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2 marzo 2012 5 02 /03 /marzo /2012 16:02

[da R. Steiner, "La scuola NON di Stato”, 4ª conf. di Zurigo del 28/10/1919; Titolo originale: "La vita culturale: arte, scienza e religione. L'educazione come arte sociale" - A cura di Nereo Villa]

 

[Ho già parlato della questione dei nervi motori; in questa conferenza, Steiner ne accenna auspicando che da astrazione che è, il pensare possa diventare esperienza di concretezza spirituale. Questa non è affatto una contraddizione, perché esiste un pensare concreto ed un pensare astratto anche se il pensare è in sé immateriale, esattamente come l’impulso che fa agire l’uomo, la volontà, che è di natura assolutamente spirituale (cioè immateriale), e non c’entra nulla coi cosiddetti nervi “motori”  - nota del curatore].

 

Cari ascoltatori, vedrete che una caratteristica fondamentale della scienza dello spirito di cui stiamo parlando è la sua capacità di immergersi nella realtà. Essa non parla infatti di uno spirito astratto, ma dello spirito concreto che è presente nel mondo circostante esattamente come le cose del mondo sensibile.

 

La moderna vita culturale ha prodotto solo osservazioni astratte. Prendete una cosa qualunque che nella moderna vita culturale non sia uno studio scientifico, ma un saggio puramente filosofico, e vedrete come spesso questa visione filosofica, o come la volete chiamare, della vita sia lontana dalla vita reale, dalla vera conoscenza delle cose.

 

Leggete per esempio in un testo di psicologia moderna qualcosa a proposito della volontà. Quello che ci trovate non va oltre a qualcosa che potremmo definire un puro e semplice gioco di parole. Nelle idee degli uomini che si dedicano a tali riflessioni non c'è la forza necessaria per immergersi nell'essere più profondo della natura. La materia resta qualcosa di esteriore perché non si è in grado di entrarci dentro con lo spirito. Lasciatemi spiegare la cosa con un esempio.

 

In uno dei miei ultimi libri, Enigmi dell'anima, ho accennato a come una certa concezione scientifica tradizionale debba essere sostituita da quella di una moderna scienza dello spirito. So quanto paradossali sembreranno a molti le cose che sto per dire, ma ciò che è all'altezza delle esigenze vere dell'uomo, che già adesso si annunciano e che in futuro si paleseranno sempre più, risulterà spesso paradossale rispetto a ciò che oggi viene considerato come l'unica cosa giusta.

 

Oggi ogni scienziato che si sia occupato di queste cose afferma che nel corpo umano e in quello animale - noi ora vogliamo interessarci solo dell'uomo - ci sono due tipi di nervi. Gli uni conducono dai sensi all'organo centrale - sono i nervi sensitivi, sensori, che vengono stimolati quando si percepisce mediante i sensi. Si sostiene che questo stimolo si propaghi fino al centro nervoso dell'uomo. Poi ci sarebbe l'altro tipo, i cosiddetti nervi motori che dal centro si dirigono agli arti dell'uomo. Grazie a questi nervi motori l'uomo sarebbe in grado di muovere i suoi arti. Mentre i primi sono "nervi senzienti", questi sarebbero "nervi volenti".

 

Bene, cari ascoltatori, nel mio libro “Enigmi dell'anima” ho illustrato, seppur a grandi linee, quanto segue: non esiste differenza sostanziale fra i nervi sensori e i cosiddetti nervi motori; i cosiddetti nervi della volontà non sono al servizio della volontà. I fenomeni che dovrebbero dimostrare che tali nervi servono alla volontà, come per esempio quella malaugurata malattia che è la tabe polmonare, la tubercolosi, provano esattamente il contrario, come può essere facilmente dimostrato, provano quello che sto per esporvi.

 

Questi cosiddetti nervi volitivi sono anch'essi nervi sensitivi. Mentre gli altri nervi sensitivi vanno dagli organi di senso all'organo centrale per far sì che quanto viene trasmesso dai sensi dall'esterno possa essere percepito, i cosiddetti nervi volitivi, che sono anch'essi nervi sensitivi, percepiscono i movimenti che avvengono dentro di noi. Non ci sono nervi volitivi, della volontà: si tratta della percezione dei propri movimenti.

 

Il volere è di natura puramente spirituale, è una realtà animico-spirituale che agisce direttamente come tale. Noi abbiamo bisogno dei cosiddetti nervi motori perché essi percepiscono in noi la parte che si deve muovere, che va percepita se si vuole che la volontà la metta in moto.

 

Per quale motivo vi ho fatto questo esempio, cari ascoltatori? Perché oggi potete vedere, leggere e ascoltare tante discussioni in cui si parla della volontà, solo che vengono sviluppate delle idee che non hanno la forza propulsiva necessaria per conoscerla nella sua realtà, per osservare il volere nel suo operare reale. Queste conoscenze restano astratte, avulse dalla realtà, con esse la scienza può ben venirci a raccontare che esiste un tipo di nervo volitivo-motorio.

 

La scienza dello spirito sviluppa sulla volontà delle idee che mostrano anche di che natura è l'elemento corporeo del sistema volitivo umano. In altre parole, la scienza dello spirito sa indagare l'essenza vera dei fenomeni naturali, delle realtà naturali; non resta in un ambito estraneo alla vita, ma si immerge nella realtà concreta.

 

Questa scienza ha il coraggio di non lasciare la materia là fuori, ma di entrarvi dentro con lo spirito. Per essa tutto diventa spirituale, e perciò essa vuole anche entrare nel merito dell'organizzazione sociale e può contribuire alla realizzazione della vita sociale, compito che le scienze naturali astratte e intellettualistiche non sono in grado di svolgere.

 

E così, cari ascoltatori, questa scienza dello spirito dovrà anche parlare di una conoscenza spirituale, di una nuova via per far ingresso nel mondo dello spirito e dell'anima. Avrà il coraggio di dire: oggi per noi quelle immagini dei mondi spirituali viste da artisti come Raffaello, Michelangelo e Leonardo da Vinci non possono far più testo. In base all'ulteriore evoluzione dell'umanità, siamo tenuti a cercare un nuovo accesso al mondo spirituale.

 

Ma se riacquistiamo la conoscenza del mondo spirituale, se riusciamo a farvi ingresso, se impariamo a conoscerlo non come fa un panteismo nebuloso che continua a parlare dello spirito astratto e oscuro in generale, ma se davvero ci inoltriamo nei fenomeni reali del mondo spirituale - non per mezzo dello spiritismo, ma sviluppando le forze spirituali e animiche umane, come ve le ho descritte qui -, allora si avrà di nuovo coscienza del mondo spirituale in un modo adeguato all'attuale evoluzione dell'umanità, allora i misteri dello spirito si riveleranno nuovamente al mondo.

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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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