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31 marzo 2012 6 31 /03 /marzo /2012 11:04

cristo-re.jpgIn base a una vecchia pagina parecchi tanti anni fa in merito ai tre concetti ebraici di anima, recentemente ripubblicata qui, sono stato invitato all’ascolto di una conferenza intitolata “Che immagine avete di Gesù? La Bibbia rivela che Gesù ora è un Re potente…”.

 

Questo però è un invito accalappiacani, cioè accalappia-fedeli di tipo confessionale. Ed il confessionalismo appartiene ancora al secondo millennio, non al terzo in cui stiamo vivendo.

 

Perché?

  

Perché se considero le tre caratteristiche del popolo del Cristo, del popolo delle chiese e del popolo delle logge, so già in anticipo che ogni chiesa considera Gesù un Re, ogni loggia lo considera maestro e ogni scienza dello spirito, appunto, uno spirito (per spirito intendo l’immateriale involucro dell’io umano presente in ogni essere umano). E poiché non mi interessano le chiese in quanto hanno fatto tutte il loro tempo nel 2° millennio, ed ora siamo nel 3°, so già in anticipo che esse non hanno nulla da offrire a me uomo del terzo millennio.

 

La questione del “Cristo Re” è ben argomentata e dimostrata da Steiner con molti esempi storici e culturali nella 9ª conferenza del ciclo “Lo studio dei sintomi storici”, che tenne a Dornach il 3 novembre 1918, che sintetizzo come segue con le sue stesse parole: “se cerchiamo la realtà dietro ciò che molto spesso è apparenza, possiamo dire, per il popolo del Cristo: Cristo è lo spirito; in sostanza cioè egli non ha nulla a che fare con un qualsiasi ordinamento sul piano fisico. Esiste soltanto il mistero che egli una volta sia stato presente in una figura umana. Per il popolo della Chiesa possiamo dire: Cristo è un re. L’espressione potrà venire sfumata più o meno, ma resta: Cristo è il re. Essa continua a vivere pure nel popolo delle logge, ma si modifica per divenire: Cristo è il maestro” (R. Steiner, “Lo studio dei sintomi storici”, Milano, 1961, p. 204).

 

Se ben notate, la festa di Cristo Re è la festa della Chiesa nella quale il Cristo appare materialmente come “corpo”.

 

Ma la materializzazione del Cristo come corpo è per me qualcosa di comico esattamente come l’anagramma di corpo che è porco! Oggi addirittura le chiese tendono a non distinguere più nemmeno la differenza fra Gesù e Cristo. Gesù era il portatore del Cristo, ed anticamente si diceva “Gesù, detto il Cristo”, proprio perché il Cristo era un nome tecnico, la cui radice “cri” è in greco la stessa di “crisalide”, vale a dire la ninfa della farfalla, l’animale che vive nel luminoso elemento aereo dopo aver vissuto in quello terrestre come bruco. Dunque un nome tecnico per indicare la parte superiore dell’io umano che si andava incarnando proprio al tempo del sangue del Golgota. Il sangue fecondava la terra e l’io si incarnava. L’uomo non diceva più “il mio cuore dice” ma “io dico”. L’uomo non parlava più in terza persona come fanno ancora i bambini prima del terzo anno di vita, ma in prima persona. E se osservate quei tre anni e calcolate il tempo che intercorre dal battesimo di Gesù nel Giordano all’evento del sangue del Golgota, vedete che si tratta di un periodo temporale di circa tre anni, appunto.     

 

Quindi occorre “fermarsi” all’io (nel senso di approfondire sempre più il mistero di questa incarnazione) e dire “basta” alle confessioni religiose, perché esse hanno fatto il loro tempo.

 

Ecco perché la filosofia della libertà insegna che ricercare nel mondo qualcos'altro di comune, al di fuori del contenuto immateriale che il pensare ci fornisce, è sbgliato: tutti i tentativi tendenti ad un'altra unità universale che non sia quel contenuto, ottenuto per mezzo del pensare applicato agli oggetti delle nostre percezioni, sono fallimentari.

 

In tal senso Dio non può più fare da unità universale come nei tempi antichi, né l’energia o la materia, né la mera volontà senza idee, ecc. Tutte queste entità appartengono solo ad una zona limitata del nostro osservare. E sarebbe meglio non essere limitati…

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commenti

Massimo Francese 03/31/2012 18:05

Sarebbe interessante, spero non solo per me, un tuo commento al significato del Padre Nostro, di ciò che rappresentano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Massimo
p.s.-Buon per te che i roghi per gli eretici sono in disuso da qualche secolo.

nereovilla 03/31/2012 19:27



Provo a scriverlo stanotte. Grazie dell'idea.



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  • : Musicista, scrittore, studioso di ebraico e dell'opera omnia di Rudolf Steiner dal 1970 ca., in particolare de "La filosofia della Libertà" e "I punti essenziali della questione sociale" l'autore di questo blog si occupa prevalentemente della divulgazione dell'idea della triarticolazione sociale. http://digilander.libero.it/VNereo/
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