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7 maggio 2012 1 07 /05 /maggio /2012 12:41

Dedicato a Matteo Roveglia, architetto e studioso dell'opera steineriana

 

Penso che i motivi che hanno spinto Monti siano tanti ma di certo questo è stato letteralmente "depredare i cittadini a caso" soprattutto quelli inermi, quelli che magari conservavano ancora un po' dei vecchi risparmi in qualche cassetto dei vecchi armadi (Matteo Roveglia).

  

Lo scippo silenzioso di Monti: vecchie lire prescritte in anticipo. Ma nessuno ne parla!

 

Fonte: qelsi.it

Le vecchie lire erano fuori corso ma non ancora prescritte. Non tutti conoscono la differenza, in realtà è molto semplice: le banconote prescritte sono quelle che perdono il loro controvalore facciale per il cambio, quindi non sono più cambiabili.


Esempio: sino a Dicembre 2001 una 100.000 lire con la faccia di Botticelli, che circolava fino alla fine anni ’70, poteva essere cambiata dalla Banca d’Italia con una banconota di 100.000 in corso successivamente, o con i canonici 51,65 euro dopo l’avvento del nuovo conio.


Tutto è cambiato con l’arrivo della moneta unica europea: le vecchie emissioni da “fuori corso” sono state destinate ad assumere lo status di “prescritte”, ossia a perdere del tutto il loro valore facciale.


In occasione del passaggio lira-euro, in buona sostanza, una legge ha stabilito che le banconote del vecchio conio, dopo 10 anni di fuori corso, avrebbero dovuto andare in prescrizione. Tale legge, la numero 96 del 1997 pubblicata il 7 aprile 1997, è stata introdotta 5 anni dopo la pubblicazione, ossia nel 2002. Essendo state decretate fuori corso nel 2002, con l’avvento dell’euro, tutte le banconote delle vecchie lire erano quindi destinate ad andare in prescrizione il 28 febbraio 2012. Discorso a parte per le monete da 50 e 100 lire, le quali per Decreto Ministeriale sono state poste fuori corso il 16 ottobre 2000, quindi prescritte dal 16 ottobre 2010.


Per fare un altro esempio, le 20.000 lire con la faccia di Tiziano sono state messe fuori corso il 1 luglio 1985: se all’epoca fosse stata in vigore la legislazione post-euro, sarebbero dovute andare in prescrizione sin dal 1 luglio 1995.


Il nuovo governo Monti, tra il silenzio e l’indifferenza generale, ha però optato per un inspiegabile colpo di mano: vecchie lire in prescrizione e non più cambiabili sin da subito.


Lo dice il comma 1 dell’articolo 26 della “manovra salva-Italia”:

1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario


Secondo dati aggiornati a fine agosto pubblicati su libero-news.it, le banconote del vecchio conio ancora in circolazione sarebbero ben 300 milioni, equivalenti ad un valore di 2.500 miliardi di lire. Ossia, circa 1 miliardo e 300 milioni di euro. Un vero scippo da parte del governo, senza alcun preavviso. Chi possiede ancora le lire e pensava di poterle cambiare fino a febbraio 2012 non lo potrà più fare. Un bel guadagno per lo Stato.


Inspiegabile, oltretutto in un periodo in cui circola la notizia, non si sa se vera o falsa, che la Germania invece sta riprendendo a stampare i marchi.
Non sarà che Monti, convinto adepto dell’Ue e dell’euro, ha voluto sbarazzarsi sin da subito della scomoda lira?

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7 maggio 2012 1 07 /05 /maggio /2012 09:43

Falsi-Maestri-Gnostico-Bugiardi-Nome-Dio-YHVHGuardatevi dai cattivi maestri!

 

Mi è stato chiesto un parere su uno scritto di sedicenti antroposofi in merito a caratteristiche del popolo inglese. In questo scritto si afferma che, rispetto ad ogni altro popolo “gli inglesi (e gli altri anglofoni) sono qualcuno - nascono con una forte personalità, fondata sul fisico e nello stesso tempo che “l’attuale materialismo, fondato sulla consapevolezza di sé impiantata nel fisico, arriva ad aberrazioni […] che lungi dal portare alla libertà, tanto sbandierata, rendono l’uomo schiavo”. Delle due l’una: o ci si rende conto che tale essere qualcuno (di personalità fondata sul fisico) equivale ad essere  un aberrante schiavo in quanto impiantato materialisticamente nel fisico, oppure non ci si rende conto di ciò. E poiché non si può dire che un tale è qualcuno se è il risultato di un’aberrazione materialistica, chi afferma una cosa del genere è un antilogico.

 

Ciò che colpisce è inoltre che tale antilogica è messa in bocca a Rudolf Steiner, a cui ci si ispira! Ecco la frase completa:

 

La Germania avrebbe il compito di comprendere gli altri ed aiutarli. Riuscirà ad essere all’altezza di quanto richiestole dal destino? Del resto, lo diceva anche Rudolf Steiner: gli inglesi (e gli altri anglofoni) sono qualcuno - nascono con una forte personalità, fondata sul fisico - i tedeschi (e anche gli altri europei) possono diventare qualcuno. […] Attraverso la forza dell’io l’uomo ha promosso la civiltà, ma l’attuale materialismo, fondato sulla consapevolezza di sé impiantata nel fisico, arriva ad aberrazioni […] che lungi dal portare alla libertà, tanto sbandierata, rendono l’uomo schiavo” (cfr. Economia, Grifo, Dollaro contro Euro” in http://www.larchetipo.com/, maggio 2012). [Oltretutto, anche tutta l'antifona della guerra del dollaro contro l'euro, è una bufala, poggiante sull'ignoranza del fatto che l'inventore dell'euro fu niente meno che un americano: Robert Mundell, battezzato a suo tempo - da Milton Friedman, se non sbaglio - come "il padre dell'euro", al quale, su proposta del governo USA, fu addirittura conferito nel 1999 il Nobel per l’economia per le sue teorie sulle aree valutarie ottimali, nelle quali risultava che la moneta unica o euro venisse controllata dal ciclo del dollaro. Tutto ciò era notorio soprattutto nel periodo della nascita dell'euro, dato che l'unione monetaria diventava utile agli USA soprattutto nei periodi in cui il dollaro era debole, come ad esempio lo era stato negli anni '60 quando con gli accordi di Roma (del 1957) iniziò il processo di unificazione europea che portò poi alla nascita del sistema monetario europeo, a Maastricht, e infine alla moneta unica. L'euro era ed è dunque funzionale alla truffa del dollaro emesso senza riserva, altro che "dollaro contro l'euro"! Se crollasse l'euro, crollerebbe immediatamente anche il dollaro, e questo in America non lo vuole nessuno! - nota del curatore].

 

Coloro che scrivono cose come queste dimostrano di avere letto molto superficialmente Steiner e di avere, nonostante ciò, la pretesa di insegnare l’antroposofia come se essa fosse un miscuglio fra Topolino, Liala, i racconti di Asimov, o una qualsiasi ideologia. Sono comunque facili da scoprire come “bufalòfori” in quanto fanno affermazioni che si auto-contraddicono.

 

Certamente il popolo inglese fu spesso caratterizzato da Steiner in molte conferenze. Gli inglesi e gli americani anglofoni sono il popolo più egoista del pianeta (lo dico in modo assolutamente oggettivo) e quindi l’essere qualcuno dell’inglese non è che apparenza. Cerco di mostrarlo con le parole di Steiner.

 

Siamo a Dornach, il 18/12/1916 (dunque nel periodo della prima guerra mondiale) e Rudolf Steiner tiene una conferenza intitolata “L’Europa Centrale tra potere e spirito”:

 

“[…] tutte le scienze sociali dell’Europa Centrale sono forte­mente influenzate dal pensiero inglese. Non è un caso che i fondatori del socialismo tedesco, Marx e Engels, lo abbiano fondato dall’Inghilterra; ugualmente è molto facile che l’essenza dell’Europa Centrale venga fraintesa. Ancora oggi la vera natura dell’Europa Centrale viene quasi sempre frain­tesa nell’Europa Occidentale. Come potrebbe anche essere altrimenti?

 

La cultura dell’Europa Centrale era così compenetrata dall’elemento francese, che Lessing prima di comporre il suo “Laocoonte” - una delle opere più significative, un pun­to di riferimento nel periodo più alto della cultura tedesca - Lessing si è chiesto se dovesse scriverlo in francese o in tedesco. Nell’Europa Centrale le persone più colte del 18° secolo scrivevano male in tedesco e bene in francese, non bisogna dimenticarlo. E nel 19° secolo l’Europa era esposta al pericolo di “inglesizzarsi” del tutto, di venire totalmente compenetrata dal carattere inglese. Non c’è da meravigliarsi che l’essenza dell’Europa Centrale sia così poco conosciuta, perché viene sommersa in continuazione da altri lati, anche culturalmente.

 

Riflettete su questo: la teoria dell’evoluzione elaborata da Goethe è un gradino più in alto del darwinismo mate­rialistico - come nella rotazione delle consonanti la Germa­nia è un gradino più avanti rispetto al livello gotico-inglese [il grassetto è mio - ndc]. Ma perfino in Germania il darwinismo materialistico è stato favorito dalla fortuna, a scapito della teoria autenticamente tedesca, quella di Goethe. Non c’è quindi da meravigliarsi se l’essenza tedesca è mal compresa, e se non ci si da’ la pena di capirla veramente, così come dev’essere capita se le si vuol rendere giustizia.

 

Come detto, le scienze sociali sono state fortemente in­fluenzate dal modo di pensare inglese. Ma ora è diventata necessaria un’autoconoscenza da parte delle varie culture, e quest’autoconoscenza è particolarmente urgente. Finché non si perviene ad una tale conoscenza di sé non ci può essere salvezza. Per questa conoscenza Herbert Spencer o John Stuart Mill non bastano, ci vuole la scienza dello spi­rito, e la sensibilità per tutto ciò che con la scienza dello spirito ci viene dato.

 

Pensate solo a come sia difficile, per esempio, giungere alla conoscenza di ciò che sto per spiegarvi. Tuttavia sono aspetti basilari della vita, non è teoria astratta, è la base della vita.

 

Nell’anima c’è un certo rapporto tra la rappresentazione e la parola. Anche questo è un fatto.

 

A 

Mettiamo che nella struttura dell’anima la parola si trovi in questo settore. Ecco: la parola nel settore di sotto, e il pensiero in quello di sopra (cfr. disegno A).

 

B-copia-1.jpg 

Nella cultura francese si ha la tendenza a premere il pensie­ro in basso, fino alla parola (cfr. disegno B), cioè, a spinge­re, mentre si parla, il pensiero dentro il parlato.

 

Perciò in questo caso è così facile l’ebbrezza della parola, l’ebbrezza della frase; intendo “frase” in senso positivo, non in quello di «frase fatta».

 

C 

 

La cultura inglese ha l’altra caratteristica: spinge il pen­siero al di sotto della parola (cfr. disegno C), cosicché il pen­siero attraversa la parola e cerca la realtà al di sotto di essa.

 

D 

Il tedesco ha la particolarità di non scendere col pensiero fino alla parola. E solo grazie a questo fatto sono stati possi­bili filosofi come Fichte, Schelling ed Hegel, che non ci sono in nessun’altro luogo al mondo: solo perché il tedesco non conduce il pensiero fino alla parola, ma mantiene il pensiero nel pensiero (vedi disegno D).

 

Per questo motivo gli uomini possono fraintendersi mol­to facilmente. Infatti un vero tradurre diviene sempre un surrogato. Non c’è alcuna possibilità di dire in francese o in inglese quello che ha detto Hegel. È del tutto escluso, si ottiene sempre un surrogato. Una certa possibilità di intesa è data solo dal fatto che alcuni elementi base romanici sono ancora comuni [infatti il latino è come lingua molto più scientifico dell’italiano, dell’inglese, francese, ecc., in quanto, grazie alle declinazioni, non permette fraintendimenti di sorta; e pertanto da questo punto di vista il latino è molto vicino al tedesco; ndc]. Infatti se si dice “association” (francese) oppure “association” (inglese), ci si rifà al latino. Con ele­menti simili si costruiscono dei ponti. Ma ogni cultura di popolo ha la sua missione particolare, e si può venirne a capo solo con il desiderio impellente di comprendersi.

 

E 

L’etnìa slava butta il pensiero nell’interiorità e lo tiene lì, cosicché il pensiero è del tutto lontano dalla parola, e levita come sganciato da essa (cfr. disegno E).

 

La coincidenza più forte tra pensiero e parola, cosicché per esempio il pensiero sparisce di fronte alla parola, si ha nel francese. La più forte esperienza di sé da parte del pen­siero la si ha nel tedesco. Perciò solo in tedesco ha senso quell’espressione creata da Hegel e dagli hegeliani: “l’au­tocoscienza del pensiero”. Quello che per un non tedesco è un’astrazione, per il tedesco è l’esperienza più grandiosa che può fare, se la comprende in un senso vivente.

 

F 

Quello che il tedesco vuole è fondare il matrimonio tra lo spirito in sé e lo spirito nel pensiero. In nessuna parte del mondo, in nessuna cultura questo può essere raggiun­to, tranne che nella cultura tedesca. Non ha niente a che fare con un qualsiasi “Stato”. Ma questo traguardo è minac­ciato per secoli se gli uomini rifiutano l’“idea della pace” che adesso è in giro per il mondo. Perché allora non sarà in pericolo solo uno Stato nazionale al centro dell’Europa, ma anche l’essenza tedesca nel suo complesso. Quindi, per chi capisce la realtà, questi sono veramente giorni fatali.

 

Si può almeno sperare che le cose vengano giudicate in modo diverso dalla prima volta, quando in certo modo è en­trato in gioco il destino, ovvero forze del destino; quando si sarebbe dovuto riflettere, ma non lo si è fatto; nel momento in cui l’Austria di propria volontà si era dichiarata dispo­sta a dare all’Italia quello che l’avrebbe potuta aiutare a staccarsi dalle idee dell’irredentismo e del Grande Oriente. Nella periferia d’Europa non si è riflettuto per niente su questo, il che significava allora non riflettere su ciò che le tre persone (Salandra, Sonnino e Tittoni) stavano facendo. Speriamo che adesso, comunque vadano le cose, il mondo sia più disposto a prendere questa faccenda sul serio (Nota nel testo: nel 1915 l’Italia pose fine alla propria neutralità ed entrò in guerra a fianco dell’Intesa. Determinante fu il trattato di Londra del 26 aprile 1915 con Inghilterra, Francia e Russia. L’Italia ottenne l’espansione territoriale fino al Brennero e sulla costa dell’Adriatico: quindi il Trentino, l’Alto Adige, la Dalmazia e l’Istria. “Tuttavia alla piena realizzazione delle pretese nell’Adriatico si oppose con forza la Russia, in quanto potenza protettrice degli interessi serbi e degli slavi del sud” (Michael Seidlmayer, “Geschichte Italiens”, 1989, p.453). Prima della rottura da parte italiana della Triplice Alleanza, l’Austria-Ungheria aveva tentato invano di venire incontro all’Italia con concessioni territoriali. Il movimento dell’irredentismo aveva per scopo la riconquista di territori italiani secondo criteri geografici e storici).

 

Ma l’elemento tedesco ha già il suo determinato com­pito proprio grazie alla posizione particolare del pensiero. Sarà impossibile, senza il contributo di questo pensiero che vive in se stesso, che possa compiersi quell’evoluzione spi­rituale che ha da compiersi. [Siamo dunque ben lontani qui dall’affermare così superficialmente che “La Germania avrebbe il compito di comprendere gli altri ed aiutarli”. Non è per niente vero questo compito, perché tutti hanno il compito di comprendere tutti. Il compito della Germania è casomai quello di lasciare che tutti apprendano attraverso le caratteristiche proprie al suo pensare a non fare del pensare il mero materialismo che oggi compenetra tutto (e questo va detto anche all’attuale Germania, che fino a prova contraria sta dimostrando monetaristicamente di non rispettare la peculiarità essenziale del proprio pensare)! - ndc]. Le cose vanno considerate così come sono.

 

Nella cultura inglese si rende in certo modo necessario che ciò che è spirito si materializzi. Con ciò non si vuol dire niente contro la cultura inglese, si descrive unicamente un dato di fatto. All’interno della cultura inglese ciò che è spirituale deve in un certo senso materializzarsi. Perciò le masse comprenderanno di più ciò che proviene esclusiva­mente dalla cultura popolare, e non dall’essenza umana in generale - ovvero qualcosa di medianico o di simile, o di tramandato da tempi remoti.

 

L’origine di queste cose si trova sempre nell’antichità: gli antichi Rosacroce, gli antichi indiani e così via. Questo elemento deve sempre venire sacralizzato in qualche modo, come la lingua stessa, che è rimasta ferma al livello del goti­co - e “rimasta ferma” non è in nessun caso un giudizio mo­rale, o che implichi simpatia o antipatia: vuol solo indicare un diverso punto su una scala. Con ciò non intendo nient’al­tro che una sistematizzazione, non certo un essere indietro nell’evoluzione o cose del genere.

 

Prendiamo le cose come sono veramente. [Dunque non è per nulla vero nemmeno che l’inglese sia qualcuno nel senso autorevole del termine ma casomai solo in senso autoritario, cioè di dominatore e signore; il signoraggio bancario è la creatura di tale autoritarismo, che in quanto tale non ha nulla a che fare con l’essere qualcuno in senso realmente realizzativo di un soggetto; pertanto finché non ci si curerà di affermare le cose come sono veramente quei sedicenti antroposofi continueranno a fare più confusione che altro! – ndc]. Ovviamente oggi ogni popolo può comprendere tutto, ma è pur vero che se in Inghilterra vive uno spiritualismo fecondo, una scienza dell’occulto nel senso migliore della parola, esso proviene dall’Europa Centrale, è stato importato dal luogo d’origine - oppure è stato preso altrove. E poiché là c’è un’intellettualità particolarmente sviluppata, lo si può anche sistematizzare e organizzare. Uno spirito come Jakob Böhme, per esempio, era impensabile in Francia. Ma Jakob Böhme, dopo essere sbocciato in tutto e per tutto dal pensiero spirituale dell’Eu­ropa Centrale, ha avuto un grande seguito grazie a Saint­ Martin, il cosiddetto “philosophe inconnu”,il filosofo ignoto, che era un suo seguace.

 

Queste cose agiscono congiuntamente. È una materia in cui non si può giudicare secondo sentimenti nazionalistici, ma solo in base a ciò che si presenta all’umanità intera. E nel momento in cui si pensa che il karma sia una cosa seria, che è il karma che ci lega - nel modo che ho descritto ieri - al popolo di cui facciamo parte, si troverà l’atteggiamento giusto, se si considererà la questione dal punto di vista del karma e non delle passioni.

 

Immagino che un giorno persino un popolo così esclu­sivamente passionale in tutte le questioni nazionali, come sono i francesi, potrebbe imparare a concepire il pensiero dell’appartenenza a una tradizione culturale dal punto di vista del karma. E posso perfino immaginare che, vista la grande predisposizione del popolo inglese alla spiritualità, proprio in Inghilterra si potrebbe arrivare, grazie ad una determinata scienza spirituale, ad accorgersi che ci sono anche altri popoli che meritano un trattamento più equo, cosa per la quale, adesso, non si ha la benché minima com­prensione.

 

Questo non è nemmeno lontanamente un rimprovero, ma suona paradossale, perché quando parliamo diciamo cose che noi stessi comprendiamo, ma che ad altri possono apparire curiose. Solo gli americani, con quel che dicono, le soverchiano: là il paradosso è naturalmente ancora più forte. Ovviamente il paradosso lo avverte soltanto chi non condivide la loro posizione - questa totale mancanza di consapevolezza che anche l’altro ha il diritto di svilupparsi secondo la propria natura.

 

Poiché la cultura inglese ha una grande predisposizione alla spiritualità, può essere raggiunta da alcune cose che entrano proprio da quella porta, soprattutto se consideria­mo che in essa è presente la più grande attitudine per il pensare puramente logico, il che vuol dire spirituale, e allo stesso tempo per la sistematizzazione. Non esiste da nes­suna parte un talento naturale per l’organizzazione come quello che si trova negli scritti di Herbert Spencer.

 

Il popolo inglese ha, riguardo a tutto ciò che è scientifi­co, il più grande talento organizzativo. Perciò sistematizza con la massima capacità anche tutti gli affari del mondo. E solo chi ama il luogo comune, e non la verità, parla dello speciale talento per l’organizzazione che hanno i tedeschi, nonostante proprio questo talento sia assente dalla vera na­tura del popolo tedesco.

 

Non dimentichiamo che certi frutti, portati negli ultimi tempi proprio dalla cultura tedesca, sono venuti fuori sotto la pressione dell’accerchiamento territoriale e culturale tra est ed ovest. Alcuni caratteri di popolo, prodotti nel corso del l9° secolo, si sono andati delineando in maniera più precisa di quanto non lo fossero presso quei popoli a cui appartengono originariamente.

 

Ma questo è un fatto che si può ben comprendere, miei cari amici. L’autoconoscenza non si è affermata dappertutto, e siccome i tedeschi hanno una grande capacità di assimi­lazione e, in certi campi, sanno accogliere e assorbire così tanto, soprattutto i popoli dell’Europa occidentale - certo non il popolo russo - hanno occasione di vedere molto di ciò che essi stessi sono, per il fatto che è stato assimilato dai tedeschi.

 

Naturalmente quando la si ha, si trova una cosa sempre molto bella, è comprensibile. Ma solo quando ci viene in­contro in un’altra persona, ci salta agli occhi. Non si ha la minima idea di quante siano le cose, condannate dall’occidente, che sono solo il riverbero di quanto è stato immesso nell’Europa Centrale a partire dall’occidente stesso. Non si ha la più pallida idea del segreto che si nasconde in questo.

 

In particolare è molto strano, appena si guarda la cosa obiettivamente, che per esempio certi francesi non siano affatto in grado di ritrovare in sé le cose che condannano così duramente, quando esse si presentano in un altro po­polo che le ha assorbite sotto il loro influsso. Forse non è neanche tanto bello riscontrarle imitate da qualcun altro.

 

Ma se l’umanità deve veramente andare avanti, il pen­siero dell’Europa Centrale deve dare il suo contributo. Ne ho parlato in modo approfondito nel mio ultimo scritto “L’enigma dell’uomo” (“Vom Menschenrätsel”, 1916, GA 20). Questo contributo è necessario, non può venire spento, non può venir brutalmente annientato.

 

Attualmente l’umanità ha di fronte a sé questioni molto precise da risolvere […]” (Rudolf Steiner, “Riscatto dai poteri. L’enigma dell’Europa Centrale tra Est e Ovest, Ed. Archiati).

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6 maggio 2012 7 06 /05 /maggio /2012 09:55

Anche se non condivido l'idea grossolana di M. Moore di annientare completamente il capitalismo (perché sarebbe come decapitare la testa nell'organismo umano; capitalismo proviene etimologicamente dal "capo" umano, e l'organismo sociale non può prescindere dall'intelligenza umana, per quanto kantiani si voglia ancora essere) in questa breve scena del suo film "Capitalism: A Love Story", è con precisione esposta la scienza che i tecnici della rapina di Stato imparano nelle università, a spese nostre.

 

 

Ho dovuto pubblicarlo su Vimeo perché Youtube me l'aveva bloccato! 

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3 maggio 2012 4 03 /05 /maggio /2012 19:06

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3 maggio 2012 4 03 /05 /maggio /2012 09:13

inculata.jpgNel 1992, l'attacco speculativo contro la lira capeggiato da Soros, costò agli italiani quaranta mila miliardi di lire perduti dalla banca d'Italia a causa di Ciampi e di Lamberto Dini.

 

Anziché essere puniti per questa loro malefatta ed anziché pagare per quell'ennesima truffa ai danni della gente, furono fatti diventare rispettivamente ministro del Tesoro e degli Esteri nel governo socialcomunista Prodi, in un'inutile difesa della lira, voluta dal governo di Giuliano Amato (con Barucci, ministro del tesoro).

 

Al riguardo si apriva un'inchiesta affidata al Nucleo Valutario della Guardia di Finanza.

 

Il dubbio se nell'occasione influenti italiani avessero "operato illegalmente dietro banche e speculatori" qualcuno lo avvertiva (Corriere della Sera, 23/12/1996). Però poi non si seppe più nulla! Tanto, queste cose la gente non le capisce…

 

Così fu poi per molte altre cose che si sapevano ma che non si dicevano, come, ad es., l'acquisto di Ciampi nel 1996 di titoli a breve termine e della sua successiva emissione di titoli a più lunga scadenza, procrastinando semplicemente - a danno delle generazioni future - le conseguenze di un problema che sapeva di non poter risolvere.

 

"Ti ricordo, o Ciampi integerrimo" - scrivevo allora in una "Lettera aperta a Ciampi" - "che il 30/10/1995, la facoltà di Economia dell'Università di Bologna (Preside Stefano Zamagni stretto collaboratore di Prodi anche nella successiva campagna elettorale) attribuiva a Soros una delle rare lauree honoris causa concesse dal Dipartimento, e Prodi, allora candidato dell'Ulivo alle elezioni politiche, aveva presenziato alla consegna della laurea, presentando anche l'edizione italiana del libro autobiografico di Soros "Soros su Soros", Ed. Ponte alle Grazie, e che l'anno successivo, il settimanale "Il Mondo", riportava (dicembre 1996) l'ipotesi dell'esistenza di "una lobby a favore di Soros" comprendente Prodi, Enrico Cuccia, Guido Rossi, Isidoro Albertani, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo [...]"!

 

Curiosa notizia di quel periodo fu che in Bielorussia le autorità fiscali avevano imposto alla Fondazione Soros locale una multa di 2,9 milioni di dollari per aver speculato illegalmente sui cambi, per cui la fondazione dovette lasciare il Paese ("Internazionale", 09/05/1997, pag. 6).

 

L'attacco speculativo di Soros del 1992 costrinse l'Italia ad uscire dallo SME (il cosiddetto serpente monetario europeo, un sistema di cambi semi rigidi tra i paesi europei istituito allo scopo di evitare che vi fosse concorrenza interna mediante l'uso dello strumento monetario e come preludio all'unità monetaria europea).

 

Comunque alla fine di agosto (2002) il presidente del consiglio di allora, Giuliano Amato, annunziò agli italiani che sarebbero stati necessari sacrifici per una manovra finanziaria di circa 50.000 miliardi necessari per coprire il deficit pubblico.

 

Questo criminale (Amato) giurava e spergiurava che non sarebbero stati richiesti altri denari ai cittadini e che con quell'operazione i conti pubblici sarebbero andati assolutamente a posto, perché si trattava di una questione tecnica...

 

1+1=2 !!! Elementare Watson!

 

Una raffica di aumenti, disposti con il pacchetto di provvedimenti varato dal governo, investì i cittadini.

 

E mentre il fisco toglieva dalle nostre tasche questi soldi, si abbatté sulla lira quell'attacco speculativo di Soros e delle centinaia di speculatori che come zombi assatanati lo seguirono in quell'impresa.

 

Lo strumento usato per l'attacco furono i contratti a termine a pronti e a breve (contratti di durata inferiore ai tre giorni o ad una settimana), che erano stati improvvidamente autorizzati dalla banca d'Italia .

 

"È interessante notare", scriveva in una nota l'avv. De Simone nel suo libro "Un milione...", dal quale prendevo questi appunti, "che nella prefazione del libro di Michalos, Roberto Panizza, Ordinario di Economia Internazionale all'Università di Torino, sferra un violento attacco alla politica condotta negli ultimi vent'anni dalla Banca d'Italia a proposito di politica dei cambi. Panizza sostiene che, data la scarsità di lire sul mercato internazionale, sarebbe stato semplicissimo bloccare sul nascere ogni intenzione speculativa sulla nostra moneta, vietando le operazioni a termine contro la lira di durata inferiore ai sette giorni. Quando il Governatore Baffi assunse questo provvedimento, infatti, le speculazioni cessarono, e l'inflazione scese immediatamente. Baffi fu provvidenzialmente tolto di torno da un avviso di garanzia, rivelatosi nel prosieguo del tutto privo di fondamento, e le speculazioni continuarono con i suoi successori fino all'entrata della lira nell'Euro. Panizza punta l'indice contro quei potentati industriali e finanziari che dalla speculazione sulla lira traevano grandi vantaggi, sia per la sostanziale riduzione dei salari - e quindi dei costi delle imprese -, sia per i vantaggi economici delle operazioni di speculazioni, i cui costi venivano scaricati su tutto il popolo italiano)".

 

In quell'operazione, gli speculatori guadagnarono decine di migliaia di miliardi, e la banca d'Italia guidata da quel criminale di Ciampi, bruciò in poche settimane oltre 50.000 miliardi di riserve valutarie per una difesa evidentemente inutile del rapporto di cambio.

 

Il maltolto, che apparteneva a tutti, finì in quelle di un gruppo di speculatori internazionali che, grazie alla stupidità delle nostre autorità monetarie, e del popolo bue completamente ignaro e votante, si arricchì enormemente e senza fatica.

 

Quindi, o popolo bue, non andare a votare, che è meglio!!! E se ci vai, poi non lamentarti... 

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2 maggio 2012 3 02 /05 /maggio /2012 17:25

O

O marci

 

politicastri!

 

Trovate il tempo di

 

 

riflettere

 

sul contenuto di questi

 

18 video

 

intitolati

 

IN ME NON C'È CHE

 

FUTURO

  

e smettetela di 

 

lambiccarvi

 

il cervello con leggi o 

 

con tasse,

 

o suini!

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2 maggio 2012 3 02 /05 /maggio /2012 13:48

Messaggio di ringraziamento per Marco Mazzoli, il DJ più amato d'Italia, ma che non piace...

 

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2 maggio 2012 3 02 /05 /maggio /2012 13:41

Cetona.jpgDa una mail di un amico

 

Mentre lo spettacolo indecoroso dei politici, che continuano a farneticare su problemi reali, va avanti (show must go on, io non vengo pagato neanche in cassa integrazione. Non ti do' particolari perché non è solo una questione personale. Parlano di non tagliare stato sociale o ammortizzatori.

 

Ma di che parlano?!

 

Gli unici a darmi una mano sono quelli della Misericordia di Cetona.

 

Ho parlato col sindaco, assessore alle politiche sociali, assistenti sociali e oltre alle chiacchiere non sono andati. Per questo ho pensato alla Finanza come ultima risorsa visto che i titolari dell' azienda continuano a girare con due Range Rover da 70.000 euro e quando telefono mi dicono che anche loro non pagano le bollette. Il sindacato (CGIL) è pappa e ciccia con loro, 'sti impiegati statali del cazzo.

 

Ripeto, non voglio farne un caso personale ma probabilmente altri in Italia stanno passando attraverso questi problemi, che in un paese occidentale, nel 2012, non è tollerabile.


Napolitano mi fa venire la nause quando  parla, con quella retorica da quattro soldi. Che il Signore li chiami a Sé al più presto. Ancora una volta me la caverò, ma il senso di nausea rimarrà con me fino a quando dovrò rispondere ad un sistema di cose stupido e disumano.

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2 maggio 2012 3 02 /05 /maggio /2012 10:28

 

 

È arrivato il pervertito più pervertito dei governanti parassiti! Evviva!  

 

Ci penserà lui a tagliare la spesa? Per Monti è l’uomo giusto! Ahahahaha aha aha!

 

Fonte: rischiocalcolato.it

 

È arrivata la spending review… Questi idioti vogliono la violenza?

 

Giuliano-Amato.jpg

E alla fine è arrivata l’ennesima presa per il culo del Governo Monti.

Vi avevamo detto che avremmo putto essere leggerissimamente critici se la “mitica” Spending Review fosse stata di 4 miliardi su 750 (circa di spesa pubblica complessiva). Cosi’ è stato. Anzi molto peggio.

Non solo ci vorranno ben 7 mesi per tagliare la ridicola cifra di 4,2 miliardi di euro, il governo degli incompetenti, dopo 4 mesi in cui evidentemente ha cazzeggiato con i soldi dei cittadini italiani, per fare (finta di) fare il lavoro  ha sentito il bisogno di chiamare a se un professionista un professore e un politico.
Si tratta di Enrico Bondi, risanatore di Parmalat, Francesco Giavazzi, professore ed editorialista del Sole 24 ore e infine…. Giuliano Amato. Si avete capito bene, a tagliare la Spesa Pubblica viene chiamato il recordman mondiale in quanto a pensioni e vitalzi, oltre 32.000€ al mese (ma al lordo delle tasse, lui non è un evasore fiscale è solo un ordinario parassita. Tutto regolare quindi).  

 

Lo ripeto questo governo deve dimettersi per manifesta incompetenza, in tutti questi mesi il ministro Giarda, incaricato a fare i tagli di spesa (ma ha avuto davvero questo incarico?), è riuscito solo a rendersi ridicolo e ora andiamo a perdere altro tempo a fare commissioni e sottocommissioni con nomi altisonanti.

 

Mi taccio e faccio proseguire Oscar Giannino dalle colonne di Chicago Blog:

 

"Tagli di spesa, peggio ancora. È peggio di quel che immaginassi. Non solo per i tagli alle spese  c’è il commissario tecnico – al quale faccio gli auguri di cuore, per Bondi inteso come Enrico lavorerei gratis a vita e l’unica cosa giusta è che l’Italia pubblica è fallita con disonore per via della politica come la Parmalat cui si occupò fallì spogliata da e depredata dai Tanzi -  al governo dei tecnici che così affermano la propria incompetenza o impotenza: come la vecchia Dc,  i ministri tecnici conferiscono a commissari e commissioni esterne le responsabilità che non vogliono esercitare.
Non solo si conferiscono incarichi esterni a Giavazzi – così la pianta di criticare, ma ben vengano i tagli ai trasferimenti  a fondo perduto alle imprese, su questoi la penso come lui – e Amato – voglio vedere che cosa taglierà ail finanziamento dei partiti, il coraggiosissimo commissario del Psi craxiano che fece finta poi di  non conoscerlo.  Soprattutto, Monti  aggiunge indispettito che l’IMU si può al massimo sostituire con una patrimoniale sulle ricchezze, mica con tagli alle spese, così gli statalisti son contenti e Lerner già inneggia. Da oggi, per chi vuole seguire ls atrada di meno tasse meno spese ogni velo è caduto. Questo governo è politico, e ha deciso di sposare e difendere  lo Stato ladro. E’ un giudizio aspro, me ne rendo conto. Ma la depredazione d’Italia lo è ancora di più. Se Bondi e Giavazzi sono coerenti come spero, pur non avendo responsabilità politiche dirette e dovendo fungere da scudi e parafulmine a difesa di una insospettabile mancanza di decisione, mi auguro facciano proposte toste senza tener conto del premier stizzito e inconigliato a difesa di una spesa e di un fisco indifendibili".

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1 maggio 2012 2 01 /05 /maggio /2012 12:39

 

I tecnici di Stato e i "tecnici dei tecnici" di Stato (come dall'ultimo colpo di "genio" del Supermario) sono rapinatori di Stato identici al rapinatore Capo di Stato Giorgio Napolitano, il quale non solo ruba come TUTTI gli altri politici, ma lo fa servendosi addirittura della polizia tedesca per intimorire e minacciare. Se non l'hai già visto, guarda il video di BurnTheBankers http://youtu.be/mAbboOlaqNo dal quale ho tratto le sequenze finali. Queste cose non sono ancora apparse alla televisione italiana, o sbaglio? Se qualcuno lo vede o lo ha già visto, lo prego di avvisarmi, così che possa correggere quest'ultima affermazione. Grazie.
 
Testo del brano:

Napolitano,
ma cosa ci insegni
a quei bambini lì?
Non lo vedi che son pallidi?
Napolitano
Ma che scuola ci fai?
Del sacro Leviatano?
Dentro le cantine,
quelle di San Pietro,
mettono il vino nuovo
nel barile vecchio,
rettiliano...
Ma che catechismo ci fai?
Domani o chissà,
qualche botte scoppierà.
Il mezzo ingiusto
rende iniuo
il fine giusto.
L'hanno fatta grossa
nel guado vaticano:
si scavano la fossa
per battere il marrano.
Napolitano,
non va bene così!
Dice il bambino furbo:
dalla scuola scapperò!
Non va bene così!
Contro il filisteo
hanno messo il galileo
e da Togliattigrad a Cana
son tutti figli di filigrana,
ops, puttana!
Az! Az!
Perciò tutti i boss
del santo clero
con l'aspersorio
un po' monello
fanno l'amore con la falce
e l'incesto...
e l'incesto col martello.
La bombetta atomichetta
sarà come una saetta
una bomba micidiale
che di solito fa male.
E dal Caucaso al Mar Rosso
se la fanno tutti addosso.
Non va bene così.
Napolitano, non va bene così.
Sei un ciarlatano del Leviatano.
Vorrei darti un calcetto puritano
nel tuo deretano,
ma un calcetto titano,
come si fa
con ogni sultano
che tromba
il samaritano.
Napolitano,
secondo me sei un po' puttano...
Un puttanone,
con vibrante soddisfazione...
con vibrante soddisfazione...

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