economico può essere prodotta; una che non dia un profitto sufficiente non va prodotta, perché perturberebbe la bilancia dei prezzi delle merci in circolazione. Qualunque possa essere il significato del profitto da un punto di vista etico, nella forma tradizionale dell'economia esso è il contrassegno del bisogno che una merce venga prodotta.

Per il progresso della vita economica si tratta di eliminare il profitto perché esso abbandona la produzione dei beni all'alea del mercato, ed eliminarlo è richiesto dallo spirito del tempo. Ma ci si offusca il sano giudizio se, nel combatterlo, s'insinua l'accenno alla sua natura egoistica; nella vita l'importante è infatti che in ogni campo della realtà si facciano valere le ragioni che in esso sono obiettivamente giustificate. Ragioni provenienti da altri campi, per quanto in sé giustissime, non possono agire sul giudizio a questo riguardo.

Per la vita economica occorre che l'indicazione data dal profitto venga sostituita dall'azione di persone che in essa abbiano l'incarico di provvedere razionalmente alla mediazione tra il consumo e la produzione, in modo da eliminare l'alea del mercato. La giusta comprensione di questa trasformazione dell'indicazione proveniente dal profitto in un'azione razionale fa sì che si eliminino dalla vita economica i motivi che finora perturbavano e confondevano il giudizio, e che li si trasferisca nel campo della vita giuridica e spirituale.

Solo quando si riconoscerà che l'idea della triarticolazione dell'organismo sociale trae la sua configurazione dall'aspirazione a creare fondamenti sani per un'azione pratica e obiettiva nei diversi campi della vita, la si giudicherà rettamente, apprezzandone giustamente il valore pratico” (R. Steiner, “I punti essenziali della questione sociale”, Ed. Antroposofica, 1980, Milano pag. 165-6).

 

In sintesi bisognerebbe chiedersi: profitto e produzione o consumo e produzione?

 

Là, dove il produttore per produrre evoca immediatamente il profitto manca la mediazione del pensare, che è sostituita dall’egoismo (come abitudine di “pensiero”).

 

L’egoismo non è un male se è compenetrato di pensiero: con la riflessione pensante si scopre che ci produce solo per il profitto non sa fare fino in fondo il proprio interesse.

 

Solo se il produrre è pensato per il consumo si fa il proprio interesse, perché allora: 1) il proprio interesse è interesse di consumatore; 2) si produce per altri produttori che sono anche consumatori; 3) si può osservare che l’egoismo non va rimosso ma potenziato fino a coincidere con l’egoità socializzata, cioè razionalizzata.

 

Dunque non la moralità ma la razionalità può generare benessere universale.

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26 maggio 2012 6 26 /05 /maggio /2012 12:52

Nelle seguenti parole di Archiati nel suo libro "Economia e Vita" si evince una predicazione di una sua mistica del dono che non c'entra niente col denaro di donazione inteso da Steiner, quindi secondo me Archiati fa più confusione che altro.

 

Anche nelle conferenze che tiene continua a sostenere che non bisogna arricchirsi e che i ricchi non sono felici.  Palle!

 

Anche se io non ho mai desiderato arricchirmi ed anche se ho sempre lavorato divertendomi nel senso di amare ciò faccio, credo che l'essere umano debba essere libero anche di arricchirsi come vuole.

 

Tutta questa sua teoria che il ricco non è felice non è altro che il solito predicozzo da preti. E poi è una generalizzazione astratta che non ha alcun riscontro nella realtà. Ci sono, è vero, dei ricchi infelici, ma non tutti i ricchi sono infelici. Allo stesso modo ci sono dei poveri felici e dei poveri infelici.

 

Nel modo di procedere di Archiati si va verso la predicazione delle meraviglie della povertà di tipo francescano. Ma la scienza dello spirito poggia su logica di realtà, non su logiche pietistico-mariane del "volemose bene".

 

Ecco alcuni pensieri di Archiati amplificati poi nei suoi predicozzi (per me è roba da matti):

 

"Vorrei fare alcune osservazioni su ciò che chiamerei «l’ossessione assicurativa » dell’uomo d’oggi, cioè sulla mentalità di assicurazione e del cosiddetto «risparmio» (Pietro Archiati, "Economia e vita. Solidali sulla via della libertà", Ed. Archiati, pag. 56). "[...] per superare l’egoismo insito nell’accumulare denaro. E che cosa si può fare perché a un numero sempre maggiore di esseri umani passi la voglia dell’accumulo di denaro grazie al sorgere di una voglia migliore? Si tratta di provocare un’inversione di marcia nell’attuale dinamismo economico, un’inversione di portata tale da ingenerare in noi tutti una vera repulsa nei confronti dell’ammassare denaro" (ibid., pag. 219). "Sarà necessario adottare questo sistema di pura «amicizia economica» per aiutare ciascuno di noi a vincere il meccanismo della paura e del conseguente accumulo di denaro, e invogliare tutti a far circolare il più possibile e a livello capillare il denaro, anziché a trattenerlo" (ibid., pag. 221).

 

Ed ecco invece il contrario scritto da Steiner in "I punti essenziali...":

 

001-I-punti-essenziali-171.jpg

 

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25 maggio 2012 5 25 /05 /maggio /2012 14:11

Forward-.jpgDelle due l'una:

 

- o la Grecia esce dall’euro e la dracma crolla con la conseguenza che il Paese non può onorare i suoi "debiti";

 

- oppure non esce ma il risultato è identicoi: la BCE in qualche modo tenta di condonare il suo debito quindi ci saranno le stesse perdite per i creditori, e ciò genererbbe il temutissimo contagio che vedrebbe come prossima “vittima sacrificale” la Spagna, che ha un debito di circa 1 biliardo di euro (l’Italia ne ha 2; la Francia 1,3), con tasse sempre più da paura e la disoccupazione sempre più in salita.

 

 

 

Il compito della BCE è dunque quello di mantenere in vita un parco di zombies, morti viventi, credenti di Stato e nelle legalità di Stato e contemporaneamente giocanti allo sfacelo (ahahaha aha aha aha), in modo da far andare avanti la putrida industria finanziaria affinché, a sua volta, questa possa continuare a fare "prestiti" ai governi con soldi creati dal nulla, in modo che i governi possano rinnovare i loro debiti, e contemporaneamente continuare a minacciare quanto brutta sarebbe la situazione per chi, avendo già un piede nella fossa, volesse uscire dall’euro.  


Fate le vostre scommesse, o bestie!

 

Bibliografia: Advisor Analyst e nico (Movimento Libertario)

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25 maggio 2012 5 25 /05 /maggio /2012 09:45

[...] Oggi gli Italiani non riescono a rendersi ancora conto (se fosse vero il contrario avrebbero disertato le urne) che se la lotta all’evasione (fiscale e contributiva) fosse condotta davvero seriamente, e raggiungesse gli obiettivi che si propone, cioè se si ponesse fine all’evasione per davvero, per l’economia nazionale sarebbe semplicemente il tracollo definitivo [...].

 

Crollo definitivo senza evasioneL'articolo a destra è del 2008 ma potrebbe essere del 2012, dato che la grande idea berlusconiana della “seria lotta all’evasione” si chiama Monti, il quale impone l’IMU, rifiutandosi egli stesso di pagare l’ICI!

 

Ricordate la canzone di Vasco che, cantando, diceva qualcosa di analogo? Cito a memoria: “T’immagini se tutti quanti smettessero, altro che crisi del dollaro, sarebbe la crisi del secolo”. Vale per i consumi di sostanze “proibite” quanto per l’evasione delle inique tasse (tutte) o per il “delinquere” in genere o il pensare indotto da intermediari da quattro soldi.

 

Se Albert Einstein diceva che “la cosa al mondo più difficile da capire è l’imposta sul reddito”, secondo voi perché pensava questo? Voleva  bambini senza cure o scuole, anziani abbandonati, le donne che portano l’acqua con le brocche in testa o che cosa? 

 

Vogliamo smetterla di nasconderci dietro un dito magro e artritico? “Le rughe han troppi secoli oramai, truccarle non si può più” cantava Battisti (Mogol).

 

Oggi non abbiamo più scuse. Niente più “non sapevo” ,”non immaginavo”. Niente più differenze tra città e provincia. Puoi vivere  in una baita a 2000 mt e sapere in tempo reale cosa accade in Italia come in Giappone o in Canada.

 

Prendere visione di documenti, di nuovi pensieri e percorsi, di scoperte e di tutto ciò che serve all’ uomo per progredire, di musica, cinema e testi di ogni tipo e anche sapere della pochezza di chi (Voi) avete votato delegandogli la vostra vita.

 

Quando negli anni ottanta, attraverso i vetri antiproiettile della banca dove lavoravo (e ove non lavoro più da 23 anni) guardavo  gli anziani che nella piazza dove si svolgeva il mercato rionale, raccoglievano gli avanzi di frutta e verdura prima che arrivassero gli spazzini,  cominciai a rendermi conto di che razza di corte dei miracoli è l’Italia. Tra quei rifiuti svolazzava la prima pagina di un quotidiano (la Repubblica) che in prima pagina pubblicava l’articolo del sociologo di regime (Alberoni) che magnificava i dorati anni ottanta. Quegli anziani mi aiutarono a proseguire un percorso di comprensione e ricerca di  consapevolezza, mi aiutarono a capire cosa ti aspetta se ti fidi dello stato e dei suoi accoliti.

 

Prima ancora della miseria o della guerra, c’è la rinuncia di sé e della propria dignità barattata con auto inutili, oggetti tecnologici male utilizzati, distrazioni,  spettacoli, arte e religione svuotati di significato, cibo scadente. Tutto per ammazzare il tempo mentre il tempo ammazza noi.

 

Di cosa abbiamo ancora bisogno per avere il coraggio di prendere la nostra vita e i nostri  pensieri in mano: della fame, di altri conflitti, perché è lì che arriveremo se non ci rendiamo conto che la ricreazione, dopo l’11 settembre è finita.

 

Sempre Albert diceva che due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo aveva ancora dei dubbi.

Driiiiiiiin!

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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 18:01

l'imu sulla prima casa non si pagaMonti non paga l’Ici?

 

Chi l’avrebbe detto? Mario Monti, colui che ha definito l’abolizione dell’Ici “Un’anomalia tutta italiana” e ha provveduto subito a reintrodurla estendendo anche alla prima casa la nuova imposta unica sugli immobili (Imu) anticipata di due anni, sarebbe un evasore eccellente dell’Ici.

 


Evidentemente non doveva essere così “anomala” l’abolizione, se egli stesso da presidente della Bocconi ha provveduto ad auto-esentarsi dal pagamento.
 

L’oggetto del contendere tra Mario Monti ed il Comune di Milano è uno stabile per studenti fuori sede situato in via Spadolini 12/A. Un palazzo che ospita la bellezza di 333 camere, per il quale la Bocconi non ha pagato l’Ici dal 2005, esattamente 7 anni.

 


Il contenzioso è stato riaperto in questi giorni, perché il neo-sindaco Giuliano Pisapia proprio non ci sta e vuole a tutti i costi che l’Ateneo privato paghi quanto dovuto a Palazzo Marino.

 


Già nel 2008 il Comune aveva presentato un primo “avviso di accertamento” con la richiesta di una somma non irrisoria: 104.000 euro. L’inizio di una lunga serie di cartelle esattoriali che si sono protratte fino ai nostri giorni, con l’attuale richiesta di ben 600.000 euro da parte della nuova amministrazione in carica targata Giuliano Pisapia.

 


Il motivo per cui il neo-premier Mario Monti, fustigatore degli italiani ed amante delle tasse, proprio non vuole corrispondere questa cifra è presto detto: secondo il primo ministro e presidente della Bocconi l’edificio farebbe parte degli immobili adibiti a sede “con finalità istituzionali, assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”.

 

Come i sindacati, insomma, o le Onlus. Anche Mario Monti spera nel comma 1 dell’articolo 7 della legge 504 del 1999, lo stesso che grazia la Cgil con le sue tremila sedi sparse per l’Italia.

 


Pisapia però sembrerebbe intenzionato a dare battaglia, come del resto la precedente amministrazione targata Moratti, ritenendo l’affitto di tali camere, il cui costo va ad aggiungersi alle già salatissime rette universitarie che talvolta sfiorano la non banale cifra di 10.000 euro all’anno, un’attività a scopo di lucro. Proprio per questo lo scorso 22 dicembre ha firmato l’incarico all’avvocatura comunale finalizzato ad andare fino in fondo ed ottenere l’intero importo: 600.000 euro, di questi tempi, alle casse comunali male non fanno.
 

Non c’è da biasimare il primo cittadino di Milano, anche perché gli studenti della Bocconi che non possono permettersi i costi di un così prestigioso pensionato affittano camere presso privati che invece con ogni probabilità pagano regolarmente l’Ici.

 


A sostegno delle speranze di Monti c’è il fatto che la sede storica della Bocconi in via Sarfatti è stata esentata dal pagamento dell’imposta in virtù di una deroga regionale, ma secondo i legali di Pisapia concedere tale esenzione anche al pensionato sarebbe una forzatura della legge.

 


Ce la farà Monti a non pagare la tanto amata (da lui) Ici?
 

Fonte: laconoscenzadeiliberi.ilcannocchiale.it

 

***

Mario Monti, FOTTITI, vecchio poltiglioso figlio di puttana!!!

Firmato: Nereo Villa

(Residente in: Via Riva, 43, 29014 Castell'Arquato - Piacenza)

 

 

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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 14:24

l-imu-sulla-prima-casa-non-si-paga.jpg

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23 maggio 2012 3 23 /05 /maggio /2012 14:23

parma-money.jpgPARMA - Federico Pizzarotti batte moneta: il neo sindaco di Parma vuole creare una valuta locale parallela all’Euro. Con questo “escamotage” Pizzarotti pensa di poter eludere il “signoraggio” delle banche, attuando un modello di “scambio virtuoso”, molto simile al baratto. Chissà se Pizzarotti pensa all’utilizzo dello “storico” nome del Ducato o se si inventerà qualcosa di nuovo.

 

Il primo sito di informazione a parlare esplicitamente di quest’idea è stato Linkiesta.it. Pizzarotti, secondo quanto scritto, avrebbe preso l’idea da due professori della Bocconi di Milano: Massimo Amato e Luca Fantacci.

 

I due docenti hanno ideato un “sistema di credito cooperativo locale” che, nelle loro intenzioni, dovrebbe essere appannaggio soprattutto delle imprese.

 

Linkiesta spiega poi in che modo Pizzarotti abbraccerebbe il loro “progetto di valuta complementare all’euro”: Secondo i grillini sarebbe un sistema di credito cooperativo tra aziende per rafforzare il tessuto locale. Un bonus per uscire dal «signoraggio», creando un sistema virtuoso di scambio, simile al baratto, per bypassare la stretta creditizia, senza più interessi privati.

 

L’esperimento sarebbe dettato anche dalla scarsa fiducia che le banche sembrano nutrire nei confronti dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle. E di problemi economici la giunta Pizzarotti ne dovrà affrontare un bel po’ da subito, a partire dal debito del Comune (circa 600 milioni di euro), dal rosso del Teatro Regio (dai 7 ai 12 milioni). Somme a cui dovranno essere aggiunti i soldi della penale da pagare all’azienda Iren se, come annunciato dallo stesso Grillo, l’inceneritore non dovesse più farsi.

 

Fonte: Pizzarotti batte moneta: valuta anti-banche parallela all’Euro? (blitzquotidiano.it)

 

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23 maggio 2012 3 23 /05 /maggio /2012 13:12

euro-inculataEntro giugno sapremo se la Grecia è fuori dall’euro o no.

 

In ogni caso, fate attenzione alle vostre banche, tastate loro il polso: provate l'esperimento di prelevare una forte somma. Se sorgeranno problemi significa che i manipolatori sono già pronti a bloccare i vostri conti correnti per evitare fughe di capitali.

 


Allora, non perdete coraggio: non fatevi mettere sotto, e tenete presente che nemmeno i Padrini che hanno in mano le leve di comando della “zona euro” conoscono la partita che si sta giocando con la moneta unica.

 

Costoro vanno a tentoni come ciechi. E non si sveglieranno nemmeno quando tutti avrete sbattuto il muso, perché anche allora affermeranno che senza l'euro sarebbero stati problemi maggiori per il nostro Paese.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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